30/06/2026
Il ragazzo che vedete in questa foto si chiamava Gianluca.
Tre anni fa il suo cuore smise improvvisamente di ba***re nei pressi della stazione di piazza Garibaldi, a Napoli. Si trovava lì mentre i volontari distribuivano un pasto caldo ai tanti senza fissa dimora che vivono ai margini della città. Gianluca era uno di loro. Una delle tante persone per cui un piatto di cibo, una bottiglia d'acqua e la certezza di trovare qualcuno disposto ad ascoltare possono fare la differenza tra la speranza e la disperazione.
Quando arrivò il 118, ogni tentativo di rianimarlo fu inutile. Se ne andò sul ciglio di quella strada che, troppo spesso, era stata anche la sua casa.
L'avevo conosciuto anni prima durante un'uscita con
l’Ass. Gli angeli di padre Dolindo ODV e tutti i volontari non era soltanto un nome nella lunga lista degli invisibili: era diventato parte della loro famiglia.
Li incontrava durante la distribuzione dei pasti, li chiamava al telefono, a volte semplicemente per fare due chiacchiere.
Con il tempo scoprii che viveva tra San Sebastiano al Vesuvio e Napoli con il suo inseparabile carrellino, una piccola casa su ruote che custodiva tutto ciò che possedeva.
Viveva in condizioni difficilissime, eppure aveva un sorriso che non dimenticherò mai.
Era un omone buono, gentile, esuberante, capace di trasmettere allegria nonostante il peso della vita.
Quando lo incrociavo in auto suonavo sempre il clacson per salutarlo.
Lui ricambiava immancabilmente con un cenno della mano.
Poi, quando mi riconosceva, quel saluto diventava ancora più caloroso e si illuminava di un sorriso autentico.
Oggi di Gianluca restano il ricordo custodito da chi gli ha voluto bene, quel sorriso pieno di vita e questa fotografia, in cui mostra le dita a "V", come a voler celebrare una vittoria che la vita, troppo spesso, gli aveva negato.
Vale la pena ricordare la sua storia, soprattutto in questi giorni di caldo estremo. Mentre molti di noi trovano sollievo con un bicchiere d'acqua fresca o in una casa climatizzata, c'è chi non ha neppure una bottiglia d'acqua o un luogo dove ripararsi dal sole.
Dietro ogni persona che vive per strada c'è una storia, un nome, una dignità che non dovrebbe mai essere dimenticata.
Sostenere i volontari che ogni giorno tendono una mano agli ultimi è un gesto semplice.
E, qualche volta, può davvero contribuire a salvare una vita.