Parrocchia SS. NOME DI GESU'

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            “Dove c’è lo Spirito del Signore nasce la fraternità tra le persone, i gruppi, i popoli della Terra, e tutti...
03/06/2026



“Dove c’è lo Spirito del Signore nasce la fraternità tra le persone, i gruppi, i popoli della Terra, e tutti parlano l’unica lingua dell’amore, che unisce e armonizza le diversità.” (papa Leone)

Gli auguri di tutta la comunità ai 24 cresimandi ragazzi e adulti, che ieri, nella celebrazione Eucaristica, presieduta dal Padre Abate Paolo Maria Gionta, hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo.

(foto di Giacomo Dambruoso)

           3 GIUGNO. IL CUORE CHE HA COMPASSIONEIl Cuore di Gesù si rivela nella compassione. Il Vangelo non ci mostra u...
03/06/2026



3 GIUGNO. IL CUORE CHE HA COMPASSIONE
Il Cuore di Gesù si rivela nella compassione. Il Vangelo non ci mostra un Cristo distante, chiuso nella sua perfezione, estraneo alla fatica degli uomini. Gesù vede, si ferma, comprende, si lascia raggiungere dalla miseria concreta delle persone che ha davanti.
Matteo racconta che Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Non guarda la folla come una massa indistinta e non vede soltanto problemi da risolvere, peccati da correggere, bisogni da ordinare. Vede persone ferite, confuse, disperse, appesantite dalla vita e prive di una guida capace di condurle alla verità.
La compassione di Gesù non è un sentimento vago.
Nel Vangelo diventa parola, cura, insegnamento, guarigione, missione. Il suo Cuore non si commuove per restare chiuso in un’emozione. Dalla compassione nasce l’annuncio del Regno, la guarigione degli infermi, la chiamata dei discepoli, l’invio degli operai nella messe. Il Cuore di Cristo sente il dolore dell’uomo e lo trasforma in opera di salvezza.
Qui comprendiamo una verità decisiva: Gesù non ama l’umanità in astratto. Ama volti concreti, storie concrete, stanchezze concrete. La sua compassione non cancella la verità, non benedice la confusione e non lascia l’uomo disperso. Lo raccoglie per ricondurlo al Padre. Il buon Pastore non accarezza le pecore per lasciarle nel deserto; le cerca, le prende sulle spalle, le riporta all’ovile.

Pio XII, parlando del culto al Cuore di Gesù, ricorda che esso nasce dalla ca**tà stessa di Cristo. Il Cuore del Redentore è segno dell’amore con cui Egli ha amato il Padre e gli uomini. Per questo la devozione al Sacro Cuore non può ridursi a una tenerezza senza forma. È contemplazione dell’amore vero di Cristo, un amore che vede la miseria, la prende sul serio e la conduce verso la redenzione.
Anche oggi Gesù guarda le f***e stanche e sfinite. Le vede nelle famiglie ferite, nei giovani senza orientamento, negli anziani dimenticati, nei malati, nei poveri, nei peccatori che hanno smesso di sperare, nei credenti che si sono stancati di credere. Vede anche noi, quando ci muoviamo senza centro, quando confondiamo libertà e smarrimento, quando chiediamo consolazione e abbiamo bisogno di conversione.
Entrare nel Cuore di Gesù significa lasciarsi raggiungere da questa compassione. Non siamo davanti a un giudice freddo, né davanti a un complice delle nostre illusioni. Siamo davanti al Pastore che conosce la nostra dispersione e vuole ricondurci alla vita. Il suo sguardo non umilia, illumina. La sua misericordia non indebolisce, rialza. La sua compassione non ci lascia dove siamo, ci prende per mano e ci rimette in cammino.
Consegna per la giornata: oggi prova a guardare una persona difficile con lo sguardo di Cristo. Non partire dal fastidio che ti provoca, né dal giudizio già pronto. Chiediti quale stanchezza può portare dentro, quale ferita la rende dura, quale bisogno di salvezza si nasconde dietro il suo comportamento. Poi affidala al Cuore di Gesù.

Giaculatoria da custodire e ripetere durante il giorno: Cuore compassionevole di Gesù, guarda la mia miseria e guariscimi.

Se desiderate approfondire durante la giornata questo tema, potete sostare sul passo evangelico di Matteo e su una pagina dell’enciclica Haurietis aquas di Pio XII: “Vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.”
Mt 9,36 “Questo strettissimo nesso, che secondo le parole della S. Scrittura intercorre tra la ca**tà che deve ardere nei cuori dei cristiani e lo Spirito Santo, ch’è Amore per essenza, ci manifesta in modo mirabile, Venerabili Fratelli, l’intima natura stessa di quel culto che è da tributarsi al Cuore Sacratissimo di Gesù.” Pio XII, Haurietis aquas, 15 maggio 1956.

            2 GIUGNO. IL CUORE DEL VERBO FATTO CARNEDopo aver iniziato il mese del Sacro Cuore, oggi entriamo nel fondam...
02/06/2026



2 GIUGNO. IL CUORE DEL VERBO FATTO CARNE
Dopo aver iniziato il mese del Sacro Cuore, oggi entriamo nel fondamento più profondo di questa devozione: il Figlio eterno di Dio si è fatto carne. Il Cuore di Gesù non è un simbolo isolato, un’immagine devozionale o una semplice rappresentazione affettiva dell’amore cristiano. È il Cuore umano del Verbo incarnato.
San Giovanni, nel prologo del suo Vangelo, ci conduce subito al centro: “E il Verbo si fece carne”. Non dice soltanto che Dio si è avvicinato all’uomo, che lo ha visitato, che gli ha parlato dall’alto. Dice molto di più. Il Figlio eterno è entrato realmente nella nostra condizione umana, assumendo tutto ciò che appartiene alla nostra vita, eccetto il peccato. Ha preso un corpo, una storia, una voce, uno sguardo, una sensibilità, una capacità vera di amare, soffrire, commuoversi e offrire se stesso.
Per questo possiamo parlare del Cuore di Gesù senza cadere nel sentimentalismo. Quel Cuore appartiene a una vera umanità, assunta dalla Persona divina del Figlio. In Gesù, Dio non finge l’amore umano. Lo vive. Non si limita a dichiarare misericordia. La fa passare attraverso la carne, attraverso gesti concreti, parole udibili, lacrime reali, fatica, compassione, obbedienza, dolore, sangue.

Pio XII, nella Haurietis aquas, ricorda che il Verbo di Dio ha assunto una vera e perfetta natura umana e si è formato un cuore di carne capace di soffrire e di essere trafitto. Questa affermazione custodisce la serietà della nostra fede. Il Cuore di Cristo non è un ornamento della devozione, è la rivelazione visibile dell’amore invisibile di Dio. In quel Cuore l’eterno entra nel tempo, l’infinito si lascia avvicinare, l’amore divino assume il ritmo umano del battito.
Qui comprendiamo anche la dignità della nostra vita. Se il Figlio di Dio ha voluto amare con cuore umano, allora nulla di ciò che è autenticamente umano è estraneo alla salvezza. Le nostre gioie, le nostre ferite, le nostre attese, le nostre fatiche, perfino le nostre povertà più nascoste possono essere raggiunte dalla grazia. Cristo non salva l’uomo da lontano. Lo salva entrando nella sua carne, portando dentro la nostra umanità la luce del Padre.

Contemplare oggi il Cuore del Verbo fatto carne significa lasciarsi liberare da un’idea vaga di Dio. Il Dio cristiano è il Padre che ci dona il Figlio, ed è il Figlio che viene ad abitare in mezzo a noi con un cuore vero. Nel Cuore di Gesù, Dio si rende vicino senza perdere la sua santità, si fa tenero senza diventare debole, si offre senza cessare di essere Signore.
Per questo il mese del Sacro Cuore è anche una scuola di realismo cristiano. Non ci porta fuori dalla vita, ci insegna a viverla davanti a Cristo. Non ci chiede di fuggire dalla nostra umanità, ci invita a lasciarla guarire dalla sua. Ogni volta che guardiamo il Cuore di Gesù, ricordiamo che Dio ha preso sul serio la nostra carne più di quanto spesso la prendiamo sul serio noi stessi.

Consegna per la giornata: oggi prova a guardare una parte concreta della tua vita che fatichi ad accettare: una fragilità, una ferita, un limite, una storia non risolta. Presentala al Cuore di Gesù senza vergogna e senza finzioni. Digli semplicemente: “Signore, anche qui Tu vuoi abitare”.
Giaculatoria da custodire e ripetere durante il giorno: Cuore di Gesù, Verbo fatto carne, abita nella mia vita.
Se desiderate approfondire durante la giornata questo tema, potete sostare sul prologo del Vangelo di Giovanni e su una pagina dell’enciclica Haurietis aquas di Pio XII:
“E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.” Gv 1,14
“Il Verbo di Dio ha assunto una vera e perfetta natura umana e si è plasmato e modellato un cuore di carne, che, non meno del nostro, fosse capace di soffrire e di essere trafitto.” Pio XII, Haurietis aquas, 15 maggio 1956.

        ENTRARE NEL CUORE DI GESÙOggi inizia il mese di giugno, che la tradizione cristiana dedica in modo particolare a...
01/06/2026



ENTRARE NEL CUORE DI GESÙ
Oggi inizia il mese di giugno, che la tradizione cristiana dedica in modo particolare al Sacro Cuore di Gesù.
Il Cuore di Gesù non è soltanto un’immagine cara alla pietà popolare. È il centro vivo del mistero cristiano. In quel Cuore il Figlio eterno di Dio ha amato con cuore umano, ha conosciuto la tenerezza, la compassione, la tristezza, la fatica, l’obbedienza, l’offerta, il dolore. Ha amato il Padre e ha amato noi fino alla fine.
Quando contempliamo il Cuore di Gesù, contempliamo l’amore di Dio entrato nella carne. Un amore vero, concreto, fedele. Un amore che accoglie il peccatore per guarirlo, perdona per rialzare, consola per convertire, attira a sé per trasformare.
Il Cuore di Cristo non lascia l’uomo nella sua confusione. Lo cerca, lo illumina, lo salva.
Il Vangelo ci conduce continuamente verso questo Cuore. Lo vediamo quando Gesù si commuove davanti alle f***e stanche e sfinite, quando piange su Gerusalemme, accoglie i peccatori, si china sui malati, perdona dalla Croce, lascia che il suo costato venga aperto e da esso escano sangue e acqua. Da quel Cuore trafitto nasce la Chiesa. Da quel Cuore scaturiscono i sacramenti. Da quel Cuore ogni uomo ferito può ricominciare.

Durante il mese di giugno, proviamo a sostare davanti a un tratto del Cuore di Gesù. Contempliamolo nella Scrittura, nella Croce, nell’Eucaristia, nella vita della Chiesa e nella nostra esistenza concreta. Non per aggiungere una devozione in più alla nostra agenda già piena di troppe cose, alcune utili e molte rumorose. Per tornare al centro.
Il cristianesimo nasce dal Cuore aperto di Gesù. Non nasce da una idea, da un sistema, da un sentimento passeggero. Nasce dall’amore vero del Figlio per il Padre e per noi. Un amore che si dona totalmente, si lascia ferire, si lascia perfino squarciare, perché l’uomo sia salvato dal peccato, dalla confusione, dalla morte interiore.
Entrare nel Cuore di Gesù significa lasciarsi guardare da Lui. Significa permettere alla sua luce di raggiungere anche le stanze meno ordinate della nostra vita. Significa imparare da Lui la mitezza, l’umiltà, la riparazione, la fedeltà, il perdono, la compassione, l’amore alla Chiesa, il desiderio della salvezza delle anime.
Giugno è un mese a noi caro. Anche quando il mondo lo riempie di altri orgogli, per il discepolo di Cristo resta il mese dell’unico orgoglio che non diventa peccato: sapere di essere amati, cercati, accolti e redenti dal Sangue di Gesù.
Durante questo mese recuperiamo alcune giaculatorie semplici, nate dalla pietà del popolo cristiano e ripetute da generazioni di fedeli. Sono preghiere brevi, adatte a essere custodite nella memoria e ripetute durante la giornata, mentre si lavora, si cammina, si soffre, si ringrazia, si ricomincia.

La prima è una piccola supplica di pentimento e di amore:
O Gesù d’amore acceso,
non ti avessi mai offeso!
O mio caro e buon Gesù,
con la tua santa grazia
non ti voglio offender più.
La seconda unisce il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria, come spesso accade nella pietà cattolica, dove l’amore alla Madre conduce sempre più profondamente al Figlio:
Dolce Cuore del mio Gesù,
fa’ ch’io t’ami sempre più.
Dolce Cuore di Maria,
siate la salvezza dell’anima mia.
Impararle non significa tornare a formule infantili. Significa ridare al cuore parole semplici, perché la fede viva anche nella memoria, negli affetti, nel respiro quotidiano. Una giaculatoria ripetuta con fede può custodire l’anima durante la giornata, riportarla a Cristo, frenare una parola inutile, illuminare una fatica, aprire un piccolo spazio di preghiera dove sembrava esserci solo rumore.
La tradizione cristiana ha vissuto il mese del Sacro Cuore con alcune pratiche semplici e profonde: la meditazione quotidiana, la giaculatoria, il fioretto, la visita al Santissimo Sacramento, la Comunione riparatrice, l’atto di consacrazione e l’atto di riparazione. Non erano gesti esteriori messi uno accanto all’altro, erano modi concreti per lasciare che il Cuore di Gesù formasse il cuore dei fedeli.
Proviamo a recuperare qualcosa di questa sapienza: ogni giorno una riflessione, una piccola consegna pratica, una giaculatoria da imparare e, quando possibile, un momento davanti all’Eucaristia. Chiediamo ogni giorno una grazia semplice: conoscere il Cuore di Gesù e diventare un poco più simili a Lui.

Entriamo in giugno non con molte parole, ma con una preghiera semplice, antica e sempre nuova:
Gesù, mite e umile di cuore,
rendi il nostro cuore simile al tuo.

         “Ristorati dal cibo che Dio ci dona, portiamo Gesù al cuore di tutti” (papa Leone)Invitati da papa Leone prepar...
31/05/2026



“Ristorati dal cibo che Dio ci dona, portiamo Gesù al cuore di tutti” (papa Leone)

Invitati da papa Leone prepariamoci a Celebrare e vivere con fede la solennità del Corpus Domini. Con la “processione delle processioni”, portiamo per le strade e le case del nostro Paese il Corpo vivo e vero di Gesù: adoriamolo, partecipiamo e accogliamolo nei nostri cuori.

          “Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere, creatura della Parola del Signore e...
29/05/2026



“Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere, creatura della Parola del Signore e madre dei figli di Dio generati nella docilità all’azione dello Spirito Santo”. (papa Leone XIV)

Giovedì 21 e giovedì 28 abbiamo vissuto gli ultimi due appuntamenti del mese di maggio con il rosario e la messa nei quartieri, pregando e chiedendo la protezione di Maria e di Santa Bernadette, per le famiglie dei due quartieri, per la comunità e per il mondo intero.

➡️Prossimo appuntamento SABATO 12 SETTEMBRE.

26/05/2026



Discernere il presente con lo sguardo della fede

"La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità. Invito a custodire luoghi e tempi in cui la presenza fisica rimane decisiva: la tavola condivisa, la comunità cristiana che si raduna, la visita a chi è solo, il servizio ai poveri. Sono segni di un’umanità che continua a credere che ogni corpo è tempio dello Spirito e casa di Dio, e proprio questa alleanza tra gloria e fragilità diventa criterio per valutare i modelli antropologici proposti dalla cultura attuale." (papa Leone?

Da "Magnifica humanitas", la prima enciclica di Papa Leone XIV, pubblicata ieri, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
PER LEGGERE L'ENCICLICA https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html

         Nella Solennità di Pentecoste, la comunità si è riunita per pregare, per invocare lo Spirito Santo e per affida...
25/05/2026



Nella Solennità di Pentecoste, la comunità si è riunita per pregare, per invocare lo Spirito Santo e per affidarGli i ragazzi che riceveranno il sacramento della Cresima. La benedizione del fuoco, le candele segno della fede ricevuta nel Battesimo e le lampade portate dai cresimandi per invocare i doni dello Spirito Santo, hanno impreziosito la liturgia dello spegnimento del Cero, che segna la conclusione del Tempo di Pasqua. Così la comunità ha augurato ai cresimandi che con il fuoco dello Spirito Santo in loro possano “essere Faville nel mondo”.

Indirizzo

Via Cappuccini, 2
Noci
70015

Orario di apertura

Lunedì 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30
Martedì 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30
Mercoledì 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30
Giovedì 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30
Venerdì 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30
Sabato 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30
Domenica 06:30 - 12:30
16:00 - 20:30

Telefono

0804977069

Sito Web

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