05/08/2026
Amati fratelli e sorelle di Nissoria,
torno a casa con il cuore colmo, e con gli occhi ancora pieni di voi.
In questi cinque giorni il Signore mi ha fatto la grazia di camminare in mezzo a un popolo santo.
Non ho baciato una statua. Ho incontrato un Padre.
E ho visto voi accoglierlo per le strade, davanti alle porte, sui balconi, come si accoglie un padre che torna a casa dopo tanto tempo.
Ho visto mani tese, volti segnati dalla vita, occhi pieni di gioia e di lacrime.
E in quegli occhi ho letto tutta la vostra storia: le fatiche, le speranze, i figli, le famiglie, il pane di ogni giorno.
Tutto affidato con fiducia totale e speranza incrollabile a San Giuseppe, l’uomo giusto e silenzioso che sa custodire.
La vostra devozione non è rumore. È consegna.
È fede semplice, vera, che edifica e commuove. È Chiesa che cammina.
Dal profondo del cuore desidero ringraziare:
Padre Salvatore Minuto, vostro Parroco, pastore buono che mi ha accolto come fratello e che ogni giorno spende la vita per questo popolo
il Sindaco Rosario Colaianni, per l’amore concreto alla comunità e per il servizio alle istituzioni
i confrati e le consorelle della Confraternita di San Giuseppe, custodi gelosi di una tradizione che è preghiera fatta con le mani
il Comandante dei Carabinieri di Nissoria e tutti i Carabinieri, i Vigili Urbani, la Protezione Civile, la Banda Musicale: angeli visibili che con dedizione e discrezione hanno vegliato, ordinato, allietato la festa del nostro Patrono
Grazie. Grazie per la stima, per l’accoglienza, per avermi fatto sentire uno di voi.
La vostra fede mi ha rafforzato nel sacerdozio. La vostra tenerezza verso San Giuseppe mi ha insegnato cosa vuol dire affidarsi davvero.
Che San Giuseppe continui a camminare le vie di Nissoria.
Che entri in ogni casa, asciughi ogni lacrima, benedica ogni lavoro, protegga ogni famiglia.
E che tenga stretta al suo cuore questa comunità che lo ama come un padre.
Io vi porterò sempre nella preghiera.
E vi chiedo una grazia: ricordatemi anche voi davanti alla statua del nostro Santo, quando passerà davanti alla vostra porta.
Con gratitudine che non ha parole e con affetto sacerdotale,
don Antonino Costa