Milizia dell'Immacolata - Perseveranti con Maria

Milizia dell'Immacolata - Perseveranti con Maria La Milizia dell'Immacolata (M.I.) è un movimento ecclesiale di apostolato mariano, fondato da Massimi LA M.I.

Colui che non prega non comprende facilmente lo spirito di preghiera. Inoltre, egli non può rendersi conto della felicit...
10/06/2026

Colui che non prega non comprende facilmente lo spirito di preghiera. Inoltre, egli non può rendersi conto della felicità che la preghiera offre all'anima, dell'energia che la preghiera comunica nella vita di ogni giorno.
Dio gradisce la preghiera di una persona innocente, soprattutto dei bambini.
SK 1208 San Massimiliano Kolbe

Troppo spesso crediamo che il cristianesimo sia una liberazione dalle regole. In realtà il Vangelo non ci libera dalle r...
10/06/2026

Troppo spesso crediamo che il cristianesimo sia una liberazione dalle regole. In realtà il Vangelo non ci libera dalle regole, ma ci libera da un modo sbagliato di viverle. Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a mostrarne il significato più profondo. Le regole, quando sono sane, non servono a limitare la vita, ma a custodirla e a farla fiorire. Pensiamo a una ricetta: seguire alcune indicazioni non rovina la festa, ma rende possibile un buon dolce. Allo stesso modo, le regole della vita non sono ostacoli alla felicità, ma sentieri che ci aiutano a raggiungerla. Il problema nasce quando riduciamo tutto a un insieme di obblighi esteriori oppure, al contrario, quando pensiamo di poter vivere seguendo soltanto ciò che sentiamo nel momento. Gesù ci insegna un rapporto maturo con la Legge. Egli ci mostra che il centro non è la regola in sé, ma l'amore che quella regola vuole custodire. Per questo nel Vangelo combatte il legalismo, ma non l'obbedienza. Contesta il moralismo, ma non la verità. Denuncia l'ipocrisia di chi osserva esteriormente i comandamenti senza lasciarsi cambiare il cuore. Senza una regola, infatti, la nostra vita rischia di diventare un intreccio confuso di capricci, desideri, paure, entusiasmi e delusioni. Somiglia a un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra invece di scorrere verso una meta. Le regole autentiche sono come gli argini di quel fiume: non ne soffocano la forza, ma le permettono di diventare feconda. Per questo il Vangelo di oggi ci pone alcune domande decisive. Attorno a quale criterio sto costruendo la mia vita? La maturità cristiana consiste nel riscoprire che la vera regola è Cristo stesso. Quando Lui diventa il centro, la Legge non è più una catena, ma una strada che conduce alla libertà.

Don Luigi Maria Epicoco

Vangelo e lettureMercoledì della X settimana del Tempo OrdinarioMERCOLEDÌ · Ciclo A · Feria Prima lettura1Re 18, 20-39 •...
10/06/2026

Vangelo e letture

Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario

MERCOLEDÌ · Ciclo A · Feria

Prima lettura
1Re 18, 20-39 • Questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!
Dal primo libro dei Re

In quei giorni, [il re] Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti [di Baal] sul monte Carmelo. Elìa si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all'altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla.
Elìa disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore. Il dio che risponderà col fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
Elìa disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate voi per primi, perché voi siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non vi fu voce, né chi rispondesse. Quelli continuavano a saltellare da una parte all'altra intorno all'altare che avevano eretto.
Venuto mezzogiorno, Elìa cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran voce, perché è un dio! È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà». Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a ba****si tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell'offerta del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d'attenzione.
Elìa disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!». Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l'altare del Signore che era stato demolito. Elìa prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all'altare un canaletto, della capacità di circa due sea di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro anfore d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua.
Al momento dell'offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elìa e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d'Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!».
Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 15
℟. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene». ℟

Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi. ℟

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. ℟

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. ℟
Vangelo
Mt 5, 17-19 • Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore

Commento al Vangelo
Sant'Agostino, vescovo e dottore della Chiesa (IV sec.). Dello spirito e della lettera • «Non sono venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento». (PL 33, 217 ss.)
«Il Signore è lo Spirito; e dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà.»
Questo è lo Spirito di Dio, per la cui grazia siamo giustificati e la cui forza fa sì che troviamo gioia nell’astenerci dal peccato, nel che consiste la perfetta libertà. Senza questo Spirito, il peccato genera schiavitù, e dalle sue opere l’uomo deve astenersi. Questo Spirito Santo, per mezzo del quale la ca**tà — che è il compimento della legge — viene riversata nei nostri cuori, è chiamato anche nel Vangelo il dito di Dio.
Le tavole della legge furono scritte dal dito di Dio, cioè dallo Spirito Santo, per mezzo del quale siamo santificati. Cinquanta giorni trascorsero dalla Pasqua, quando Mosè ordinò di immolare l’agnello figurativo, fino al momento in cui fu data la legge scritta dal dito di Dio. Allo stesso modo, cinquanta giorni dopo la morte e la risurrezione di Cristo, lo Spirito Santo riempì i fedeli riuniti nel cenacolo.
Nell’armonia tra le due leggi vi è però una differenza decisiva: nell’antica, il popolo era preso dal timore e non poteva avvicinarsi al luogo dove veniva data la legge; nella nuova, lo Spirito Santo discende sui credenti. Là la legge fu scritta sulla pietra per incutere timore; qui nei cuori degli uomini per giustificarli.
«Non commetterai adulterio, non ucciderai, non desidererai», e qualunque altro comandamento vi sia — scritto in quelle tavole — «si riassume in questa parola», dice l’Apostolo: «Amerai il prossimo tuo come te stesso. La ca**tà non fa alcun male al prossimo. Pienezza della legge è dunque la ca**tà.»
Questa non è scritta su tavole di pietra, ma «è stata riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.» La legge di Dio è la ca**tà, alla quale «la sapienza della carne non si sottomette, né potrebbe farlo.»
La legge delle opere, scritta sulla pietra, dava morte al trasgressore quando la ca**tà era impressa esteriormente; ma quando la ca**tà fu riversata nei cuori, apparvero la legge della fede e lo Spirito Santo, che dona vita a chi ama.
L’insegnamento dell’Apostolo conferma questa distinzione: «Voi siete una lettera di Cristo» — dice — «scritta per mezzo del nostro ministero, non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole di carne, cioè nei cuori.»
Così, l’antica legge fu scritta fuori dell’uomo per incutere timore; la nuova dentro di lui per giustificarlo. Le tavole carnali del cuore significano infatti un cuore vivo e sensibile, diverso dalla pietra inerte. La lettera della legge non giustifica, poiché un velo nascondeva il significato dell’Antico Testamento fino a quando esso passò a Cristo e fu rivelata la grazia. Solo allora si comprese che la giustificazione viene da Lui, che ci comanda proprio affinché comprendiamo il bisogno di ricorrere a Lui.
Per questo l’Apostolo dice: «E questa fiducia noi l’abbiamo mediante Cristo davanti a Dio», ricordando che la capacità di operare viene da Dio. E aggiunge poi: «Non già che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi; la nostra capacità invece viene da Dio, il quale ci ha resi ministri di una nuova alleanza, non della lettera ma dello Spirito. Perché la lettera uccide, lo Spirito invece dà vita.»
Parola del Signore

Ogni grazia, senza alcuna eccezione, è  la venuta della Mediatrice di tutte le grazie.   Vuoi che Ella spesso venga a tr...
09/06/2026

Ogni grazia, senza alcuna eccezione, è la venuta della Mediatrice di tutte le grazie.
Vuoi che Ella spesso venga a trovarti?
Vuoi che Ella dimori stabilmente nella tua anima?
Desi deri che Ella, solamente Ella, diriga i tuoi pensieri, prenda possesso di tutto il tuo cuore?
Desideri vivere totalmente per Lei?
Se desideri veramente tutto questo, spalanca di fronte a Lei il tuo cuore e dònati a Lei senza alcuna restrizione e per sempre, anche se con il solo sospiro dell'anima.
SK 1216 San Massimiliano Kolbe

“Voi siete il sale”. Che immagine straordinaria usa Gesù nel Vangelo di oggi. Il sale non serve a essere ammirato, ma a ...
09/06/2026

“Voi siete il sale”. Che immagine straordinaria usa Gesù nel Vangelo di oggi. Il sale non serve a essere ammirato, ma a dare sapore. Nessuno si accorge del sale quando è presente nella giusta misura, eppure tutti se ne accorgono quando manca. Forse Gesù vuole dirci che il compito del cristiano non è occupare il centro della scena, ma rendere più vera, più bella e più umana la vita delle persone che incontra. Molto spesso pensiamo che testimoniare il Vangelo significhi convincere, vincere discussioni o imporre idee. Gesù invece ci indica un'altra strada. Il cristiano è chiamato a insaporire la realtà con la propria presenza, a introdurre nel mondo il gusto della speranza, della misericordia, della verità e della ca**tà. Dove passa un autentico discepolo dovrebbe aumentare la qualità della vita, non il rumore delle polemiche. Per questo Gesù affianca all'immagine del sale quella della luce. La luce non attira l'attenzione su di sé, ma rende visibili le cose. Non sostituisce la realtà, la rivela. Così dovrebbe essere anche la testimonianza cristiana. Un vero credente non vive per essere notato, applaudito o riconosciuto. Vive in modo tale che gli altri possano vedere il bene, la bellezza e la presenza di Dio che già operano nella loro esistenza. C'è però un avvertimento implicito nelle parole di Gesù. Il sale può perdere il suo sapore e una luce può essere nascosta. Accade quando il cristianesimo si riduce a un'abitudine, a un'etichetta o a una semplice appartenenza esteriore. Quando smettiamo di vivere un rapporto reale con Cristo, continuiamo magari a conservare la forma della fede, ma perdiamo la sua forza trasformante. Il sale e la luce diventano allora i segni distintivi di un vero discepolo. Non qualcuno che parla continuamente di Dio, ma qualcuno che, attraverso la propria vita, rende Dio più credibile. Non qualcuno che si impone agli altri, ma qualcuno che aiuta tutto ciò che lo circonda a esprimere il meglio di sé.

Don Luigi Maria Epicoco

Prima lettura1Re 17, 7-16 • La farina della giara non meno venne secondo la parola del Signore.Dal primo libro dei ReIn ...
09/06/2026

Prima lettura
1Re 17, 7-16 • La farina della giara non meno venne secondo la parola del Signore.
Dal primo libro dei Re

In quei giorni, il torrente [nei cui pressi Elìa si era nascosto] si seccò, perché non era piovuto sulla terra. Fu rivolta a lui la parola del Signore: «Àlzati, va’ a Sarèpta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Egli si alzò e andò a Sarèpta.
Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elìa le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elìa; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elìa.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 4
℟. Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
amerete cose vane e cercherete la menzogna? ℟

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore. ℟

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?».
Hai messo più gioia nel mio cuore
di quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza. ℟
Vangelo
Mt 5, 13-16 • Voi siete la luce del mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore

Quel che dà all'anima la Milizia dell'Immacolata:  Chi si è donato all'Immacolata secondo lo spirito della M.I. ha la vi...
08/06/2026

Quel che dà all'anima la Milizia dell'Immacolata: Chi si è donato all'Immacolata secondo lo spirito della M.I. ha la viva sensazione di dipendere in tutto da Lei, di non appartenere ormai più a se stesso, ma di esser diventato veramente proprietà di Lei, dell'Immacolata, della Madre di Dio, vera e amorevole Regina del cielo e della terra. .....
SK 1333 San Massimiliano Kolbe

Il discorso delle Beatitudini, pronunciato da Gesù nella pagina del Vangelo di oggi, è una grande lezione sul modo in cu...
08/06/2026

Il discorso delle Beatitudini, pronunciato da Gesù nella pagina del Vangelo di oggi, è una grande lezione sul modo in cui dovremmo guardare la nostra vita. Molto spesso siamo convinti che ciò che ci manca sia la causa della nostra infelicità. Pensiamo che, se avessimo di più, se fossimo più forti, più sicuri, più appagati, allora saremmo finalmente felici. Gesù invece capovolge questa logica e ci dice che proprio ciò che ci manca può diventare lo spazio in cui Dio opera le cose più grandi. Chi è sazio non desidera più nulla e rischia di perdere il gusto delle cose essenziali. Chi si sente sempre forte fatica a comprendere la fragilità degli altri. Chi è pieno di sé non lascia spazio a nessuno, nemmeno a Dio. Chi vive solo per difendere il proprio equilibrio spesso rinuncia a spendersi per la giustizia e per l'amore. Chi indossa continuamente maschere finisce per non riconoscere più il volto autentico della realtà e neppure quello di Dio. Le Beatitudini non sono l'elogio della sofferenza, della povertà o delle lacrime. Gesù non sta dicendo che il dolore è un bene in sé. Sta dicendo invece che ogni nostra mancanza, ogni ferita, ogni fame di senso può diventare il luogo di un incontro. La povertà di cui parla il Vangelo è la disponibilità a lasciarsi riempire da Dio. Per questo i poveri, gli affamati, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore sono chiamati beati: non perché abbiano meno degli altri, ma perché hanno ancora spazio per accogliere ciò che conta davvero. La vera tragedia non è essere mancanti, ma credere di bastare a noi stessi. Quando riempiamo ogni vuoto con qualcosa, quando anestetizziamo ogni desiderio, quando evitiamo ogni fragilità, priviamo la nostra vita della possibilità di una svolta. Le Beatitudini ci insegnano che Dio entra quasi sempre dalle nostre crepe. E ciò che consideriamo una debolezza può diventare il luogo più fecondo della sua grazia.

Don Luigi Maria Epicoco

Vangelo e lettureLUNEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIOLUNEDÌ · CICLO A · FERIA Prima lettura1Re 17, 1-6 • Elìa st...
08/06/2026

Vangelo e letture

LUNEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
LUNEDÌ · CICLO A · FERIA

Prima lettura
1Re 17, 1-6 • Elìa stava alla presenza del Signore, Dio d’Israele.
Dal primo libro dei Re

In quei giorni, Elìa, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio d’Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io».
A lui fu rivolta questa parola del Signore: «Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare».
Egli partì e fece secondo la parola del Signore; andò a stabilirsi accanto al torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 120
℟. Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra.
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. ℟

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. ℟

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. ℟

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. ℟
Vangelo
Mt 5, 1-12 • Beati i poveri in spirito.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le f***e, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Parola del Signore

«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle...
06/06/2026

«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti». Gesù ci mette in guardia da una tentazione molto sottile: vivere per essere visti. Gli scribi non sono condannati per ciò che fanno, ma per il motivo per cui lo fanno. Hanno trasformato la loro fede in una vetrina, la loro religiosità in una ricerca di consenso. Quando il cuore ha bisogno continuamente dell'approvazione degli altri, allora significa che ha smesso di cercare Dio e ha cominciato a cercare se stesso. Per questo il Vangelo ci presenta immediatamente una figura completamente diversa: una vedova povera. Nessuno la nota, nessuno la applaude, nessuno la considera importante. Eppure è proprio lei a catturare lo sguardo di Gesù. «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri». Agli occhi degli uomini conta la quantità. Agli occhi di Dio conta l'amore. Gli altri offrono qualcosa del loro superfluo, la vedova offre ciò che è necessario alla sua vita. Gli altri danno senza compromettersi, lei si consegna totalmente. Per questo Gesù vede in quel gesto una grandezza che nessun altro riesce a vedere. Molto spesso siamo preoccupati di fare cose grandi, mentre il Signore ci chiede semplicemente di amare in modo grande. La santità non consiste nell'essere straordinari, ma nel vivere in maniera straordinaria ciò che è ordinario. La vedova non compie un miracolo, non pronuncia discorsi memorabili, non occupa posti importanti, non scrive libri. Fa semplicemente un gesto d'amore totale. «Essi infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Questa donna ci ricorda che la fede è sempre una questione di fiducia. Si può donare tutto soltanto quando si è certi che la propria vita non dipende da ciò che si possiede, ma da Colui al quale ci si affida. E forse il vero problema della nostra vita spirituale è che spesso diamo a Dio molte cose, ma raramente gli consegniamo davvero noi stessi. La vedova povera possiede soltanto due monetine, ma in realtà possiede il tesoro più grande: un cuore che sa affidarsi completamente a Dio. E questo vale più di qualsiasi ricchezza.

Don Luigi Maria Epicoco

Indirizzo

Centro Regionale Di Sardegna M. I./P. Duomo, 12/C/O Convento San Francesco
Oristano
09170

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