Festa ex-voto cittadina in suo onore (il "Festino di santa Rosalia"): dal 10 al 15 luglio. VITA E MIRACOLO DI SANTA ROSALIA
Dire di S. Rosalia brevemente non è facile. L'unica notizia specifica, raccolta dall'insigne storico siracusano Ottavio Caetani († 1620), che scriveva in latino, ci dice che essa fu "ancilla", ossia dama di compagnia, della regina Margherita, dal 1149 sposa del re Guglielmo
I, poi detto il Malo († 1166), e non già cameriera, sia perché essa era figlia di un normanno grato al sovrano, sia perché nel Palazzo reale c'erano più che molte cameriere e ricamatrici saracene. Rosalia divenne pertanto spettatrice di tutti gli avvenimenti della Corte, lieti o tristi, religiosi o mondani, e anche di intrighi e mondane convivenze. Nell'adolescenza la giovane Rosalia maturò il desiderio di vita monastica, lo chiese e lo ottenne. All'inizio viene ammessa nel monastero basiliano del Santissimo Salvatore, e poi per l'aspirazione alla vita eremitica sotto la protezione di alcuni monaci eremiti nel bosco di Palazzo Adriano. Ma l'insicurezza del luogo e la nostalgia di Palermo le suggerirono di ritornare nella sua città e fu allora che la regina Margherita le diede "in dote", ossia come feudo, la Montagna Sacra del Pellegrino, in cui sarebbe stata protetta dai suoi pecorai. e facilmente visitata dai Palermitani e, nel contempo, spoglia di ogni interesse per le cose terrene, avrebbe potuto elevare con serenità gli occhi al cielo. La scelta di un alloggio cadde sull'antica chiesetta bizantina esistente nell'attuale atrio a cielo aperto, che introduce alla Grotta Santuario. Essa era addossata alla roccia, che in epoca cartaginese era stata scalpellata in modo da farne una grande edicola dalla inconfondibile struttura di altare punico; purtroppo questa chiesetta bizantina fu distrutta intorno al 1620. Quale il comportamento della Santa eremita? Non quello di un'altezzosa ex-dama di compagnia di una Regina, ma quello di un'angelica donna laica, non legata ad alcuna regola monastica, bensì solo a quella delle Beatitudini evangeliche (Matteo, 5), ugualmente consacrata alla castità, povertà e obbedienza al suo arcivescovo Gualtiero II (erroneamente detto Offamilio) e al suo direttore spirituale, che saliva spesso per la celebrazione della Messa. L'ascensione al Pellegrino di Rosalia fu propria di chi, avendo già assaporato la spiritualità monastica greca, basata sulla ricerca della solitudine e della pace contemplativa, si allontana dalle cose esteriori, su cui vagabonda lo spirito, per raggiungere la conversione del cuore attraverso il silenzio e la meditazione orientata verso il mistero della Trasfigurazione sul Tabor. Pertanto nell'esperienza mistica della nostra Santa, anima solitaria e contemplativa sulla Montagna Sacra, il più bel promontorio del mondo (Goethe), che con la sua mole possente e isolata sembra davvero protendersi verso il cielo, confluirono, se non le forme esteriori, certo l'essenza della spiritualità occidentale, che attraverso l'eremitismo esalta la sofferenza rigeneratrice, e l'essenza della spiritualità orientale, che, attraverso l'esicasmo, ossia la ricerca del silenzio, tende tutta intera verso la via della Resurrezione. E così il 4 settembre 1170 circa si addormentò nel Signore e, tra il compianto di una grande folla salita dalla città, le fu data sepoltura, come di consueto, nella grande grotta contigua, nella quale allora si poteva entrare soltanto da un piccolo buco in alto ancora esistente, la quale, dopo il 1624, ricevette l'attuale sistemazione (mons. Collura, La vita di Santa Rosalia, in M.C. Di Natale, S. Rosalia Patriae Servatrici, ed. Cattedrale di Palermo, 1994). DAL RITROVAMENTO DELLE SACRE RELIQUIE DI SANTA ROSALIA AL MIRACOLO. RITROVAMENTO DELLE OSSA
15 Ottobre 1623
Girolama La Gattuta, originaria di Ciminna (PA), si trova in fin di vita nell’Ospedale Grande di Palermo. Si rivolge a quella che lei credeva una suora infermiera per chiedere di bagnarle un po’ le labbra tanto era arsa dalla sete. Appena la giovane monaca si avvicina le dice:
“Non dubitare che sei sana, fai voto di andare a Monte Pellegrino”. Girolama capisce che era Santa Rosalia. Il terzo giorno si trova ad essere completamente guarita, ma, tornata a casa, non adempie al voto. LA PESTE A PALERMO (ne parlò anche il Manzoni ne i: Promessi Sposi)
7 maggio 1624. Arriva a Palermo, proveniente da Tunisi, il vascello della redenzione dei cattivi (riscatto dei cristiani prigionieri degli infedeli). Il Vicerè Emanuele Filiberto, contro il parere del Senato che sospettava che a bordo covasse la peste,
ne permette l’attracco, “carico come era di mercanzie e ricchi doni a lui inviati dal Re di Tunisi” (Eliana Calandra). La peste si diffonde in città.
26 Maggio 1624, Pentecoste (Festa di Pasqua rosata). Girolama La Gattuta, che nel frattempo si era riammalata di una febbre malarica, sale sul Monte Pellegrino insieme ad altre due donne per sciogliere il voto. Beve dell’acqua che gocciolava dalla roccia, viene invasa da un senso di benessere e si ritrova guarita. Essendo stanca si addormenta nella grotta. Le appare in sogno una donna, col vestito azzurro, il mantello gettato all’indietro, il bambino in braccia e una collana di coralli al collo. Le dice:
“Figlia, sei venuta a fare il voto: sei sanata””
Vede anche, in fondo alla grotta, una giovane che in ginocchio pregava vestita di arbraxo (panno di sacco). Poi le viene indicato di scavare in fondo alla grotta che avrebbe trovato “un tesoro”, “una santa”. In seguito, in un’altra visione, le viene indicato il posto preciso, con un segnale, dove si trovano i suoi resti mortali.
24 giugno 1624
La città viene dichiarata infetta ed il Senato ordina vengano segnalati alle autorità tutte le persone sbarcate dal vascello.
30 giungo 1624
Il Senato vieta di allontanarsi dalla città e dai suoi territori senza il “bollettino” rilasciatogli dal maestro notaio.
3 luglio 1624
Il Senato ordina la requisizione del borgo di S. Lucia per utilizzarlo come lazzaretto per gli infermi, i sospetti ed i convalescenti.
8 luglio 1624
Il Senato dota di archibugi i soldati incaricati di custodire gli infermi e le case “delli barrigiati”,
persone segregate in case chiuse con sbarre in cui potevano entrare solo i medici.
15 luglio 1624
Sul Monte Pellegrino nel luogo indicato da Girolama La Gattuta vengono ritrovate ossa umane ricoperte da concrezioni calcaree. LA PESTE
27 luglio 1624
Il pubblico Consiglio stabilisce di onorare S. Rosalia come patrona di Palermo, di dedicarle una ca****la in Cattedrale,
di onorare le sue reliquie con una solenne e “pomposa” processione e di costruire una arca d’argento dove riporle
3 agosto 1624
Muore, colpito dal contagio, il Vicerè Emanuele Filiberto.
2 settembre 1624
Il Senato ordina di illuminare le strade in onore di S. Rosalia
30 novembre 1624
Il Cardinale Giannettino Doria nomina una Commissione di teologi perché si pronuncino sulla invenzione* delle ossa di S. Rosalia. Un gruppo di periti medici rimane perplesso di fronte ai reperti che appar-tengono a persone diverse. (* Il termine “INVENZIONE” deriva dal latino “invenire”, “rinvenire”, “trovare”)
23 gennaio 1625
Il Senato elegge alcuni deputati alla sanità per i quattro quartieri della città perché adottino provvedimenti atti a fronteggiare il diffondersi virulento della epidemia.
13 febbraio 1625
Il saponaro Vincenzo Bonelli*, dopo aver perso la giovane moglie per la peste, sale con intenzioni su***de, sul Monte Pellegrino con il suo cane ed il fucile. Gli appare una “giovane fanciulla con volto d’angelo” che lo ferma dal gesto suicida. Lui le chiede il nome e lei si presenta: “Sono Rosalia”
Lo conduce verso la grotta e gli raccomanda di riferire all’Arcivescovo Doria di portare in processione per la città le sue reliquie, lì ritrovate, perché la peste subito cessi. Il Bonelli colpito dal contagio, così come gli aveva predetto la Santa, racconta, in punto di morte, la sua visione al suo confessore che ne riferisce all’Arcivescovo. (*Il Bonelli è conosciuto anche col titolo di: “cacciatore”)
GUARIGIONE MIRACOLOSA
15 febbraio 1625
Il Cardinale Doria colpito dal racconto del saponaro riconvoca la commissione dei teologi e dei medici. Questa il 18 febbraio certifica che tra i reperti vi è un corpo “ingastato in densa pietra” certamente di giovane donna. Viene dichiarata la autenticità delle ossa ritrovate come appartenenti a S. Rosalia
22 febbraio 1625
Il Senato riceve in forma ufficiale dal Cardinale G. Doria le reliquie di Santa Rosalia, che liberate dalle incrostazioni calcaree, vengono elencate e riposte in un cofano rivestito di velluto e quindi in una cassa d’argento.
3 marzo 1625
Il Senato autorizza la spesa per la costruzione dell’urna di argento e vetro dove riporre le reliquie di S. Rosalia.
13 marzo 1625
Il Card. Doria autorizza la spesa per la festa e la processione in onore della Santa.
2 aprile 1625
Il Senato dispone che chiunque rinvenga cartocci sospetti, non li tocchi, li sorvegli ed informi la pubblica autorità per la loro rimozione.
4 giugno 1625
Il Senato emana le disposizioni per la Processione delle reliquie di S. Rosalia
9 giugno 1625
Si svolge tra un tripudio di folla la prima processione delle Reliquie della Santuzza ed anziché favorirsi il diffondersi del contagio, questo si blocca e avvengono le prime guarigioni pubbliche.
3 settembre 1625
Il Cardinale Doria luogotenente generale del regno dispone che essendo stata ottenuta per grazia di S. Rosalia la liberazione dalla peste sia ripristinata la libera circolazione di uomini e merci. Per l'intercessione di S. Rosalia, Palermo ora è libera dalla Peste! VIVA PALERMO E SANTA ROSALIA!