Assemblea di Dio Pentecostale radunata nell nome di Gesù

Assemblea di Dio Pentecostale radunata nell nome di Gesù Via Cuneo nr 9/A Nichelino 10042 Torino Italy

Gli orari di culto hanno inizio nei giorni di :
Domenica ore 10:00 alle 12:00
Mercoledi ore 20:15 alle 22:00
Venerdi ore 20:15 alle 22:00

11/12/2025

Il culto della personalità in ambiente evangelico

Origini, dinamiche, segnali e vie d’uscita alla luce delle Scritture

1. Come nasce il culto della personalità

Il culto della personalità non nasce improvvisamente; è un processo graduale. In ambito evangelico, spesso si sviluppa quando una figura carismatica — un pastore, un predicatore, un leader di lode o un fondatore — viene percepita come spiritualmente superiore, indispensabile o dotata di un’autorità quasi infallibile.

Fattori che favoriscono la nascita del culto della personalità
1. Carisma personale e capacità comunicativa
Alcuni leader hanno grande eloquenza, presenza scenica e capacità motivazionali. Questo non è un male in sé, ma può diventare pericoloso se non accompagnato da umiltà e supervisione.
• Paolo rifiuta questo approccio: «La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza umana» (1 Corinzi 2:4).
2. Bisogni emotivi e spirituali non soddisfatti
Le persone possono proiettare sulle figure spirituali aspettative di tipo paterno, salvifico o terapeutico.
3. Scarso discernimento biblico
Quando la fede si fonda più sull’uomo che sulla Parola, la chiesa diventa vulnerabile.
• «Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza» (Osea 4:6).
4. Assenza di leadership collegiale
Dove il potere è concentrato nelle mani di una sola persona, il rischio di abuso cresce.
• Il Nuovo Testamento presenta invece una pluralità di anziani (Atti 14:23; Tito 1:5).



2. Come si sviluppa

Dopo la fase iniziale, il culto della personalità si consolida attraverso dinamiche psicologiche e comunitarie.

Fasi tipiche di sviluppo
1. Idealizzazione del leader
Il leader comincia a essere visto come “l’unico tramite” tra Dio e la comunità.
• Paolo corregge i Corinzi: «Che cos’è dunque Apollo? E che cos’è Paolo? Servitori» (1 Corinzi 3:5).
2. Centralizzazione dell’autorità
Le decisioni passano sempre di più da una sola persona. I consigli spirituali diventano ordini.
3. Svalutazione delle critiche
Chi mette in discussione il leader viene visto come ribelle o “attaccato dal nemico”.
4. Dipendenza emotiva
Le persone temono di deludere il leader più di quanto temano di dispiacere a Dio.
5. Sostituzione spirituale
Il ministero dell’uomo prende il posto della centralità di Cristo.
• «Egli deve crescere, e io diminuire» (Giovanni 3:30) — il contrario del culto della personalità.



3. Come riconoscere il culto della personalità

Ecco alcuni segnali chiari che una comunità o un credente possono essere finiti in un culto della personalità.

Indicatori principali
1. Il leader non può essere contraddetto
La Bibbia ci mostra invece che perfino Pietro fu rimproverato pubblicamente da Paolo (Galati 2:11).
2. Tutto ruota attorno a una persona
Sermoni, annunci, eventi… la figura del leader sovrasta quella di Cristo.
3. La Scrittura è usata per giustificare l’autorità del leader
Versetti su “sottomissione” vengono estratti dal contesto per consolidare il potere.
4. Chi lascia la comunità viene demonizzato
Si insinua che chi se ne va è ribelle o contro la volontà di Dio.
5. Decisioni non trasparenti e assenza di rendicontazione
Nel Nuovo Testamento troviamo costante trasparenza e responsabilità reciproca (Atti 15; 2 Corinzi 8:19-21).
6. Il leader si considera indispensabile
Nessuno è indispensabile nel Regno.
• «Noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore» (2 Corinzi 4:5).



4. Come uscirne

Uscire da un culto della personalità è possibile, ma richiede coraggio, guarigione interiore e ritorno alla centralità di Cristo.

Passi fondamentali

1. Ritornare alla Parola come autorità suprema

La Scrittura è sempre superiore all’uomo.
• «Esaminate le Scritture» (Giovanni 5:39).
• «I Bereani esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così» (Atti 17:11).

2. Riconoscere che tutti i leader sono fallibili

Solo Cristo è il capo della Chiesa (Colossesi 1:18).
Umanizzare il leader è il primo passo per liberarsi.

3. Rompere la dipendenza emotiva

Spesso è utile un supporto pastorale esterno o consulenza cristiana.

4. Riprendere una relazione personale con Dio

Molte persone in sistemi di abuso spirituale “vivono la fede del leader”.
Riprendere la preghiera, la meditazione e la lettura biblica è fondamentale.

5. Cercare una comunità sana

Caratteristiche di una chiesa sana:
• pluralità di guida
• responsabilità reciproca
• Cristo al centro
• libertà di fare domande
• spazio per i doni di tutti, non solo di uno

6. Guarire dal senso di colpa o paura

Dio non guida attraverso manipolazione o minaccia.
• «Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà» (2 Corinzi 3:17).
• «L’amore perfetto caccia via la paura» (1 Giovanni 4:18).



5. Conclusione

Il culto della personalità è un pericolo reale, anche nelle chiese evangeliche. Nasce lentamente, spesso con buone intenzioni, ma può portare a controllo, idolatria e deformazione dell’Evangelo.

La soluzione non è demonizzare i leader, ma ritornare alla visione biblica:
leader-servi, comunità matura, Cristo al centro.

Come afferma Paolo:
«Chi si vanta, si vanti nel Signore» (1 Corinzi 1:31).

06/02/2018

GESU' DISSE :
se voi perseverate nella mia parola, voi sarete veramente miei discepoli; e conoscerete la VERITA' , e la VERITA' vi francherà
Evangelo di Giovanni cap. 8 verso 31.
Dio ci Benedica..

05/02/2018

Chi sacrifica lode mi glorifica,
E chi addirizza la sua via,
IO gli mostrerò la salute di Dio. Salmo 50 verso 23

03/02/2018
24/05/2017

Idio ha tano amato il mondo, che ha dato il suo unigenito figliolo, affinchè chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita Eterna Giov 3 :16

23/05/2017

""L'ETERNO MI HA PRESO ""
Questa è la vocazione di Amos. Non è che questa ! Ma è tutta questa ! Egli non ha avuto bisogno di una preparazione esteriore, Dio l'ha preso di dietro il gregge, come Egli può e come Egli vuole. Dio ha preso Amos come può prendere noi, Egli non ha detto ad Amos che non doveva più essere un paastore e secondo gli indizi che abbiamo probabilmente Amos è ritornato tranguilamente e umilmente al suo gregge dopo aver reso la sua testimonianza.

Importante non è che noi lasciamo le occupazioni nostre, nelle quali Dio ci ha chiamati, l'essenziale è che pur dandoci ad esse, noi sappiamo che vi è qualcosa di più importante, che Dio ci ha presi dalle nostre occupazioni e ci ha detto ""VA' e annuncia "".
Amos non aveva imparato a fare dei discorsi, egli non era che un semplice pastore, un uomo povero che si nutre dei frutti di sicomoro nel suo paese natio. Ma ciò che egli era andato a predicare a Betel, noi cristiani del ventunesimo secolo, lo udiamo ancora dopo più di 2700 anni, e vi riconosciamo la voce di Dio.
Benchè Amos non venisse da alcuna scuola, egli non e secondo a nessuno per vivezza, vigore e semplicità di linguaggio : Il suo stile è semplice, tuttavia pieno di energia e di impulso interiore.
Nessun altro profeta ci ha dato un linguaggio così ricco di metafore prese dalla natura con tale freschezza e varietà. Questa è la vocazione del profeta Amos, raccontata con le mie povere parole, come dipingendo una scena, perchè meglio vi rimangano nella memoria i fatti e le parole..

Ma ciò che desidero trasmettervi è che Amos DIPENDEVA DAL SIGNORE, ERA CON LUI IN INTIMA COMUNIONE ED EBBE LA CONOSCENZA DELLA VOLONTA' DI DIO E RICEVETTE IL SUO MESSAGGIO CHE EGLI PROCLAMO' CON ZELO E CORAGGIO.
Così dovremmo fare ognuno di noi : "" SIGNORE; ECCOMI; PRENDIMI; COME TU VUOI"": Dio ci benedica.

22/05/2017

leggendo un articolo sul profeta Amos, condivido ciò che è stato scritto: ( Quanto facilmente anche noi, talvolta, trasformiamo in giudizi collettivi, il nostro apprezzamento individuale.
Come siamo facilmente portati a credere che la nostra opinione, è la sola ammissibile ! )
"" Veggente "" dice Amatsia rivolgendosi ad Amos, usando questo termine con una sorta di ironia scettica e aggiunge; ""Vattene, fuggi nel paese di Giuda. Vattene, dice egli al profeta, fuggi nel paese di Giuda "". Quello è un paese fatto per la gente come te, un paese dove ci si può permettere delle eddentricità religiose, un paese dove quando si è profeti si è ben visti. In Giuda tu profetizzerai e guadagnerai il tuo pane. Per Amatsia tutto si riassumeva nella questione del pane, del mangiare quotidiano. Del resto ognuno deve vivere, ognunodeve mangiare.
Giudicando dal vestito di Amos, un povero pastore, si deduce che la sua professione non lo faceva vivere agiatamente e forse ( qualcuno avrà pensato ), fare il profeta poteva migliorare la sua condizione economica.
Ma egli aveva fallito il colpo e aveva scelto male il terreno venendo a Betel: "" Tu non guadagnerai nulla qui, non farai affari ; va al tuo paese di Giuda, la potrai profetizzare a cuore allegro e fare il tuo nuovo mestiere. Ma qui no, qui siamo ne santuario del re, nella residenza reale, tu non puoi profetizzare qui a Betel, è impossibile ! Vattene veggente, fuggiu nel paese di Giuda""
Amatsia, forse, non era un uomo decisamente malvagio, non abbiamo elementi per pensare che fosse natura sostanzialmente perversa e corotta, ma era totalmente cieco ad ogni luce dello Spirito.
Come purtroppo ve ne sono tanti che non sentendo la voce di Dio e non discernendo la Sua volontà, s'immaginano che L'Oninipotente si possa misurare con la propia misura.
Il tentativo fatto da Amatsia di cacciare il profeta, è stato rinnovato in tutti i tempi nelle circostanze più diverse.
Non è così che è stato tentato più volte, come noi leggiamo nel libro degli Atti, al fine di chiudere la bocca a coloro che predicano al popolo la salvezza per la fede in Cristo Gesù ?
E se noi guardiamo attraverso i secoli, quanti esempi di spiriti meschini e ciechi come quello di Amatsia !
Guardiamoci tutti ! Guardiamoci dentro per scoprire se vi è in noi Amos o Amatsia. E se il Signore suscita un uomo di campagna, o un operaio, o un impiegato o altro, se quest'uomo ci reca un messaggio dall' Alto, non cerchiamo di chiudergli la bocca.
Prestiamo piuttosto un orecchio attento al messaggio che viene a noi da parte del Signore.
Comprendiamo bene una cosa. Dio deve avere il primo posto nel nostro cuore, e nella nostra vita ; perciò colui che porta a noi un messaggio dal Signore deve essere il benvenuto, perchè il Signore mostra chiaramente in Amos, di voler scegliere Lui stesso i Suoi strumenti secondo la sua volontà e non secondo le consuetudini e le leggi degli uomini..
Amos rispose ad Amatsia: "" io non sono profeta, ne discepolo di profeta "" "" L' Eterno Dio mi ha preso di dietro il gregge e mi disse, Và e profetizza il mio popolo d'Israele "
Tu o Amatsia, mi dici "" Vattene in Giudea. Ma Uno più potente e più autorevole di te mi ha detto il contrario. Tu mi dici di andarmene in Giudea, ma quando io ero in Giudea l'Eerno mi ha detto Va' e profetizza a Betel. L'Eterno mi ha preso...""
( finisco domani ) ( intanto leggete il libro di Amos si trova nella bibbia )

18/05/2017

nel salmo 15:1- 3 è scritto:
O Eterno, chi dimorerà nella tua tenda ? chi abiterà sul monte della tua Santità? Colui che cammina in integrità ed opera giustizia e dice il vero come l'ha nel cuore; che non calunia con la sua lingua, nè fa male alcuno al suo compagno, ne getta vituperio contro il suo prossimo.

15/05/2017

LA TUA PAROLA E' PURA D'OGNI SCORIA; PERCIO' IL TUO SERVO L'AMA . SALMO 119 : V 140

15/03/2016

Così é scritto in Giosué cap 24;15 E se pur non vi aggrada di servire al Signore, scegliete oggi a chi volete servire; o agl'iddii dei vostri padri, o gli dei degli Ammorei.? A noi la scelta!!!! vi consiglio di leggere tutto il capitolo.grazie pace

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