Confraternita Maria SS. della Mercede al Capo, Palermo - 1590

Confraternita Maria SS. della Mercede al Capo, Palermo - 1590 Pagina Ufficiale della Confraternita di Maria SS. della Mercede al Capo, 1590 - Palermo. CHIESA E CONFRATERNITA DI MARIA SS. Nicolò Panjnjano e Sebastiano Marzo.

DELLA MERCEDE AL CAPO

Nella notte tra l'1 e il 2 agosto 1218 appariva la Beata Vergine Maria a San Pietro Nolasco, San Raimondo da Pegnafort e a re Giacomo I° d'Aragona ingiungendo loro di fondare un Ordine il cui scopo fosse quello di liberare i cristiani schiavi dei Mori. L'Ordine fu fondato a Barcellona nella Cattedrale di Sant'Eulalia il 10 agosto dello stesso anno sotto la protezione del re

Giacomo I° d'Aragona. I fondatori aggiunsero ai tre voti ordinari (castità, povertà e ubbidienza) il quarto particolare: scambiare se stesso con colui che, schiavo, stesse per rinnegare la fede cristiana. Per l'immensa grazia che Maria fece al suo popolo fu invocata Madre della Mercede (la mercede era il riscatto per liberare lo schiavo). I Padri Mercedari (che "raccoglievano danaro per riscattare i cristiani schiavi dei barbareschi e dei Turchi" G. Parlotti, Guida Storico-artistica di Palermo e dintorni) vennero in Sicilia nel XV° secolo con privilegio dato in Vagliadolid nel 1463 dal Re Giovanni al Padre Maestro Gomezio di Bosega di poter fondare nel luogo che volesse un convento dell'Ordine. A Palermo furono dapprima ospitati nella chiesetta normanna di Sant'Anna al Capo della confraternita dei "Frinzari" (frangiai), per poi nel 1482, per controversie insorte con quei confrati, fondare nella piazza del Capo l'attuale Chiesa che dedicarono alla Madonna della Mercede (quindi prima Chiesa dedicata alla Madonna della Mercede in Sicilia e prima e unica a Palermo) ed il convento denominato di Sant'Anna non più esistente. Il Commendatore di questo Convento interveniva nei Parlamenti Generali, ma p***e questa prerogativa a causa di un Commendatore che, chiamato nel Parlamento, non comparve (G. Palermo, Guida istruttiva di Palermo e dintorni). Il 18 novembre 1590, essendo Commendatore del Convento padre G. Battista Garau e Parroco del Distretto don Giovanni Antonino Zizzo, veniva ivi fondata la COMPAGNIA SANTA MARIA LA MERCÈ e furono fondatori: Bartolomeo Marvaccio, Giuseppe Montalbano, Simone Pagano, Pietro Di Silunizo, Antonio Prarugnano, Mariano Panifici, Giuseppe Gervjo dell'Ordine della Mercè, il Sac. Giuseppe Zito Cavinja, Vincenzo Marvaccio , Not. Francesco Graziano, Santo Molinaro, il Sac. I Capitoli furono notati in atto pubblico dal Notaro Antonino Lo Faso il 1 giugno 1683 (dai manoscritti del Canonico Mongitore - Biblioteca Comunale di Palermo). Nel 1624, durante la terribile epidemia di peste che devastò Palermo, i Mercedari del Capo si distinsero prestando soccorso alla popolazione appestata, allestendo un lazzaretto nel vicino oratorio di sant’Onofrio, cedutogli proprio per questa incombenza. Con spirito di vera carità, 20 di loro: Stefano Marchesi, lettore di filosofia; Pietro Nolasco e Giovanni Battista Mansa commendatori; Gaspare de Ortega, Giovanni Zorita, Giuseppe Latona, Vincenzo Calderon e Giovanni Battista de Sartis, sacerdoti; Gaspare Fajolo, Adriano Calabrò, Bonaventura Palmerio, Giovanni Ruiz, Vincenzo Bonello, Pietro Salanitro, Pietro Salino, Vincenzo Carrenzo, Andrea Schiafino e Vincenzo Salanitro, coristi; Batilani Marsalio e Michele de la Rosa, conversi, spontaneamente si offrirono di aiutare gli ammalati e venendo contagiati loro stessi divennero così martiri della carità arricchendo la schiera dei Santi palermitani. Tra questi, emerge più di tutti, la figura del Beato ciminnese Vincenzo Salanitro, ospite più illustre del convento del Capo per la fama di santità di cui godeva già in vita. Ancora oggi il suo corpo è seppellito nella Chiesa della Madonna della Mercede al Capo “Hic Salanitro Iacet 1626”. L’ordine Mercedario li festeggia il 14 febbraio. Già nel XVII secolo, si ha notizia dello svolgimento della processione in onore della Madonna della Mercede per le vie del Capo (veniva utilizzato un simulacro in cera vestito), ogni anno il 24 di settembre (archivio di stato della Gancia). Il 15 gennaio 1783, con disposizione n.17, lo Stato Borbonico soppresse le Confraternite create dagli Ecclesiastici (come tante altre la Compagnia della Mercede rimane comunque viva e unita), in quanto tutte le Opere Pie (istituzioni cui le Congregazioni vennero equiparate) dovevano essere amministrate da laici e sottoposte alla vigilanza civile. Pertanto tutte le Congregazioni vennero rifondate e formarono i loro nuovi capitoli nei quali si stabiliva che, benchè concessa l'iscrizione agli ecclesiastici, questi non potevano godere di voce attiva e passiva, l'amministrazione doveva essere gestita dai laici e controllata dalle Commissioni Amministrative, non potevano superare il numero di cento iscritti e non potevano iscriversi le donne. Nel 1813, viene realizzato il prezioso simulacro ligneo della Madonna della Mercede, ad opera dello scultore palermitano Girolamo Bagnasco, voluto dal Rev. Padre Luigi Mannino Priore del Convento e dal superiore della Compagnia Francesco Cangeri, Di detto simulacro, dice il Di Marzo Ferro nella sua Guida di Palermo, "Quanto esso sia perfetto facilmente il giudica chi l'osserva". Nell'agosto 1814, essendo Parroco don Gaetano Alessi, la Compagnia rinnovata assunse il titolo di "Confraternita di Maria SS. sotto il specioso titolo della Mercede" (Capitoli della Confraternita - Archivio della stessa). Da quell'anno iniziano i festeggiamenti più solenni in onore della Madonna della Mercede al Capo, come ancora oggi l'ultima domenica di settembre che per lo sfarzo, la solennità e la partecipazione di popolo vennero definiti il "Terzo Festino di Palermo" (successivo temporalmente a quello di Santa Rosalia il 15 luglio e a quello della Madonna del Carmine a Ballarò l'ultima domenica di luglio). Già nel 1856, la Madonna della Mercede veniva proclamata Patrona del Mandamento Monte di Pietà (l'attuale Capo). Nel 1866, durante il moto rivoluzionario del "sette e mezzo", la Chiesa fu danneggiata e furono profanati altare e cripta. Nel 1872, dopo la soppressione degli Ordini religiosi, la Chiesa rischiò di essere demolita (in applicazione al piano regolatore di Palermo del 1869), ma insorsero i confrati con a capo il superiore Vincenzo Bivona e il ca****lano Rev. Padre Rosario Cangeri Prefetto della Ca****la Palatina e Commendatore dell'Ordine della Mercede cui si unirono gli abitanti del popoloso rione. Già erano stati demoliti metà del convento, parte dell'abside e tutto ciò che esisteva nella piazza Sant'Anna (ancora sono visibili i segni del piccone demolitore), ma finalmente il 28 giugno 1882, con stipula di atto amministrativo e con il consenso dell'allora Arcivescovo Cardinale Celesia, la Chiesa fu ceduta alla Confraternita con l'obbligo di restaurarla e riaprirla al culto. Il venerato simulacro della Madonna ritornò nella propria Chiesa da quella di San Marco dove era stato custodito e ricominciarono tutte le funzioni religiose come quando c'erano i padri Mercedari. I Confrati pagarono a turno la S. Messa per i Confrati defunti. Nello stesso anno venne intanto fondata la sezione femminile della Confraternita con a capo la superiora Orsola Di Blasi. In quegli anni venne effettuata un asta pubblica delle opere del Convento dei Cartari e la Confraternita acquistò la statua lignea di San Pietro Nolasco di Girolamo Bagnasco e una lapide marmorea della benefattrice di quel Convento: Donna Marfisa Messana (entrambe le opere sono ancora in Chiesa). In questa stessa asta il Cardinale Celesìa acquistò la statua argentea dell'Immacolata Concezione (titolare della Chiesa e del Convento dei Cartari) che si trova ancora oggi nella Cattedrale della Città. Nel 1885, per interessamento del confrate Cav. Falla, amministratore delle Case patrizie Mazzarino e Sant'Elia, si raccolsero i fondi per realizzare le splendide corone ad opera della ditta Spadafora, che ancora oggi adornano la statua nei giorni della festa. Nello stesso anno venne sostituita la bassa porta ogivale della Chiesa con l’attuale portale in tufo, mentre il portone (proveniente dalla distrutta Chiesa dei Sett’Angeli) fu ceduto dall’amministrazione Comunale. Nel 1900 la Confraternita venne riconosciuta Ente morale e sottoposta all’osservanza delle norme di legge delle opere pie. Sotto la guida del Rev. Padre Trudo il culto s’intensificò: la festa della Madonna della Mercede era preceduta da sette sabati di preparazione (il primo e l’ultimo si faceva la Processione Eucaristica per le vie del Mandamento) e ogni due anni si festeggiavano le SS. Quarantore. Nel 1910 iniziarono i preparativi per festeggiare il 1° Centenario del prezioso simulacro. Viene pertanto costruita la ca****la esterna (dove si trovava una porta secondaria che immetteva in via Cappuccinelle) dedicata all'Ecce Homo, viene decorata la cantoria all'ingresso della Chiesa in stile neobarocco , viene realizzato dalla ditta Micales l'organo a canne (furono utilizzate parti di un organo più antico) e furono acquistate alcune ninfe per la Chiesa. Alla festa del 1913 vi parteciparono oltre all'Arcivescovo Cardinale Alessandro Lualdi (che donò un prezioso paramento in stile impero ricamato in oro su lamè di seta) anche il Deputato del Collegio e i Consiglieri Provinciali. Tutto il Mandamento era sfarzosamente illuminato, tantissimi balconi addobbati. La Festa, come descrive un giornale dell'epoca, fu solennissima sia come manifestazione religiosa che per la partecipazione di popolo. Nel 1925, per la prima volta, il fercolo scese in piazza Capo attraverso la scalinata superando il dislivello di circa 3 metri (prima percorreva il vicolo Lungo). Nel 1931 a causa di un violento nubifragio che funestò la Città, la Chiesa rischiò di crollare, il simulacro venne ospitato nella chiesa parrocchiale di Sant'Ippolito e ritornò nella Chiesa titolare dopo due anni, completati i lavori di consolidamento (in tale occasione venne rifatta la facciata della chiesa). La seconda guerra mondiale arrecò altri danni al tempio: il presbiterio fu quasi completamente distrutto e con esso un quadro settecentesco dell'Assunta e il busto marmoreo di D. Luigi La Farina Marchese di Madonia, "nobile palermitano, uomo dottissimo versato in varie lingue e in diverse scienze" (come si leggeva nell'iscrizione sottostante). Alla fine del conflitto i Confrati ricostruirono il cappellone utilizzando per l'altare maggiore un paliotto della Chiesa del Gran Cancelliere completamente distrutta dai bombardamenti (venne in tale occasione venduta, con il nullaosta della Soprintendenza e dell'Ordinario pro tempore, la primaria statua della Madonna della Mercede in marmo del quattrocento che ormai aveva perso venerazione, per raccogliere il denaro necessario per la ricostruzione). Il 29 novembre del 1973 l'amministrazione degli immobili passò all'Ufficio Amministrativo della Curia arcivescovile. Nel 1984 l'Arcivescovo Cardinale Salvatore Pappalardo affida la Chiesa alla Confraternita. Nel 1997, finalmente, la statua della Madonna viene sottoposta a restauro scientifico ad opera del prof. Gaetano Correnti. Viene scoperta la cromia originale perfettamente conservata e addirittura la firma dell'autore, Girolamo Bagnasco, con la data di esecuzione (1813). Il simulacro della Madonna viene esposto nella Chiesa Cattedrale dove il 10 settembre avviene la presentazione del restauro. Il 17 settembre la venerata immagine ritorna processionalmente al Capo dopo un anno di assenza e qui viene accolta trionfalmente dai devoti. Il 24 settembre del 2006, il Sindaco di Palermo, On. Avv. Diego Cammarata, ratifica l'antico Patronato della Madonna sul Mandamento Monte di Pietà donando, a nome della cittadinanza, la chiave della Porta Carini. "Nell'anno del Signore 2006
sotto il Pontificato di SS. Benedetto XVI ;
essendo Arcivescovo SE. il Cardinale
Salvatore de Giorgi,
Il giorno 24 del mese di Settembre,
Il Sindaco di Palermo On. Diego Cammarata
Dichiara
Maria SS. della Mercede
Patrona dell'antico Mandamento
Monte di Pietà
Segno tangibile di tale Patronato dona,
a nome della Cittadinanza
la chiave della Porta Carini. Palermo, Chiesa Maria SS. della Mercede al Capo, 24 Settembre 2006 - Il Sindaco." (G Cangialosi - P. Campanella)

09/09/2026

𝐒𝐈 𝐀𝐋𝐙𝐀 𝐋'𝐄𝐋𝐄𝐆𝐀𝐍𝐓𝐄 𝐏𝐀𝐑𝐀𝐓𝐎ⵑ

Un lavoro di mani, cura e devozione.
L’arte della seta per onorare la Patrona del Capo.

Sta per iniziare “𝐀́ 𝐌𝐈𝐂𝐂𝐄̀” edizione 𝟐𝟎𝟐𝟔!

(Ringraziamo il nostro paratore Gaetano Palazzotto per il gusto e la maestria)

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09/09/2026

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09/09/2026

𝐀́ 𝐌𝐈𝐂𝐂𝐄̀ 𝟐𝟎𝟐𝟔 - 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐀𝐌𝐌𝐀

La 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚 di quest’anno vuole essere l’𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
La Madonna stessa per eccellenza custodia di grazia, diviene 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐫𝐥𝐚, 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐩𝐨, 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐮𝐨 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨.
Un’ immagine che indica con modernità, non allontandosi dal contesto in cui è inserita, 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨.

𝐃𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟔.

























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09/09/2026

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𝙊 𝙩𝙪 𝙘𝙝𝙞 𝙨𝙥𝙧𝙚𝙣𝙣𝙞, 𝙘𝙤𝙢𝙪 𝙪 𝙨𝙪𝙡𝙞 𝙙'𝙤𝙧𝙪 𝙘𝙪 𝙡𝙖𝙢𝙥𝙞 𝙚 𝙡𝙖𝙢𝙥𝙞𝙪𝙣𝙚𝙙𝙙𝙖 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙡𝙪𝙧𝙞,‘𝙨𝙩𝙖 𝙛𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙚̀ 𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙩𝙧𝙞𝙘𝙞 𝙙𝙞 𝙡'𝙖𝙢𝙪𝙧𝙞: 𝙚 𝙞𝙣 𝙘𝙤𝙧𝙞 𝙣𝙤...
09/09/2026

𝙊 𝙩𝙪 𝙘𝙝𝙞 𝙨𝙥𝙧𝙚𝙣𝙣𝙞, 𝙘𝙤𝙢𝙪 𝙪 𝙨𝙪𝙡𝙞 𝙙'𝙤𝙧𝙪
𝙘𝙪 𝙡𝙖𝙢𝙥𝙞 𝙚 𝙡𝙖𝙢𝙥𝙞𝙪𝙣𝙚𝙙𝙙𝙖 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙡𝙪𝙧𝙞,
‘𝙨𝙩𝙖 𝙛𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙚̀ 𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙩𝙧𝙞𝙘𝙞 𝙙𝙞 𝙡'𝙖𝙢𝙪𝙧𝙞:
𝙚 𝙞𝙣 𝙘𝙤𝙧𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙪 𝙣𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙞𝙖 𝙘'𝙚̀!

(dalle canzonette della festa della Madonna della Mercede al Capo - testo di Giuseppe Florio - musica di Pino Verci)
























Oggi nella nostra Chiesa, abbiamo accolto il 𝐏𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐞𝐝𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐎𝐬𝐯𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐕𝐢𝐯𝐚𝐫𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐞𝐳.Con g...
08/09/2026

Oggi nella nostra Chiesa, abbiamo accolto il 𝐏𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐞𝐝𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐎𝐬𝐯𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐕𝐢𝐯𝐚𝐫𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐞𝐳.
Con grande entusiasmo e interesse ha ascoltato la storia della Chiesa, del culto e della festa della Madonna della Mercede al Capo che in breve gli abbiamo raccontato manifestando anche interesse nel rimanere in contatto con la nostra realtà anche per il futuro.
A Padre Leoncio diciamo il nostro grazie per la graditissima visita e assicuriamo le nostre preghiere.
Ringraziamo anche il Fratello Maggiore dell’Ordine Massimiliano Di Blasi per la continua vicinanza alla nostra realtà.

Viva Maria della Mercede!
Viva la famiglia Mercedaria!























La Confraternita si stringe al dolore del carissimo Ottavio Zacco per la scomparsa della cara mamma ed eleva preghiere i...
08/09/2026

La Confraternita si stringe al dolore del carissimo Ottavio Zacco per la scomparsa della cara mamma ed eleva preghiere in suffragio per la sua anima.
La Vergine Maria che tanto veneriamo, interceda presso l’Altissimo affinché l’accolga nel paradiso dei giusti e doni ai familiari il conforto.
Al caro e fraterno amico Ottavio, punto di riferimento per la nostra Confraternita, ribadiamo il nostro affetto e la nostra vicinanza in questi momenti di prova.

L’eterno riposo…

𝓝𝓪𝓽𝓲𝓿𝓲𝓽𝓪̀ 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓑𝓮𝓪𝓽𝓪 𝓥𝓮𝓻𝓰𝓲𝓷𝓮 𝓜𝓪𝓻𝓲𝓪O Maria Santissima, eletta e destinata Madre dell'unigenito Figlio del Padre, preannu...
08/09/2026

𝓝𝓪𝓽𝓲𝓿𝓲𝓽𝓪̀ 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓑𝓮𝓪𝓽𝓪 𝓥𝓮𝓻𝓰𝓲𝓷𝓮 𝓜𝓪𝓻𝓲𝓪

O Maria Santissima, eletta e destinata Madre dell'unigenito Figlio del Padre, preannunciata dai Profeti, attesa dai Patriarchi e desiderata da tutte le genti, sacrario e vivo tempio dello Spirito Santo, sole senza macchia perchè concepita senza peccato, Signora del Cielo e della terra, Regina degli Angeli, umilmente prostrati ti veneriamo e ci rallegriamo dell'annuale ricorrenza della tua felicissima nascita. Ti supplichiamo di ve**re spiritualmente a nascere nelle anime nostre, affinché queste, prese dalla tua amabilità e dolcezza, vivano sempre unite al tuo dolcissimo e amabilissimo Cuore.
























Indirizzo

Piazza Capo 26
Palermo
90134

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