Buddismo Nichiren Indipendente e Unitario

Buddismo Nichiren Indipendente e Unitario Pagina dedicata alla propagazione del Buddismo del Sutra del Loto come lo ha insegnato Nichiren Daishonin.

I 5 ELEMENTI FONDAMENTALI NELLA PRATICA DEL BUDDISMO NICHIREN: 4° LO STUDIO
03/09/2026

I 5 ELEMENTI FONDAMENTALI NELLA PRATICA DEL BUDDISMO NICHIREN: 4° LO STUDIO

Benvenuti al quarto appuntamento della serie dedicata ai 5 elementi fondamentali per praticare il Buddismo di Nichiren Daishonin con piena...

I cinque elementi fondamentali della pratica. 3°: Il Sutra del Loto.Buongiorno a tutte e a tutti.Riprendiamo con la seri...
26/08/2026

I cinque elementi fondamentali della pratica. 3°: Il Sutra del Loto.

Buongiorno a tutte e a tutti.
Riprendiamo con la serie dei cinque elementi fondamentali per fare una pratica buddista buona ed efficace. Il primo elemento era il Daimoku, poi il Gohonzon; oggi tratteremo del Sutra del Loto e della sua recitazione, e in seguito affronteremo lo studio e la propagazione.
Il Sutra del Loto rappresenta il sommo insegnamento del Buddha Shakyamuni, tramandato oralmente nell’ultimo periodo della sua vita e successivamente raccolto in 28 capitoli dai suoi discepoli. La versione più diffusa e comunemente utilizzata è la traduzione dal sanscrito al cinese antico effettuata dal venerabile monaco Kumarajiva. È un testo che va studiato a fondo in ogni sua parte, prestando particolare attenzione alle sue famose parabole.
Perché il Sutra del Loto è il Sommo Insegnamento?
Ci sono almeno quattro ragioni principali per cui il Sutra del Loto viene definito il sommo insegnamento e per cui gli insegnamenti precedenti vengono accantonati:
1. L'ultimo insegnamento del Buddha: È l'insegnamento finale impartito da Shakyamuni.
2. Il superamento degli insegnamenti provvisori: Il Buddha stesso invita a scartare gli insegnamenti precedenti definiti "provvisori". È come quando si finisce di costruire una casa: le impalcature servite per la costruzione vanno rimosse, poiché non solo diventano inutili, ma rischiano di essere d'intralcio o dannose.
3. L'espressione diretta dell'Illuminazione: Negli insegnamenti provvisori il Buddha spiegava adattandosi alle capacità e alle conoscenze limitate degli ascoltatori (come un istruttore che spiega come nuotare rimanendo a bordo piscina). Nel Sutra del Loto, invece, il Buddha esprime direttamente il modo in cui percepisce la propria illuminazione (come l'istruttore che si tuffa in piscina e mostra concretamente come rimanere a galla).
4. La parità di genere e l'illuminazione delle donne: È l'unico Sutra in cui la donna viene posta su un piano di totale parità rispetto all'uomo, superando le convenzioni dell'epoca che la consideravano un essere inferiore o impuro.
Pratica Essenziale, Abbreviazione, Pratica Abbreviata ed Estesa
Nel Gosho intitolato ”Il Daimoku del Sutra del Loto” — uno dei circa 400 scritti di Nichiren Daishonin, fondamentale ed esaustivo nel chiarire perché e come si pratica — il Daishonin risponde al quesito di una donna spiegando la struttura della pratica quotidiana:
La pratica essenziale: È la recitazione del Daimoku (Nam-myoho-renge-kyo).
La pratica abbreviata: È la recitazione quotidiana dei capitoli del Sutra del Loto. Fondamentale nella nostra pratica quotidiana è cominciare recitando il secondo (Hoben) e il sedicesimo capitolo (Juryo) per intero (ad esempio uno al mattino e uno alla sera).
La pratica estesa: Consiste nel recitare tutti i 28 capitoli del Sutra del Loto.
Nel panorama delle varie scuole buddiste di derivazione Nichiren si notano diverse modalità di recitazione:
La Soka Gakkai recita solo piccole parti estratte dal 2° e dal 16° capitolo (una sorta di abbreviazione della pratica abbreviata);
La Nichiren Shoshu recita l'intero 16° capitolo insieme al 2°;
La Nichiren Shu recita estratti di vari capitoli;
Alcune scuole recitano tutti i 28 capitoli almeno una volta all'anno;
Altre scuole o gruppi recitano i 28 capitoli nella propria lingua madre (in italiano per noi), il che è un aiuto straordinario per comprendere appieno il significato del Sutra. Il trattato si può infatti recitare sia in cinese antico / sino-giapponese (la lingua tradizionale del Gongyo o Otsutome), sia nella propria lingua.
Il Valore e la Necessità della Pratica Estesa
Quando si è pronti, quando si vuole andare fino in fondo o affrontare un problema importante per percepire pienamente la propria natura di Buddha, è bene dedicare il giusto tempo a recitare tutti i 28 capitoli (ad esempio al ritmo di circa un capitolo al giorno).
"Estesa" significa estendere la propria comprensione, la propria forza vitale, la propria saggezza e la propria fortuna. Molte persone che hanno intrapreso la recitazione integrale dei 28 capitoli riferiscono di aver ampliato la propria vita e risolto diverse problematiche; un beneficio riscontrato anche nella mia esperienza personale negli ultimi anni.
Noi praticanti del Buddismo di Nichiren pratichiamo per raggiungere l'illuminazione. Per stare semplicemente un po' meglio si possono fare altre attività come lo yoga, una passeggiata o una bella nuotata. Chi mira a un obiettivo elevato come l'illuminazione deve applicarsi con dedizione:
L'esempio del mondo lavorativo: Durante un corso di formazione per un'azienda farmaceutica a Milano, l'insegnante ci ricordò che non stavamo studiando per un risicato 6 o 7 scolastico, ma per puntare al 9 o al 10, trattandosi di un lavoro di grande responsabilità. Allo stesso modo, non possiamo approcciarci all'illuminazione con un impegno superficiale sperando in grandi risultati.
La metafora del pozzo: Se l'acqua si trova a 20 metri di profondità, calare un secchio con una corda di solo un metro e mezzo ogni mattina e sera è del tutto inutile. Per attingere alla saggezza, alla forza vitale e alla fortuna del pozzo occorre calare la corda fino in fondo tramite la pratica estesa.
L'esempio del musicista: Un musicista professionista studia dalle 4 alle 8 ore al giorno per potersi esibire ed eseguire brani complessi interamente a memoria. Allo stesso modo, dedizione e impegno costante sono indispensabili nel percorso spirituale.
Vi auguro di fare una buona pratica estesa con tutti i 28 capitoli del Sutra del Loto e di compiere un grande passo avanti verso la vostra illuminazione.
Buona giornata,
Alessandro
Nella biblioteca del sito https://nichirenworldwide.net/ ,sono scaricabili liberamente, la versione in cinese antico, in inglese e in italiano.
Subito sotto, gli audio dei 28 capitoli recitati in cinese antico.

I cinque elementi fondamentali della pratica del Sutra del Loto.  2° Il Gohonzon https://nichirenworldwide.net/it/2026/0...
17/08/2026

I cinque elementi fondamentali della pratica del Sutra del Loto. 2° Il Gohonzon

https://nichirenworldwide.net/it/2026/08/17/i-cinque-elementi-fondamentali-della-pratica-del-sutra-del-loto-2-il-gohonzon-2/

Parliamo oggi del Gohonzon e facciamo una premessa: il Buddismo non è una religione teista, bensì una religione ateistica. Ciò significa che non contempla una divinità superiore esterna all'essere umano, ma contempla il fatto che ogni singolo essere vivente possiede la natura di Buddha. Ha cioè una parte spirituale profonda che è uguale per tutti; non esiste un Dio superiore. Il desiderio del Buddha è rendere tutti gli esseri umani dei Buddha come lui.
Quindi il Gohonzon non è una divinità, non è una rappresentazione divina e non è un oggetto di adorazione: è l'oggetto di culto istituito e inscritto da Nichiren Daishonin affinché i fedeli potessero concentrarsi durante la preghiera. È chiamato anche "l'oggetto di culto per l'osservazione della mente".
Al centro della pergamena c'è scritto Namu-myoho-renge-kyo, ai lati vi sono iscrizioni derivanti dal Sutra del Loto, le dediche ai discepoli o al tempio a cui viene donato, e infine la firma di Nichiren Daishonin. Abbiamo detto che non è un talismano né un amuleto. Piuttosto, quando recitiamo davanti al Gohonzon, esso diviene lo specchio della nostra vita, perché ci permette di vederci meglio sia interiormente che esteriormente. A volte può fare male vederci allo specchio e scorgere i nostri difetti, ma il Gohonzon è lì proprio perché così siamo in grado di correggerli.
I Quattro Poteri e la Natura del Gohonzon
Il Gohonzon si potrebbe spiegare anche attraverso il principio buddista dei quattro poteri:
1. Il potere del Buddha
2. Il potere della Legge
3. Il potere della Fede
4. Il potere della Pratica
Il potere del Buddha e della Legge risiedono all'interno del Gohonzon, mentre il potere della Fede e della Pratica dipendono dal credente. Il Gohonzon contiene al 100% i poteri del Buddha e della Legge, ma essi devono essere attivati dalla fede e dalla pratica del credente. In un certo senso, il Gohonzon è la causa esterna, mentre la nostra fede e la nostra pratica sono la causa interna. Quindi il Gohonzon non serve a niente se rimane appeso alla parete: va attivato.
Il Gohonzon viene chiamato anche Mandala, che significa "perfettamente dotato" e "accumulo di benefici". Ancora una volta, queste qualità non servono a nulla se non vengono attivate dalla Fede e dalla Pratica.
Quanti Gohonzon Esistono e il Dai-Honzon
Quanti Gohonzon esistono al mondo? Alcune scuole dicono che esista solo il Dai-Gohonzon, donato a tutta l'umanità. In realtà Nichiren Daishonin ha lasciato almeno 125 Gohonzon integri ai propri discepoli e ai templi, conservati nella galleria Gohonzon Shu (di proprietà della Nichiren Shu).
Varie scuole buddiste nichireniste donano, vendono o affidano un Gohonzon iscritto da un Patriarca. Noi preferiamo l'originale, ovvero un Gohonzon di Nichiren Daishonin stesso. Noi praticanti indipendenti utilizziamo da tempo il Dai-Honzon (o Man Nen Ku Gyo Dai Honzon), iscritto di pugno da Nichiren Daishonin nel 1274 non per un singolo credente o per un tempio, bensì per i bodhisattva del terzo millennio. Attualmente è custodito in un piccolo e umile tempio, indipendente da qualsiasi influenza settaria, chiamato Myohon-Ji a Hota. Per noi è il supremo oggetto di culto.
Molto utilizzato tra gli indipendenti è anche il Kito Gohonzon (o Prayer Gohonzon), che è probabilmente quello meglio restaurato, storicizzato e disponibile ad alta definizione.
Personalmente, dopo essere stato nella Soka Gakkai e in altre scuole nichireniste, ho avuto diversi Gohonzon di vari patriarchi. Ma da quando ho il Gohonzon di Nichiren, pur praticando prevalentemente da solo in Sicilia, sento un fortissimo legame con Nichiren Daishonin e con tutto il Sangha (la comunità internazionale dei credenti).
Alcuni dicono che un Gohonzon possa essere concesso solo da un monaco di una determinata scuola: purtroppo per loro, questa è solo superstizione. Nella biblioteca troverete un testo intitolato "Tecnoritualizzazione" (circa 30-40 pagine) che spiega come la Nichiren Shoshu, la Soka Gakkai e gli indipendenti di tutto il mondo stampano i loro Gohonzon. Si capisce benissimo che un credente responsabile e sincero può assolutamente stampare il proprio Gohonzon senza la cosiddetta "apertura degli occhi" da parte di un monaco.
Consigli Pratici, Stampa e Download
Tenere il Gohonzon aperto o chiuso in un mobiletto? Non ci sono regole fisse, dipende dalla cura del credente. La maggior parte dei buddisti indipendenti nel mondo lo tiene aperto.
Opzioni di stampa:
Su tela fotografica (Canvas): un bel lavoro in copisteria o da un fotografo costa tra i 30 e i 70 €.
Su pannello di plastica ricoperto di carta opaca: spesa intorno ai 20 €.
In cornice con carta pergamena: cornice economica e carta da circa 1 € a foglio. Non spendete troppi soldi e fatelo da soli!
Vi prego di non comprare Gohonzon, perché molto spesso si tratta di persone che commerciano sulla fede altrui.
I Gohonzon sono disponibili e scaricabili gratuitamente dalla biblioteca del sito Buddhism Nichiren Pune. Troverete due modelli di Dai-Honzon (uno in bianco e nero senza cornice e uno con cornice a colori per pergamena arrotolabile) già stampabile. Inoltre, cercando "128 Gohonzon" o "Gohonzon Shu" troverete la biblioteca con più di 100 Gohonzon .
Di seguito i link per accedere alla Gohonzon Shu, galleria museo con oltre 120 Gohonzon originali, descritti, storicizzati e restaurati (contiene anche lo stesso Dai-Honzon al n° 16):
Gohonzon Shu - Nichiren's Coffeehouse
125 Gohonzon Nichiren Blog
Vi auguro una buona attività. Un saluto da Alessandro!

I Cinque Elementi Fondamentali della Pratica del Sutra del Loto. 1°: Daimoku Oggi iniziamo la nostra serie di approfondi...
10/08/2026

I Cinque Elementi Fondamentali della Pratica del Sutra del Loto. 1°: Daimoku
Oggi iniziamo la nostra serie di approfondimenti dedicati alla pratica buddista e parliamo del Daimoku: cos'è, perché funziona e come agisce concretamente nella nostra vita.
Il Daimoku è definito da Nichiren Daishonin come la pratica essenziale: la preghiera che racchiude in sé l'essenza del Sutra del Loto e la condizione ineludibile per accedervi. Per fare questa descrizione ci avvaliamo del Gosho "Il Daimoku del Sutra del Loto", il testo in cui Nichiren ne illustra il significato profondo.
Significato e Origine: Il Titolo e i Sette Caratteri
Daimoku significa letteralmente "titolo". Recitarlo significa pronunciare il titolo del Sutra del Loto: Namu Myoho Renge Kyo.
Secondo la tradizione buddista sino-giapponese, il titolo del Sutra riassume, sintetizza e rende presente l'intero insegnamento in esso contenuto. Nei suoi sette caratteri (Na-Mu-Myo-Ho-Ren-Ge-Kyo) troviamo una profonda mappa spirituale e pratica:
Namu (dal sanscrito namaḥ): Indica la devozione, il rendere onore, il dedicarsi. Rappresenta l'apertura e l'accettazione della Legge dell'universo, armonizzandovi la propria vita per trarne forza e saggezza.
Myoho: Myo significa "meraviglioso" ed è la parte spirituale, invisibile e profonda della vita; Ho indica la "Legge" (Dharma) o l'ente, ossia le sue manifestazioni concrete nella realtà.
Renge: Significa "fiore di loto". Simboleggia il risveglio che emerge dalle difficoltà quotidiane e la simultaneità di causa ed effetto. La pianta del loto cresce negli stagni melmosi: più il fango è denso, più il fiore sboccia rigoglioso. Recitando, trasformiamo il veleno in medicina e il fango in fiori.
Kyo: Indica l'insegnamento del Sutra, la scrittura o il suono attraverso cui si esprime. L'ideogramma originale indicava la "trama" del tessuto, ma rappresenta anche la vibrazione e la continuità.
Un dettaglio profondo: I sette caratteri di Na-mu-myo-ho-ren-ge-kyo corrispondono anche ai sette chakra della medicina orientale: la recitazione agisce quindi attivando e allineando i nostri centri energetici.
In sintesi, recitare Namu Myoho Renge Kyo significa:
"Mi dedico, mi apro e attingo alla legge universale della vita. Grazie a questa invocazione e alla sua vibrazione, posso trasformare ogni ostacolo in beneficio e far fiorire la mia esistenza."
Una Frequenza Che Lavora in Profondità
Namu è una frequenza, un suono, un'onda che agisce su tutti gli esseri viventi. Recitare il Daimoku lavora nelle profondità della nostra vita per far emergere i risultati in superficie, nella quotidianità.
È come scavare un pozzo: continuiamo a scavare finché non troviamo l'acqua pura che torna in superficie per nutrirci. O come cercare oro e diamanti: sono nascosti nel profondo, ma una volta portati alla luce trasformano la nostra realtà.
Il Buddismo non evoca un Dio esterno: è una filosofia che riconosce la spiritualità e la Buddità intrinseca dentro ogni essere umano e in ogni forma di vita.
I 3 Benefici Concreti del Daimoku
Secondo gli insegnamenti di Nichiren Daishonin, la recitazione costante dona immediatamente a chi la pratica tre elementi fondamentali:
1. Buona Fortuna (Armonia): Non si tratta di sorte cieca, ma di entrare in perfetta sintonia con l'ambiente e con gli altri esseri viventi. Quando siamo in armonia, incontriamo le persone giuste e le opportunità migliori.
2. Saggezza (Discernimento): La capacità di scegliere la cosa giusta al momento giusto, sapendo esattamente quali azioni intraprendere di fronte a qualsiasi circostanza.
3. Forza Vitale e Coraggio: L'energia e il coraggio necessari per non farsi scoraggiare e per affrontare a testa alta le sfide di ogni giorno.
⏱️ Quanto Tempo Recitare?
Per chi desidera iniziare, bastano anche solo 15-20 minuti alla volta.
Per chi vuole approfondire la pratica, l'ideale è dedicare un'ora al mattino e un'ora alla sera, accompagnando il Daimoku con la lettura di un brano del Sutra del Loto.
Trentacinque anni fa ho iniziato a praticare proprio perché mi trovavo in un momento di forte necessità, con grandi difficoltà fisiche, mentali, lavorative e relazionali. Ho iniziato recitando un'ora la mattina e un'ora la sera, e continuo tuttora perché non è mai tempo perso.
C'è un celebre aforisma che dice:
"Se hai tempo recita un'ora. Se non hai tempo, recita due ore."
Quando siamo sopraffatti dagli affanni e dai problemi, è proprio il momento in cui abbiamo più bisogno di forza vitale, saggezza e buona fortuna per risolverli.
Risorse Audio Disponibili
Per chi vuole iniziare o guidare la propria pratica, ho caricato nella biblioteca del sito Buddismo Nichiren tre file audio con ritmi diversi (lento, medio e veloce da 15 minuti). Potete scaricarli liberamente per accompagnare la vostra recitazione.
Buona pratica a tutti!
Saluti da Alessandro

I 5 ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA PRATICA DEL SUTRA DEL LOTO SECONDO IL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONINGuida pratica per bu...
06/08/2026

I 5 ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA PRATICA DEL SUTRA DEL LOTO SECONDO IL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN
Guida pratica per buddisti indipendenti.
Introduzione:

Buongiorno a tutte e tutti i praticanti e del Sutra del Loto.
Qui sotto e nei prossimi 5 articoli desidero proporre 5 schede pratiche e riassuntive su come svolgere la propria pratica quotidiana secondo gli insegnamenti originali di Nichiren Daishonin. L’obiettivo è offrire un punto di riferimento chiaro sia per chi si avvicina per la prima volta a questo percorso, sia per chi desidera praticare in piena autonomia, indipendenza e libertà spirituale.
Una premessa fondamentale: Il Buddismo Indipendente
Prima di entrare nei dettagli operativi, è fondamentale chiarire la nostra prospettiva: siamo buddisti indipendenti.
Questo significa che non seguiamo le direttive, le interpretazioni o le gerarchie di presidenti di organizzazioni, patriarchi o singoli guru. I nostri unici punti di riferimento e maestri sono il Buddha Shakyamuni e il maestro Nichiren Daishonin. Seguiamo direttamente le loro istruzioni scritte, senza intermediari o sovrastrutture dogmatiche, rivendicando la piena responsabilità della nostra crescita spirituale.
Di seguito analizziamo i 5 elementi fondamentali per strutturare una pratica solida, corretta e capace di trasformare concretamente la nostra vita.
1. Il Gohonzon (L'Oggetto di Devozione)
Per il praticante autonomo, il primo passo è disporre di un Gohonzon autentico. È importante scegliere un Gohonzon originale di Nichiren Daishonin, evitando quelli riprodotti e distribuiti in esclusiva da specifiche organizzazioni laiche o clericali.
Il Gohonzon è l’oggetto di culto istituito e inscritto da Nichiren Daishonin affinché i fedeli potessero concentrarsi durante la preghiera davanti a un Mandala (accumulo di benefici e perfettamente dotato).
Al centro della pergamena c’è scritto na mu myo ho ren ge kyo e ai lati vi sono inscrizioni tratte dal Sutra del Loto, frasi per i credenti e la firma.
Esso è chiamato anche L’OGGETTO DI CULTO PER L’OSSERVAZIONE DELLA MENTE.
Noi praticanti indipendenti utilizziamo da tempo il Dai-Honzon, iscritto da Nichiren Daishonin non per un singolo credente o per un tempio bensì per i bodhisattva del terzo millennio.
Esso è scaricbile liberamente dal sito: https://nichirenworldwide.net/it/home
Supporti e formato: Potete stampare il Gohonzon nelle dimensioni che preferite e adatte al vostro spazio abitativo, scegliendo il supporto che vi è più comodo: tela Canvas, carta pergamena o materiale plasticato.
Oltre le superstizioni: Non cedete a chi sostiene che sia necessaria la "cerimonia di apertura degli occhi" svolta da un monaco. Nel buddismo autentico della ragione, questa è semplice superstizione clero-centrica: l'unico modo reale per "aprire gli occhi" al Gohonzon è la nostra fede e la nostra pratica quotidiana.
2. Il Daimoku (L'Invocazione)
Il secondo punto cardine è la recitazione del titolo del Sutra del Loto (Myoho-renge-kyo), ovvero l'invocazione del Daimoku.
La pronuncia corretta: È fondamentale anteporre il prefisso Namu, recitando così:
Namu Myoho Renge Kyo
Perché "Namu": Se osserviamo il Gohonzon stesso, la dicitura riportata al centro è proprio Namu Myoho Renge Kyo. Inoltre, la totalità delle scuole tradizionali nichireniste nel mondo utilizza la forma Namu, ad eccezione di rarissime realtà laiche o settarie più recenti. Il termine Namu esprime la totale dedizione e la fusione della nostra vita con la legge fondamentale.
3. Gongyo: Dalla Pratica Abbreviata alla Pratica Estesa
Gongyo rappresenta la lettura e la recitazione rituale di parti del Sutra del Loto (Otsutsumi). Molti praticanti sono abituati a recitare esclusivamente la forma abbreviata, composta dal 2° capitolo (Hoben) e dal 16° capitolo (Juryo), o da piccoli estratti di essi.
Tuttavia, analizzando il Gosho di Nichiren Daishonin intitolato I tre tipi di dottrina (o Dinjui), emergono chiaramente le tre modalità di pratica descritte dal Maestro:
1. Pratica Essenziale: La recitazione solitaria del Daimoku (Namu Myoho Renge Kyo).
2. Pratica Abbreviata: La recitazione dei capitoli 2° e 16°.
3. Pratica Estesa: L'accogliere, recitare, studiare e trasmettere tutti i 28 capitoli che compongono l'intero corpo del Sutra del Loto.
Come svolgere la Pratica Estesa in modo semplice
Leggere tutti i 28 capitoli può sembrare un'impresa complessa o insormontabile, ma il metodo per integrarla nella quotidianità è facilissimo:
Scaricate e stampate il testo integrale del Sutra del Loto (disponibile in lingua originale/traslitterata sul sito Buddismo Nichiren).
Ogni mattina e ogni sera, durante la vostra sessione di Gongyo, recitate semplicemente una o due pagine di seguito.
Proseguendo giorno dopo giorno, nel giro di qualche tempo avrete recitato integralmente l'intero Sutra del Loto dal 1° al 28° capitolo, per poi ricominciare da capo.
I benefici della Pratica Estesa: Estendere la pratica a tutti i 28 capitoli significa espandere proporzionalmente la propria vita. Molti praticanti che hanno adottato questo metodo riferiscono un salto di qualità enorme: si estende la propria consapevolezza, si estende la propria energia vitale, aumenta la felicità interiore e si amplifica la capacità di influenzare positivamente l'ambiente circostante.
4. Lo Studio: Fede, Pratica e Dottrina
La pratica buddista non è cieca devozione, ma si basa sull'equilibrio indissolubile tra tre elementi: Fede, Pratica e Studio.
Nel Sutra del Loto, il Buddha Shakyamuni ripete decine di volte quali sono i doveri di chi ricerca l'illuminazione: accogliere, abbracciare, leggere, studiare, copiare e trasmettere il Sutra.
La fonte primaria è il Sutra: Il modo migliore per studiare il Sutra del Loto è recitarlo direttamente, come spiegato al punto precedente.
I Gosho di Nichiren Daishonin: Il secondo pilastro dello studio è rappresentato dai circa 400 scritti del Maestro Nichiren (i Gosho), raccolti in vari volumi ed edizioni.
Se leggiamo i Gosho con occhi sgombri da preconcetti, ci accorgiamo che essi sono una costante lode, spiegazione e commentario al Sutra del Loto stesso. Passare la vita a leggere unicamente i commentari dei presidenti o dei patriarchi di turno significa rimanere alla periferia dell'insegnamento. Il Buddismo si comprende andando direttamente alla fonte: il Sutra del Loto e i Gosho di Nichiren Daishonin. Tutto il resto è secondario.
5. La Propagazione (Kosen-rufu)
Il quinto punto, imprescindibile e del tutto ineludibile, è la condivisione dell'insegnamento. La pratica buddista non può essere limitata al mero soddisfacimento dei propri desideri personali o alla ricerca di un benessere egoistico.
Lo stesso Sutra del Loto chiarisce che la vera pratica del Buddha — e l'unico modo per raggiungere la completa illuminazione — risiede nell'insegnare e nel donare questo tesoro agli altri.
Due analogie illuminanti:
1. La Stazione Ferroviaria: Pensiamo a una grande stazione centrale come la stazione Termini di Roma o la Centrale di Milano. Se i treni continuassero ad arrivare senza mai ripartire, in breve tempo l'intera stazione si intaserebbe e il sistema collasserebbe. Allo stesso modo, se accumuliamo benefici e comprensione senza mai far "ripartire" l'insegnamento verso gli altri, la nostra vita si intasa.
2. Arterie e Vene: In un famoso Gosho, Nichiren Daishonin utilizza la metafora del sistema circolatorio. Le arterie e le vene servono per ricevere e ricircolare il sangue in tutto il corpo. Se il flusso si ferma e non viene pompato di nuovo, si forma un trombo e l'organismo si ammala. Nel Buddismo accade la stessa cosa: se riceviamo il dono dell'insegnamento ma non lo trasmettiamo, la pratica si blocca e la nostra evoluzione interiore si arresta.
Conclusione
Oltre a questi 5 elementi vi sono diversi aspetti accessori, ma le fondamenta di una pratica autonoma e profonda risiedono interamente in questi punti.
Sperimentare la pratica estesa, utilizzare un Gohonzon originale, recitare il Daimoku con Namu e dedicarsi allo studio diretto dei testi sacri porta trasformazioni concrete. Applicando queste istruzioni vedrete muoversi energie straordinarie nella vostra vita e farete passi da gigante verso la vostra reale realizzazione.
Buona lettura, buona recitazione e un caro auguri di buon cammino a tutti!
Alessandro

La Gioia e la Bellezza di Recitare il Sutra del Loto: Un Viaggio nei 28 CapitoliBuongiorno a tutti. Oggi vorrei cercare ...
15/07/2026

La Gioia e la Bellezza di Recitare il Sutra del Loto: Un Viaggio nei 28 Capitoli
Buongiorno a tutti. Oggi vorrei cercare di trasmettervi qualcosa di profondamente prezioso: la grande gioia e la straordinaria bellezza che si provano nel recitare il Sutra del Loto.
Quando parliamo di questo insegnamento, spesso ci limitiamo alla nostra routine quotidiana. Sappiamo bene che negli scritti (Gosho) di Nichiren Daishonin la pratica buddista viene strutturata secondo precise modalità di ampiezza e profondità:
La Pratica Essenziale: La recitazione del Daimoku (Nam-myoho-renge-kyo).
La Pratica Abbreviata: La recitazione del 2° e del 16° capitolo (Hoben e Juryo), ovvero il nostro Gongyo quotidiano.
La Pratica Estesa: La lettura e la recitazione di tutti i 28 capitoli del Sutra del Loto.
Se desideriamo estendere la nostra profondità interiore ed espandere i confini della nostra stessa esistenza, la pratica estesa ci offre uno strumento immenso: leggere l'intero Sutra, un po' alla volta, magari un capitolo al giorno, direttamente nella nostra lingua madre.
Focus sul Capitolo 18°: I Benefici del Predicatore della Dottrina
Per comprendere l'impatto di questa pratica, entriamo nel cuore del 18° Capitolo, intitolato "I benefici del predicatore della dottrina". Il testo originale ci offre una descrizione poetica e dettagliata di ciò che accade a chi decide di proteggere e diffondere questo insegnamento.
Il Sutra afferma che colui o colei che conserverà questo discorso sulla dottrina, ne parlerà, lo insegnerà e lo scriverà, otterrà una purificazione straordinaria dei sei organi di senso, sviluppando qualità mistiche eccezionali:
1. La Vista (800 Qualità)
Attraverso i semplici "occhi di carne" ricevuti dai propri genitori, chi pratica sarà in grado di vedere e comprendere le "3000 grandi migliaia di mondi", dentro e fuori di sé. Riuscirà a guardare dalle profondità del grande inferno Avici fino al limite massimo dell'esistenza, imparando a osservare tutti gli esseri viventi e a riconoscere chiaramente il frutto delle loro azioni (la legge di causa ed effetto).
2. L'Udito (1200 Qualità)
L'organo dell'udito viene potenziato al punto da riuscire a percepire e discernere la totalità dei suoni del mondo: il barrito degli elefanti, il moggito dei buoi, il vociare delle f***e, il rumore dei carri, ma anche il lamento del pianto e del dolore. Chi pratica sviluppa un'empatia così profonda da saper distinguere il suono della giustizia e dell'ingiustizia, della felicità e dell'infelicità, del piacere e del dispiacere.
3. L'Olfatto (800 Qualità)
Un olfatto puro permette di riconoscere ogni sfumatura della realtà. Senza muoversi dal luogo in cui si trova, il praticante avverte distintamente sia gli odori sgradevoli del mondo, sia i profumi più celestiali — come il gelsomino, la ciampacca e le diverse varietà di loto (blu, rosso, bianco). È la metafora della capacità di discernere all'istante l'energia di un ambiente o di una situazione.
4. Il Gusto e la Parola (1200 Qualità)
Questo è uno dei passaggi più commoventi. Qualsiasi sapore, anche il più sgradevole, a contatto con la lingua di chi pratica libera una sublime sensazione celestiale. Ma il beneficio più grande riguarda la comunicazione: quando questa persona parlerà davanti a un'assemblea, emetterà una voce dolce, bella, profonda e tenera, capace di andare diretta al cuore degli esseri, lasciandoli estasiati, felici e pieni di gioia.
5. Il Corpo e il Tatto (800 Qualità)
Il corpo del praticante sperimenta una purificazione totale, diventando "di colore chiaro come il berillo" e bello a guardarsi. In questa purezza specchiante, il corpo stesso diventa un riflesso del cosmo, capace di accogliere l'andamento della vita, della nascita e della morte in perfetta armonia.
6. L'Intelletto (1200 Qualità)
La facoltà intellettiva diventa talmente limpida che basterà ascoltare o leggere una sola strofa del Sutra per comprenderne gli infiniti significati profondi. Questa saggezza permette di trovare istantaneamente il punto di incontro tra le formule della dottrina buddista e le espressioni della vita quotidiana e mondana.
Le Cinque Pratiche: Come si concretizza il Sutra?
Nell'introdurre questi benefici, il Sutra del Loto chiarisce anche come si pratica concretamente. Nel testo, il Buddha Shakyamuni spiega che non esiste una seconda o una terza via: la strada è unica e si articola in azioni precise:
1. Accogliere e Conservare: Abbracciare l'insegnamento dentro il proprio cuore e custodirlo.
2. Studiare e Leggere: Dedicare tempo all'approfondimento personale.
3. Recitare: Dare voce al testo (la nostra pratica individuale).
4. Ricopiare: Fissare la dottrina, un tempo attraverso la scrittura a mano, oggi grazie a internet .
5. Insegnare e Trasmettere: Condividere la legge con gli altri, insegnandola (la pratica per gli altri).
Un invito alla pratica quotidiana
Se non avete ancora mai provato la "pratica estesa", l'invito è quello di sperimentare. Non serve stravolgere la propria vita: bastano 10 minuti ogni mattina o ogni sera.
Potete scegliere di leggere un capitolo al giorno nella nostra lingua, in italiano, per assaporarne appieno il significato logico e poetico, oppure cimentarvi nella lettura in cinese antico (Gongyo), a seconda di come vi sentite ispirati davanti al Gohonzon.
Dove trovare i testi?
Se avete bisogno dei testi completi, delle traduzioni fedeli e di tutte le spiegazioni necessarie, potete accedere liberamente al sito https://nichirenworldwide.net/ e alla sua biblioteca.
Che questa lettura possa essere l'inizio di una trasformazione profonda. Buona pratica, buona recitazione e tanta fortuna a tutti voi!

Indirizzo

Contrada Portelle
Noto
96017

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