10/05/2023
IL TESORO DELLA CA****LA DI S. ANTIMO P.M.
di Michele Puca
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La Ca****la di S. Antimo, ubicata nell'omonimo Santuario in piazza della Repubblica, fu fondata l'11 agosto 1658 a seguito della Convenzione tra l'Universitas di Sant'Antimo e Angelo Clarelli con la quale fu disciplinata la donazione del corpo del Santo da parte di quest'ultimo alla comunità dei fedeli. Una delle condizioni previste nelle clausole, infatti, fu l'onere per la città di costruire una degna ca****la per la custodia delle reliquie. Al suo interno, in una nicchia su una parete, viene inoltre riposta la nota statua argentea del Santo fatta costruire agli inizi del XVIII secolo.
La Ca****la di Sant'Antimo, quindi, pur trovandosi all'interno del Santuario, non è parte integrante di quella chiesa ma costituì uno giuspatronato e la sua gestione non dipende dalla parrocchia che la ospita. Anzi, i vari Statuti, che per secoli hanno disciplinato l'organizzazione della Ca****la, hanno sempre previsto non solo che la sua amministrazione debba essere affidata ad un numero preciso di Governatori laici (la cosiddetta "Commissione"), ma anche il divieto di ingerenza sul loro operato e sulle attività della Ca****la da parte del clero Santantimese, compreso il parroco del Santuario.
A rafforzare il carattere laico della Commissione sono anche le modalità con le quali vengono individuati i Governatori: fino a prima della trasformazione della Ca****la da IPAB in fondazione - avvenuta nel marzo 2014 - essi erano nominati dal Consiglio comunale, come disposto dal precedente Statuto del 1926; mentre il nuovo Statuto del 2014, che attualmente disciplina la fondazione Ca****la di S. Antimo, prevede la nomina dei Governatori da parte del Sindaco.
Quest'ultimo Statuto ha consentito alcune parziali deroghe all'antico divieto di ingerenza del clero sulle attività della Ca****la di S. Antimo, ossia: l' "intervento consultivo del parroco pro-tempore del Santuario di S. Antimo" per la nomina dei Governatori da parte del Sindaco (art. 10.4); e la composizione del programma delle festività religiose, delle processioni e dell'esposizione del simulacro argenteo del Santo da realizzarsi "in accordo col parroco pro-tempore del Santuario" (art. 13.1.n).
Gli scopi principali della Ca****la di Sant'Antimo sono sempre stati essenzialmente due: l'organizzazione della festa in onore del Santo patrono e alcune opere di beneficenza, in particolare la corresponsione di maritaggi a ragazze bisognose santantimesi e contributi al vecchio orfanotrofio, anche se questi scopi filantropici oggi sono stati superati e/o integrati (almeno sulla carta) dalla promozione e sostegno di attività culturali e sociali.
Le attività della Ca****la di S. Antimo sono finanziate esclusivamente dalla beneficenza della cittadinanza (contributi e libere offerte, raccolte particolarmente nel periodo dei festeggiamenti al Santo Patrono) e dalle rendite (seppure poco cospicue) del suo ricco patrimonio. La Ca****la di S. Antimo, infatti, conserva un "tesoro" che ha accumulato nel corso dei secoli, composto prevalentemente da suppellettili religiose, ex voto e monili vari donati dai fedeli.
In occasione della costituzione della "fondazione Ca****la di S. Antimo", il 7 novembre 2013 l'intero patrimonio fu inventariato e fatto stimare da un gioielliere locale. Secondo le quotazioni pro-tempore, il valore del tesoro ammontava complessivamente a 1.097.725,40 euro. Esso si compone di 30 oggetti sacri (alcuni a loro volta composti da più articoli), dal valore approssimativo di euro 1.037.500 e da 280 pezzi d'oro (catenine, bracciali, fedi, medaglie, anelli, orecchini, crocifissi, spille, etc), prevalentemente di 18 carati, per totali Kg. 3,011 dal valore commerciale pro-tempore di euro 60.225,40.
L'oggetto che riporta la quotazione più elevata è la statua a mezzo busto del Santo patrono, di 130 cm, realizzata nel 1712, su modello di Domenico Antonio Vaccaro e argentiere Cioffi, valutata dal perito 850.000,00 euro, anche se - come riportato nella stima - "è [stato] difficile stabilire il valore di questa importante scultura, poiché, oltre l'aspetto puramente venale, sono da aggiungere anche quello antiquariale e devozionale".
L'insieme dei 5.400 ex voto, in argento e metallo dorato, per complessivo peso approssimativo di kg 89 d'argento, stimato per 22.500,00 euro, rappresenta uno dei sottoinsieme del tesoro dal valore più elevato.
Anche il cancello per balaustra a due ante, bronzo-giallo, risalente al secolo XVIII, è stato apprezzato per una valore che raggiunge i 20.000,00 euro. Quest'inferriata rappresenta proprio la linea di demarcazione tra l'area della Ca****la e quella del Santuario e fu proprio per rimarcarne l'indipendenza dalla Chiesa in cui è "ospitata" che nel 1866 fu innalzata.
Seguono 4 grossi lampadari in metallo a 21 luci, valutati euro 20.000,00; 4 bracci a muro a 5 luci per altrettanti 20.00,00 euro; 6 candelieri in argento dell'800, di 43,5 cm. di altezza, dal valore stimato di 15.000,00 euro; 4 candelieri in argento di 67 cm. stimati per 10.000,00 euro; 20 testine ex voto in argento sbalzato in varie misure valutate complessivamente in euro 10.000,00; 1 ostensorio in argento, epoca Luigi Filippo dal valore di 12.000,00 euro; un rosone in metallo sul cancello della Ca****la apprezzato per euro 10.000,00; una aureola in argento con S. Antimo valutata 8.000,00 euro; 1 reliquario in argento valutato per euro 5.000,00; 1 leggio con parte superiore in argento di euro 5.000,00; e altri diversi oggetti (lampade, croci, bracci, candelieri, pastorali, statuette, calici, urne, etc.) dal singolo valore inferiore ai 5.000,00 che per limitato spazio si omette di dettagliare.
Come indicato al punto 7.1 del vigente Statuto, "le reliquie del Santo Patrono, la Statua d'argento del Santo, le suppellettili, gli oggetti sacri e quelli ad essi assimilabili, e l'Archivio Storico costituiscono la sua dotazione funzionale inalienabile e non ipotecabile in quanto sono beni appartenenti alla comunità cittadina tutta". La Ca****la di S. Antimo "che conserva le reliquie del Santo e la Statua d'argento [...] è considerata dai santantimesi il cuore dell'intera città" (art. 1).