10/08/2026
♦️Nel ricordo orante e grato di Sarah Calvano
Lunedì 3 e domenica 9 agosto: due date importanti per la comunità cristiana della Diocesi di Noto e della Parrocchia San Giovanni Battista in Avola.
In questi due giorni infatti è stata ricordata la giovane Sarah Calvano, morta il 3 agosto 1992 per un melanoma incurabile.
Sarah nel tempo spensierato dell'adolescenza e poi in quello provato dalla malattia, ha testimoniato la sua gioia di vivere, mediante la forza della fede, la quale emerge con grande forza e determinazione nel Diario dove ha raccolto i suoi scritti, nei quali racconta la sua breve ma intensa esistenza, la famiglia, la scuola, gli amici, la Parrocchia, i suoi progetti, i suoi sogni.
Il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, dopo un attento discernimento, ha voluto avviare l'iter per l'inchiesta diocesana della causa di Beatificazione e Canonizzazione di Sarah Calvano.
Lo scorso gennaio, l'Episcopato siciliano ha dato parere favorevole all'apertura della suddetta causa, adesso si attendono gli ulteriori passi necessari perché la vita di Sarah possa essere proposta come modello di fede per il popolo cristiano, soprattutto per i giovani.
Dunque due giorni per commemorare Sarah: giorno 3 agosto, nella solennità di Maria SS. Scala del Paradiso, Patrona della Diocesi di Noto, giorno della dipartita di Sarah, il Vescovo Rumeo ha celebrato una S. Messa, ricordando insieme a Sarah anche Mons. Giuseppe Malandrino, già Vescovo di Noto, a un anno dalla sua morte.
Mons. Rumeo ha ricordato nella sua omelia il giorno del 18° compleanno di Sarah, quando la giovane, già malata, presso il Santuario Diocesano della Madonna della Scala, consegnò a Dio la sua giovinezza, accogliendo la malattia come offerta d'amore per Gesù e per la Chiesa.
Domenica 9 agosto, ancora un ricordo di Sarah, più intimo e familiare, presso la sua Parrocchia di appartenenza, San Giovanni Battista, attualmente frequentata dalla mamma Nella, dal fratello Sebastiano e dai parenti.
Il Parroco don Alessandro Paolino, ha rimarcato la "fede giovane" di Sarah, capace di slanci generosi del cuore e di speranza incrollabile, anche nella stagione della malattia.
Al termine della celebrazione, sul sagrato della chiesa di San Giovanni, don Alessandro e i familiari di Sarah, hanno piantato un piccolo albero di ulivo, a ricordare che la vita di Sarah, come ogni vita, cresce come una pianta illuminata dal sole divino e chiamata a portare frutti di amore, di bontà, di sincero bene.
Che la vicenda di Sarah Calvano possa essere per tutti una luce di speranza e di incoraggiamento nel cammino di tante persone, soprattutto i giovani di questo tempo così difficile