Fedeli S. Antonio "Carbonelli"

Fedeli S. Antonio "Carbonelli" Lo pagina creata 10 anni fa, ha lo scopo di divulgare l' insegnamento della Chiesa Cattolica e promuovere iniziative caritatevoli. Antonio di Padova.

Questa pagina da Dicembre 2024 non scrive più per conto e a nome della parrocchia di S. Gennaro Casone Informazioni, foto e video sulle attività spirituali, riflessioni spirituali

07/09/2026
07/09/2026
Cristiani, santitá, umanitá... oggi sono diventati paroloni...Spesso riteniamo che non sia per noi... ma è per tutti, ne...
07/09/2026

Cristiani, santitá, umanitá... oggi sono diventati paroloni...
Spesso riteniamo che non sia per noi... ma è per tutti, nessuno escluso.

Ma cos'è la santitá realmente, osservare solo i comandamenti? Rispettare i precetti? Leggere o imparare preghiere a memoria? No!

La preghiera, le formule, i comandamenti i precetti, fanno parte di un azione piu' profonda e di una presa di coscienza chiedendosi: chi sono, da dove vengo, dove vado?

Il desiderio di conversione ci apre ad un cambiamento radicale di vita e di pensiero che trasforma gli uomini in santi; santi perche' amano! Santi perche' formati alla scuola del Vangelo; Santi perche' la preghiera diventa azione e l'azione è preghiera!
Santi perchè da una atea religiositá si passa a seguaci del Maestro, discepoli fedeli e innamorati che vedono nel prossimo un fratello da ascoltare, aiutare, amare.

Essere Santi è per i superuomini? No! È per alcuni eletti, capaci, intelligenti? No!

La santità cristiana non è la perfezione di chi non sbaglia, ma la perfezione dell'amore.

E la perfezione dell'amore è "tentare di amare sempre", con le nostre forze, con ciò che siamo, con la nostra storia, con i nostri guai, con le nostre cadute.

Su questo possibile Dio aggiunge la Sua Grazia e rende affidabili le persone che fanno la loro parte.

I santi sono tali non perchè a differenza nostra ci sono riusciti, ma perchè a differenza nostra c'hanno provato sempre, e per questo la Grazia in loro è riuscita ad aprire un varco, una luce, una testimonianza.

Non siamo nati per la morte, come diceva qualcuno, ma siamo nati per la santità.

Dovremmo sempre domandarci: "come posso farmi santo con ciò che ora sto vivendo, con ciò che ora c'è nella mia vita?".

La santità è una domanda sul presente e non su un domani ideale che tarda sempre a ve**re.

La Santitá è per essere felici, condividere, gioire, fare comunione.

Grandissimo intervento del Cardinale e Arcivescovo di Napoli: Domenico Battaglia. Leggetelo fino in fondo  "E voi che sp...
05/09/2026

Grandissimo intervento del Cardinale e Arcivescovo di Napoli: Domenico Battaglia.

Leggetelo fino in fondo

"E voi che sprofondate nelle poltrone rosse dei parlamenti, abbandonate dossier e grafici: attraversate, anche solo per un’ora,
i corridoi spenti di un ospedale bombardato; odorate il gasolio dell’ultimo generatore;
ascoltate il bip solitario di un respiratore sospeso tra vita e silenzio, e poi sussurrate – se ci riuscite – la locuzione «obiettivi strategici».

Il Vangelo – per chi crede e per chi non crede – è uno specchio impietoso:
riflette ciò che è umano, denuncia ciò che è disumano.
Se un progetto schiaccia l’innocente, è disumano.
Se una legge non protegge il debole, è disumana.
Se un profitto cresce sul dolore di chi non ha voce, è disumano.

E se non volete farlo per Dio,
fatelo almeno per quel poco di umano che ancora ci tiene in piedi.

Quando i cieli si riempiono di missili, guardate i bambini che contano i buchi nel soffitto invece delle stelle. Guardate il soldato ventenne spedito a morire per uno slogan.
Guardate i chirurghi che operano al buio in un ospedale sventrato.

Il Vangelo non accetta i vostri comunicati “tecnici”.
Scrosta ogni vernice di patria o interesse e ci lascia davanti all’unica realtà: carne ferita, vite spezzate.

Non chiamate «danni collaterali» le madri che scavano tra le macerie.
Non chiamate «interferenze strategiche» i ragazzi cui avete rubato il futuro.
Non chiamate «operazioni speciali» i crateri lasciati dai droni.

Togliete pure il nome di Dio se vi spaventa; chiamatelo coscienza, onestà, vergogna.
Ma ascoltatelo: la guerra è l’unico affare in cui investiamo la nostra umanità per ricavarne cenere.

Ogni proiettile è già previsto nei fogli di calcolo di chi guadagna sulle macerie.
L’umano muore due volte:
quando esplode la bomba e quando il suo valore viene tradotto in utile.

Finché una bomba varrà più di un abbraccio, saremo smarriti.
Finché le armi detteranno l’agenda, la pace sembrerà follia.
Perciò, spegnete i cannoni.

Fate tacere i titoli di borsa che crescono sul dolore.
Restituite al silenzio l’alba di un giorno che non macchi di sangue le strade.
Tutto il resto – confini, strategie, bandiere gonfiate dalla propaganda – è nebbia destinata a svanire.

Rimarrà solo una domanda:
«Ho salvato o ho ucciso l’umanità che mi era stata affidata?».
Che la risposta non sia un’altra sirena nella notte.

Convertite i piani di battaglia in piani di semina, i discorsi di potenza in discorsi di cura.
Sedete accanto alle madri che frugano tra le macerie per salvare un peluche: scoprirete che la strategia suprema è impedire a un bambino di perdere l’infanzia.

Portate l’odore delle pietre bruciate nei vostri palazzi: impregni i tappeti, ricordi a ogni passo che nessuno si salva da solo e che l’unica rotta sicura è riportare ogni uomo a casa integro nel corpo e nel cuore.

A noi, popolo che legge, spetta il dovere di non arrenderci.
La pace germoglia in salotto – un divano che si allunga; in cucina – una pentola che raddoppia; in strada – una mano che si tende.

Gesti umili, ostinati: “tu vali” sussurrato a chi il mondo scarta.
Il seme di senape è minimo, ma diventa albero.
Così il Vangelo: duro come pietra, tenero come il primo vagito.
Chiede scelta netta:
costruttori di vita o complici del male. Terze vie non esistono".

Cardinale e Arcivescovo metropolita di Napoli, +Domenico Battaglia

𝟬𝟱 𝙎𝙚𝙩𝙩𝙚𝙢𝙗𝙧𝙚 𝟭𝟵𝟵𝟳𝙈𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙢𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙏𝙚𝙧𝙚𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙡𝙘𝙪𝙩𝙩𝙖Negli ultimi anni della sua vita, nonostante i crescenti e gravi problemi...
05/09/2026

𝟬𝟱 𝙎𝙚𝙩𝙩𝙚𝙢𝙗𝙧𝙚 𝟭𝟵𝟵𝟳
𝙈𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙢𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙏𝙚𝙧𝙚𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙡𝙘𝙪𝙩𝙩𝙖

Negli ultimi anni della sua vita, nonostante i crescenti e gravi problemi di salute, Madre Teresa continuò a guidare la sua Congregazione e a rispondere alle necessità dei poveri e della Chiesa.

Nel marzo 1997 benedisse la nuova Superiora Generale delle Missionarie della Ca**tà, da poco eletta, e compì ancora un ultimo viaggio all’estero. Dopo avere incontrato per l’ultima volta Papa Giovanni Paolo II, rientrò a Calcutta, dove trascorse le ultime settimane della sua vita ricevendo visitatori e dedicandosi all'istruzione delle sue consorelle.

Nel 1997, anno della sua morte, la famiglia delle Missionarie della Ca**tà contava 3.842 suore, presenti in 594 fondazioni distribuite in 120 Paesi del mondo.

𝙇𝙖 𝙩𝙚𝙨𝙩𝙞𝙢𝙤𝙣𝙞𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙛𝙚𝙨𝙨𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙈𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙏𝙚𝙧𝙚𝙨𝙖

Nel momento in cui si avvicinava la fine della sua vita terrena, anche Madre Teresa visse con profonda umanità l'ora della morte. Una testimonianza attribuita al suo confessore racconta che, quando l'arcivescovo di Calcutta lo chiamò perché le impartisse l'estrema unzione, la religiosa appariva provata e tremava.

È un particolare che colpisce profondamente: anche una donna che aveva parlato per tutta la vita della speranza dell'incontro con Dio si trovò, nell'ora suprema, davanti al mistero della morte con tutta la fragilità della sua umanità.

Il 5 settembre 1997, a Calcutta, la vita terrena di Madre Teresa giunse al termine. Aveva 87 anni.

Il Governo indiano le tributò l'onore di un funerale di Stato e il suo corpo fu sepolto nella Casa Madre delle Missionarie della Ca**tà. La sua tomba divenne ben presto luogo di pellegrinaggio e di preghiera per persone di ogni fede, ricche e povere, senza distinzione.

Madre Teresa lasciò al mondo una testimonianza di fede incrollabile, di speranza e di straordinaria ca**tà.

La sua risposta alla chiamata di Gesù — «Vieni, sii la mia luce» — aveva dato origine alla sua vocazione e alla sua missione: diventare Missionaria della Ca**tà, «madre per i poveri», presenza di compassione in mezzo alle sofferenze del mondo e testimone dell'amore di Dio.

Il 5 settembre, giorno della sua morte, la Chiesa celebra la memoria liturgica di Santa Teresa di Calcutta. Nel 2016 Papa Francesco la proclamò santa.

𝙎𝙖𝙣𝙩𝙖 𝙏𝙚𝙧𝙚𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙡𝙘𝙪𝙩𝙩𝙖,
𝙥𝙧𝙚𝙜𝙖 𝙥𝙚𝙧 𝙣𝙤𝙞. 🙏

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮Santa Teresa di Calcutta, tu hai permesso all’amore as...
05/09/2026

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮

Santa Teresa di Calcutta, tu hai permesso all’amore assetato di Gesù sulla croce di diventare dentro di te una fiamma viva, così da essere per tutti luce del suo amore.

Ottieni dal Cuore di Gesù la grazia di (esprimere la grazia per cui si desidera pregare).

Insegnami a lasciare che Gesù penetri in me e si impossessi di tutto il mio essere, in modo così totale, che anche la mia vita sia un’irradiazione della sua luce e del suo amore per gli altri.

Amen.

𝗟𝗮 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮, 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗰𝗲

Nel cuore di Kolkata, l’antica Calcutta, al numero 54/A di A.J.C. Bose Road, sorge la 𝗠𝗼𝘁𝗵𝗲𝗿 𝗛𝗼𝘂𝘀𝗲.

È la Casa Madre delle Missionarie della Ca**tà. È la casa nella quale Madre Teresa ha vissuto, pregato e lavorato per tanti anni. Da qui ha guidato la Congregazione che aveva fondato.

Qui ha accolto poveri, malati, persone sole e abbandonate. E qui, il 5 settembre 1997, ha concluso la sua vita terrena.

Dopo i solenni funerali, il corpo di Madre Teresa fu riportato proprio alla Casa Madre. Il 13 settembre 1997 venne sepolto al piano terra dell’edificio. Ancora oggi, la sua tomba si trova lì.

Non in un luogo separato dalla vita della Congregazione, ma nel cuore della casa nella quale Madre Teresa aveva vissuto.

Davanti alla sua tomba continuano ad arrivare persone da ogni parte del mondo. Alcuni vengono per pregare, altri per ringraziare, altri ancora per affidare una sofferenza o chiedere una grazia.

La tomba è diventata un luogo di preghiera e di pellegrinaggio. Un luogo nel quale persone di ogni condizione e provenienza possono fermarsi in silenzio davanti a Dio.

Sulla tomba sono incise le parole di Gesù:

“LOVE ONE ANOTHER AS I HAVE LOVED YOU”

«Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi».

Sono parole che sembrano racchiudere tutta la vita di Madre Teresa. Perché lei non ha semplicemente parlato dell’amore. Ha cercato di trasformarlo in gesti concreti.

Lo ha portato nelle strade di Calcutta. Nelle case dei poveri. Accanto ai malati. Accanto a chi moriva solo. Accanto a chi non aveva più nessuno.

Madre Teresa è diventata santa il 4 settembre 2016, a soli diciannove anni dalla sua morte. Ma già durante la sua vita era diventata conosciuta in tutto il mondo.

Era amata. Era ammirata. E, qualche volta, era anche una donna 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗼𝗱𝗮.

Scomoda perché parlava con chiarezza. Scomoda perché difendeva la vita. Scomoda perché ricordava che ogni essere umano ha una dignità che nessuno può cancellare.

Scomoda perché invitava a non avere paura della povertà e della sofferenza. E soprattutto perché continuava a indicare Gesù Cristo.

Per Madre Teresa tutto partiva da Lui. Dal Crocifisso. Dal suo amore. Dalla sua sete.

E da quella sete nasceva il desiderio di portare Dio proprio là dove l’uomo aveva più bisogno di essere amato.

Per questo ripeteva:

“God is Love” — Dio è Amore.

La Casa Madre conserva ancora oggi il ricordo concreto della sua vita. C’è anche la stanza nella quale Madre Teresa viveva, pregava e lavorava.

Un ambiente semplice. Un letto. Una scrivania. Pochissime cose.

La semplicità di una donna che aveva scelto di appartenere completamente a Dio e ai poveri.

E poi c’è quella tomba. Sempre lì. Nel cuore della sua casa. Una tomba davanti alla quale tanti continuano a pregare.

Forse è proprio questo il particolare più bello.

Madre Teresa non è stata separata dalla sua casa dopo la morte. È rimasta là dove aveva vissuto. Là dove aveva pregato. Là dove aveva servito.

E là dove le sue figlie spirituali continuano ancora oggi la missione che lei ha iniziato.

Fuori, Kolkata continua con il suo rumore. Dentro la Casa Madre, invece, si può trovare un altro ritmo.

Quello della preghiera. Quello del silenzio. Quello dell’amore donato senza clamore.

E davanti alla tomba di Madre Teresa sembra di ascoltare ancora una volta quelle parole che hanno accompagnato tutta la sua vita:

«Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi».

🙏 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗹𝗰𝘂𝘁𝘁𝗮, 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶.

E per tutte le grazie che portiamo nel cuore, affidiamoci alla sua intercessione.

Indirizzo

Napoli
Naples
80144

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