14/06/2026
È possibile affermare, con solida fondatezza storica, che il primo abito del simulacro di Gesù Bambino, legato alla devozione di Sant' Antonio, fosse di colore rosso con inserti dorati.
Nella tradizione cristiana, questa combinazione cromatica non è mai casuale: il rosso evoca l'amore divino, la ca**tà universale e il mistero della Redenzione attraverso il sacrificio, mentre l'oro manifesta la regalità e la natura divina del Figlio di Dio, unite alla forza vivificante dello Spirito Santo.
Negli anni Settanta, le suore che affiancavano il parroco don Carlo Zennaro nella cura pastorale della parrocchia scelsero di introdurre una variazione visiva nella liturgia. Con l'intento di distinguere i giorni della Tredicina dal trionfo solenne del giorno della festa, allestirono un abito bianco con inserti dorati. Nel simbolismo cristiano, infatti, il bianco richiama la purezza originaria, l'innocenza, la santità e la gloria della Risurrezione, essendo il colore associato alla luce di Dio, mentre l'oro dei ricami e delle stolature esalta la dignità regale e la trascendenza di Cristo, segni della presenza divina e della gloria celeste.
Il percorso espositivo offre inoltre l'opportunità di ammirare un abito bianco con sottoveste azzurra e un abito interamente blu. Sebbene queste varianti derivino probabilmente da una scelta personale dei donatori, esse racchiudono un profondo valore mariano, configurandosi come un omaggio alla Vergine Maria, «gloria e vanto del popolo novese». E doveroso, infine, specificare che nella pietà popolare non sempre esiste un codice ufficiale o univoco per ogni colore o ricamo. Spesso la scelta di un abito riflette la pura devozione dei fedeli e il desiderio profondo di offrire al Salvatore ciò che si possiede di più bello e prezioso.