12/09/2026
𝗫𝗫𝗜𝗩 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗥𝗜𝗢 - 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗔
𝗗𝗮𝗹 𝗩𝗮𝗻𝗴𝗲𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 (Mt 18,21-35)
𝘐𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰, 𝘗𝘪𝘦𝘵𝘳𝘰 𝘴𝘪 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘰̀ 𝘢 𝘎𝘦𝘴𝘶̀ 𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘴𝘦: «𝘚𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳𝘦, 𝘴𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘮𝘦, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘥𝘰𝘷𝘳𝘰̀ 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘰𝘯𝘢𝘳𝘨𝘭𝘪? 𝘍𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦?». 𝘌 𝘎𝘦𝘴𝘶̀ 𝘨𝘭𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘦: «𝘕𝘰𝘯 𝘵𝘪 𝘥𝘪𝘤𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦, 𝘮𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘢𝘯𝘵𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦.
𝗜𝗹 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝘀𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶𝗮
La pazienza ha un limite, si dice quando non se ne può più. D’altra parte, quante volte i bambini non ubbidiscono, sbagliano, fanno di testa loro e i genitori, dopo averli sgridati, li perdonano. Il nostro modo di reagire dipende dalle situazioni, dalle persone, dallo stato d’animo. Gesù non ragiona in termini di quantità, indicando una misura per la benevolenza, per la misericordia, per il perdono. La clemenza non ha un limite perché è la via migliore rispetto alla violenza, alla vendetta, al rancore. La misura del Vangelo è molto alta ma rispecchia il modo di pensare e di agire di Dio. Detto così sembra un buonismo ingenuo e impossibile da vivere. Ma ciò che è innovativo è la logica dell’amore che non pone limiti pur di concedere un’altra possibilità, di riallacciare un rapporto, di tendere la mano. Settanta volte sette non è un numero ma un atteggiamento del cuore.