Papa Francesco

Papa Francesco "Nulla dá gioia quanto il cielo,
simile a velo puro e trasparente,
a prato di mille fiori,
le stelle a corona per le nostre teste". spiritualità

SANTIFICALO29.“Siate santi perché Io sono santo” (1Pt 1,16).O Sacro Cuore, uniscimi a Te, sii la mia vita, fa che resti ...
29/06/2026

SANTIFICALO
29.“Siate santi perché Io sono santo” (1Pt 1,16).

O Sacro Cuore, uniscimi a Te, sii la mia vita, fa che resti sempre sotto la tua santa influenza, affinché io viva per Te e con Te nella realizzazione della vera santità.Amen.

ANGELUSPiazza San PietroDomenica, 28 giugno 2026___________________________________Fratelli e sorelle, buona domenica!An...
29/06/2026

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 28 giugno 2026

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Fratelli e sorelle, buona domenica!

Anche nel Vangelo di oggi (Mt 10,37-42), ascoltiamo alcune esortazioni di Gesù per vivere la sequela ed essere testimoni del suo Regno. Non si tratta di qualche atto esteriore, ma di impegnare tutto noi stessi in una relazione d’amore con Lui. E per portare frutto, l’amore richiede almeno tre cose: il distacco, la perdita e l’accoglienza.

Anzitutto il distacco. Gesù dice: «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me» (v. 37). Nel momento in cui inizia a inviare in missione i suoi apostoli, il Signore li vuole liberi da qualsiasi legame. Ma per tutti vale il fatto che anche gli affetti più importanti trovano la loro pienezza grazie all’amore che Cristo ci dona. Pensiamo, ad esempio, alla vita matrimoniale: si può viverla pienamente solo “lasciando” la casa dei genitori (cfr Mt 19,6) per impegnarsi nella relazione coniugale. Pensiamo anche alla crescita dei figli: li si aiuta a realizzarsi e ad essere felici educandoli a “camminare con le loro gambe” e a compiere le loro scelte. Dice Sant’Agostino: «È doloroso il distacco da ciò che ami. Ma anche l’agricoltore perde temporaneamente ciò che semina» (Discorso 330, 2). Solo “perdendo” quel seme, gettato nel terreno, potrà vederlo fiorire.

In questo senso, l’amore è anche perdita. Ci riesce difficile comprenderlo, specialmente in un mondo in cui perdere sembra essere una debolezza e si è ossessionati dall’avere e dal possedere. L’amore, però, porta frutto solo nel donarsi: quando siamo disposti a perdere un po’ del nostro io per fare spazio all’altro, a perdere un po’ di tempo per ascoltare un amico, a perdere un po’ di comodità per condividere una situazione di disagio. Chi trattiene la vita solo per sé stesso – dice il Vangelo – in realtà la perde (cfr v. 39), perché essa non si apre alla gioia dell’amore e diventa sterile. Per questo Gesù ci invita ad abbracciare la Croce: Egli si è offerto, ha perduto sé stesso e, proprio così, noi abbiamo potuto ricevere la sua vita in abbondanza. Allo stesso modo, se viviamo nella logica del dono, anche noi saremo capaci di generare vita nuova nelle nostre relazioni.

Infine, l’accoglienza. L’amore, infatti, si esprime in scelte e azioni concrete, in un impegno fatto di piccoli gesti quotidiani, come quello di offrire un bicchiere d’acqua a chi ha sete (cfr v. 42). Gesù, inviando i suoi discepoli davanti a sé, chiede loro di andare senza provviste, cioè di essere bisognosi, perché in questo modo potranno suscitare accoglienza in coloro che incontreranno. E così, accogliendo chi viene nel nome di Gesù, si accoglie Lui e il Padre celeste che lo ha mandato. L’amore per il Signore passa sempre attraverso l’accoglienza dei fratelli.

Carissimi, preghiamo la Vergine Maria, che ha amato il suo Figlio sapendolo anche perdere: ci aiuti lei ad essere testimoni umili e gioiosi dell’amore di Cristo.

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Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini: vi ringrazio, perché siete venuti con questo caldo!

Saluto i fedeli della Diocesi di Kumba in Camerun e quelli di vari altri Paesi.

Saluto i giovani religiosi Camilliani; i gruppi parrocchiali di Priolo Gargallo, Avola, Regalbuto e Bari; gli scout di Rovereto e i ragazzi di Mestrino, diocesi di Padova, che hanno ricevuto la Comunione e la Cresima.

A tutti auguro una buona domenica! Arrivederci a domani per la solennità dei Santi Pietro e Paolo.

© Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana

Al termine dell'Angelus, Leone XIV torna a ribadire la vicinanza pe...

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17/04/2026

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In questo aprile 2026, con il dolore ancora vivo per la scomparsa di Papa Francesco e l'elezione di Papa Leone XIV, il clima è tesissimo, specialmente dopo i duri attacchi frontali di Donald Trump riguardo alla posizione della Chiesa sulla guerra in Iran.
​Le parole del Presidente👇

("Il Papa dovrebbe tacere", "non ha idea di cosa succede") hanno scosso profondamente la comunità. In difesa del Papa, vogliamo postare una lettera aperta, scritta con il cuore di chi vuole fare scudo attorno al nuovo Pontefice in questo momento di prova.

​Lettera Aperta a Sua Santità Papa Leone XIV

​Oggetto: La nostra fedeltà e vicinanza di fronte alle offese del mondo.

​Santo Padre,
​Le scriviamo con il cuore ancora segnato dal lutto per il Suo predecessore, ma ricolmo di speranza per il Suo magistero. In questi giorni di pellegrinaggio apostolico, mentre la Sua voce si leva instancabile per chiedere la pace in un mondo devastato dai conflitti, abbiamo assistito con sgomento agli attacchi irrispettosi rivoltiLe dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
​Vogliamo dirLe con forza che il popolo cristiano è con Lei. Non ci spaventano le parole di chi confonde la diplomazia del Vangelo con la politica dei blocchi. Sappiamo che quando Lei parla della "follia della guerra" e dei morti in Iran, non lo fa per calcolo politico, ma perché il Suo cuore di pastore è, come ha detto Lei stesso, "straziato dalle ingiustizie".
​Santo Padre, non si lasci scoraggiare dalle critiche di chi vorrebbe una Chiesa silenziosa e sottomessa agli interessi dei potenti.
​Siamo con Lei nel difendere la vita, oltre ogni confine geografico o ideologico.
​Respingiamo i tentativi di screditare la Sua autorità morale solo perché richiama il mondo alla responsabilità della pace.
​Rinnoviamo la nostra promessa di preghiera, affinché la Sua voce resti libera e coraggiosa come quella di Leone Magno.
​In questo tempo di "vento contrario", la Chiesa non si divide. Siamo una sola famiglia raccolta attorno al suo Pastore.
​Con profonda devozione e vicinanza.


OFS Soccavo

Il Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, nei suoi messaggi recenti (aprile 2026) lancia appelli accorati ...
14/04/2026

Il Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, nei suoi messaggi recenti (aprile 2026) lancia appelli accorati contro la violenza e la guerra, definendole un "male assoluto". Ha recentemente espresso solidarietà a Papa Leone XIV, dichiarando "Non ho paura" di fronte alle critiche, e ha definito la Pasqua come un momento per "cercare Dio nelle macerie e nelle lacrime".

Messaggio👇

"C'è una domanda che brucia: perché il presidente più potente della terra ha sentito il bisogno di attaccare un uomo che non ha eserciti, non ha mercati, non ha bombe? Leone XIV ha chiesto la fine della guerra. Ha detto che troppe persone muoiono. Troppi innocenti. Ha detto: qualcuno deve alzarsi e dire che c'è un'altra strada. È questo il crimine? Il Vangelo dà fastidio. Da sempre. Perchè non sta al suo posto, mette al centro chi il potere sposta ai margini: il fragile, il ferito, il bambino sotto le macerie, il migrante che nessuno vuole. Chi ha costruito tutto sul potere, ogni volta che sente quella voce si trova davanti a qualcosa che non riesce a dominare. Non sa combatterla. Non sa ignorarla. Non sa comprarla. E forse è proprio questo che inquieta di più. Non la forza di quella parola, ma la sua libertà". Così il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, in una nota di "solidarietà e vicinanza" al Papa dopo l'attacco di Trump. "Quelle tre parole - 'Non ho paura' - non sono una risposta a Trump. Sono qualcosa di più profondo. Sono la libertà di chi sa da dove viene e dove va. Leone non si rivolge al presidente americano. Non è il suo interlocutore. Il suo interlocutore è il povero che muore. Il migrante respinto, il bambino che non ha più casa. La voce di Leone - scomoda, libera, disarmata - resta. Resta quando altre parole si consumano, resta come una presenza, resta quando il rumore si spegne e il silenzio dice la verità. L'8 maggio Leone XIV verrà a Napoli. Camminerà con noi. E lo accoglieremo facendo nostre quelle tre parole: 'Non ho paura'. Nemmeno noi", conclude Battaglia.

Indirizzo

Naples
80100

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