10/06/2026
L’anno associativo si chiude, ma il cammino, quello vero, quello che scava in profondità, non termina mai davvero. Cambia direzione, talvolta esplora nuovi sentieri, per farci ritornare sui nostri passi, con gli occhi nuovi di chi sa riconoscere la Sua presenza laddove troppo spesso ci è sembrata scontata, banale, assente. Come i discepoli di Emmaus, la fine di un anno associativo, celebra la capacità di ritornare e di testimoniare che è possibile farlo ancora e ancora, in virtù di una presenza silenziosa che non ha mai smesso di vibrare dentro di noi e prepara il terreno per nuova fioritura.
Resta addosso il sapore di un weekend che non può essere contenuto in una programmazione a calendario.
Non è stata solo la gioia senza fine della Festa degli Incontri per l’ACR, né solo la pace ritrovata tra le acque e il verde del Parco del Grassano per il settore giovani.
È stato un unico, grande, abbraccio collettivo senza fine: un momento in cui le generazioni si sono guardate negli occhi, riconoscendosi parte di un unico respiro.
Questo weekend ci dona una certezza unica: l’Azione Cattolica vive di volti che si incontrano, di mani che si intrecciano e di cuori che, con coraggio e fiducia, scelgono ogni giorno di mettersi in gioco, accogliendo la bellezza e il rischio di camminare insieme.
Quando ci si sente parte di un disegno più grande, ogni fine non è che l'inizio di una consapevolezza più matura🌻