04/05/2026
Solennità di SAN CIRIACO
(Vescovo e Martire)
Patrono dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo e della Città di Ancona
Lc 9, 23-26
“...prenda la sua croce ogni giorno e mi segua...”.
A dire la verità, questo è uno dei testi più citati e più fraintesi del Vangelo. Nell’affermarlo, però, il Signore non vuole dirci “rassegnatevi, perché così va il mondo, perché tutti portano sulle spalle qualche croce”. Non occorreva Gesù per dire simili parole blandamente consolatorie. Bastava soltanto un po’ di buonsenso per accorgersene. Invece, nei Vangeli la croce rivela ben altro.
Il mondo ritiene la croce una sfortuna o un caso. Per Gesù, invece, è scelta d’amore. Perciò, al discepolo mai Egli chiederà di subire la croce, ma di prenderla e sostenere il mondo. Direbbe “Sii parte attiva di questo mondo! Prendi la tua vita e falla simile alla mia”.
Per capire ancora il senso attribuito da Gesù serve sostituire la parola croce con la parola “amore”. Se uno vuol stare con Gesù, deve dedicare a Lui tutto l’amore di cui è capace. Infatti, Ciriaco significa “dedicato al Signore”. E il suo amore per il Signore gli è costato la vita fino al martirio. Egli si troverebbe tra quanti “non amato la loro vita fino a morire” (Ap 12,11).
Carissimi, nell’amore, occorre saper mettersi in secondo piano, rinunciando se stesso per la persona amata, come qualcuno che dichiarava alla sua fidanzata, “ti voglio bene fino al punto di perderti per amore”. E se questo è sofferenza, bene abbia detto Pietro: “nella misura in cui partecipate la sofferenza di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” (1Pt 4,13).
Ricordatevi, amore è la croce presa, e questa, come diceva Romano Battaglia, “ci appare in tutta la sua verità. Essa congiunge la terra al cielo, tende le braccia in tutte le direzioni, è il segno misterioso dell'umanità universale, il telaio sul quale viene tessuta la nostra vita” (Sulla riva dei nostri pensieri, 2000).
Dunque, per Amore a tutti e per tutti, Gesù è un Dio crocifisso. Ecco la sua carta d’identità: “il Figlio dell'uomo dovrà soffrire molto…, ve**re ucciso, e poi risorgere” (Lc 9,22). Pasqua sarà la prova che Dio regala vita a chi dona amore. Non è un invito a patire, ma a va***re, rivoltare e far fiorire le zolle indurite del cuore.
Questa è la logica di Cristo, e se vogliamo veramente essere degli autentici cristiani urge realizzarla nella nostra vita. Urge amare, quale voce del verbo morire, cioè uscire da noi stessi, dare senza aspettative, volere la felicità dell'altro, rispettarne la storia, accompagnarlo nel viaggio della vita. Magari se gli uomini oggi capissero questo vero di amore. San Ciriaco, prega per noi.
Buona festa a te!
Don José