08/09/2026
8 Settembre
IDONEI A ENTRARE NEL PAESE
Dio non è un uomo, da poter mentire, né un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?
Lettura biblica: Numeri 23:13-30
“Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà?” (Romani 8:33, 34).
Come se ridesse dell’accusatore, il Signore lo incarica di proclamare dalla cima del monte che “Egli non scorge iniquità in Giacobbe, non vede perversità in Israele”.
Leggendo questo v. 21, non si può fare a meno di chiedersi: Come può il Signore affermare ciò che è così palesemente contraddetto dai fatti?
Ha forse dimenticato i mugugni, le brame, l’idolatria, la ribellione?
Il v. 23 ci dà la risposta: “A suo tempo viene detto a Giacobbe e a Israele qual è l’opera che Iddio compie”.
Mentre il popolo accumulava colpe nel deserto, il Signore stava compiendo l’opera necessaria per renderlo idoneo a entrare nel paese.
Egli aveva rimediato a tutti i peccati dei Suoi provvedendo i sacrifici, il sacerdozio, il serpente di rame, tutti tipi dell’opera di Cristo.
Quindi, se Dio parla in questo modo, non è perché passa sopra al male con indulgenza, ma nel contemplare il Suo popolo, scorge essenzialmente il compimento della Sua opera.
Guardando noi, ha costantemente davanti agli occhi l’opera di Suo Figlio e non sarebbe fedele e giusto nei confronti di questo Salvatore perfetto se imputasse ancora la minima colpa a quelli che ha lavato nel Suo sangue (cfr. I Giovanni 1:9).