Amici di Don Salvatore Cerruto - Vangelo e Parola del Giorno

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Amici di Don Salvatore Cerruto
- Vangelo e Parola del Giorno Sacerdote cattolico della Diocesi di Noto

VangeloLc 6,27-38  Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso                           Dal Vangelo sec...
23/02/2025

Vangelo

Lc 6,27-38
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Parola del Signore

Il cuore del messaggio evangelico è rappresentato proprio dalla sua parte che all'uomo carnale risulta più incomprensibile e assurda, e cioè l'amore per i propri nemici: 《amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male》. L'amore per i nemici è ciò che manifesta la vera fede, libera dal peccato e rende simili al Dio rivelato in Gesù Cristo: 《Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano ... Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso》. L'amore per i nemici ci manifesta come figli di Dio e simili a lui perché solo nell'amore ai nemici ci conformiamo perfettamente a Gesù che per amore degli uomini peccatori (il peccato ci rende nemici di Dio!) ha dato la sua vita sulla croce e ha manifestato così la misericordia del Padre. Nei crocifissori di Gesù sul Calvario sono raffigurati tutti gli uomini che con i loro oeccati inchiodano Gesù sulla croce. E per tutti questi uomini peccatori Gesù sulla croce eleva la sua preghiera al Padre: 《Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno》.

Don Salvatore Cerruto

VangeloMc 1,40-45  La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.                           Dal Vangelo secondo Marco...
16/01/2025

Vangelo

Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore

Nell'epoca digitale dei network è nato il mito dei followers, la grande massa che segue qualcuno che incanta con le sue pubblicazioni sui social. E il numero dei followers cresce in maniera direttamente proporzionale alla diffusione del messaggio. Motivo per cui chi vuol aumentare il numero dei suoi followers non deve fare altro che amplificare il suo messaggio. Si può dire che questa dinamica sia completamente opposta a quella che crea il vasto seguito di folla dietro a Gesù che, al contrario, non vuole affatto crearsi una bacheca personale nella quale pubblicare i prodigi da lui compiuti. Tanto è vero che al lebbroso guarito intima: "Guarda di non dire niente a nessuno". Ma il desiderio di nascondimento del bene operato non è soddisfatto, perché il lebbroso "si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte". Gesù attira dietro a sé l'umanità non solo con il fascino che emana dalla sua figura ma anche con il bene che compie. E il bene compiuto anche nel nascondimento ha un potere di convinzione inconfutabile per attirare le persone verso coloro che lo compiono.

Don Salvatore Cerruto

VangeloSiamo venuti dall'oriente per adorare il re.Dal Vangelo secondo MatteoMt 2,1-12Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al...
06/01/2025

Vangelo

Siamo venuti dall'oriente per adorare il re.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore

I Magi che troviamo nel racconto evangelico della nascita di Gesù rappresentano figure molto importanti e significative che, se ben comprese, darebbero un impulso decisivo all'unità delle religioni e dunque delle nazioni. Essi si mettono alla ricerca del Bambino Gesù e si prostrano ad adorarlo non perché sono stati raggiunti da un annuncio esplicito di evangelizzazione, ma perché "hanno visto spuntare la sua stella". La conoscenza che i Magi hanno di Gesù, cioè dire, viene direttamente dal cielo e non è mediata da opera umana. Bisogna aver fiducia quindi che anche oggi Gesù risorto si fa conoscere in qualche modo a quelle centinaia di milioni di uomini che ancora non sono stati raggiunti dell'evangelizzazione della Chiesa. Sulla massa sterminata di popoli asiatici, come in India e Cina, Gesù risplende anche oggi con la sua "stella" che illumina questi popoli per condurli a Lui, per far loro conoscere che egli veramente è nato a Betlemme ed è morto sul Calvario a Gerusalemme come Salvatore del mondo. L'unità delle religioni e delle nazioni è possibile perché è prima di tutto opera dall'alto, voluta dal Signore Gesù che ha ordinato ai discepoli: "andate e battezzate tutte le nazioni nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo", avendo prima di tutto preparato egli stesso queste nazioni con una "stella" che le illumina e le guida. Nessuno conosce questa stella che brilla solo sui popoli ai quali è destinata, così come Erode insieme a capi dei sacerdoti e scribi non conoscevano la stella dei Magi. Ma bisogna aver fiducia che ancora oggi ogni popolo non diventato ancora cristiano ha la sua stella che lo guida verso Cristo. In tal senso, quando la Chiesa nella sua opera di evangelizzazione si rivolge ai popoli che ancora non conoscono Cristo, lo fa rivolgendosi a popoli che sono già in cammino verso di essa per ricevere la Parola del Vangelo e la Grazia dei Sacramenti.

Don Salvatore Cerruto

VangeloLc 2,41-52  Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.                           Dal Vangelo s...
29/12/2024

Vangelo

Lc 2,41-52
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Parola del Signore
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𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭à 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥'𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚. 𝐈𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 è 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚. 𝐃𝐢 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐧𝐜𝐢𝐮𝐥𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮ò 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢. 𝐃𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐨 𝐬𝐮 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐚, 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞. 𝐂𝐨𝐬ì 𝐜𝐨𝐦𝐞 è 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐆𝐞𝐬ù 𝐟𝐚𝐧𝐜𝐢𝐮𝐥𝐥𝐨. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨, 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐠𝐨𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐥𝐨 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨: «𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐦𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐯𝐚𝐭𝐞? 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐨?». 𝐄 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭à 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: "𝐌𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐫𝐨". 𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫ò 𝐬𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐨𝐫 𝐬𝐮𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 𝐜'è 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨: "𝐒𝐮𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐯𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞". 𝐃'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞, 𝐆𝐞𝐬ù 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨𝐬𝐚: "𝐒𝐜𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐚 𝐍à𝐳𝐚𝐫𝐞𝐭 𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐯𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨... 𝐄 𝐆𝐞𝐬ù 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐚𝐩𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐞𝐭à 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐃𝐢𝐨 𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢".

Don Salvatore Cerruto

VangeloGv 18,33-37  Tu lo dici: io sono re.                           Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Pilato ...
24/11/2024

Vangelo

Gv 18,33-37
Tu lo dici: io sono re.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Parola del Signore

Il regno di Dio si estende su tutti i popoli e nazioni durante il corso della storia, e avrà compimento alla consumazione dei secoli. Il regno di Dio riguarda la dimensione spirituale dell'umanità e del mondo, ed anche la dimensione naturale e materiale. Non c'è nulla nell'universo creato che sfugga alla signoria di Cristo re dell'universo intero. Cosa significano allora le parole di Gesù a Pilato: "Il mio regno non è di questo mondo ... il mio regno non è di quaggiù"? Sembrerebbe che Gesù stesso ponga il suo regno al di là della dimensione terrena e temporale; al di là di confini geografici e poteri politici. Ma se così fosse, Gesù non sarebbe più re dell'universo, laddove per universo si intende la totalità delle cose create, visibili e invisibili. La risposta è data dal fatto che il mondo di cui parla Gesù è soggetto al regno del diavolo, che è padre della menzogna. Gesù scalza il diavolo e instaura nel mondo stesso un regno di verità: "Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". Dunque, il regno di Gesù non è di questo mondo nel senso che non ha niente a che fare con la menzogna che domina il mondo. Ma allo stesso tempo, Gesù è re del mondo e dell'universo intero perché con la sua morte e risurrezione tutto il mondo e tutto l'universo saranno posti sotto la signoria della verità che avanza nel corso dei secoli sino al compimento pieno alla fine dei tempi.

Don Salvatore Cerruto

VangeloMc 13,24-32  Il Figlio dell’uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.                           Dal Vangelo ...
17/11/2024

Vangelo

Mc 13,24-32
Il Figlio dell’uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo ve**re sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Parola del Signore

La fine dei tempi ci sarà e noi cristiani la professiamo nella preghiera del Credo quando diciamo che Gesù "di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine". E la fine dei tempi è prefigurata da Gesù con tratti di sofferenzs e vero e proprio sconvolgimento del mondo creato: "In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte". Pur tuttavia, questo sconvolgimento doloroso della fine non sarà altro che inizio di un mondo beato che vivrà nell'eternità di Dio. Il passaggio tra il mondo che perisce con la fine dei tempi e il mondo che inizia nell'eternità di Dio è descritto da Gesù nella parabola del fico, dove la tenerezza dei rami che preparano i germogli non prefigura certo scenari apocalittici di annientamento e di paura: "Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte". Così, il cristiano vede l'evolversi della storia non portando in cuore l'angoscia di un mondo che finisce, ma al contrario la gioia di un mondo nuovo che nasce.

Don Salvatore Cerruto

VangeloMc 9,38-43.45.47-48  Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.        ...
29/09/2024

Vangelo

Mc 9,38-43.45.47-48
Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Parola del Signore

L'appartenenza alla Chiesa è data dalla comunione con Gesù; comunione che va al di là delle formalità di un reclutamento, di una schedatura, di una classificazione. Formalità alle quali era forse legato il discepolo Giovanni quando avverte Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». In quel caso sfuggiva a Giovanni la bontà dell'azione di quel tale che scacciava i demoni. Egli coglieva solo l'incongruenza inaccettabile per lui di uno che pur facendo il bene non apparteneva formalmente al gruppo dei discepoli. Giovanni era incline verso il rigido formalismo di un gruppo settario e non aveva ancora compreso il largo respiro della Chiesa voluta da Cristo. Un respiro largo che Gesù subito prospetta ai discepoli: "Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi". Ci sono tanti cristiani e non cristiani che non frequentano la Chiesa, che non hanno particolari incarichi pastorali, che non rivestono ruoli di ufficialità, ma che si sforzano di compiere il bene e hanno in ogni caso rispetto per la Chiesa. Sono questi i "piccoli" di cui parla Gesù nel Vangelo, e a loro si deve la massima attenzione e il massimo rispetto da parte di coloro che pensano di essere più vicini a Dio e alla Chiesa: "Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare".

Don Salvatore Cerruto

VIDEO – Il sacerdote modicano don Salvatore Cerruto al G7 di Siracusa sulla malnutrizione che affligge ogni giorno i bam...
29/09/2024

VIDEO – Il sacerdote modicano don Salvatore Cerruto al G7 di Siracusa sulla malnutrizione che affligge ogni giorno i bambini del Congo

SIRACUSA – Prosegue l’impegno profuso per combattere la fame nel mondo, e in particolare in Congo: una “mission” tanto lodevole quanto anacronistica, se si pensa all’opulenza in cui si vive nel resto del mondo. Eppure questo continua ad essere un problema atavico, nella sua drammaticità, ...

10/09/2024
VangeloMc 7,31-37  Fa udire i sordi e fa parlare i muti.                           Dal Vangelo secondo MarcoIn quel temp...
08/09/2024

Vangelo

Mc 7,31-37
Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Parola del Signore

Dopo che Gesù ha compiuto il miracolo sul sordomuto, tutti quelli che hanno assistito dicono con stupore: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». Dio fa bene ogni cosa nella vita di ciascuno di noi proprio perché ci guarisce dalla nostra sordità ad ascoltare la sua Parola, e dal nostro mutismo nel professare la nostra fede. E questa guarigione avviene nel nostro battesimo. Alla fine della celebrazione del battesimo infatti, riprendendo proprio la parola che Gesù dice sul sordomuto, è previsto il rito dell' "Effatà". In questo rito, il ministro che ci ha battezzati, toccando le nostre orecchie e la nostra bocca, ha proferito le parole: "Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede, a lode a gloria di Dio Padre". Se Gesù ha fatto bene ogni cosa facendo udire i sordi e parlare i muti, si può dire allora che il suo capolavoro in noi è il nostro battesimo, grazie al quale diventando figli di Dio ascoltiamo la sua Parola che è Parola di vita, e professiamo la nostra fede nella quale siamo salvati: "Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo" (Rm 10,9).

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