04/10/2026
LETTERA DI SALUTO ALLA COMUNITÀ DI MONTESANTO
Cara Comunità di Montesanto,
sembrava ieri il primo giorno di propedeutico dove entusiasta andavo in seminario e iniziavo una nuova vita; sembrava ieri che dicevo a chiunque mi chiedesse se cambiavo parrocchia che ci sarebbero voluti anni… eppure in un battito di ciglia ecco il giorno tanto sperato lontano e inarrivabile. È un passaggio che è necessario farlo nel cammino che ho intrapreso, è necessario che ogni bambino venga svezzato dal latte materno perchè impari ad mangiare da solo e a crescere sempre di più. È doloroso, ma necessario per il mio bene, per la mia santità e la mia conversione.
Questa non è una lettera di addio, perchè con il Signore tutto ciò che viene legato, lo sarà per
sempre.
Ricordatevi che prima di tutto, prima di essere il seminarista di questa parrocchia, sono stato per voi un figlio (e lo sarò sempre) e, si sa, prima o poi il figlio ritorna nella propria casa. Mi fido della grande creatività di Dio che sicuramente starà già pensando ad un nuovo modo di farci rincontrare.
Ricordatevi come Dio vi ha detto in Apocalisse: “Io faccio nuove tutte le cose”.
Voi tutti siete la mia famiglia! Nel mio cuore voi avete un posto privilegiato che nessuno dovrà
toccare! In questo luogo, in mezzo a voi, io sono nato, sono cresciuto e il Signore mi ha chiamato!!!
Tutto ciò che sono non lo devo da me stesso, ma solo da Dio che ha lavorato duramente in me
attraverso di voi e lo farà anche negli anni avvenire.
Tutto ciò che sono ora lo devo a voi, comunità di Montesanto, perchè non mi avete mai fatto
mancare niente: dalle attenzioni più banali, alla preghiera quotidiana, all’accoglienza ricevuta ogni sabato mattina quando tornavo dal seminario, al tempo passato nella semplicità e nel divertimento;
dalle formazioni ai ritiri e alle tante attività che hanno fatto emergere i miei carismi. Se dovessi
ringraziare uno ad uno, molto probabilmente non basterebbe questa piccola lettera, perchè tanto ho ricevuto e ora è importante che anche altri ne facciano esperienza.
Io vi ringrazio, perchè è grazie a voi che ho scoperto la mia vocazione; grazie a voi ho fatto
esperienza dell’amore di Dio, anche quando quell’amore non lo meritavo. Se io oggi conosco
l’Amore vero, lo devo ad ognuno di voi che vi siete fatti portavoce di questo amore da quando ero solo un bambino di 9 anni. Non parlo dell’amore che acconsente sempre, che dice sempre di sì e non fa crescere, ma mi riferisco a quello che ha saputo dirmi anche dei no e molte volte mi ha anche rimproverato. Prima non lo capivo, ma ora che ne raccolgo i frutti buoni, ringrazio Dio per tutto.
Se oggi sono un uomo, è grazie alla vostra perseveranza verso di me, a quella grade pazienza avuta nei mie riguardi quando o mi comportavo da bambino o, testardo, mi impuntavo sulle mie fisime mentali e non volevo chiedere ragione!
Davanti a tutto questo amore, come si fa non essere grati e riconoscenti?! O si è ciechi o si è cinici!
Grazie, comunità di Montesanto, per tutta la consolazione che mi hai dato nei momenti più bui e di aridità, momenti dove era più conveniente darsi alla pazzia e alla depressione, momenti dove non vedevo la luce, ma solo tenebra e silenzio. Lì siete stati la mia guarigione, la luce che ha rimesso
ordine dentro di me e mi ha tirato fuori dal mare in tempesta.
Quello che voglio lasciarvi è questo: non cambiate mai! Siate sempre voi stessi e fate quanto più bene possibile può traboccare dal vostro grande cuore. Continuate ad amare nel piccolo e ad amare
anche nel grande chiunque, sacerdoti e diaconi, consacrati e tutto il popolo di Dio. Abbiate sempre Gesù eucaristia al centro della vostra vita, come vi ha insegnato padre Michele alle origine e ora ce lo trasmette ancor di più padre Maurizio. Lì troverete tutto ciò di cui avete bisogno, il resto viene di conseguenza. Stringetevi sempre al Santo Rosario e state in compagnia della Madonna, lei ci accompagna e ci sostiene!
Un profondo grazie lo devo ai sacerdoti che in questi anni hanno curato la mia vocazione e mi
hanno trasmesso tutta la bellezza di essere sacerdoti di Dio.
Anche se non è qui, un grazie particolare va a padre Michele che mi ha accudito e mi ha generato alla fede; avevo solo 9 anni quando mi rivelò il significato del mio nome: Medicina di Dio. Mi ha sempre insegnato che nel proprio nome si nasconde la propria chiamata. Lui ha creduto in me contro ogni aspettativa, soprattutto quando ero io giudice spietato di me stesso; ha sempre tifato per me. Ogni volta che cadevo o mi ribellavo a lui o lo facevo esaurire, lui non ha mai smesso di donarmi tutta la sua paternità, molte volte lui si è abbassato fino a toccare la mia miseria per farmi
rialzare.
Un grandissimo grazie lo devo anche a te, padre Maurizio. Per te quest’anno non è stato facile sia
perchè il Signore ti ha mandato in una comunità sofferente sia perchè anche tu hai avuto i tuoi
problemi personali che ti hanno toccato nell’intimo. Perdonami se le circostanze del seminario mi hanno tenuto lontano da te e ci sono stato poco per te in quei momenti tristi.
Tu per me sei un guerriero, uno dei più forti dell’esercito di Cristo: nulla e nessuno ti può fermare, sei inarrestabile… quest’anno ne ho avuto la piena dimostrazione! Anche da te mi sono sentito molto amato e sei stato una medicina per me, proprio tu che stavi messo male. Dopo un anno difficile, dove stavo perdendo me stesso e cosa significasse avere un pastore, tu mi hai rifatto scoprire l’amore, quello bello, quello che si dona con tutto se stesso e ha come fine solo il bene dell’altro.
Hai amato questa comunità senza mai vacillare e sempre con il sorriso e il sarcasmo di
chi sa prendere la vita in tutta la sua bellezza. Grazie per la sicurezza che mi hai trasmesso
quest’anno; in tua compagnia sono stato veramente bene e mi sono divertito moltissimo. Sei nel mio cuore.
Carissima comunità di Montesanto,
non me ne vado via triste, ma pieno di tutto il tuo amore e pronto a portarlo con me ovunque il
Signore mi manderà. Anche se non fisicamente, ma sono in piena comunione con te, perchè qui in te c’è la radice di tutta la mia persona. Questa non è la fine, ma l’inizio di qualcosa per entrambi più
bello, una nuova avventura da vivere con Dio.
Ti prometto la mia preghiera costante,
Ama sempre Gesù, la Madonna e la Chiesa,
Sei nel mio cuore,
Raffaele De Vita