Parrocchia Sant'Alfonso Padula

Parrocchia Sant'Alfonso Padula Pagina della Parrocchia di Sant'Alfonso Maria de' Liguori (27 Settembre 1696 - 1 Agosto 1787), vesco

ROSELINE HAMEL E NASSERA KERMICHE “La nostra riconciliazione è nata da un dolore che ha colpito entrambe”Roseline Hamel ...
29/08/2026

ROSELINE HAMEL E NASSERA KERMICHE

“La nostra riconciliazione è nata da un dolore che ha colpito entrambe”

Roseline Hamel racconta com'è nata l'amicizia con la madre di uno dei terroristi che ha ucciso suo fratello.
Sono loro due ad aprire il Meeting 2026

Roseline Hamel, 86 anni, è la sorella di padre Jacques, il sacerdote ucciso dieci anni fa da terroristi islamici. Ha voluto incontrare Nassera Kermiche, la madre di uno degli assassini del fratello, a sua volta freddato dalle forze speciali della polizia francese, e tra loro è nato uno splendido rapporto di amicizia: sono diventate “sorelle di dolore”, che è anche il titolo del libro che racconta la loro storia.

L’incontro con Roseline e Nassera apre il Meeting di quest’anno. Il Sussidiario ha rivolto a Roseline alcune domande.

È ancora aperta la ferita di quel 26 luglio 2016, quando suo fratello venne barbaramente ucciso nella sua chiesa, al termine della Messa?

Sin dai primi istanti di questa tragedia, in cui mio fratello Jacques ha sacrificato la vita abbracciando il martirio come testimone di Cristo, la mia fede è stata come calpestata, ridotta a pezzi, in innumerevoli frammenti. Ma con il passare del tempo, con il trascorrere degli anni, oggi posso dire che il suo sacrificio ha mantenuto viva la mia fede, anche se in modo discreto, malgrado la sofferenza sempre presente in me.

Com’è nata l’idea di incontrare Nassera, la madre di Adel, il terrorista assassino a sua volta colpito a morte dalla polizia francese?

Il nostro è un rapporto sorprendente, sorto da una mia iniziativa. Infatti è da un sentimento schiettamente umano che è nata in me la riflessione su quale potesse essere in questa terribile disgrazia il dolore dell’altro, in questo caso appunto Nassera Kermiche. Così è nato tra di noi un legame inaspettato e misterioso, quasi un miracolo, che ci accomuna e ci accompagna nel dolore.

Vi ha mosso solo il desiderio di una riconciliazione, o c’è qualcosa di più?

Oggi, nella mia storia e nella vita di tutti coloro che hanno subito e subiscono il dramma del terrorismo, non si tratta soltanto di mettere in primo piano gesti di riconciliazione, ma innanzitutto riuscire a sopportare il trauma sofferto per continuare a vivere, avendo dentro incancellabile la tragedia che ha ferito il nostro spirito, la nostra carne, il nostro sguardo sul mondo. Per questo ho provato un inaspettato slancio di compassione verso Nassera, per una sofferenza che ha colpito entrambe.

Il vostro incontro è stato favorito dal fatto di essere donne, quindi con una maggiore sensibilità?

No, non c’entra. Nelle circostanze così dolorose in cui ci siamo trovate, la volontà di capire perché e come fosse possibile intraprendere un cammino comune di affronto della realtà è ugualmente accessibile all’anima di una donna o di un uomo. La libertà della coscienza umana non fa distinzioni di genere. A questo proposito, ho avuto la possibilità di incontrare un padre che ha perso la figlia nel massacro del Bataclan del 13 novembre 2015 a Parigi, in cui persero la vita 90 persone. Quel padre si definisce non credente, eppure ha intrapreso lo stesso mio percorso con il padre dell’assassino.

La vostra testimonianza ha incontrato difficoltà? Può essere un’educazione alla pace?

I miei primi passi verso Nassera sono stati una mia iniziativa; ciò che avrebbero potuto pensare la società o chi mi circondava non aveva la minima importanza. La mia intenzione era quella di affrontare insieme il nostro dolore per rimanere in piedi e proseguire insieme il nostro percorso di vita, senza che l’odio prendesse il sopravvento. Poi, dopo otto anni di testimonianze, prima da sola, in seguito insieme a Nassera, ci siamo accorte che il nostro legame non era compreso, anzi era respinto. Abbiamo infatti subito violente critiche, sia sui social che personalmente, nonostante l’accoglienza riservata al nostro percorso fosse in diverse occasioni piuttosto positiva e ci spronasse ad andare avanti.

Il nostro dolore comune, se non capito e non riconosciuto, poteva lasciare spazio all’odio, ma abbiamo scelto lo stesso, con coraggio, di continuare i nostri incontri, la nostra testimonianza, passo dopo passo. Purtroppo sembra che la società abbia dimenticato quanto sia bello stare insieme, ritrovare la serenità, un soffio di vita che credevamo per sempre perduto. Quindi sì, la testimonianza del nostro cammino potrebbe ispirare un’educazione alla pace per la nostra società divisa e smarrita.

Chi era padre Jacques per lei, Roseline?

Era il mio fratello maggiore. Quando sono nata mi ha preso tra le braccia, aveva dieci anni. Due anni dopo, mi tirava fuori dal mio lettino per avvolgermi in una coperta e calmare il mio pianto, aspettando che la mamma finisse di stendere il bucato o ci portasse al riparo dai bombardamenti della guerra: i nostri ricordi d’infanzia sono stati anche dolorosi. Avevamo una relazione strettissima.

Oggi gli direi: “Grazie per aver ascoltato il racconto delle nostre sofferenze, grazie per le tue parole di saggezza e di conforto, grazie per le poesie che mi scrivevi per il mio compleanno. Il motivo della tua morte lascia a ciascuno dei membri della famiglia un grande dolore. Ci armiamo della tua saggezza, della tua semplicità e della tua umanità, per seguire le tue orme, ognuno al proprio ritmo e a modo suo. Senza il tuo spirito che ci accompagna, nulla sarebbe possibile. Quando ci assalgono pensieri dolorosi, ricordiamo che tu hai fatto di noi, per grazia di Dio, degli artefici di pace”.

(Vincenzo Sansonetti)

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14/08/2026

Nell’Assunzione di Maria il “per sempre” che ci attende.
Maria sale al cielo perché ha accolto sulla terra la parola dell’angelo: “Accada di me secondo la tua parola”.
S. Messa ore: 11.45 e 19.00

Immagine: Particolare dell'affresco in parrocchia

06/08/2026
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01/08/2026

Sant'Alfonso è missionario, scrittore, e annunziare il vangelo in un mondo in fermento e in trasformazione a uomini che erano scossi nella fede e nelle certezze da nuovi movimenti culturali, politici, religiosi, quali l'illuminismo, il giansenismo, il giurisdizionalismo.

A un mondo che aveva perduto o stava perdendo il senso di Dio egli annunziò il Dio di Gesù Cristo, che è il Dio dell'amore e della misericordia.

Dio ha rivelato il suo amore in Gesù Cristo, Salvatore del mondo.

A te poi mi rivolgo, o mia dolcissima Signora e Madre Maria; tu ben sai che dopo Gesù in te ho posto tutta la speranza della mia eterna salvezza; poiché tutto il mio bene, la mia conversione, la mia vocazione a lasciare il mondo, e tutte le altre grazie che ho ricevute da Dio, tutte riconosco che mi sono state date per mezzo tuo".

Ci ritroviamo come Comunità a contemplare l'immensa grandezza di S: Alfonso attraverso la Celebrazione della Santa Messa alle ore 11.45 e alle ore 19.00 per la Processione che attraversa la nostra contrada e alle 20.00 la Santa Messa presieduta dal nostra Vescovo Antonio.

Buona Festa di S. Alfonso

𝑪𝒂𝒓𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊 𝒄𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂 𝒄𝒆𝒍𝒆𝒃𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝑭𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝑺. 𝑨lfonso Maria Patrono glorioso della nostra comunità parrocchiale.Dal...
28/07/2026

𝑪𝒂𝒓𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊
𝒄𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂 𝒄𝒆𝒍𝒆𝒃𝒓𝒂𝒓𝒆
𝒍𝒂 𝑭𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝑺. 𝑨lfonso Maria Patrono glorioso della nostra comunità parrocchiale.

Dalle stelle a noi pietoso
volgi, Alfonso, gli sguardi tuoi;
e le grazie impetra a noi
dall’amante tuo Gesù.

Novena in onore di Sant'Alfonso"Stringetevi dunque con l'amore sempre più a Gesù Cristo. L'amore è quel laccio d'oro che...
23/07/2026

Novena in onore di Sant'Alfonso

"Stringetevi dunque con l'amore sempre più a Gesù Cristo. L'amore è quel laccio d'oro che lega le anime a Dio, e le stringe tanto che par non si possano più separare da Dio".
S. Alfonso Maria de Liguori

Giovedì 23 Luglio ore 20.00

Santa Messa e inizio del Percorso della Novena in onore di S. Alfonso Maria.

Indirizzo

Via Nazionale, 263
Padula
84034

Telefono

+39097574777

Sito Web

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