15/06/2026
Svolta in Medio Oriente: firmato l’accordo USA-Iran
Il presidente Donald Trump canta vittoria dal G7 di Evian, assicurando che lo Stretto di Hormuz riaprirà completamente e che l’Iran non avrà mai l’atomica, ma dietro gli annunci trionfali la realtà geopolitica si rivela estremamente complessa. L'accordo, mediato con successo da Pakistan e Qatar, prevede la cessazione immediata di tutte le operazioni militari, incluso il fronte in Libano, ma secondo il Washington Post si è trattato solo di un ripristino dello scenario precedente all'attacco di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Sul piano interno, Teheran esce paradossalmente rafforzata poiché incassa l'allentamento delle sanzioni, lo sblocco degli asset congelati e il riconoscimento della sovranità sullo stretto, mantenendo intatti l'arsenale missilistico e l'uranio arricchito; tuttavia, l'intesa ha aperto una profonda spaccatura con i fondamentalisti locali che gridano al tradimento. Al contrario, lo scenario rappresenta una netta sconfitta geopolitica per il premier israeliano Netanyahu, visto che il cessate il fuoco blocca l'offensiva contro Hezbollah e allontana l'obiettivo di smantellare il regime iraniano, spingendo Israele in un angolo. L'Europa è rimasta sostanzialmente a guardare, subendo la frustrazione di Trump per il mancato supporto militare, anche se ora si dice pronta a una missione internazionale per tutelare i traffici marittimi. Nel frattempo i mercati globali festeggiano con un calo del prezzo del petrolio, ma l'incognita economica resta alta: se da un lato il vicepresidente USA JD Vance pretende una riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi a lungo termine, dall'altro le fonti iraniane avvertono che il passaggio gratuito scadrà dopo soli 60 giorni, lasciando presagire due mesi di difficilissimi negoziati tecnici. La cerimonia ufficiale di firma si terrà questo venerdì 19 giugno in Svizzera.