Papa Francesco

Papa Francesco "Nulla dá gioia quanto il cielo,
simile a velo puro e trasparente,
a prato di mille fiori,
le stelle a corona per le nostre teste". spiritualità

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17/04/2026

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In questo aprile 2026, con il dolore ancora vivo per la scomparsa di Papa Francesco e l'elezione di Papa Leone XIV, il clima è tesissimo, specialmente dopo i duri attacchi frontali di Donald Trump riguardo alla posizione della Chiesa sulla guerra in Iran.
​Le parole del Presidente👇

("Il Papa dovrebbe tacere", "non ha idea di cosa succede") hanno scosso profondamente la comunità. In difesa del Papa, vogliamo postare una lettera aperta, scritta con il cuore di chi vuole fare scudo attorno al nuovo Pontefice in questo momento di prova.

​Lettera Aperta a Sua Santità Papa Leone XIV

​Oggetto: La nostra fedeltà e vicinanza di fronte alle offese del mondo.

​Santo Padre,
​Le scriviamo con il cuore ancora segnato dal lutto per il Suo predecessore, ma ricolmo di speranza per il Suo magistero. In questi giorni di pellegrinaggio apostolico, mentre la Sua voce si leva instancabile per chiedere la pace in un mondo devastato dai conflitti, abbiamo assistito con sgomento agli attacchi irrispettosi rivoltiLe dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
​Vogliamo dirLe con forza che il popolo cristiano è con Lei. Non ci spaventano le parole di chi confonde la diplomazia del Vangelo con la politica dei blocchi. Sappiamo che quando Lei parla della "follia della guerra" e dei morti in Iran, non lo fa per calcolo politico, ma perché il Suo cuore di pastore è, come ha detto Lei stesso, "straziato dalle ingiustizie".
​Santo Padre, non si lasci scoraggiare dalle critiche di chi vorrebbe una Chiesa silenziosa e sottomessa agli interessi dei potenti.
​Siamo con Lei nel difendere la vita, oltre ogni confine geografico o ideologico.
​Respingiamo i tentativi di screditare la Sua autorità morale solo perché richiama il mondo alla responsabilità della pace.
​Rinnoviamo la nostra promessa di preghiera, affinché la Sua voce resti libera e coraggiosa come quella di Leone Magno.
​In questo tempo di "vento contrario", la Chiesa non si divide. Siamo una sola famiglia raccolta attorno al suo Pastore.
​Con profonda devozione e vicinanza.


OFS Soccavo

Il Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, nei suoi messaggi recenti (aprile 2026) lancia appelli accorati ...
14/04/2026

Il Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, nei suoi messaggi recenti (aprile 2026) lancia appelli accorati contro la violenza e la guerra, definendole un "male assoluto". Ha recentemente espresso solidarietà a Papa Leone XIV, dichiarando "Non ho paura" di fronte alle critiche, e ha definito la Pasqua come un momento per "cercare Dio nelle macerie e nelle lacrime".

Messaggio👇

"C'è una domanda che brucia: perché il presidente più potente della terra ha sentito il bisogno di attaccare un uomo che non ha eserciti, non ha mercati, non ha bombe? Leone XIV ha chiesto la fine della guerra. Ha detto che troppe persone muoiono. Troppi innocenti. Ha detto: qualcuno deve alzarsi e dire che c'è un'altra strada. È questo il crimine? Il Vangelo dà fastidio. Da sempre. Perchè non sta al suo posto, mette al centro chi il potere sposta ai margini: il fragile, il ferito, il bambino sotto le macerie, il migrante che nessuno vuole. Chi ha costruito tutto sul potere, ogni volta che sente quella voce si trova davanti a qualcosa che non riesce a dominare. Non sa combatterla. Non sa ignorarla. Non sa comprarla. E forse è proprio questo che inquieta di più. Non la forza di quella parola, ma la sua libertà". Così il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, in una nota di "solidarietà e vicinanza" al Papa dopo l'attacco di Trump. "Quelle tre parole - 'Non ho paura' - non sono una risposta a Trump. Sono qualcosa di più profondo. Sono la libertà di chi sa da dove viene e dove va. Leone non si rivolge al presidente americano. Non è il suo interlocutore. Il suo interlocutore è il povero che muore. Il migrante respinto, il bambino che non ha più casa. La voce di Leone - scomoda, libera, disarmata - resta. Resta quando altre parole si consumano, resta come una presenza, resta quando il rumore si spegne e il silenzio dice la verità. L'8 maggio Leone XIV verrà a Napoli. Camminerà con noi. E lo accoglieremo facendo nostre quelle tre parole: 'Non ho paura'. Nemmeno noi", conclude Battaglia.

20/03/2026

Le parole dei Papi

La prima Lettura è quasi una cronaca prima (anticipata) di quello che accadrà a Gesù. (…) È una profezia, proprio, di quello che è accaduto. E i Giudei cercavano di ucciderlo, dice il Vangelo. Allora, cercavano anche di arrestarlo – ci dice il Vangelo – “ma nessuno riuscì a mettere le mani su di Lui, perché non era ancora giunta la sua ora” (Gv. 7,30). (…) E questa non è una semplice odiosità, non c'è un piano di azione - cattivo certamente - di un partito contro l'altro. Questa è una altra cosa. Questo si chiama accanimento (…) e cosa si fa, nel momento dell’accanimento? Si fanno soltanto due cose, si possono fare soltanto due cose: discutere con questa gente non è possibile perché hanno le proprie idee, idee fisse, idee che il diavolo ha seminato nel [loro] cuore. Abbiamo sentito qual è il piano di azione loro. Cosa si può fare?Quello che ha fatto Gesù: tacere. (…) È il silenzio del giusto davanti all’accanimento. E questo è valido anche per – chiamiamoli così – i piccoli accanimenti quotidiani (…): stare zitto. Silenzio. E subire e tollerare l’accanimento del chiacchiericcio. (Francesco - Omelia Santa Marta, 27 marzo 2020)

16/03/2026

Le parole dei Papi
Vangelo di lunedì 16 marzo 2026

Le parole dei Papi

Questo padre chiede la salute per il figlio (cfr Gv 4,43-54). Il Signore rimprovera un po’ tutti, ma anche lui: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete» (cfr v. 48). Il funzionario, invece di tacere e stare zitto, va avanti e gli dice: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia» (v. 49). E Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive» (v. 50). Sono le tre cose che ci vogliono per fare una vera preghiera. La prima è la fede: “Se non avete fede…”. E tante volte, la preghiera è soltanto orale, con la bocca, ma non viene dalla fede del cuore; o è una fede debole… (…) La seconda condizione che lo stesso Gesù ci insegna è la perseveranza. Alcuni chiedono ma la grazia non viene: non hanno questa perseveranza, perché in fondo non ne hanno bisogno, o non hanno fede. (…) E la terza cosa che Dio vuole nella preghiera è il coraggio. (…)Questa virtù del coraggio, ci vuole tanto. Non solo per le azioni apostoliche, ma anche per la preghiera. (…) Il Signore non delude, non delude. Ci fa aspettare, prende il suo tempo, ma non delude. Fede, perseveranza e coraggio. (Francesco - Omelia Santa Mart, 23 marzo 2020)

13/03/2026

13 marzo 2026

Mc 12, 28b-34 • Il Signore nostro Dio è l'unico Signore: lo amerai.
Parole dei Papi

Io mi domando: Perché, nel dare il suo assenso, quello scriba sente il bisogno di ridire le stesse parole di Gesù? (…) Questa ripetizione è un insegnamento, per noi tutti che ascoltiamo. Perché la Parola del Signore non può essere ricevuta come una qualsiasi notizia di cronaca. La Parola del Signore va ripetuta, fatta propria, custodita. (…) Possiamo dire che è così nutriente che deve raggiungere ogni ambito della vita: coinvolgere, come dice Gesù oggi, tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente, tutta la forza (cfr v. 30). (…) Prendiamo ad esempio il Vangelo di oggi: non basta leggerlo e capire che bisogna amare Dio e il prossimo. È necessario che questo comandamento, che è il “grande comandamento”, risuoni in noi, venga assimilato, diventi voce della nostra coscienza. Allora non rimane lettera morta, nel cassetto del cuore, no, perché lo Spirito Santo fa germogliare in noi il seme di quella Parola. (…) Oggi, dunque, prendiamo esempio da questo scriba. Ripetiamo le parole di Gesù, facciamole risuonare in noi: “Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come me stesso”. E chiediamoci: questo comandamento, orienta davvero la mia vita? Questo comandamento trova riscontro nelle mie giornate? Ci farà bene stasera, prima di addormentarci, fare l’esame di coscienza su questa Parola, vedere se oggi abbiamo amato il Signore e abbiamo donato un po’ di bene a chi ci è capitato di incontrare.Che ogni incontro sia dare un po’ di bene, un po’ di amore, che viene da questa Parola. (Francesco - Angelus, 31 ottobre 2021)

08/11/2025

Ogni guerra lascia il mondo peggiore di
come lo ha trovato.
Il nome di Dio è pace.
"La pace è dono suo e l'abbiamo invocata da Lui. Ma questo dono dev'essere accolto e coltivato da noi uomini e donne, specialmente da noi, credenti. Non lasciamoci contagiare dalla logica perversa della guerra; non cadiamo nella trappola dell'odio per il nemico. Rimettiamo la pace al cuore della visione del futuro, come obiettivo centrale del nostro agire personale, sociale e politico, a tutti livelli. Disinneschiamo i conflitti con l'arma del dialogo."
(Papa Francesco)

Signore Gesù,Ti preghiamo per i giovaniperché con coraggioprendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e pi...
28/09/2025

Signore Gesù,
Ti preghiamo per i giovani
perché con coraggio
prendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e più profonde
e conservino sempre un cuore libero.
Accompagnati da guide sagge e generose, aiutali a rispondere alla chiamata che Tu rivolgi a ciascuno di loro, per realizzare il proprio progetto di vita e raggiungere la felicità.
Tieni aperto il loro cuore ai grandi sogni e rendili attenti al bene dei fratelli.
Come il Discepolo amato,
siano anch'essi sotto la Croce
per accogliere tua Madre, ricevendola in dono da Te. Siano testimoni della tua Risurrezione
e sappiano riconoscerti vivo accanto a loro annunciando con gioia che Tu sei il Signore.
Amen.
(papa Francesco)

I peccati che ricevono un castigo più severo sono quelli contro la ca**tà: maldicenza, calunnia, rancore, i litigi per i...
16/09/2025

I peccati che ricevono un castigo più severo sono quelli contro la ca**tà: maldicenza, calunnia, rancore, i litigi per invidia e cupidigia... Quante volte si pecca contro la ca**tà, esprimendo parole o emettendo giudizi senza ca**tà! Una parola può “uccidere” o risanare un’anima. Per questo è molto importante perdonare e non serbare rancore neppure verso i defunti. Ricordo un caso avvenuto a Innsbruck. Una donna non riusciva a perdonare suo padre. Mentre era vivo, non le aveva dato l’affetto di padre e non le aveva dato neppure l’opportunità di studiare per diventare una professionista. Per questo non poteva perdonarlo. Dopo la sua morte, il padre apparve a sua figlia, non una, ma tre volte, supplicandola di perdonarlo, ma lei non voleva. Dopo un certo tempo, questa donna si ammalò e allora capì che doveva perdonarlo, altrimenti non sarebbe vissuta in pace. Presa questa risoluzione, lo perdonò di tutto cuore e l’infermità cominciò a scomparire. L’odio avvelena l’anima fino a produrre infermità fisiche e mentali, Al contrario, l’amore apporta sempre salute, pace e gioia.
Don G.Tommaselli

Preghiamo con papa Francesco.
06/09/2025

Preghiamo con papa Francesco.

17/08/2025

Luca 12,49-53 [In quel tempo], Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!

Gesù è venuto a dividere cioè a separare con il fuoco “il bene dal male”, mettendo in crisi “le facili illusioni di quanti credono di poter coniugare vita cristiana e compromessi di ogni genere, pratiche religiose e atteggiamenti contro il prossimo”. Questo vuole dire il Vangelo di oggi.

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Naples
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