Unitalsi Napoli

Unitalsi Napoli L’intero pellegrinaggio è raccontato attraverso una fiaba, che si sviluppa nei sei giorni, attraverso laboratori, spettacoli e feste a tema.

L’UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) è un’Associazione Ecclesiale che dal 1903 opera al fianco dei malati, delle persone diversamente abili e delle loro famiglie, offrendo aiuto materiale e supporto morale. Oggi l'UNITALSI conta circa 100.000 aderenti, uomini e donne che, senza distinzione di età né di cultura, indossano una “divisa”, segno

di gioia della condivisione e del servizio reciproco. Dopo 110 anni di storia, l’UNITALSI ha incrementato le proprie attività allo scopo di far sentire agli associati la propria presenza nella vita di ogni giorno attraverso iniziative di grande significato sociale e spirituale come l’assistenza domiciliare, i soggiorni estivi e invernali, i progetti di Servizio Civile e di Associazionismo Sociale. L’Unitalsi “non è assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della ca**tà, è ministero della consolazione” come ha detto Papa Francesco al convegno nazionale UNITALSI 2013. Nell’ambito delle molteplici attività, l’UNITALSI Napoli ed i suoi volontari partecipano a numerosi pellegrinaggi a Lourdes da aprile a ottobre di ogni anno, inaugurando la stagione con un treno interamente dedicato a bambini, ammalati e non, accompagnati da speciali gruppi di animatori. Particolare cura è dedicata al coinvolgimento emotivo e spirituale dei genitori dei bambini con l’obiettivo di offrire loro momenti di sollievo e di conforto, sia attraverso catechesi specifiche, sia attraverso momenti di svago e spensieratezza. L’Unitalsi Napoli è da sempre molto attenta ai giovani perché rappresentano una forza imprescindibile di energia ed entusiasmo. Un giovane che fa l’esperienza del servizio riceve moltissimo in termini di crescita, d’impegno personale e di propria utilità. Capire e vivere il bisogno di una persona fragile è un dono che segna profondamente e che non si dimentica. L’impegno dell’Unitalsi verso i giovani nasce dalla profonda convinzione di voler contribuire a costruire una società più civile e sensibile
Ringraziamo quanti crederanno e, quindi, sosterranno l’Unitalsi, le sue idee, i suoi progetti. Ricordiamo a tutti che l’Unitalsi ha bisogno anche di nuove forze, nuove idee, nuovi cuori che battono per offrire sostegno a chi vive in difficoltà. Chiunque volesse unirsi a noi troverà sempre braccia aperte pronte ad accoglierlo.

18/06/2026

GIOVEDÌ 18 GIUGNO 2026
s. Gregorio Giovanni Barbarigo
+ Dal Vangelo secondo Matteo 6, 7-15
Voi dunque pregate così.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di ve**re ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Monaci Benedettini Silvestrini)

Nel Vangelo odierno Gesù ci dice che non c'è bisogno di importunare Dio con lunghe preghiere, "perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate". Ad una preghiera fatta di tante parole, Gesù oppone una preghiera breve, semplice, ricca di familiarità. È proprio infatti di ogni rapporto familiare esprimere cose profonde, che vanno al cuore di chi viene invocato e di chi per fiducia ha colto nel proprio cuore tale invocazione. È questo il segreto della brevità e dell'intimità del "Padre Nostro". In esso si sprigionano le grandi richieste, che tengono in sinergia i due contraenti in un amichevole dialogo. Si proclama che venga il suo regno, che sia conosciuto il suo nome, che sia fatta la sua volontà. Si fa poi filiale e doverosa richiesta del pane quotidiano, cioè del sostentamento della vita, della remissione dei propri peccati, con la promessa sincera di condonarli anche agli altri, e di essere liberati dal male. Ci sono ancora due aspetti da considerare nel "Padre nostro". La paternità universale di Dio "agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti, ma è anche al di sopra di tutti". Nessuno può appropriarsi di lui per i propri progetti. Da qui nasce una fondamentale e fondamentale fraternità che è qualcosa di molto di più di una seria amicizia. La preghiera del "Padre nostro" non dovrebbe mai sparire dalle nostre labbra di figli. Oltre tutto ci è stata comandata da Gesù stesso, Figlio unigenito del Padre, consegnata personalmente nel giorno in cui la Chiesa ci generava come figli nel Figlio.

PER LA PREGHIERA

Donami, Signore, di accogliere la tua paternità come abbraccio benedicente che vivifica le profondità del cuore e orienta all'impegno tutta la mia esistenza modellandola sulla Parola del Vangelo.

17/06/2026

MERCOLEDÌ 17 GIUGNO 2026
s. Ranieri di Pisa
+ Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Paolo Curtaz)

Quanto è destabilizzante Gesù! Dopo essere volato alto con le beatitudini ed averle esemplificate correggendo alcune storture della Legge, entra nel dettaglio per criticare alcuni atteggiamenti caratteristici degli uomini religiosi di ieri e di oggi. L'elemosina non può essere ostentata o diventare motivo di orgoglio e di vana gloria, ma è l'atteggiamento di chi, mosso a compassione, condivide ciò che ha con i più poveri, nel nascondimento. Siamo calorosamente invitati da Gesù a fare l'elemosina con intelligenza, cioè senza farci ingannare, e con discrezione. Senza accampare scuse: se la fede non tocca anche il portafoglio non ha ancora cambiato la nostra vita. La preghiera ha una componente pubblica da vivere con modestia, senza inutili esteriorità ed è sempre strumento di un atteggiamento più profondo e privato che Dio solo conosce. Come in una relazione amorosa, l'intima unione fra due anime, l'intesa silenziosa ed intensa che le contraddistingue è l'origine dei segni di affetto esteriore, così la preghiera pubblica esplicita la nostra intima unione con Dio. Il digiuno, pratica ormai trascurata da noi cristiani, è lo strumento per dominare i nostri appetiti e per aprirci alla condivisione.

PER LA PREGHIERA

Signore, Tu lo sai, questo fratello, questa sorella a volte sono derubati del tempo, delle forze, di tutto.
Fa' che non si scoraggino ma ad ogni costo cerchino il loro spazio di "deserto" per l'intimità di una preghiera che purifichi e ravvivi il loro cuore.
Fa' che non demordano e cerchino la stanza con la porta ben chiusa o qualcosa di simile.
Soprattutto fatti incontrare da ciascuno nel silenzio del cuore.

16/06/2026

MARTEDÌ 16 GIUGNO 2026
s. Silverio
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48
Amate i vostri nemici.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Paolo Curtaz)

Logica stringente e scomoda, verità ineccepibile e che pure dimentichiamo: Gesù ci chiede in cosa si distingue la nostra vita da quella degli altri, dai fratelli che non credono. Amare coloro che ci amano, ascoltare i simpatici o chi ci fa i complimenti è la cosa più semplice e istintiva che possiamo fare. Ma l'atteggiamento del discepolo va oltre: cerca ragioni e dialogo, non mette se al centro, ma l'altro, compatisce le proprie e le altrui debolezze e fragilità; difficile, improponibile se ciò viene vissuto come una specie di eroico sacrificio. Possibile se questo diventa estensione dello stile di vita di Dio in noi. Perciò Gesù ci chiede di imitare il Padre nel suo amare chiunque, nell'aspettare pazientemente che anche il figlio più lontano e ostinato alla fine si converta. Apriamo il cuore alla nuova logica di Dio, oggi, con le persone antipatiche, con chi ci vuole fare le scarpe in ufficio, con dignità e verità sappiamo andare oltre l'istinto, il moto di stizza o di nervosismo; con semplicità e verità vogliamo bene, cioè auguriamo il bene a tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino. Un ultimo appunto: per evitare eccessi o che un cristiano si senta in dovere di essere diverso, migliore, perfetto, san Luca riporta le stesse ammonizioni, e corregge Matteo dicendo: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro che è nei cieli". La perfezione di Dio non consiste in una specie di asettica e benevola superiorità, ma in un incontro tra la nostra miseria e il suo cuore, la misericordia, appunto, di chi sa guardare alla povertà con comprensione e cordialità.

PER LA PREGHIERA (dal Salmo 145)

Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore finché ho vita,
canterò inni al mio Dio finché esisto.

15/06/2026

LUNEDÌ 15 GIUGNO 2026
s. Vito
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,38-42
Io vi dico di non opporvi al malvagio.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (don Luciano Sanvito)

Rompere lo schema del dare per avere, la logica dello scontrino fiscale.
Anche nella fede e nei nostri rapporti quotidiani soggiace questa logica: se mi dai, ti do; se non mi dai, non ti do. Se mi dai violenza, ti ridò violenza. E se amore, altro amore in cambio. Ma questa logica fa essere tutto strettamente logico e non più libero. L'amore è gratuito anche nella sorpresa della reazione. Reagire al male con il bene, offrendo, pur non condividendo il male, un'altra possibilità a chi ci fa del male o ci costringe, diventa attuazione del messaggio della gratuità. PORGI L'ALTRA GUANCIA...Non solo dà occasione all'altro di essere aiutato nel bene, ma fa di noi persone capaci di accogliere e trasmettere lo stile di Dio, che è sempre vincente, perché anche di fronte alle mosse e ai segni della morte non pone altra morte, ma la vita. Se anche l'avversario non ci accoglie e non ci permette di portare a lui quel segno nel suo cuore, la nostra offerta è comunque vincente, perché parte dal nostro cuore, che è in sintonia col cuore di Dio.
Ma se ci adeguiamo alla violenza e al dare per avere, non solo perdiamo l'occasione dell'altro, ma anche di essere noi stessi in libertà.

PER LA PREGHIERA (dal Salmo 26)

Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

14/06/2026

DOMENICA 14 GIUGNO 2026
s. Fortunato di Napoli
+ Dal Vangelo secondo Matteo 9,36-10,8
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò

In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Paolo Curtaz)

In questa domenica leggiamo una delle pagine più inquietanti del Vangelo: Gesù, tenero, vede le necessità del popolo, che sembra un gregge senza guida e... si inventa la Chiesa!
Gesù vede nel profondo le persone che gli stanno di fronte, sa dell'infinito bisogno di felicità che ci troviamo piantato nel cuore, conosce la fatica che facciamo a dare una risposta all'inquietudine che offusca il nostro sguardo. Venderemmo l'anima per essere amati, saremmo un braccio per conoscere - infine - cosa davvero può colmare durevolmente il nostro bisogno di pace. Pecore senza pastore: così ci vede il Maestro, commuovendosi. Nel suo amore infinito Gesù decide di agire. Tutti ci aspetteremmo: Gesù si commuove e quindi si propone come un Buon pastore. Macché: Gesù si commuove e inventa la Chiesa. Lo so, lo so, la stragrande maggioranza di voi ha un'esperienza di Chiesa povera e contraddittoria, si è scontrato duramente col volto incoerente e severo di qualche cattolico più devoto di Dio. Gesù pensa ad una compagnia, ad una ricerca comune, ad un sogno realizzato: uomini e donne, suoi discepoli, capaci, insieme, di cercare senso e pienezza, misura e gioia. Lui è il Pastore che ci guida a pascoli erbosi, ma insieme possiamo fare esperienza di gregge, di comunità. Gesù sceglie dodici persone per iniziare a costruire il Regno, dodici che stiano con lui, per diventare poi capaci di condurre ai pascoli erbosi nei quali loro per primi saranno condotti. Dodici persone fragili come noi ma, come noi, capaci di lasciarsi abitare dalla tenerezza di Dio da riversare nel cuore degli uomini in cerca di senso...

PER LA PREGHIERA (Colletta II)

O Padre, che hai fatto di noi
un regno di sacerdoti e una nazione santa,
donaci di ascoltare la tua voce
e di custodire la tua alleanza,
per annunciare con le parole e con la vita
che il tuo regno è vicino.

13/06/2026

SABATO 13 GIUGNO 2026
CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA
+ Dal Vangelo secondo Luca 2,41-51
Tuo Padre ed io angosciati ti cercavamo.

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

SPUNTI DI RIFLESSIONE (don Luciano Sanvito)

Ogni prova fa sempre più immacolato il cuore di Maria... Il Cuore di Maria non è Immacolato come su un quadretto che spesso vediamo appeso ai muri, lì disegnato per essere da noi ammirato. Il Cuore di Maria viene reso sempre più Immacolato proprio attraverso le profondità accessibili a lei con lo strumento e l'occasione della prova e della croce, che fa rendere sempre più puro, sempre più profondo e sempre più vivo e palpitante il Cuore di Maria. Ogni prova, per Maria, è occasione per rendere ancor meglio puro e immacolato il suo cuore; ogni croce diventa un'autenticazione del suo cammino di immacolatezza per lei e per noi. Accostarci al Cuore di Maria è rendere anche il nostro cuore simile al suo, nell'accoglienza al disegno della salvezza in opera nel mondo. Allora, se ci uniamo al cammino di fede di Maria, rendendo il nostro cuore simile al suo nell'esercizio quotidiano del fare la volontà di Dio, anche per noi le prove e le croci si mutano e si trasformano in sorgente di grazia nuova, purificando i nostri cuori dalla macchia del peccato e rendendoli sempre più vicini all'immacolatezza di Dio e di Maria. Maria cammina con noi, con noi soffre con fede, con noi vive le incomprensioni della storia e le difficoltà della vita, per aiutarci a rendere il nostro cuore simile al suo: Immacolato segno dell'amore di Dio.

PER LA PREGHIERA (Colletta)

O Dio,
che hai preparato una degna dimora dello Spirito Santo
nel cuore della beata Vergine Maria,
per sua intercessione concedi a noi
di essere tempio vivo della tua gloria.

12/06/2026

VENERDÌ 12 GIUGNO 2026
S. SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ
+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore.

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Luciano Bartoli)

Gesù, venuto in terra per donarsi totalmente, è la prova più convincente dell'amore di Dio per l'umanità.
Nella storia dei cristiani Gesù si è ancora manifestato, indicando il suo cuore squarciato, fonte dell'abbondanza dei suoi doni: "E questa la porta aperta sul fianco dell'arca" per la quale possono entrare tutte le creature, per salvarsi dal diluvio. L'immagine è di S. Agostino.
Oggi la figura del Sacro Cuore ha il sapore di una vecchia stampa barocca. Le statue e le figurazioni, se pur ancora compaiono, hanno un aspetto zuccheroso. Quel Cuore nella realtà e nel tempo è stato lacerato, sulla croce; e tutto il corpo è piagato e sanguinante. Così bisognerebbe ricordano. E magari con le parole che, Gesù apparendo in tale aspetto, rivolse ad Angela Merici: "Io non ti ho amato per scherzo". Anche oggi l'Amore non è riamato.
Occorre proprio che Dio ci faccia arrivare sino al disgusto di tutto quanto è nel mondo, per accogliere quell'invito: " Chi ha sete venga a me e beva" (Gv 7,38)?
Occorre proprio arrivare ad accorgersi che, per aver abbandonato quella fonte di acqua viva e della vita, ci siamo ridotti a bestie disperate?
"T'invoco, Dio mio, misericordia mia (Sal 58,18), che mi hai creato e non hai dimenticato chi ti ha dimenticato. Tu non avevi bisogno di me, né io sono un bene che ti possa giovare, Signor mio e Dio mio. Il mio servizio non ti risparmia fatiche nell'azione; la privazione del mio ossequio non diminuisce la tua potenza; il mio culto per te non equivale alla coltivazione per la terra, così che saresti incolto senza il mio culto. Io ti devo servizio e culto per la mia felicità, poiché la mia felicità da te dipende. La creatura ebbe l'esistenza dalla pienezza della tua bontà" (s. Agostino).

PER LA PREGHIERA (Colletta II)

Padre misericordioso,
che nel Cuore del tuo Figlio trafitto dai nostri peccati
ci hai aperto i tesori infiniti del tuo amore,
fa’ che rendendogli l’omaggio della nostra fede
adempiamo anche al dovere di una degna riparazione.

11/06/2026

GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026
s. Barnaba
+ Dal Vangelo secondo Matteo 10.7-13
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (padre Lino Pedron)

Andare in missione è ancora oggi il grande ideale della Chiesa, un ideale che coinvolge tutti, chi va e chi resta.
La predicazione apostolica riprende e continua gli annunci di Gesù e del Battista, cominciando dal regno dei cieli. L'annuncio è fatto con la parola (v.7), con le opere di bene (v.8a) e con la testimonianza della vita (vv.8b-10).
La predicazione è il momento prioritario. La lieta notizia dev'essere anzitutto ascoltata e conosciuta per trovare risonanza nel cuore dell'uomo. Ma il vangelo è soprattutto una proposta di bene: per questo dev'essere tradotto in opere di salvezza (esorcismi e guarigioni).
Matteo elenca alcune norme che costituiscono lo stile missionario. La prima di esse è la povertà. Il discepolo di Cristo dona se stesso gratuitamente: è la povertà più vera e più profonda.
Questa povertà si esprime nell'accontentarsi dello stretto necessario (v.9) e nel coraggio (che è fede) di affidare anche il problema di quel poco alla provvidenza di Dio.
La ragione di questo comando riguardo alla povertà non è detta, ma scaturisce dal contesto evangelico. Nel discorso della montagna viene annunciato il regno ai poveri (Mt 5,3) e i discepoli sono invitati a reprimere le eccessive preoccupazioni terrene facendo affidamento sulla bontà del Padre celeste (Mt 6,25-34). Ma più ancora conta l'esempio di Gesù che vive in mezzo alla sua gente senza sapere dove posare il capo (Mt 8,20). Il missionario non può avere un comportamento diverso da quello del suo maestro (Mt 10,24) e difforme dal contenuto del messaggio che annuncia.
La povertà e il distacco dalle preoccupazioni materiali sottolineano l'urgenza dell'evangelizzazione. Chi è totalmente assorbito dall'annuncio del messaggio cristiano non può trascinarsi dietro bagagli né preoccuparsi di faccende materiali e pecuniarie. Il missionario evangelico deve presentarsi agli uomini spoglio, umile e penitente come è richiesto dal discorso della montagna.
In qualunque città o villaggio arriverà, l'apostolo dovrà farsi indicare qualche persona degna presso la quale prendere alloggio (v.11), cioè un luogo che non susciti pettegolezzi che renderebbero vana la predicazione.
Augurare la pace significa comunicare la totalità dei beni promessi da Dio, cioè il regno dei cieli che si realizza in Gesù.

PER LA PREGHIERA Colletta)

O Dio,
che hai voluto riservare san Barnaba,
pieno di fede e di Spirito Santo,
per la conversione dei popoli pagani,
fa’ che sia annunciato fedelmente con la parola e con le opere
il Vangelo di Cristo che egli predicò con indomito coraggio.

10/06/2026

MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2026
s. Diana degli Andalò
+ Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,17-19
Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra non passerà dalla Legge neppure uno iota o un segno, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Paolo Curtaz)
Gesù non è venuto a cambiare una virgola dell'alleanza con Israele, ma la porta a compimento. Permettetemi oggi, allora, di parlarvi dei nostri fratelli maggiori, del popolo di Israele, a cui Dio ha promesso la fedeltà nei secoli (loro ce l'hanno fatta, noi vedremo...). Lo dico perché conosco un sacco di cristiani (non voi, gli altri) che vivono la loro fede come se esistesse solo il Nuovo Testamento. Non scordiamoci mai che la prima comunità era composta esclusivamente da ebrei e che, almeno per i primi decenni, i discepoli del Nazareno vennero considerati come una delle scuole di pensiero del giudaismo. Poi la piccola comunità divenne portatrice di un messaggio, il Vangelo, che dilagò nell'Impero romano, e le incomprensioni con i fratelli ebrei aumentarono. Accusati di non avere riconosciuto il Messia, i Giudei subirono, accanto al disprezzo dei popoli occidentali basato sul più bieco razzismo, una latente disapprovazione da parte dei fratelli cristiani. Il resto è storia: se la Shoà e la tragedia del nazismo - ideologia pagana anticristiana - non coinvolgono direttamente la fede cristiana, bisogna però ammettere che il clima di avversione verso i fratelli ebrei era in gran parte debitore di una posizione cristiana. La storia è dura da cancellare, ma i passi di riavvicinamento e di rispetto verso i nostri fratelli maggiori si sono moltiplicati sotto il luminoso pontificato di Giovanni Paolo. A noi l'onere e la gioia di leggere, di conoscere e di stimare quanto detto e scritto dai nostri fratelli ebrei, depositari dell'alleanza e della promessa irrevocabile fatta dal loro e nostro Dio.

PER LA PREGHIERA (Colletta)

O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.

09/06/2026

MARTEDÌ 9 GIUGNO 2026
s. Efrem
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,13-16
Padre, glorifica il Figlio tuo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

SPUNTI DI RIFLESSIONE (Paolo Curtaz)

Come si fa a salare il sale? Se il sale perde il suo sapore e la sua funzione non serve più a niente e viene gettato via, giustamente. Siamo noi discepoli a rendere salato il mondo, ad insaporirlo. E se noi discepoli perdiamo credibilità, se infiacchiamo le nostre vite, se trascuriamo la fedeltà al vangelo, se non compiamo opere buone (e belle, riconoscibili) davanti agli altri, chi può dare speranza al mondo? Siamo sale: sbaglia chi pensa di dover trasformare tutta la realtà in sale! Non importa il numero dei cristiani ma la loro testimonianza credibile. Sbaglia
chi vagheggia una società cristiana tutta costruita sulla legge di Dio. Siamo sale: sbaglia chi si accontenta di una fede esteriore, di un'appartenenza fiacca e svilita, di una disciplina vissuta controvoglia. Siamo sale: con i cristiani la vita ha più senso, acquista una maggiore profondità, svela la sua profonda dignità. Stiamo attenti a non lasciarci andare allo scoraggiamento, a credere che la fede è solo affare nostro. Il giorno in cui non bruceremo più d'amore, il mondo morirà di freddo.


PER LA PREGHIERA (Colletta)

Dona, o Padre, alla comunità dei credenti
la sapienza del tuo santo Spirito
che mosse sant’Efrem,
diacono e cantore della tua gloria,
a celebrare con inni mirabili i tuoi divini misteri.

Indirizzo

Via Costantinopoli, 122
Naples
80135

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+39081451728

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