01/06/2025
Il commento al Vangelo di oggi del Centro di Esperienza e formazione francescana
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Spunti francescani sul vangelo domenicale
Domenica di Ascensione (1.6.25): di questo voi siete testimoni
Lc 24,52-53: Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Ci sono dei momenti speciali nei quali si diventa adulti, quando cioè si è chiamati alla solitudine della responsabilità e della testimonianza. L’ascensione di Gesù ha costituito una svolta per i discepoli: erano passati dalla sua presenza, seguita con amore e passione, ma anche con tante cadute e fragilità, al tempo della memoria di lui per fare della propria persona una testimonianza credibile di lui. È il tempo in cui la benedizione dell’essere stati con lui diventa il coraggio di ritornare in quella città, in cui si erano vergognati di essere suoi discepoli, per diventare memoria e testimonianza di lui. Benedetti da Gesù, erano chiamati a diventare benedizione agli altri diventando testimoni del crocifisso risorto, che non chiedeva vendetta ma perdono e riconciliazione. Nel loro volto, illuminato da quel cielo pieno di vita, doveva risplendere agli abitanti di Gerusalemme quella benedizione che il Padre nel Figlio ha voluto donare al mondo intero.
“Io frate Francesco piccolino a voi miei fratelli benedetti” sono le parole con cui il Santo si congeda dai suoi nel Testamento (Test 34). Quel testo, scritto a ridosso della morte, rappresentava come la benedizione lasciata ai suoi fratelli, invitandoli a diventare responsabili della loro identità evangelica. Insieme a lui avevano camminato dietro le orme di Cristo. Francesco era stato lo strumento con il quale Dio aveva agito nella loro vita. Ora era il tempo del congedo. E in quel momento egli sente forte e chiaro che quei fratelli, da lui benedetti e benedizione da lui ricevuta da Dio, dovevano diventare a loro volta benedizione al mondo intero. La passione con la quale aveva vissuto la sua esistenza, veniva consegnava da Francesco ai suoi affinché essi ne prolungassero l’efficacia mediante le loro scelte di vita evangelica. In quel testo finale il Santo stava affidando ad essi quel mandato con cui Bonaventura chiude la narrazione della vita di Francesco: “Io ho fatto la mia parte, la vostra Cristo ve la insegni” (LegMag 14,3). Era giunto per loro il tempo dell’essere adulti, capaci cioè di prolungare nel mondo la benedizione che Francesco era stato per loro.
Signore la benedizione che tu mi doni mentre ascendi in cielo mi aiuti a riabbassare gli occhi verso la mia terra per essere per i miei fratelli la tua benedizione che è gioia e perdono. Mentre tu vai in cielo mi chiedi di restare qui testimone e memoria benedicente di te.
fraPM