Confraternita San Basilio Magno

Confraternita San Basilio Magno “Un buon proposito non è mai perso: colui che semina cortesia raccoglie amicizia; e colui che pianta felicità raccoglie amore.”

Tesseramento anno 2024
05/02/2024

Tesseramento anno 2024

03/02/2024

📌 Si avvisano i signori parrocchiani che lo spettacolo dell'Opera dei Pupi realizzata dall'Associazione Culturale Franco Cuticchio dal titolo "A Santuzza ri Palermo" che era prevista per domenica 4 febbraio alle ore 17.30,
👉 è ancora una volta annullato a data da destinarsi, per problemi di salute di Cuticchio.

03/02/2024
02/02/2024

🙏 Presentazione del Signore
Festa
Lc 2,22-40
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

La legge prescriveva che, quaranta giorni dopo la nascita del primo figlio, i genitori si recassero al tempio di Gerusalemme per offrire il loro primogenito al Signore per la purificazione della madre. Così fecero anche Maria e Giuseppe. Il rito serviva a consacrare il primogenito a Dio, in ricordo del fatto che Dio aveva, un tempo, salvato i primogeniti d'Israele in Egitto.
Gesù, dunque, è stato portato al tempio; e nell'atto della sua «presentazione», o della sua «offerta» personale a Dio Padre, traspare chiaramente il tema del sacrificio e del sacerdozio. Il bambino Gesù, che viene presentato al tempio, è quello stesso che, una volta adulto, purificherà il tempio (cf Gv 2,13-22; Mc 11,15; 19 ss.) e soprattutto farà di se stesso il sacrificio e il sommo sacerdote della nuova Alleanza.
La festa della Presentazione di Gesù al Tempio è chiamata anche la festa dell'«incontro»: nella liturgia, all'inizio si dice che Gesù va incontro al suo Popolo, è l'incontro tra Gesù e il suo popolo; quando Maria e Giuseppe portarono il loro bambino al Tempio di Gerusalemme, avvenne il primo incontro tra Gesù e il suo popolo, rappresentato dai due anziani Simeone e Anna.
Quello fu anche un incontro all'interno della storia del popolo, un incontro tra i giovani e gli anziani: i giovani erano Maria e Giuseppe, con il loro neonato; e gli anziani erano Simeone e Anna, due personaggi che frequentavano sempre il Tempio.
Osserviamo che cosa l'evangelista Luca ci dice di loro, come li descrive. Della Madonna e di san Giuseppe ripete per quattro volte che «volevano fare quello che era prescritto dalla Legge del Signore». Si coglie, quasi si percepisce, che i genitori di Gesù hanno la gioia di osservare i precetti di Dio, sì, la gioia di camminare nella Legge del Signore! Sono due sposi novelli, hanno appena avuto il loro bambino, e sono tutti animati dal desiderio di compiere quello che è prescritto. Questo non è un fatto esteriore, non è per sentirsi a posto, no! È un desiderio forte, profondo, pieno di gioia. È quello che dice il Salmo: «Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia... La tua legge è la mia delizia (119,14.77).
E che cosa dice san Luca degli anziani? Sottolinea più di una volta che erano guidati dallo Spirito Santo. Di Simeone afferma che era «un uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione di Israele», e che «lo Spirito Santo era su di lui»; dice che «lo Spirito Santo gli aveva preannunciato» che prima di morire avrebbe visto il Cristo, il Messia; e infine che si recò al Tempio «mosso dallo Spirito». Di Anna poi dice che era una «profetessa», cioè ispirata da Dio; e che stava sempre nel Tempio «servendo Dio con digiuni e preghiere». Insomma, questi due anziani sono pieni di vita! Sono pieni di vita perché animati dallo Spirito Santo, docili alla sua azione, sensibili ai suoi richiami...
Ed ecco l'incontro tra la santa Famiglia e questi due rappresentanti del popolo santo di Dio. Al centro c'è Gesù. È Lui che muove tutto, che attira gli uni e gli altri al Tempio, che è la casa di suo Padre.
È un incontro tra i giovani pieni di gioia nell'osservare la Legge del Signore e gli anziani pieni di gioia per l'azione dello Spirito Santo. È un singolare incontro tra osservanza e profezia, dove i giovani sono gli osservanti e gli anziani sono i profetici! In realtà, se riflettiamo bene, l'osservanza della Legge è animata dallo stesso Spirito, e la profezia: - «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» - si muove nella strada tracciata dalla Legge. Chi più di Maria è piena di Spirito Santo? Chi più di lei è docile alla sua azione?
Ebbene, la «salvezza» che Gesù porta al suo popolo, e che incarna in se stesso, passa attraverso la croce, attraverso la morte violenta che egli vincerà e trasformerà con l'oblazione della vita per amore. Questa oblazione è già tutta preannunciata nel gesto della presentazione al Tempio, un gesto certamente mosso dalle tradizioni dell'antica Alleanza, ma intimamente animato dalla pienezza della fede e dell'amore che corrisponde alla pienezza dei tempi, alla presenza di Dio e del suo Santo Spirito in Gesù. Lo Spirito, in effetti, aleggia su tutta la scena della presentazione di Gesù al Tempio. È lo Spirito «Paraclito», che porta la «consolazione» di Israele e muove i passi e il cuore di coloro che la attendono. È lo Spirito che suggerisce le parole profetiche di Simeone - «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» - e Anna, parole di benedizione, di lode a Dio, di fede nel suo Consacrato, di ringraziamento perché finalmente i nostri occhi possono vedere e le nostre braccia stringere «la sua salvezza».
Alla luce di questa scena evangelica guardiamo alla vita consacrata come ad un incontro con Cristo: è Lui che viene a noi, portato da Maria e Giuseppe, e siamo noi che andiamo verso di Lui, guidati dallo Spirito Santo. Ma al centro c'è Lui. Lui muove tutto, Lui ci attira al Tempio, alla Chiesa, dove possiamo incontrarlo, riconoscerlo, accoglierlo, abbracciarlo.
Gesù ci viene incontro nella Chiesa attraverso il carisma fondazionale di un Istituto. Il nostro incontro con Cristo ha preso la sua forma nella Chiesa mediante il carisma di un suo testimone, di una sua testimone. Questo sempre ci stupisce e ci fa rendere grazie a Dio Padre.
La grazia di questo mistero, il mistero dell'incontro, ci illumini e ci conforti nel nostro cammino. Amen!
(LaChiesa.it)

01/02/2024

In occasione del Giubileo Rosaliano, domenica 4 febbraio alle ore 17.30
la parrocchia è lieta di invitarvi presso il salone parrocchiale, all'Opera dei Pupi realizzata dall'Associazione Culturale Franco Cuticchio dal titolo "A Santuzza ri Palermo"

01/02/2024

📌 Domani Venerdì 2 Presentazione del Signore
🙏 ore 10.00 Benedizione delle Candele segue Messa
🙏 ore 18.00 Benedizione delle Candele segue Messa

15/01/2024

Cammino di catechesi in preparazione al Sacramento della Cresima.
Giovani - Adulti
Lunedì 15 gennaio ore 21.
Iscrizioni presso la segreteria parrocchiale

Vi aspettiamo per le 17 : 30 nella nostra Parrocchia ed alle 18 per la Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da...
02/01/2024

Vi aspettiamo per le 17 : 30 nella nostra Parrocchia ed alle 18 per la Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Don Giuseppe Sunseri parroco della Parrocchia Maria S.S. Mediatrice

🙏 Vangelo Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori
Memoria obbligatoria
Gv 1,19-28
Dopo di me verrà uno che è prima di me.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore

Per comprendere bene la testimonianza di Giovanni Battista, bisogna chiarire cosa significa il termine "giudei". Nel linguaggio del Vangelo di Giovanni, essi sono i capi religiosi che entrano in polemica con Gesù, sono gli avversari di Gesù e di Giovanni Battista, sono i rappresentanti del mondo che non crede. Essi vanno distinti dagli "israeliti", che sono invece quelli che ascoltano la parola di Gesù (cfr Gv 1,47) e sono i "poveri di Dio", il "resto d'Israele" che attende il Messia.
La delegazione, composta da persone autorevoli, come sacerdoti e leviti, pone al Battista la fondamentale domanda della sua identità: "Tu chi sei?". Giovanni confessa con schiettezza di non essere il Cristo, il Salvatore atteso da Israele.
A questa prima risposta negativa seguono altre domande degli inviati: "Chi sei allora, sei Elia?...Sei tu il profeta?" ( v.21). Il Battista risponde con prontezza e decisione anche a queste domande. Egli non è Elia o il Profeta, personaggi attesi per il tempo messianico.
Il disorientamento dei suoi interlocutori è grande. Agli inviati, che ancora una volta cercano una spiegazione sulla sua identità, presenta se stesso con le parole di Isaia: "Voce di uno che grida nel deserto" (v.23), e prepara la via al Cristo, vera salvezza.
Egli è la voce che invita a ritornare nel deserto per preparare spiritualmente il cammino al Messia. Egli non richiama l'attenzione su di sé, ma su colui che sta per arrivare.
I giudei, però, non sono soddisfatti delle sue risposte e gli domandano ancora: "Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né il Profeta?" (v.24). Ed egli con la sua precisa risposta giustifica il suo operato e la sua missione: "Io battezzo con acqua" (v.26). Giovanni pratica questo rito perché ogni uomo si disponga ad accogliere la rivelazione del salvatore d'Israele.
La definitiva conferma che egli non è il Messia, Giovanni la dà ai suoi interlocutori dicendo che il Cristo è già presente in mezzo al popolo. Egli non accosta la sua persona a quella del Salvatore per fare un confronto, ma solo per mettere in risalto la grandezza e la dignità del Cristo. La sua vita ha dimensioni di eternità e Giovanni non è degno di rendergli il più umile dei servizi, come quello di slacciare i sandali, che pure era un compito riservato agli schiavi.
La subordinazione del Battista a Gesù è totale. Con la parola e con la vita egli offre al Messia una testimonianza che cerca di suscitare la fede di tutti verso il grande sconosciuto che vive tra gli uomini e che essi non conoscono. La sua umiltà e la sua fedeltà sono esemplari: egli allontana sempre più l'attenzione e lo sguardo da sé per orientare tutti verso il suo Signore.
(Qumran2.net)

Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno
Basilio (Cesarea di Cappadocia, attuale Kaysery, Turchia, 330 – 1 gennaio 379), vescovo della sua città natale (370), fu una delle figure più significative della Chiesa nel sec. IV: geniale guida dei suoi fedeli, difensore tenace della fede e della libertà della Chiesa, instauratore di nuove forme di vita comunitaria, creatore di istituzioni caritative, promotore di liturgia (vedi l’anafora che porta il suo nome) e autore fecondo nel campo ascetico (Le Grandi e Piccole Regole), teologico e omiletico.
Gregorio (Nazianzo, attuale Nemisi in Turchia, 330 – 25 gennaio 389/390) condivise con l’amico Basilio la formazione culturale e il fervore mistico. Fu eletto patriarca di Costantinopoli nel 381. Temperamento di teologo e uomo di governo, rivelò nelle sue opere oratorie e poetiche l’intelligenza e l’esperienza del Cristo vivente e operante nei santi misteri.
(LaChiesa.it)

02/01/2024

Carissimi, nella solennità del nostro patrono san Basilio, desidero porgere gli auguri a ciascuno di voi e la comunità che rappresentate.
Sono certo che oggi pomeriggio ci incontreremo con tutte le realtà parrocchiali, per il concerto alle 17.30 e, soprattutto, per la celebrazione alle 18.00.
don Luciano

Indirizzo

Via Filippo Paruta 10 M
Palermo
90135

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