La pagina mira a far riscoprire il patrimonio storico-culturale e lo spirito di religiosità popolare rappresentato dal fenomeno confraternale a Noto dal sec. Poco si sa sulle Confraternite netine nel Basso Medioevo, epoca in cui le più antiche sorsero. Solo di recente è emerso dagli archivi qualche cenno su alcune di esse, a partire dal XV sec. Sappiamo poi da Littara che nel 1497 erano presenti a
Noto 18 Confraternite; settant'anni dopo, un documento del Libro Rosso ne elenca 17. Nel corso del Seicento il numero delle Confraternite netine si riduce drasticamente, mentre alcune cambiano titolo ed altre vengono fondate ex novo. Alla vigilia del terremoto il Tortora elenca le sette esistenti. Dopo il terremoto le Confraternite riprendono la loro attività e nella prima metà del sec. XIX se ne contano 16; esse perdono però progressivamente la primitiva importanza, benché abbiano ancora un notevole numero di associati. Da sempre legati alla Chiesa di Sant'Antonio Abate e' una delle più antiche della città; ed appartenne alla Arciconfraternita di Sant' Antono Abate. La facciata molto semplice presenta un portale con ai lati due colonne in stile corinzio che sostengono un timpano spezzato; tra il timpano e l'arco del portale sia a destra che a sinitra vi sono due stemmi: uno rappresenta lo stemma del Vescovo/Abate sotto cui è stata edificata la chiesa, l'altro rappresenta una palma con una croce per il santo martire che si custodisce. Al centro la "T" ,tau, che è l'emblema del culto di San Antonio Abate. Al di sopra del timpano vi è una finestra con alla sommita, un architrave semicircolare. L'interno, ad un navata, con un altare in marmo policromo, custodisce diverse opere d'arte tra cui: una pregevevole tela che raffigura " L'Arcangelo Raffaele e il profeta Tobia"di cui non si conosce l'autore, e una statua dell'800 raffigurante "Sant'Antonio Abate" opera dello scultore palazzolese Giuseppe Giuliano. Inoltre vi si custodisce una cassa reliquiaria in argento opera degli argentieri netini Silvestro e Francesco Catera contenenti i resti ossei di San Alessio Martire donate all' Antica Città di Noto nel 1661 da Papa AlessandoVII.