Centro Carismatico Gesù Liberatore

Centro Carismatico Gesù Liberatore A Padre La Grua si deve la fondazione del Centro Carismatico Gesù Liberatore nella contrada di Margifaraci a Palermo. E. Mons. Intanto veniva a mancare il Dott.

IL CENTRO "GESU' LIBERATORE"
(DALLA COOPERATIVA ALLA FONDAZIONE)


Il 24 novembre 1999 è stato firmato il Decreto di riconoscimento della personalità giuridica alla Fondazione Gesù Liberatore, costituita il 26 febbraio 1999, con atto pubblico ai rogiti del notaio Enrico Rocca, in Palermo. La Fondazione subentra alla Cooperativa omonima nella gestione del Centro »Gesù Liberatore» nel Fondo Margifar

aci, venendo essa ad estinguersi, a norma dello Statuto, alla fine del millennio. La Cooperativa Gesù Liberatore fu costituita nel 1982, a servizio del Rinnovamento nello Spirito, per tutte quelle operazioni di ordine economico-finanziario che si fossero rese necessarie alla sua attività, non avendo esso la veste giuridica per compierle, come non l'ha tuttora. Dopo circa un anno, nel 1983, la Cooperativa venne in possesso, per donazione, del Fondo Margifaraci. La donazione fu come la risposta generosa, non senza divina ispirazione, all'appello lanciato dal P. Matteo per avere un luogo più ampio e adatto ad accogliere ed aiutare spiritualmente i numerosissimi sofferenti che venivano alla Noce e non trovavano più spazio nel salone parrocchiale. La Cooperativa, formata da venti soci, tutti del Gruppo di Rinnovamento nello Spirito Santo della Noce, guidata dal suo Presidente Dott. Enrico Zagarella, Magistrato della Corte di Appello di Palermo, si mise subito al lavoro, non senza aver pregato per mesi il Signore perché facesse conoscere la sua volontà. Fu recintato il fondo con solide mura, fu tracciato e asfaltato un grande viale, fu costruita una grande platea e, nel centro, venne eretta la croce in legno, fabbricata con arte dal cantiere navale di Palermo per l'interessamento del socio Ing. Corrado Damiano e inaugurata nel 1987 con la Benedizione di S. Rosario Mazzola, attualmente Vescovo di Cefalù e allora Vescovo ausiliare di Palermo. Per accogliere tanta gente maturò subito l'idea di fabbricare un grande Tempio dedicato a Gesù Liberatore di tutte le sofferenze umane, con locali annessi per il servizio, e nel 1985 furono presentati al Comune il progetto e la richiesta di costruzione. In attesa dell'accoglimento della richiesta, che tardava ad avere una risposta, si progettò la costruzione di un capannone provvisorio. Si raccolsero i fondi facendo appello ai benefattori, agli stessi sofferenti, ed anche ai gruppi di R.n.S.; fu ultimato nelle sue strutture esterne l'attuale capannone, capace di ospitare oltre due mila persone. Il capannone fu messo in attività nel dicembre del 1989, ancora grezzo, con il tetto di lamiera, privo di soffitto e di impianto acustico. Enrico Zagarella, morto nel luglio del 1989. Dal 1990 il capannone del Centro "Gesù Liberatore" fu aperto anche agli altri. gruppi di Rinnovamento della Diocesi di Palermo per le loro riunioni. Il servizio è stato espletato quasi esclusivamente dal gruppo "Sacro Cuore alla Noce". Il Centro ha ospitato parecchi convegni diocesani e regionali del RnS. E' stato messo a disposizione di altri Enti ecclesiastici che ne hanno fatto richiesta per ritiri e convegni. Le spese di manutenzione e di gestione sono state sostenute dalle offerte spontanee dei fedeli e benefattori che ogni sabato frequentano la grande riunione di preghiera, dai fedeli che ogni lunedì ed ogni giovedì frequentano il salone alla Noce. Adesso, allo scadere del termine della propria esistenza, la Cooperativa cede il posto alla Fondazione. L'idea della Fondazione ci venne fin dagli inizi; ma poiché l'iter per avere l'approvazione si prevedeva molto lungo, secondo le norme allora vigenti, si ripiegò sulla costituzione della Cooperativa. L'idea della Fondazione fu ripresa tre anni fa, e ne furono concordate le linee in un incontro con Salvatore Martinez e il Dott. Dino Leonardi. Il cammino e stato molto faticoso ma il Signore ci ha fatto arrivare all'attuale traguardo. Ancora non tutto è ultimato, perché si attende la chiusura definitiva della Cooperativa, con la liquidazione effettiva di tutti i beni. La Fondazione è amministrata da un Consiglio, di cui fanno parte rappresentanti religiosi dei Frati Minori Conventuali e rappresentanti laici del RnS, scelti per la prima composizione tra i soci della passata Cooperativa per assicurare la continuità della gestione, mentre in seguito saranno scelti dal Comitato diocesano RnS, secondo lo Statuto. I gruppi diocesani si potranno considerare sostenitori benemeriti della Fondazione, e debbono guardare al Centro Gesù Liberatore come al punto di incontro tra di loro per la loro crescita e per il servizio al Signore. La Fondazione metterà a disposizione i locali per le riunioni periodiche dei gruppi, come faceva già la Cooperativa. L'intento che ha motivato la costituzione di una fondazione, così come è stata composta, è stato quello di assicurare la continuità dell'opera intrapresa, soprattutto per il servizio ai sofferenti, che fu lo scopo iniziale per cui fu fabbricato il capannone, in attesa della costruzione del Tempio a Gesù Liberatore di tutte le sofferenze umane. Preghiamo il Buon Dio che il Centro Gesù Liberatore sia un luogo di preghiera, di accoglienza dei sofferenti, di irradiazione della Parola di Dio; anche un luogo - come è stato scritto in un vecchio cartellone affisso fin dall'inizio in un angolo del recinto - di espiazione dei peccati della città che gridano vendetta al cospetto di Dio. Ma auspichiamo anche che il luogo, benedetto da Dio, sia il punto di unione e di crescita dei gruppi diocesani del RnS, e che si possa costituire sul luogo la comunità carismatica di Gesù Liberatore composta da tutti i fratelli del RnS che prestano servizio stabile a Margifaraci.

27/02/2025

INIZIA IL PROCESSO DIOCESANO PER LA CANONIZZAZIONE
DI P. MATTEO (GREGORIO) LA GRUA O.F.M. Conv.

Inizia a Palermo il processo diocesano per la canonizzazione di P. Matteo (Gregorio) La Grua, frate minore conventuale, il quale sarà all’attenzione di un apposito Tribunale diocesano che esaminerà, secondo canoni e precise procedure ecclesiastiche, la vita, le virtù eroiche, la fama e i segni di santità della suddetta figura del religioso.

La Sessione di apertura ufficiale del Processo diocesano, che sarà presieduta da S. Ecc. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, si terrà lunedì 3 marzo p.v. alle ore 12, presso la Sala Lavitrano del Palazzo Arcivescovile di Palermo.
Durante la Sessione presteranno giuramento i componenti del Tribunale Ecclesiastico diocesano e la Vicepostulatrice la Prof.sa Maria Lo Presti.

Il P. Matteo La Grua, figlio di Vincenzo e Anna Sottile, è nato a Castelbuono il 15 febbraio 1914. Entra nel Seminario dei Frati Minori Conventuali di Montevago (Agrigento) il 28 ottobre 1926, ha compiuto gli studi ginnasiali. Ha emesso i voti temporanei nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali il 4 ottobre 1930 ed i voti solenni a Roma, presso il Collegio Serafico, il 19 marzo 1935. Compiuti gli studi liceali e filosofici a Palermo e gli studi teologici a Roma alla Pontificia Facoltà di S. Bonaventura, si è laureato in S. Teologia nel 1940. Ha ricevuto l'Ordinazione sacerdotale a Roma il 25 luglio 1937.
Uomo di grandissima cultura ha insegnato teologia nel Collegio dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali a Palermo dal 1939 al 1952, e nel Seminario Arcivescovile e Convitto Ecclesiastico dal 1960 al 1965. È stato Ministro provinciale della Sicilia dal 1952 al 1958, Vicario episcopale e Presidente del Tribunale ecclesiastico diocesano dal 1952.
Il 10 ottobre 1975, S. Em. il Cardinale Salvatore Pappalardo gli affidò il mandato di guidare il popolo dei carismatici di Palermo e da quello stesso anno, servì il Gruppo Maria del Rinnovamento nello Spirito presso la Chiesa del S. Cuore della Noce movimento di preghiera nato nel ‘67 in seno alla Chiesa cattolica e fiorente a Palermo dal ’75. È stato il fondatore del Centro “Gesù Liberatore” e dell’omonima Fondazione al Fondo Margifaraci a Palermo.
Da quell’anno fino al giorno del suo decesso, avvenuto il 15 gennaio 2012, alla veneranda età di 97 anni, P. Matteo si è letteralmente speso per il popolo di Dio accogliendo tutti coloro che, malati nel corpo o nello spirito, bussavano alla porta del cortile di via Ruggerone da Palermo - uno degli accessi al convento, proprio sul retro della chiesa Sacro Cuore di Gesù, alla Noce - dove ivi dimorava, divenendo punto di riferimento fondamentale e meta di speranza per gente proveniente da ogni parte della città di Palermo, della Sicilia, da diverse parti d’Italia e anche dall’estero. Padre La Grua ha sempre aperto la sua porta a tutti, dalla duchessa di Aosta e ad alcuni Reali d’Europa, in segreta visita, all'ultimo dei poveri del quartiere, persone con problemi di ordine fisico, che si accostavano alle preghiere di guarigione, ma anche con mali spirituali, bisognosi di un consiglio.
Ogni giorno, ininterrottamente, per ben 37 anni una lunga fila fedeli ha continuato a bussare incessantemente alla porta della piccola segreteria, chiedendo un sostegno, una preghiera o un colloquio con il sacerdote che, nonostante la veneranda età, non ha mai lasciato inascoltate le voci e le loro richieste di aiuto, asserendo che «i bisogni della gente non vanno mai in pensione. Di conseguenza, nemmeno i sacerdoti».
P. Matteo è stato riconosciuto come uno tra i più importanti esorcisti italiani del XX secolo.

17/11/2024

La Verità che dobbiamo annunziare - Padre Matteo La Grua 30 maggio 1998

23/09/2024

IL SIGNORE SI PRENDERÀ CURA DEL DOMANI! *

"Non posso dimenticare come, quando ero giovane, vivevamo nel deserto di Kapsala sul Monte Athos. C'era molta neve. Soprattutto in inverno, nella foresta sulla montagna, eravamo tutti "tagliati fuori" l'uno dall'altro: non puoi andare a vedere il padre a te vicino. Potrebbero passare 10, 12, 15 giorni e il vicino non viene. Quando dico "prossimo", bisogna tenere presente che eravamo separati da enormi distanze. Ma è ancora il tuo vicino, anche se vive lontano da te.
Un giorno prendemmo del cibo e andammo da un vecchio che viveva lungo il sentiero. Era un eremita. Gli abbiamo portato dell'olio d'oliva e altre provviste.
- Geronda, ti abbiamo portato qualcosa!
- Grazie mille! Vi prego di trasmettere la mia gratitudine al vostro anziano!
Ha mantenuto solo una frazione di quello che gli abbiamo portato.
Ma abbiamo portato tutto a voi!
"No, no, mi basta per oggi!”
"Ok, cosa mangerai domani?”
Il Signore si prenderà cura anche di domani!
Dove viveva? Non in città, non vicino al negozio di alimentari, ma nel deserto, e non aveva nessun posto dove comprare generi alimentari. Ma non ha fatto affidamento sull'umano, ma sull'aiuto di Dio".

• Metropolita (ortodosso-cipriota) Atanasio di Limassol

20/09/2024

I VASI D’ARGILLA E I VASI D’ORO *

“È meglio che un uomo diventi un vaso di argilla, utile per tutte le persone e per tutti i tipi di lavoro quotidiano, per cibo, acqua e così via. Ma i vasi d'oro vengono messi in cassaforte e chiusi in armadi. Per paura dei ladri vengono usati raramente, forse solo una volta all'anno. Una nave di argilla ha il suo uso quotidiano e il servizio all'uomo. Così è anche un uomo umile che non cerca onori e gradi. Rimane insignificante anche tra uomini di rango inferiore, ma beneficia, consiglia e aiuta tutti, e tutti lo cercano e gioiscono con lui. L'umiltà è un grande dono per i monaci e tutti i cristiani! ”

* L'Anziano Paisius Olaru di Sihla Skete (ieromonaco ortodosso-rumeno - 1897-1990)

20/09/2024

"Finché non sia finita la lotta

NON ABBANDONARE LA LOTTA *

"Questo mondo è la palestra della lotta e lo stadio della corsa; e questo tempo è il tempo del combattimento. È il luogo del combattimento e il tempo della lotta non sono soggetti a una legge. Ciò significa che il re non ha posto un limite ai suoi lavoratori, finché non sia finita la lotta e non siano tutti radunati nel luogo del Re dei re. Lì sarà esaminato colui che ha perseverato nella battaglia e non ha ricevuto sconfitta, e colui che non ha voltato le spalle... Nessuno abbandoni la speranza. Solo: non disdegni la preghiera e il chiedere aiuto a nostro Signore. "

* s. Isacco il Siro (VII sec.)

Indirizzo

Via Al Fondo Margifaraci N. 16/20
Palermo
90135

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