06/07/2026
Memoria del giovane di Sant'Egidio martire in Congo.
Gli appuntamenti a Novara sono mercoledì 8 luglio nella chiesa di Ognissanti
alle ore 10 per la celebrazione della Liturgia Eucaristica
alle ore 19 per la preghiera della sera
L’8 luglio la Chiesa ricorda il Beato Floribert Bwana Chui, giovane congolese ucciso nella notte tra il 7 e l’8 luglio 2007 perché aveva bloccato il passaggio di generi alimentari deteriorati che rappresentavano un pericolo per la salute della popolazione. Primo martire africano riconosciuto per essersi opposto alla corruzione, la sua memoria liturgica cade nel giorno della sua morte, come da tradizione della Chiesa.
Il 15 giugno 2025 a Roma, un lungo applauso ha riempito la Basilica di San Paolo fuori le Mura nel momento in cui il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi, ha proclamato, attraverso la lettura della lettera apostolica di Leone XIV, la beatificazione di Floribert Bwana Chui.
A distanza di poche settimane, l'8 luglio 2025, si è tenuta a Goma, città natale di Floribert, la prima memoria liturgica in onore del beato.
Dalla Quaresima di quest'anno, nella bellissima basilica romana di Santa Maria in Trastevere, un altare è dedicato alla memoria del beato Floribert Bwana Chui e custodisce la giacca che il giovane indossava al momento del martirio, che reca le tracce delle torture subite. Nella ca****la, insieme alla reliquia, è stata posta un'icona raffigurante il beato Floribert con in mano la Bibbia aperta sul versetto della lettera ai Romani (12,21) "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene".
La storia di Floribert Bwana Chui si svolge a Goma, nel cuore di una Repubblica Democratica del Congo ferita da anni di guerre e corruzione.
Nel 2007, Floribert fu ucciso per aver pronunciato un semplice “no” a un tentativo di corruzione, sollevando una domanda morale profonda: è possibile restare onesti in un contesto che sembra premiare solo il cinismo?
Nelle metropoli come Kinshasa, la sopravvivenza ha spesso imposto “regole” brutali: non avere compassione per nessuno e rassegnarsi all’idea che il Paese sia impossibile da “raddrizzare”. In questo scenario, l’uomo onesto viene deriso come uno stupido (yuma), mentre il furbo sembra trionfare attraverso la prevaricazione.
Eppure Floribert ha scelto di non piegarsi a questa normalità disumana. Ha rappresentato l’altra faccia del Congo: quella di una società civile vitale e profonda, che continua a sperare nonostante tutto.
Rifiutando di pensare solo a se stesso, ha scommesso sul riscatto collettivo, cercando di correggere le storture della sua terra. Sebbene il suo sacrificio non abbia ancora trasformato l’intera nazione, la sua integrità ha toccato e cambiato la vita di molti, dimostrando che resistere al male è una via possibile.
Floribert Bwana Chui bin Kositi nasce a Goma il 13 giugno 1981, figlio di Deogratias Kositi Bazambala e Gértrude Kamara Ntawiha, primogenito di tre fratelli, Jean Claude e Tresor. Battezzato il 26 maggio del 1990 nella Parrocchia dello Spirito Santo a Goma, dove ricevette lo stesso giorno anche la prima comunione, e dove l’anno successivo, il 19 maggio, ricevette il sacramento della confermazione.
Floribert si distingue per la sua intelligenza vivace e piena di iniziative: iscritto all’Università di Goma nella facoltà di Giurisprudenza viene eletto leader degli studenti cattolici.
L’incontro, nel 2001 con la Comunità di sant’Egidio, segna profondamente Floribert tanto da spingerlo a iniziare con altri giovani a Goma una Comunità animando la preghiera comune e il servizio ai più poveri, in particolare i bambini di strada alla Scuola della Pace, verso i quali si prodiga per dare loro da mangiare, reinserirli nei cicli scolastici e favorire i ricongiungimenti familiari.
Nella fedeltà ai poveri e alla Parola di Dio matura la consapevolezza di essere chiamato a “fare cose grandi, incidere nella storia, per trasformare la realtà.” Con la Comunità di Sant’Egidio coltiva il sogno di un mondo pacificato in cui mettere “tutti i popoli seduti alla stessa tavola”. Dalle testimonianze raccolte emergono i tratti di un giovane che crede fortemente nel valore della parola e del dialogo. Lontano da logiche identitarie e nazionaliste si impegnava per appianare le contese e favorire l’incontro tra le persone di diversa estrazione sociale ed etnica.
Dopo la laurea in legge del dicembre 2005, segue a Kinshasa una formazione professionale in seguito alla quale ottiene nel 2007 un impiego come Commissario delle Avarie presso la dogana di Goma. Qui il giovane funzionario, dopo aver fatto distruggere alcune partite di alimentari nocivi alla salute della popolazione, fu oggetto di tentativi di corruzione e minacce da parte di gente senza scrupoli, che volevano costringerlo a far passare prodotti avariati. Floribert rispose sempre con un rifiuto, motivato dalla propria fede in Cristo e dall’amore per i fratelli, soprattutto i più deboli e indifesi. “Come cristiano – affermò – non posso permettere che si sacrifichi la vita della gente. È meglio morire piuttosto che accettare quei soldi”.
Il 7 luglio 2007 venne rapito da ignoti. La mattina del 9 luglio fu rinvenuto il suo corpo con i segni delle torture e delle percosse ricevute: fu ucciso la notte tra l’8 e il 9 luglio in odio alla fede e alle virtù ad essa collegate, della ca**tà e della giustizia e si riconosce in lui un esempio di fedeltà al vangelo che illumina con il martirio il nostro tempo.
Tutte le Comunità di Sant’Egidio celebrano la festa del Beato Floribert, nostro giovane fratello della Comunità di Sant’Egidio di Goma con gratitudine per la sua testimonianza evangelica e con la gioia di accogliere gli amici che si uniranno in questa occasione
Per info e contatti:
Daniela Sironi responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Novara
Cell. 3395065030
[email protected]
Per approfondire la storia di Floribert e per ulteriori immagini e video:
https://www.floribertbwanachui.org/
Per segnalare una grazia ricevuta o per condividere una testimonianza:
[email protected]