Chiamato nel Medioevo tanto Selburia quanto Spasano, l’abitato di Salboro sorge lungo la romana «via Annia» e se ne ha notizia fino dal sec. Non è ancora appurato se i due nomi fossero sinonimi o indicassero, almeno inizialmente, due diversi luoghi: è attestata la presenza di una sola chiesa, la ca****la di «S. Maria de Spaxano» (o di Salboro). A sé stante, e di gran lunga più antico, era il puteu
s Vitaliani, ovvero la località di Pozzoveggiani con la chiesa di S.Michele, sorta sulle rive del fiume Borraccia, che alcuni studiosi ritengono essere un paleoalveo dell’antico «Retrone» (Bacchiglione). Per il territorio dell'attuale parrocchia di Salboro i più antichi documenti fanno tre nomi: «Publiciano» o «Pobliciano» nel diploma con cui l'imperatore Berengario I il 20 Aprile 918 confermò ai canonici della cattedrale di Padova le proprietà e le decime già concessi dai suoi antecessori e ancora nelle conferme degli imperatori Corrado II il 3 maggio 1027 ed Enrico III l'11 Maggio 1047; diventa «Puteus Vitaliani» a cominciare dalla conferma del papa Callisto II il 1 Aprile 1123, corretto poi in «Pozo Vithalano» e «Puteo Viglano»; - «Locus ubi dicitur Selburia» nel diploma con cui il vescovo Burcardo il 4 Febbraio 1045 donò ai suoi canonici la pieve di S. Giustina di Pernumia ed altri beni; diventa «Salburi» nei documenti con i quali il 2 Agosto 1172 Gerardo vescovo di Padova e il 23 Agosto 1173 il papa Alessandro III confermano il quartese dei ca****lani (parroci) della città in tutto il circondario di Padova; - «villa que dicitur Sapsano» nel diploma con cui il cancelliere imperiale Guntero, messo regio, il 13 Novembre 1055 confermò il diritto di decima dei canonici sullo stesso circondario; è chiamato talvolta «Spasiano» e «Spaxano» in documenti del secolo XII e seguenti. La «prima cartula dathie» dell'episcopato padovano del 1221 elenca tra le «capelle» dell'archipresbiterato di Padova l' «ecclesia de Spaxano» e l' «ecclesia de Putheo Vitaliano con la dadia tanto l'una che l'altra di sol. IIII pro L lib.». Il 26 Ottobre 1446 nella prima visita pastorale «in villa Spasani, in ecclesia S. Marie de Spasano» si presentò al visitatore il prete Ambrogio, come anche il 30 successivo nella visita «in villa Pucivigiani, in ecclesia sancti Michaelis», perchè Ambrogio era «officiator etiam suprascripte ecclesie». Le visite pastorali successive dicono che le due chiese e i due benefici erano stati uniti; però S. Michele conservò per qualche secolo il proprio cimitero e la propria fabbriceria e per qualche tempo il rettore di Spasano dovette le domeniche celebrare la S. Messa alternativamente nelle due chiese. Durante la seconda visita pastorale, il 24 Marzo 1961, il vescovo mons. Bortignon riconobbe che «lo sviluppo demografico della parrocchia dichiara maturo il tempo per la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale. Il problema è sentito e perciò lo riteniamo di non difficile soluzione anche se importerà evidentemente dei non lievi impegni e sacrifici». Ed egli stesso, benedicendo il 21 Novembre 1970 la prima pietra della nuova chiesa, diede ufficialmente il via ai lavori di costruzione del nuovo complesso parrocchiale. Poco oltre Salboro si incontra Pozzoveggiani, località dall'origine antica: abitato anche in età romana il luogo aveva anche il nome di Publicianum. In un documento del 1123 è però indicato con Puteus Vitaliani: dove puteus era anche il pozzo accanto alla chiesa di S. Michele arcangelo e Vitalianus era il nome del patrizio Vitaliano, padre della protomartire Giustina, probabile possidente di questi terreni.