SAFE Pagina della Comunità Evangelica Pentecostale del comune di Paderno Dugnano

Domenica abbiamo parlato di Geremia 7:16 e di come anche Gesù usasse parole forti e modi particolari per attirare l’atte...
20/05/2026

Domenica abbiamo parlato di Geremia 7:16 e di come anche Gesù usasse parole forti e modi particolari per attirare l’attenzione delle persone e far comprendere verità profonde.
Il messaggio centrale era il valore dell’intercessione, soprattutto verso le persone colpevoli o lontane da Dio. Anche quando sembra difficile, il desiderio di Dio è che noi preghiamo per gli altri, attraverso questo, Dio guarda al nostro cuore e vede cosa c’è davvero dentro di noi.
In Libro dell’Esodo 32:7-14 troviamo Mosè davanti a Dio. Dio gli dice di lasciare stare quel popolo, ma Mosè non rimane indifferente: intercede, supplica Dio di non abbandonarli e arriva persino a offrirsi lui stesso per il bene del popolo, é un’immagine potente di amore e mediazione.
Dio spesso mette alla prova il nostro cuore. Vuole vedere come reagiamo: se smettiamo facilmente di pregare oppure se continuiamo ad amare e intercedere anche quando sembra inutile.
In Libro dell’Esodo 32:30-32 vediamo ancora Mosè mettersi tra Dio e i peccatori, questa mediazione ci ricorda ciò che Dio stesso ha fatto per noi attraverso Gesù Cristo. Dio cerca persone disposte a stare “nel mezzo”, persone che scelgano di pregare, amare e combattere spiritualmente per gli altri.
Gesù Cristo è morto sulla croce per noi, pur non avendo mai peccato, si è fatto peccato per salvarci. Prima, per essere salvati, era necessario seguire la legge; oggi la salvezza si riceve credendo in Cristo Gesù.
Quando preghiamo, Dio ci ascolta, per questo l’intercessione è così importante: pregare per gli altri significa avere il cuore di Dio.
A volte Dio permette anche il “non pregare” come prova, per vedere cosa desideriamo davvero: vogliamo Dio per quello che ci dona oppure vogliamo la Sua presenza nella nostra vita?
Dio desidera essere amato, non solo cercato per i Suoi doni.
Come dice Libro dell’Esodo 33:15:
“Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui.”
La domanda finale è questa: vogliamo davvero Dio nella nostra vita, oppure soltanto ciò che può darci?

Domenica abbiamo parlato di Luca 2:42.Gesù non ha disobbedito ai suoi genitori e non stava assolutamente perdendo tempo ...
22/04/2026

Domenica abbiamo parlato di Luca 2:42.
Gesù non ha disobbedito ai suoi genitori e non stava assolutamente perdendo tempo in ciò che stava facendo.
Noi dobbiamo avere la mente di Dio poiché il nemico danneggia la nostra mente e
Se la occupiamo con le cose di Dio, non cadiamo.
Dobbiamo pregare affinché la nostra mente sia sempre guidata da Dio e se essa è rinnovata, possiamo essere usati da Dio.
La tua mente non può essere danneggiata dalle cose vane, ma dobbiamo chiederci: “Chi sta governando la mia mente? Dio o il nemico?”
Quando arriva qualcosa di negativo nella nostra mente, non dobbiamo accoglierla.
La nostra mente non deve dipendere dagli altri,
spesso ci preoccupiamo, ma dobbiamo riempire la nostra mente di Cristo ma soprattutto non dobbiamo paragonarci agli altri.
Siamo noi a dare autorità sia alla Parola sia alle tenebre,
chi ha una mente aperta non ascolta ciò che dicono gli altri, ma ciò che dice Dio.
Tutte le cose materiali sono temporanee,
bisogna chiedere aiuto al Signore.

Numeri 13:27 é un altro versetto su cui ci siamo focalizzati
noi dobbiamo anche porci la domanda cosa c’è nella mia mente?
A volte ci riempiamo di insicurezze e paranoie,
ma dobbiamo vederci come leoni e aquile.
inoltreNumeri 14:7 dice che loro avevano la certezza nel cuore che la terra promessa da Dio era davvero per loro, infatti la nostra mente deve essere ricca di queste promesse anche se il Signore ci lascia liberi.
Dobbiamo riempire la nostra mente di pensieri positivi poiché il nemico cercherà sempre di allontanarci da Dio.

Domenica abbiamo parlato del fatto che questo è un tempo in cui siamo chiamati a fare delle scelte: scegliere cosa porta...
25/03/2026

Domenica abbiamo parlato del fatto che questo è un tempo in cui siamo chiamati a fare delle scelte: scegliere cosa portare avanti nella nostra vita e cosa, invece, lasciare andare.
Siamo chiamati a separare ciò che è prezioso da ciò che è vile, perché tutto ciò che mettiamo nella nostra vita è o prezioso o vile.
Noi dobbiamo scegliere di essere preziosi, mentre Dio porta alla luce ciò che è vile.
Ci siamo anche chiesti: cos’è che ti fa sperare?
La speranza è qualcosa di prezioso,insieme alla fede e all’amore, è una delle virtù che discendono da Dio. C’è però una differenza tra fede e speranza: anche di fronte alla morte può esserci speranza in Cristo.
Ci sono molte situazioni in cui possiamo provare tristezza, ma Dio ha sempre una speranza per noi, Dio è lì, presente per te.
La speranza significa che all’orizzonte c’è qualcosa di meglio, ma senza fede, non può esserci speranza: entrambe richiamano Dio, perché vengono generate da Lui.
Inoltre ci siamo soffermati su Isaia 62, ricordando che con Dio c’è sempre speranza, c’è speranza per te. Dio ha un futuro e una speranza preparati per te.
Dio va oltre ciò che vediamo e ci sono cose che vuole ancora realizzare e per questo non possiamo smettere di pregare per le situazioni che viviamo.
Dio non si dimentica di noi ❤️

Domenica abbiamo riflettuto su Isaia 61, soffermandoci sul tema della restaurazione: Dio è in grado di riportare vita an...
18/03/2026

Domenica abbiamo riflettuto su Isaia 61, soffermandoci sul tema della restaurazione: Dio è in grado di riportare vita anche nei luoghi più segnati dalla desolazione, questo ci porta a interrogarci su quali aree della nostra vita abbiano bisogno di essere guarite e ricostruite.
Il Signore non desidera solo restaurare noi, ma vuole anche usarci come strumenti per portare restaurazione agli altri poiché Egli onora coloro che scelgono di onorarlo. Ci sono situazioni di desolazione che sembrano tramandarsi di generazione in generazione: famiglie in cui Dio è stato trascurato o dimenticato, ma noi possiamo essere la generazione che decide di interrompere questo ciclo.
Proprio dove c’è desolazione, tu puoi diventare uno strumento di benedizione, Dio desidera innalzarti, darti valore e condurti in una gioia autentica e duratura, una gioia che non dipende dalle circostanze ma rimane costante.
Abbiamo poi letto anche Luca 4:16-22: c’è libertà per te, Dio vuole toglierti il mantello di tristezza e rivestirti di gioia, e una volta trasformato, potrai diventare uno strumento nelle Sue mani per portare ad altri la stessa libertà e lo stesso rinnovamento.❤️

Domenica al culto abbiamo riflettuto su Isaia 55 e su come la Parola di Dio agisce nella nostra vita. Abbiamo parlato di...
26/02/2026

Domenica al culto abbiamo riflettuto su Isaia 55 e su come la Parola di Dio agisce nella nostra vita. Abbiamo parlato di quali siano le azioni della Parola mentre noi l’annunciamo: essa non rimane vuota, ma compie ciò per cui Dio l’ha mandata.
Abbiamo anche riflettuto sullo strumento che Dio usa. Lo strumento non è solo quello che diciamo della Parola, ma soprattutto come viviamo la nostra vita, dobbiamo meditarla, condividerla con le persone, ma soprattutto praticarla e viverla ogni giorno.
Abbiamo parlato degli effetti della Parola di Dio. La Parola è come acqua che disseta e cibo che sazia: sazia ogni nostro bisogno; é un cibo succolento, perché Dio non mette nulla a caso nella nostra vita: ha un piano meraviglioso per ciascuno di noi. Nella Parola troviamo grazie stabili, promesse vere, e tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Abbiamo ricordato che la Parola di Dio è anche un messaggio di perdono. Dio non si stanca mai di perdonare, anche quando il nemico ci fa sentire indegni, quando pensiamo: “Come potrebbe Dio perdonarmi? Come posso tornare da Lui dopo quello che ho fatto?”, la Parola ci ricorda che i pensieri di Dio sono più alti dei nostri e le Sue vie più alte delle nostre.
Abbiamo riflettuto su cosa succede quando affidiamo i nostri progetti a Dio: Lui fa molto di più di quanto possiamo immaginare. La Parola non viene mandata senza uno scopo (Isaia 55:11) e Dio ci fornisce sempre ciò che dobbiamo dire. La Parola ci rialza, ci fortifica e ci solleva.
Abbiamo anche parlato del pruno citato in Isaia 55:13, che rappresenta chi ha un passato difficile ed é proprio lì che Dio eleva la persona e trasforma la sua vita. Tutto questo diventa motivo di gloria, e nulla di ciò che Dio compie sarà distrutto.

Domenica durante il culto abbiamo meditato su una verità potente: quando Dio ha promesso la terra ad Abramo (Genesi 13:1...
18/02/2026

Domenica durante il culto abbiamo meditato su una verità potente: quando Dio ha promesso la terra ad Abramo (Genesi 13:14), non gli ha chiesto di restare a guardare, ma gli ha dato tre istruzioni precise per conquistarla: andare nel paese, camminare nel paese e abitare nel paese.
Questo ci insegna che quando Dio vuole che tu conquisti qualcosa, Lui ti darà sempre delle istruzioni chiare. La promessa non cade semplicemente dal cielo: Abramo ha dovuto prima percorrere tutto il territorio in lungo e in largo, e solo dopo Dio gli ha concesso la discendenza.
Il principio è semplice ma profondo: quando Dio ti fa vedere qualcosa, tu devi iniziare a camminare, questa è una costante in tutta la Bibbia.
Anche Giuseppe percorse tutto l’Egitto perché il Signore gli aveva dato una visione da realizzare, e Gesù stesso non è rimasto fermo, ma ha percorso tutto Israele per portare il Suo messaggio.
Oggi, quella missione tocca a noi, Dio ci chiama ad andare per tutto il mondo a predicare il Vangelo: questa è la missione che abbiamo qui sulla terra.
Non dobbiamo aspettare occasioni speciali, ma dobbiamo essere luce in qualunque luogo ci troviamo: a scuola, al lavoro, o semplicemente mentre camminiamo per strada.
Obbedire a Dio significa mettersi in marcia. Il Signore ha un piano perfetto per ognuno di noi, ma la conquista inizia con il nostro primo passo. Sii luce, obbedisci e cammina verso la tua promessa!

Domenica abbiamo parlato di come Dio parla alle persone, prendendo come riferimento Atti 26:1-18 e la testimonianza di S...
05/02/2026

Domenica abbiamo parlato di come Dio parla alle persone, prendendo come riferimento Atti 26:1-18 e la testimonianza di San Paolo. Abbiamo visto che Dio è capace di parlare a chiunque, soprattutto quando decide di raggiungere una persona in modo specifico.
Saulo, prima della sua conversione, perseguitava i cristiani: li metteva in prigione e li costringeva a compiere azioni contro la loro fede, tutto questo avveniva perché era cresciuto in una famiglia con una fede molto diversa.
Con il tempo, però, cambiò profondamente: cambiò il suo modo di vivere, di pensare e di agire, questo cambiamento si manifestò anche nel nome: da Saulo diventò Paolo, segno di una trasformazione interiore guidata da Dio.
Da qui nasce una domanda spontanea: perché Dio scelse proprio lui, sapendo tutto ciò che aveva fatto? Dio lo scelse affinché, attraverso di lui, potesse manifestarsi tutta la Sua misericordia. Questo ci insegna che non esiste alcun peccatore che non possa essere salvato dal Signore.
Abbiamo poi riflettuto sul significato del nome Saulo, che vuol dire “domandato” o “richiesto”. Egli fu infatti richiesto come re dagli Israeliti e scelto da Dio perché aveva un cuore predisposto.
Ancora oggi possiamo incontrare dei “Saulo” che diventano “Paolo”: persone che si convertono e si avvicinano a Dio. Lui parla spesso, ma molte volte siamo noi a non ascoltare perché chiudiamo il nostro cuore,ma tuttavia, il Signore non ci lascia mai senza stimoli: continua a parlarci e fa anche giri immensi pur di raggiungerci.
La cosa più importante che siamo chiamati a fare è testimoniare il Vangelo: è il compito che Dio ci ha affidato su questa terra. Spesso il Signore ci usa come strumenti affinché, attraverso di noi, il Vangelo possa aprire gli occhi delle persone e permettere loro di vedere la luce di Dio.
Noi siamo luce e, ovunque andiamo, dobbiamo trasmetterla affinché le persone possano passare dalle tenebre alla luce. ❤️

Domenica abbiamo meditato su Isaia 44:21–28 e Isaia 45:1–13, riflettendo sul fatto che Dio ha un piano per la nostra vit...
29/01/2026

Domenica abbiamo meditato su Isaia 44:21–28 e Isaia 45:1–13, riflettendo sul fatto che Dio ha un piano per la nostra vita.
Per Dio basta una parola per cambiare qualsiasi situazione, ma spesso sceglie di operare attraverso le circostanze che viviamo ogni giorno. Noi vorremmo vedere cambiamenti immediati, ma Dio sta lavorando in noi con un piano di crescita, guarigione e restaurazione.
Dio desidera che noi ascoltiamo la Sua voce e apriamo il nostro cuore. In questi passi biblici incontriamo Ciro, re di Persia, un uomo praticamente sconosciuto al popolo di Israele. Isaia fu guidato da Dio a parlare di lui senza sapere chi fosse, perché Dio aveva deciso di usare Ciro per permettere la ricostruzione del tempio che era stato distrutto.
Questo ci insegna che Dio può usare chiunque, anche persone o situazioni che non comprendiamo. Dio ci conosce profondamente, perché è Lui che ci ha formati, ma ci lascia sempre la libertà di scegliere, ci chiama per nome e ha una chiamata specifica per ognuno di noi.
Ogni giorno siamo chiamati a scegliere tra il bene e il male, ma Dio ha sempre pronto un piano di ritorno per chi decide di tornare a Lui ed è fondamentale fare questa scelta. Quando Dio parla alla nostra vita, non possiamo rimanere in silenzio: testimoniare ciò che Lui fa ci rafforza e porta gloria al Suo nome.
Quando Dio ci chiede di fare qualcosa di difficile, lo fa perché ci ama e perché Lui è il primo ad aver dato l’esempio, non ci lascia mai soli: se ci chiede qualcosa, cammina con noi e ci sostiene passo dopo passo. Il Signore ci protegge, anche davanti ai nostri nemici, e apre le porte che nessuno può chiudere. Se Dio ti ha chiamato, Lui stesso si manifesterà.
Prima della vittoria c’è sempre un cammino, spesso segnato da ostacoli, ma quando camminiamo con Dio tutto cambia, il Dio d’Israele desidera essere anche il tuo Dio.
Ha preparato per te tesori nascosti e pietre preziose che aspettano di essere scoperti.

Dio ti sta chiamando e vuole usarti ❤️

Questa domenica i nostri bimbi ci hanno insegnato che la paura può andar via solo con l’aiuto di Gesù.  Abbiamo scoperto...
26/01/2026

Questa domenica i nostri bimbi ci hanno insegnato che la paura può andar via solo con l’aiuto di Gesù.
Abbiamo scoperto insieme come i conigli, animali piccoli e fragili, quando si spaventano cercano rifugio nella roccia.
E così abbiamo riflettuto su quanto anche noi, proprio come loro, abbiamo bisogno di un rifugio sicuro.
La nostra roccia è Gesù: solo in Lui troviamo pace, forza e protezione. ❤️

Questa domenica abbiamo avuto il piacere di accogliere due cari fratelli, Giorgio e Fiorenza, della chiesa “Corda a tre ...
22/12/2025

Questa domenica abbiamo avuto il piacere di accogliere due cari fratelli, Giorgio e Fiorenza, della chiesa “Corda a tre capi”. Ci hanno raccontato del loro prezioso ministero dedicato al supporto delle coppie in difficoltà.

L’incontro è stato incentrato sul tema della famiglia,prendendo come versetto guida Luca 6:46-49, che ci invita a essere saggi costruttori.

Costruire un matrimonio è una cosa meravigliosa ma prima bisogna trovare le giuste risorse. Secondo la prospettiva di Dio, quando ci convertiamo, iniziamo a costruire qualcosa di vero e duraturo, ma per farlo dobbiamo scavare a fondo perché solo scavando possiamo trovare fondamenta solide e quelle fondamenta sono il Signore.

Le tempeste nella coppia ci saranno ma se il matrimonio è costruito sulla Roccia (su Dio) queste non avranno il potere di distruggere. A volte, scavando, potremmo trovare ferite ma se ne parliamo con il Padre, col tempo ogni cosa si può guarire.
Leggere la Bibbia e pregare significa proprio iniziare a gettare fondamenta salde perché se seminiamo nella nostra vita spirituale essa porterà frutto.

Poi ci siamo soffermati sulla domanda: come si costruisce?
Serve saggezza perché alcune scelte, come l’amore, sono fondamentali e l’amore vero si fonda sul perdono. In una relazione, ognuno ha la responsabilità di prendersi cura della propria famiglia

un altro concetto forte è che,quando qualcosa si rompe, prima di andare avanti bisogna ricostruire. Non possiamo costruire sopra mura danneggiate, bisogna restaurare, mettere da parte l’orgoglio e inoltre non possiamo basare la nostra famiglia su strutture come le case puntellate,perché prima o poi crolleranno.
Ma anche se qualcosa va in frantumi, non bisogna mai usare la parola “ormai”, perché per Dio nulla è impossibile.

Infine, è stato sottolineato che la nostra casa deve essere un luogo di:
- preghiera
- accoglienza
- sale e luce (cioè sapienza ed esempio per gli altri)
- e servizio, come ci ricorda Giosuè 24:15
per concludere é stato letto il salmo 128❤️

Giovanni 1:29 è stato il versetto su cui ci siamo soffermati domenica con i nostri bimbi. Abbiamo insegnato loro che Ges...
15/12/2025

Giovanni 1:29 è stato il versetto su cui ci siamo soffermati domenica con i nostri bimbi. Abbiamo insegnato loro che Gesù è l’Agnello di Dio, e attraverso i loro occhi abbiamo visto quanto sia bello e prezioso il modo in cui percepiscono le cose, ogni volta che iniziavano a parlare, i nostri occhi si illuminavano, perché è evidente quanto Gesù ami i bambini.

Abbiamo riflettuto insieme su come Gesù porta via le cose negative dalla nostra vita, lasciando solo ciò che è buono.
Lui stesso è stato donato a ciascuno di noi come il più grande dei regali: nessun dono può superare il Suo amore.

Quando abbiamo chiesto ai bambini cosa sentissero che Dio porta nei loro cuori, hanno risposto con semplicità e verità: “Gioia, felicità e tanto amore” le loro parole ci hanno profondamente toccate perché i bambini sono colmi d’amore puro, e proprio come dice Gesù, dovremmo essere anche noi come loro per poter entrare nel Regno dei Cieli.❤️
Grazie Dio per questo dono immenso che hai donato ad ognuno di noi

Indirizzo

Piazza Della Meridiana, Paderno Dugnano MI
Paderno Dugnano
20037

Orario di apertura

Giovedì 20:30 - 21:30
Domenica 17:30 - 19:00

Telefono

+393280312079

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