PARROCCHIA SANT'IPPOLITO MARTIRE AL CAPO - PALERMO
CENNI STORICI
Non si conosce l’anno di fondazione di questa parrocchia in quanto i vari manoscritti non lo indicano. Nel 1718 si rinnovò il presbiterio che era stato edificato nel 1583, distruggendo la vecchia abside e le due piccole laterali, ma mentre si completavano i lavori di restauro, il 7 aprile 1719, notte del venerdì santo, rovinò parte
dell’edificio presso la porta maggiore per cui il parroco don Giuseppe Sileci chiamò per dirigere i lavori l’architetto del Senato Andrea Palma. La chiesa fu riaperta al culto il 10 agosto 1728 con l’occasione della prossima solennità di S. IL MONUMENTO
La chiesa ha il frontespizio rivolto a occidente e l’altare maggiore verso oriente; ha tre porte sulla facciata e sopra la centrale una statua marmorea dell’Immacolata Concezione (nel 1624 i Parroci cittadini fecero voto alla SS. Vergine di porre la sua immagine sulla porta di ogni parrocchia se fosse cessata la peste), e in alto tre medaglioni in stucco con i Ss. Pietro e Paolo (quest’ultimo mancante) e al centro S. La chiesa è divisa in tre navate sorrette da 10 colonne di marmo di Billiemi. Profondo il presbiterio e davanti ad esso l’antititolo ricordo dell’antica chiesa a pianta basilicale. NAVATA CENTRALE
All’ingresso due belle acquasantiere secentesche marmoree. Sopra gli archi Giovanni Patricolo dipinse nel 1844 dentro tondi a tempera i sacramenti e le decorazioni floreali e nella volta “L’apparizione di Gesù nel lago di Tiberiade” (quest’ultimo purtroppo perduto e sostituito a metà del XX secolo da un brutto dipinto con “L’apparizione di Gesù a Tommaso” di autore ignoto). Sull’arco trionfale l’aquila senatoriale e sotto di essa una pregevole “Croce” dipinta bizantina. PRESBITERIO
Nel profondo presbiterio l’altare marmoreo neoclassico con sopra la pala d’altare con “Il martirio di S. Ippolito” (XVIII sec. ) attribuito a Gaspare Serenario ma forse di Filippo Randazzo. Sul tabernacolo era un pregevole Crocifisso d’ avorio (attualmente nella chiesa della Concezione). Nelle pareti laterali gli stalli per l’ufficiatura e sopra due cori lignei con un organo settecentesco. Notevoli anche due credenze con angeli attribuibili al Quattrocchi. NAVATA DI DESTRA
In una piccola ca****la “Madonna di Pompei” cartapesta leccese dei primi del novecento. I° altare: “Madonna del Rosario con santi domenicani e S. Rosalia”, tela settecentesca
attribuita a Filippo Randazzo. II° altare: Santi Medici Cosma e Damiano, statue lignee cinquecentesche provenienti
dall’omonima chiesa chiusa al culto nel 1970 circa ( pregevoli gli ornamenti
argentei festivi delle statue fra cui i collari dell’Ordine di S. Gennaro donati nel
1799 da Ferdinando III° di Borbone). III°altare: Sacro Cuore di Gesù, statua moderna lignea di Ortisei. In fondo alla navata l’archivio parrocchiale che conserva ancora, dentro armadi dipinti del XIX secolo, tutta la documentazione dei sacramenti e stato d’anime del territorio parrocchiale dal cinquecento ad oggi (caso forse più unico che raro delle parrocchie cittadine). NAVATA DI SINISTRA
In un piccolo vano chiuso da un cancello il Battistero con il fonte del 1623 (essendo Parroco Don Giovanni Guglielmo Scirrotta). Segue nella terza lesena un affresco bizantino “La Madonna e il Bambino” che testimonia l'atica Chiesa. I° Altare: “Immacolata e Santi” tela settecentesca attribuita a Filippo Randazzo
e busto ligneo di “S . II° altare: “Crocifisso” ligneo settecentesco e “Addolorata” tela settecentesca attribuita a Vito D’Anna. III° altare: “Immacolata” , statua lignea di Vincenzo Genovese (fine XIX° sec). SACRESTIA
Ubicata in fondo alla navata sinistra nell’Ex Oratorio del SS. Sacramento. Nella volta un affresco settecentesco raffigurante “L’Adorazione della SS. Eucaristia" e sotto “Ercole che combatte il leone” (simbolo del quartiere). Alla parete di destra una teoria di ritratti di alcuni parroci dal seicento al novecento. Alla parete di sinistra tre tele delle quali la prima cinquecentesca (scuola di Mario Di Laurito) rappresenta "Gesù con i simboli della Passione”, la seconda “Sacra Famiglia” attribuita a Guglielmo Borremans e la terza “Madonna del Rosario“ novellesca. In fondo “Cristo con la Croce” di Giovanni Patricolo. Sopra la porta d'ingresso grande tela settecentesca con “La lavanda dei piedi e l’ultima cena” e sopra ancora una lavagna “Madonna col Bambino” cinquecentesca. In sacrestia sono inoltre conservatiI gli armadi settecenteschi di finissimo disegno alcuni dei quali provenienti dalla Chiesa del Monastero delle Stimmate. Altresì da esso provengono due confessionali e la sede presidenziale con gli sgabelli (attualmente conservati nella Chiesa dell'Immacolata Concezione). Degni di nota alcuni paliotti ricamati in oro e argento realizzato dalle suore Collegine di Monreale nel XVIII° secolo.