29/08/2026
𝟮𝟵 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢
𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔
𝑼𝒏𝒂 𝒓𝒆𝒍𝒊𝒒𝒖𝒊𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒕𝒕𝒓𝒐 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊
Nel giorno in cui la Chiesa celebra il Martirio di San Giovanni Battista, la memoria del Precursore ci conduce anche sulle tracce di una delle reliquie più affascinanti e venerate della cristianità: quella tradizionalmente identificata con il suo capo.
La storia di questa reliquia attraversa secoli, città e culture diverse. È una storia nella quale si intrecciano testimonianze documentarie, antiche tradizioni e una devozione che, ancora oggi, continua a essere viva.
𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗣𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔
A Roma, nella chiesa di San Silvestro in Capite, è custodita una reliquia tradizionalmente identificata con il capo del Battista.
La presenza della reliquia è attestata almeno dalla fine del XII secolo. È probabilmente tra il 1192 e il 1194 che compaiono nella documentazione le espressioni latine de Capo o de Capite aggiunte al nome della chiesa, in riferimento alla reliquia.
Il nome stesso San Silvestro in Capite conserva dunque la memoria del capo di Giovanni Battista.
La reliquia è oggi venerata nella Ca****la della Pietà.
Ma c'è un particolare importante: non si tratta di un cranio completo.
La reliquia romana consiste nella parte superiore di un cranio, custodita all'interno di una testa realizzata in cera.
La stessa chiesa riconosce però che non è possibile ricostruire con certezza come questa reliquia sia giunta a Roma, né stabilirne documentalmente l'origine più antica.
𝗗𝗔 𝗠𝗔𝗖𝗛𝗘𝗥𝗢𝗡𝗧𝗘 𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗢𝗣𝗢𝗟𝗜
Secondo la tradizione, Giovanni Battista fu decapitato nella fortezza di Macheronte, dopo essere stato imprigionato da Erode Antipa.
Il Vangelo racconta che, durante il banchetto per il compleanno di Erode, la figlia di Erodiade danzò davanti al tetrarca. Erode, preso dall'entusiasmo, promise di concederle ciò che avesse domandato. Su suggerimento della madre, la ragazza chiese la testa di Giovanni Battista.
Il tetrarca, pur turbato, ordinò l'esecuzione.
La testa di Giovanni fu portata su un vassoio, mentre i suoi discepoli presero il corpo e lo deposero in un sepolcro.
Una tradizione successiva racconta che Erodiade avrebbe impedito che il capo venisse sepolto insieme al corpo e che la testa fosse stata nascosta.
Da Gerusalemme la tradizione della reliquia si sviluppò poi attraverso diversi racconti, collegandola a Costantinopoli.
È documentato che già nell'873 una reliquia identificata con il capo del Battista era venerata nel monastero di San Giovanni Battista di Stoudios, all'interno della città.
Da questo punto, però, la documentazione non consente di seguire con certezza ogni passaggio fino alla reliquia oggi venerata a Roma.
Ed è proprio qui che occorre distinguere la storia documentata dalla tradizione: la venerazione è antichissima, mentre la ricostruzione completa della provenienza della reliquia rimane incerta.
𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗔𝗧𝗧𝗥𝗔𝗩𝗘𝗥𝗦𝗔 𝗟'𝗢𝗥𝗜𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗘 𝗟'𝗢𝗖𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘
La storia del capo di San Giovanni Battista non si limita però a Roma.
Nel corso dei secoli, diverse città hanno custodito reliquie o conservato antiche tradizioni legate alla memoria del capo del Precursore.
Per questo, in alcune ricostruzioni, si parla delle “quattro teste di San Giovanni Battista”.
Ma questa espressione deve essere usata con prudenza.
Non significa che siano state riconosciute come autentiche quattro teste complete dello stesso santo. Si tratta di diverse tradizioni reliquiarie, spesso relative soltanto a parti del cranio, sviluppatesi in luoghi differenti.
𝗔𝗠𝗜𝗘𝗡𝗦: 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗟𝗜𝗤𝗨𝗜𝗔 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗢𝗣𝗢𝗟𝗜
Una delle tradizioni più celebri è quella della Cattedrale di Notre-Dame di Amiens, in Francia.
Secondo la tradizione della cattedrale, la reliquia del capo di San Giovanni Battista fu portata da Costantinopoli nel 1206 dal canonico Wallon de Sarton, al ritorno dalla Quarta Crociata.
La reliquia arrivò ad Amiens il 17 dicembre 1206 e fu accolta con grande solennità.
Quella venerata ad Amiens non è un cranio completo, ma una parte del cranio identificata dalla tradizione con il capo del Battista.
La reliquia è ancora oggi custodita nel tesoro della cattedrale, dove continua a essere venerata.
𝗗𝗔𝗠𝗔𝗦𝗖𝗢: 𝗬𝗔𝗛𝗬𝗔, 𝗜𝗟 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔
Un'altra tradizione ci conduce fino a Damasco, in Siria.
Nella Grande Moschea degli Omayyadi è venerato un luogo associato a Yahya, il nome con cui Giovanni Battista è conosciuto nella tradizione islamica.
La moschea sorge sul luogo nel quale esisteva precedentemente una grande basilica cristiana dedicata a San Giovanni Battista.
Qui è quindi soprattutto la memoria del Battista a essere conservata e venerata attraverso una tradizione che ha attraversato il passaggio dal mondo cristiano a quello islamico.
Per questo, nel parlare di Damasco, è più corretto riferirsi a una tradizione legata alla memoria di Giovanni Battista, senza affermare che vi sia documentata una quarta reliquia del suo capo.
È una testimonianza comunque straordinaria della diffusione e della continuità della memoria di Giovanni, venerato anche nella tradizione islamica come profeta.
𝗠𝗢𝗡𝗔𝗖𝗢 𝗗𝗜 𝗕𝗔𝗩𝗜𝗘𝗥𝗔: 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗟𝗜𝗤𝗨𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗪𝗜𝗧𝗧𝗘𝗟𝗦𝗕𝗔𝗖𝗛
La quarta tradizione ci porta in Germania, nella Residenza di Monaco di Baviera.
Nella storica camera delle reliquie della Residenza è documentata una reliquia del capo di San Giovanni Battista, indicata nella documentazione ufficiale del museo come Kopfreliquie Johannes des Täufers.
La reliquia appartiene alla lunga tradizione di devozione sviluppatasi presso la corte dei Wittelsbach, la grande dinastia bavarese.
Anche qui, dunque, ritroviamo la memoria del capo del Precursore custodita all'interno di una tradizione reliquiaria antica.
𝗤𝗨𝗔𝗧𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗨𝗢𝗚𝗛𝗜, 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗘𝗦𝗦𝗔 𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔
Roma, Amiens, Damasco e Monaco raccontano così quattro percorsi differenti della memoria di San Giovanni Battista.
Tre luoghi — Roma, Amiens e Monaco — conservano reliquie tradizionalmente identificate con il capo o con parti del cranio del Battista.
Damasco conserva invece una particolare e antichissima tradizione legata alla memoria di Yahya-Giovanni Battista.
Non possiamo dunque affermare che esistano quattro teste autentiche del Precursore.
La storia non permette una simile conclusione.
Possiamo però riconoscere quanto sia stata grande, nei secoli, la devozione verso colui che fu la voce che gridava nel deserto, l'uomo che preparò la strada al Messia e che non ebbe paura di morire per la verità.
𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗣𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗥𝗘𝗖𝗨𝗥𝗦𝗢𝗥𝗘
Forse è proprio questo il significato più profondo che possiamo dare oggi alle reliquie del Battista.
Il capo di Giovanni fu consegnato su un vassoio come prezzo dell'ingiustizia e della debolezza di un potente.
Ma la voce di Giovanni non fu decapitata.
La sua testimonianza è rimasta.
È rimasta nella memoria della Chiesa, nella liturgia, nelle Scritture e nella devozione dei cristiani.
E ancora oggi, davanti alla reliquia venerata a Roma, possiamo ricordare le parole che riassumono tutta la sua esistenza:
«Egli deve crescere e io invece diminuire»
(Gv 3,30).
Nel giorno del suo martirio, il capo del Precursore ci ricorda così una verità ancora più grande della reliquia stessa:
Giovanni non indicò mai se stesso.
Indicò Cristo.
San Giovanni Battista, Precursore del Signore e martire della Verità, prega per noi.