Chiesa Cristiana Evangelica ADI - Napoli

Chiesa Cristiana Evangelica ADI - Napoli Benvenuto nella pagina Ufficiale della Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Napoli - San Lorenzo

Lo scopo della nostra comunità è testimoniare del Vangelo di Cristo Gesù a tutti gli uomini. Se vuoi venirci a trovare ci trovi in
Via Fra Gregorio Carafa, 13, Napoli nei pressi del Corso Garibaldi e di Piazza Carlo 3
nei seguenti giorni:

Martedì : Culto di preghiera e studio biblico ore 19:30

Giovedì : Culto di edificazione ore 19:30

Sabato : Culto dei giovani ore 19:00 da ottobre a giugno

Domenica : Culto di adorazione ore 10:30 (sospeso in agosto)

Domenica : Culto generale ore 18:30

8 SettembreIDONEI A ENTRARE NEL PAESEDio non è un uomo, da poter mentire, né un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quand...
08/09/2026

8 Settembre

IDONEI A ENTRARE NEL PAESE

Dio non è un uomo, da poter mentire, né un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?
Lettura biblica: Numeri 23:13-30

“Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà?” (Romani 8:33, 34).

Come se ridesse dell’accusatore, il Signore lo incarica di proclamare dalla cima del monte che “Egli non scorge iniquità in Giacobbe, non vede perversità in Israele”.

Leggendo questo v. 21, non si può fare a meno di chiedersi: Come può il Signore affermare ciò che è così palesemente contraddetto dai fatti?

Ha forse dimenticato i mugugni, le brame, l’idolatria, la ribellione?

Il v. 23 ci dà la risposta: “A suo tempo viene detto a Giacobbe e a Israele qual è l’opera che Iddio compie”.

Mentre il popolo accumulava colpe nel deserto, il Signore stava compiendo l’opera necessaria per renderlo idoneo a entrare nel paese.

Egli aveva rimediato a tutti i peccati dei Suoi provvedendo i sacrifici, il sacerdozio, il serpente di rame, tutti tipi dell’opera di Cristo.

Quindi, se Dio parla in questo modo, non è perché passa sopra al male con indulgenza, ma nel contemplare il Suo popolo, scorge essenzialmente il compimento della Sua opera.

Guardando noi, ha costantemente davanti agli occhi l’opera di Suo Figlio e non sarebbe fedele e giusto nei confronti di questo Salvatore perfetto se imputasse ancora la minima colpa a quelli che ha lavato nel Suo sangue (cfr. I Giovanni 1:9).

7 SettembreUN POPOLO CHE DIMORA SOLOIo lo guardo dalla sommità delle rupi e lo contemplo dall'alto dei colli; ecco, è un...
07/09/2026

7 Settembre

UN POPOLO CHE DIMORA SOLO

Io lo guardo dalla sommità delle rupi e lo contemplo dall'alto dei colli; ecco, è un popolo che dimora solo e non è contato nel numero delle nazioni.
Lettura biblica: Numeri 23:1-12

Balaam, che è già riuscito ad andare dove voleva, vorrebbe ora convincere Dio a dire ciò che lui desiderava.

Ma, suo malgrado, con grande scorno di Balac, i suoi quattro ampollosi discorsi si trasformano in gloriose benedizioni.

Questo è anche l’effetto finale delle attuali accuse di Satana contro i redenti del Signore (Apocalisse 12:10).

Come ci insegna la storia di Giobbe, il Signore permette che tali attacchi si trasformino in un bene per i Suoi.

E si noti che tutto avviene sul monte all’insaputa degli abitanti della pianura; essi sono altrettanto ignari delle intenzioni del nemico e del modo in cui Dio le sventa miracolosamente.

“ È un popolo che dimora solo” (v. 9); questo è il carattere primario di Israele, essere un popolo separato per il Signore.

Così è della vera Chiesa e di ogni credente.

Il cristiano è moralmente separato da un mondo sotto giudizio.

È separato per il Signore.

“… e possa la mia fine essere simile alla loro!”, si augura Balaam in conclusione (v. 10).

Ma per “morire della morte dei giusti”, bisogna aver fatta propria la loro esistenza.

Balaam, come molti altri, è un uomo dalla mentalità doppia, che cerca di servire due padroni.

Professa di temere l’Eterno, offre un gran numero di sacrifici, ma asseconda unicamente i desideri del proprio cuore.

“Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore, essendo uomo d'animo doppio, instabile in tutte le sue vie” (Giacomo 1:7, 8).

06/09/2026

Diretta ADI Napoli

06/09/2026
6 SettembrePIÙ TESTARDO DI UN ASINOEcco, io sono uscito per fermarti, perché la via che percorri è contraria al mio vole...
06/09/2026

6 Settembre

PIÙ TESTARDO DI UN ASINO

Ecco, io sono uscito per fermarti, perché la via che percorri è contraria al mio volere.
Lettura biblica: Numeri 22:22-41

Così Balaam sellò la sua asina e partì a cuor leggero, calcolando in anticipo la sua ricompensa per l’iniquità.

Ma agli occhi dell’Eterno la sua via è perversa (v. 32), il che significa che conduce alla perdizione.

Balaam finge di ubbidire a Dio, mentre in realtà è “tentato dalla propria concupiscenza” (Giacomo 1:14).

Il Signore vuole farglielo comprendere e gli parla in modo miracoloso per bocca della sua asina.

Nessun effetto! Allora l’angelo gli si rivela e lo mette in guardia (cfr. II Pietro 2:15, 16).

Più stolto e più cieco della sua asina, Balaam persiste e l’Eterno gli permette di proseguire... Non capita forse che, per fermarci, Dio si metta di traverso cercando di sabotare i nostri proponimenti più inopportuni?

Egli pone degli ostacoli che supportano chiaramente le Sue ragioni, se solamente li sapessimo discernere.

Ci sono molte circostanze nelle quali dovremmo chiederci se il Signore non stia ostacolando un progetto che disapprova!

Il Nuovo Testamento cita “la via di Balaam”, menziona il suo “errore” (Giuda 1:1) e infine la sua “dottrina” (Apocalisse 2:14).

Agire di propria volontà porta sempre fuori strada.

Balac e Balaam si incontrano ora per dare seguito al loro proposito infausto.

Insieme, questi due alleati, sono una prefigurazione del re malvagio chiamato “la Bestia” e del falso profeta o Anticristo, che nei tempi predetti nell’Apocalisse sarà guidato da Satana contro Israele e contro Dio.

5 SettembreUN POPOLO BENEDETTODio disse a Balaam: «Tu non andrai con loro; non maledirai quel popolo perché è benedetto»...
05/09/2026

5 Settembre

UN POPOLO BENEDETTO

Dio disse a Balaam: «Tu non andrai con loro; non maledirai quel popolo perché è benedetto».
Lettura biblica: Numeri 22:1-21

Lasciamo ora Israele per qualche giorno per scoprire cosa sta succedendo ai loro nemici.

Moab, con il suo re Balac, ha visto Israele salire dal deserto, coprire il paese e posizionarsi proprio davanti a loro.

Tremano per il loro raccolto che rischia di essere saccheggiato “come il bue divora l’erba dei campi...”.

Che Moab si rassicuri! Quando la manna, il Pane della vita, viene apprezzata dal popolo di Dio, esso non desidera nulla di ciò che il mondo possiede.

Per conquistare Israele, Balac pensa di ricorrere a metodi preternaturali.

Chiama in suo aiuto l’indovino Balaam, di cui conosce la reputazione.

Quest’uomo, in tutte le Scritture impersona un clero accomodante, prezzolato (cfr. Deuteronomio 23:4; Giuda 11).

Balaam è combattuto tra il desiderio di ricchezze e gli onori promessi dagli emissari di Balac e la consapevolezza di non poter contrastare la sovrana volontà di Dio.

Visitato direttamente da Lui, Balaam ode questa dichiarazione categorica e incontrovertibile: “Tu non andrai con loro, non maledirai quel popolo, perché è benedetto”! Nella speranza di convincere il Signore a revocare la sua dichiarazione, l’infedele profeta dimentica che il Signore non cambia (cfr. Numeri 23:19).

Così, quando arriva la seconda deputazione, gli viene permesso di andare con loro, assecondando l’avidità del suo cuore.

4 SettembreLA VERA NOBILTÀC'è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C'è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.Lett...
04/09/2026

4 Settembre

LA VERA NOBILTÀ

C'è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C'è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.
Lettura biblica: Numeri 21:16-35

Per ordine del Signore, il popolo si riunisce intorno al pozzo.

I principi e i nobili scavavano nel terreno e l’acqua sgorgava da sorgenti profonde per il ristoro di tutti, immagine dei tesori della Parola portati alla luce dai servi di Dio per il nostro arricchimento.

Costoro sono alacremente impegnati in un servizio fruttuoso (“coloro che faticano fra voi, che vi son preposti nel Signore”, secondo I Tessalonicesi 5:12), questi sono “nobili del popolo” (v. 18); così i Bereani, “d’animo più nobile di quelli di Tessalonica” (Atti 17:11), si applicavano allo studio delle Scritture sotto la direzione del “Legislatore”, cioè Cristo.

A volte si ammira e s’invidia la nobiltà; ebbene, questa è la nobiltà che la Bibbia riconosce e ci pone come modello, poiché ogni figlio di Dio è invitato a investigare le Scritture per condurci a Gesù (cfr. Giovanni 5:39).

Il ristoro spirituale goduto intorno al pozzo rallegrava il cuore del popolo.

“C’è qualcuno d’animo lieto? Salmeggi” (Giacomo 5:13). E Israele canta.

Dal Mar Rosso, quarant’anni prima, non li avevamo più visti comportarsi in questo modo (a parte i canti e le danze profane intorno al vitello d’oro).

Ora i mormorii hanno finalmente lasciato il posto alla lode.

Con la gioia Israele ritrova anche la forza (cfr. Neemia 8:10), infatti la esercitano combattendo le prime battaglie contro Sicon e Og e ottenendo splendide vittorie.

3 SettembreUNO SGUARDO DI FEDEIl SIGNORE disse a Mosè: «Forgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta: chiunque ...
03/09/2026

3 Settembre

UNO SGUARDO DI FEDE

Il SIGNORE disse a Mosè: «Forgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita».
Lettura biblica: Numeri 21:1-15

La vittoria a Corma è ottenuta quarant’anni dopo la sconfitta subita nello stesso luogo (cfr. Numeri 14:45).

Ahimè, poco dopo arriva lo sconforto: “… non c’è pane né acqua …” (v. 5).

La manna non manca, ma è disprezzata.

La roccia è stata colpita, ma si omette di parlarle.

È un esempio di ciò che accade quando trascuriamo la Parola e la preghiera!

Perdere di vista queste risorse significa sprofondare nello scoraggiamento e nelle lamentele; significa, di fatto, esporsi agli attacchi di Satana.

Il morso dei serpenti porta Israele a sentire e a confessare i propri peccati.

Allora Mosè intercede, ancora una volta, e il Signore prescrive un rimedio: questo serpente di bronzo posto su un’asta.

Un solo sguardo a esso porta alla guarigione.

Il Signore Gesù, nel suo colloquio con Nicodemo, spiega l’importanza spirituale di questo episodio del deserto.

Il serpente di bronzo innalzato da Mosè è Lui stesso, il Figlio dell’uomo elevato sulla croce; è Cristo “fatto ... peccato per noi” (II Corinzi 5:21), reso simile persino alla potenza del male per portare su di Sé il giudizio.

Tale è la misura dell’amore di Dio per il mondo! (cfr. Giovanni 3:14-16).

Caro lettore, hai rivolto lo sguardo della fede al Salvatore innalzato sulla croce?

Hai ricevuto la vita eterna?

2 SettembreC’È SEMPRE UN EDOM LUNGO LA STRADAMa Edom gli rispose: «Tu non passerai sul mio territorio; altrimenti, marce...
02/09/2026

2 Settembre

C’È SEMPRE UN EDOM LUNGO LA STRADA

Ma Edom gli rispose: «Tu non passerai sul mio territorio; altrimenti, marcerò contro di te con la spada».
Lettura biblica: Numeri 20:14-29

Uno sguardo alla mappa mostra che per passare dal deserto alla valle del Giordano, aggirando il Mar Morto, bisogna attraversare Seir, il paese di Edom.

Ricordando il loro rapporto con questa nazione (Esaù, il capostipite di Edom, era fratello di Giacobbe), Israele chiede loro il permesso di passare, ma Edom risponde con un netto rifiuto accompagnato da minacce.

Che durezza di cuore!

Il fatto che i loro fratelli siano in quel momento esausti (v. 14) li lascia totalmente indifferenti.

L’interesse personale, la paura di essere disturbati, prevalgono su ogni altro sentimento.

Edom con il suo re rappresenta il mondo e il suo dominatore che vorrebbe impedire ai figli di Dio di raggiungere il cielo, e quindi la loro casa definitiva.

Questa richiesta da parte di Israele è bellissima!

Testimonia la condizione precedente e ciò che il Signore ha fatto per loro.

Poi afferma che non hanno bisogno di nulla; passeranno semplicemente a piedi, senza essere in debito con nessuno.

Né i campi, né le vigne (per noi gli affari della vita e le gioie del mondo), né i pozzi di Edom; dal momento che la roccia è stata ritrovata, nulla di tutto ciò rappresenta un’attrattiva per un popolo in cammino verso la propria patria celeste.

Come il Signore aveva annunciato al v. 12, Aaronne muore prima dell’ingresso in Canaan e la guida della nazione ora compete a suo figlio Eleazar.

1 SettembrePARLARE ALLA ROCCIA«Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aaronne convocate la comunità e parlate a quella roc...
01/09/2026

1 Settembre

PARLARE ALLA ROCCIA

«Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aaronne convocate la comunità e parlate a quella roccia, in loro presenza, ed essa darà la sua acqua; tu farai sgorgare per loro acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame».
Lettura biblica: Numeri 20:1-13

Niente acqua! Ricomincia il mormorio.

Il popolo si riunisce e si lamenta come a Meriba (cfr. Esodo 17).

Non hanno fatto alcun progresso da quando hanno iniziato il cammino nel deserto, nonostante le abbondanti dimostrazioni dell’amore di Dio di cui avevano fatto esperienza?

“E perché ... e perché ...?” (vv. 4 e 5).

Niente acqua! Eppure la roccia è sempre lì.

L’Eterno è costretto a ricordarlo anche a Mosè.

Soltanto che non è la ripetizione del “perché?” che può far sgorgare l’acqua.

Bisogna parlare a questa roccia.

Una bella figura della preghiera, non credete?

Il Signore potrebbe darci tutto ciò che necessita senza aspettare che ci troviamo nel bisogno; ma vuole che glielo chiediamo, per ricordarci che dipendiamo da Lui.

Mosè qui commette un errore grossolano.

Anziché parlare alla roccia, la colpisce con impazienza e in modo impulsivo.

Un gesto che all’apparenza sembrava privo di importanza, ma in realtà si rivela estremamente serio nel suo significato! Proprio come la roccia era stata colpita una volta sola sull’Oreb (cfr. Esodo 17:6), e doveva più esserlo, così su Cristo, alla croce, si sono abbattuti una volta per tutte i colpi del giudizio divino.

D’ora in poi non dovrà più soffrire o morire.

La Sua opera è sufficiente per provvedere ai Suoi acqua viva in abbondanza lungo la via del deserto.

Ma noi dobbiamo parlare con Lui, vero?

Indirizzo

Via Fra Gregorio Carafa, 13
Naples
80141

Orario di apertura

Martedì 19:30 - 21:00
Giovedì 19:30 - 21:00
Domenica 10:30 - 12:30
18:30 - 20:30

Telefono

+39081445630

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