11/06/2026
COMUNE DI NAPOLI
MUNICIPALITÀ III
PATTO EDUCATIVO TERRITORIALE
Documento di Sintesi dei lavori
“Non si spezzi questa rete che vi unisce, non si spenga questa luce che avete iniziato ad accendere nel buio, non perda il suo colore questo sogno che state realizzando per una Napoli migliore e più bella! Continuate a portare avanti questo Patto, radunate le forze, lavorate insieme, camminate uniti – Istituzioni, Chiesa e società civile – per sollevare la città, preservare i vostri figli dalle insidie del disagio e del male, per restituire a Napoli la sua chiamata ad essere capitale di umanità e di speranza.” Papa Leone XIV, Piazza Plebiscito, Napoli, 8 maggio 2026
1. Premessa e contesto
Il presente documento costituisce la sintesi programmatica del percorso di costruzione del Patto Educativo Territoriale della Municipalità III del Comune di Napoli. Esso raccoglie e sistematizza i contributi elaborati dai diversi tavoli di lavoro, quello centrale di coordinamento nonché quelli dei rispettivi ambiti, che hanno coinvolto le istituzioni scolastiche, le parrocchie, gli enti del terzo settore e il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Municipalità.
Il percorso è stato coordinato a monte con il supporto dell'Istituto degli Innocenti ed è inserito nell'ambito dell'iniziativa comunale per la costruzione del Patto cittadino, in cui confluiranno i contributi territoriali, che ha lo scopo di promuovere alleanze educative strutturali, capaci di rispondere in modo integrato e continuativo ai bisogni dei minori, delle famiglie e delle comunità.
Il Patto si propone come strumento di governance condivisa, non come adempimento formale, ma come impegno concreto e monitorabile tra soggetti che riconoscono la responsabilità educativa come missione comune.
2. Soggetti firmatari e tavoli di lavoro
Il Patto Educativo Territoriale della Municipalità III vede il coinvolgimento dei seguenti ambiti istituzionali e sociali, ciascuno rappresentato nel percorso di co-progettazione attraverso appositi tavoli di confronto:
Il Garante Vincenzo Gargiulo ha fornito un contributo specifico sulla condizione dei ragazzi con disabilità, offrendo una prospettiva trasversale che arricchisce e qualifica il documento programmatico del Patto nonché con la sua partecipazione al Tavolo di Coordinamento centrale della Municipalità.
2.5 Nucleo operativo di neuropsichiatria infantile del distretto 29, Nonpi 29, della Asl Na1
La Dott.ssa Mariangela Comito responsabile del Nonpi 29, attraverso una dichiarazione di collaborazione istituzionale, ha ribadito l’impegno della neuropsichiatria infantile a partecipare per le aree di propria competenza, al perseguimento dei fini programmatici del Patto Educativo.
3. Priorità condivise
All'esito del percorso di confronto e coordinamento, i tavoli di lavoro hanno identificato due priorità strategiche condivise, che costituiscono l'asse portante del Patto Educativo Territoriale.
Priorità 1 — Educazione alla genitorialità consapevole e alleanza Scuola-Famiglia
Il coinvolgimento attivo delle famiglie è riconosciuto come condizione imprescindibile per l'efficacia di qualsiasi intervento educativo. Il territorio esprime un bisogno diffuso di azioni strutturate di supporto alla genitorialità, capaci di accompagnare gli adulti di riferimento nel loro ruolo, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità scolastica e costruire relazioni di fiducia tra famiglie e istituzioni.
Priorità 2 — Supporto e tutela delle fragilità dei minori
I minori del territorio presentano forme di vulnerabilità molteplici e spesso sovrapposte: disagio socio-economico, dispersione scolastica, ritiro sociale in età adolescenziale, difficoltà di integrazione per alunni di origine straniera, condizione di disabilità, rischio di bullismo e cyberbullismo. Il Patto intende rispondere a queste fragilità con azioni integrate, multidisciplinari e continuative.
Linee di azione programmatica
Le linee di azione che seguono sono state elaborate in modo partecipato dai tavoli, a partire dalle priorità condivise. Esse hanno carattere programmatico e intendono orientare la progettazione e la co-realizzazione di interventi specifici nell'ambito del Patto.
Sportelli psicologici e centri di ascolto
Attivazione di sportelli psicologici e centri di ascolto presso le scuole, strutturali ed affidati a figure specializzate, rivolti ai minori, ai genitori ed al personale scolastico. Gli interventi dovranno prevedere modalità multidisciplinari di presa in carico, con il contributo di psicologi, psicoterapeuti, educatori e neuropsichiatri. In tal senso il Tavolo di Coordinamento centrale della Municipalità ha visto il fattivo coinvolgimento nella sua ultima riunione del 13 maggio 2026, di rappresentanti dell’Asl Na1 che si sono aperti ad una fattiva collaborazione e ad una adesione futura alle iniziative promosse dal Patto.
Mediazione culturale
Presenza stabile di mediatori culturali nelle istituzioni scolastiche con significativa percentuale di studenti stranieri, con particolare attenzione alle comunità più chiuse rispetto al tessuto sociale allargato. La mediazione culturale è strumento essenziale per prevenire l'isolamento e favorire l'integrazione.
Apertura delle scuole al territorio
Apertura delle scuole agli enti del terzo settore e alle comunità parrocchiali per attività ricreative, aggregative e di supporto allo studio in orario extrascolastico. Le scuole diventano presidio educativo aperto, spazio di comunità oltre che luogo di istruzione. In questa prospettiva il Patto, che ha l’ambizione di essere aperto e si rivolge sin d’ora ad altre amministrazioni di cui chiede la fattiva collaborazione per il bene comune, auspica il coinvolgimento ed il dialogo con l’Ufficio Scolastico Regionale al fine di sollecitare lo stanziamento di ulteriori risorse per il migliore raggiungimento dei suoi fini.
Ricollocazione delle educative territoriali
Ricollocazione ed integrazione delle educative territoriali o di esponenti delle stesse, all'interno delle scuole del primo ciclo per garantire una presenza educativa di prossimità, capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità e di costruire ponti stabili tra scuola, famiglia e servizi.
Patti di corresponsabilità con le famiglie
Introduzione di strumenti formali di alleanza educativa con le famiglie, sul modello del patto di corresponsabilità: documenti condivisi e sottoscritti da operatori, genitori e ragazzi, che esplicitino diritti e doveri reciproci e possano essere monitorati nel tempo. La partecipazione attiva della famiglia diventa condizione di accesso ai percorsi educativi, con un'attenzione specifica alla fascia 0-6 anni.
Laboratori del benessere e protagonismo adolescenziale
Realizzazione di laboratori rivolti agli adolescenti su temi trasversali (relazioni, sessualità, dipendenze, cittadinanza) e di percorsi di impresa sociale che stimolino la consapevolezza critica e l'attivismo civico. Gli adolescenti diventano soggetti protagonisti del cambiamento, non solo destinatari delle azioni.
Inclusione dei ragazzi con disabilità
Promozione di contesti genuinamente inclusivi, extrascolastici e scolastici, in cui la condizione di disabilità possa essere vissuta come variazione naturale dell'esperienza umana. In particolare, si favorisce il coinvolgimento di giovani senza disabilità in esperienze di volontariato con coetanei con disabilità, anche attraverso il mondo associativo e la Consulta delle Associazioni del Terzo Settore. In ciò il Patto ed i paciscenti accolgono in toto la visione proposta dal Garante dei diritti delle persone con disabilità della Municipalità, che intende rileggere il coinvolgimento, che si auspica sempre più frequente, dei disabili nelle iniziative e nelle esperienze formative ed educative del territorio come preziosa occasione di arricchimento per tutti i partecipanti alle stesse.
Contrasto al bullismo e al cyberbullismo
Sviluppo di reti scolastiche di contrasto al bullismo e al cyberbullismo — sul modello della rete già attivata dal Liceo Comenio — con particolare attenzione ai ragazzi con disabilità, che risultano esposti in misura significativamente superiore alla media. Le azioni di prevenzione devono necessariamente estendersi ai contesti extrascolastici ed ai canali social.
Coordinamento degli oratori e delle attività parrocchiali
Programmazione comune e coordinamento tra gli oratori della Municipalità per ottimizzare risorse e competenze, evitare duplicazioni e costruire un'offerta educativa pomeridiana ed estiva integrata, in sinergia con le scuole e gli enti del terzo settore.
Risorse, collaborazioni e buone pratiche disponibili
Nel corso dei tavoli di confronto sono emerse risorse, best practicesgià esistenti che il Patto intende valorizzare e mettere in circolo a beneficio dell'intero territorio municipale.
Liceo Sbordone: Centro d'ascolto attivo; Olimpiadi dei saperi con Polo Pietrasanta; disponibilità della palestra aperta ad altre istituzioni scolastiche.
IPSEOA Duca di Buonvicino: Rete delle Scuole Campane Inclusive (35 istituzioni, ASL, AID): strumento per inclusione, formazione del personale e condivisione di buone pratiche.
Liceo Comenio: Rete di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, aperta all'adesione di nuove scuole del territorio.
IC Villa Fleurent: Percorso "Il giardino incantato dei legami" in collaborazione con ASL: educazione all'affettività.
Parrocchie della III Municipalità: Oratori, doposcuola, estate ragazzi, laboratori espressivi, sportivi e musicali, attività inclusive, servizi Caritas, distribuzione pasti.
Consulta delle Associazioni del Terzo Settore: Organismo già operante nella III Municipalità, strumento di governance del mondo associativo e di coinvolgimento dei giovani.
Nonpi 29: All’esito dei lavori del Tavolo di Coordinamento Municipale, il Patto Educativo recepisce altresì la Dichiarazione di collaborazione istituzionale del Nucleo operativo di neuropsichiatria infantile del distretto 29, Nonpi 29, della Asl Na1, del 03.06.2026, a firma della Dott.ssa Mariangela Comito, da considerarsi parte integrante di questo documento, le cui linee essenziali si riportano di seguito.
“Il Nonpi29 della ASL Napoli 1 Centro, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali e in ottemperanza agli indirizzi normativi vigenti in materia di tutela della salute in età evolutiva, attesta il proprio impegno nella presa in carico multidisciplinare dei minori e delle loro famiglie che presentano difficoltà di apprendimento e/o quadri clinici riconducibili a disturbi del neurosviluppo, in raccordo sistematico con le istituzioni scolastiche del territorio di riferimento. A tal proposito, l'équipe multidisciplinare effettua una presa in carico multidimensionale finalizzata a restituire all'istituzione scolastica un profilo di funzionamento del minore idoneo a orientare la progettazione educativa individualizzata.L'équipe multiprofessionale del Servizio — costituita da neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, logopedisti ed educatori socio-pedagogici — opera in un'ottica di integrazione funzionale con il personale docente e con i nuclei familiari, condividendo obiettivi terapeutici e strategie di intervento nell'esclusivo interesse del minore.
Il Servizio ribadisce la propria volontà di consolidare e proseguire tale modalità operativa, nella prospettiva di un'azione coordinata e sinergica tra i diversi sistemi di cura e di istruzione. Interventi formativi e informativi in ambito scolastico.
Il Servizio manifesta altresì la propria disponibilità a programmare e realizzare, in accordo con le istituzioni scolastiche interessate, interventi strutturati di carattere informativo e formativo, rivolti al corpo docente e/o alle famiglie degli alunni, aventi ad oggetto tematiche di neuropsichiatria infantile e psicopatologia dello sviluppo.
Detti interventi perseguiranno i seguenti obiettivi:promuovere la conoscenza dei principi del neurosviluppo e delle loro divergenze;garantire la piena partecipazione di ogni alunno con disabilità alla vita della classe, valorizzandone le abilità e rispettandone i bisogni specifici;favorire la cultura dell'inclusione attraverso percorsi che promuovano la consapevolezza e l'empatia tra i pari.”
Aree di sviluppo futuro
I tavoli di lavoro hanno segnalato alcune questioni che richiedono un approfondimento specifico nella fase attuativa del Patto:
• Governance degli spazi pubblici e privati, anche attraverso forme di gestione partecipata da parte dei giovani del territorio;
• Autonomia economica e inserimento lavorativo dei minori fragili, con particolare attenzione ai giovani coinvolti nelle misure di natura penale;
• Continuità e stabilità negli affidamenti della gestione dei servizi nel rapporto pubblico-privato, come condizione di efficacia di qualsiasi intervento educativo strutturale;
• Mappatura sistematica dei servizi educativi presenti nel territorio, con completamento della registrazione di tutti gli istituti nella piattaforma dedicata predisposta dall’Istituto Innocenti.
Principi ed impegni comuni
Il Patto Educativo Territoriale della Municipalità III si fonda su alcuni principi condivisi che ne orientano la logica e ne definiscono lo spirito:
Strutturalità: le azioni non sono sporadiche ed episodiche, ma inserite in una visione di lungo periodo, con risorse, ruoli e tempi definiti.
Prossimità: gli interventi sono radicati nel territorio, gestiti da soggetti riconoscibili e credibili agli occhi delle famiglie e delle comunità di riferimento.
Integrazione: la risposta ai bisogni non si limita al singolo problema ma considera l'insieme delle dimensioni in cui la persona si esprime — fisica, affettiva, cognitiva, sociale, etica.
Corresponsabilità: ciascun soggetto firmatario si impegna con azioni concrete, monitorabili e verificabili nel tempo, in una logica di partnership autentica.
Protagonismo giovanile: i ragazzi e le ragazze non sono solo destinatari delle azioni, ma soggetti attivi del cambiamento culturale e sociale del territorio.
Inclusione: ogni azione del Patto tiene conto delle differenze e delle specificità, con un'attenzione prioritaria alle situazioni di maggiore fragilità.
A tal fine il Tavolo di Coordinamento Municipale diviene organo di governance stabile ed i rappresentanti degli ambiti assumono l’impegno di riunirsi a cadenza bimestrale per monitorare l’andamento delle attività, proporre nuove iniziative, invitare nuovi attori alla collaborazione.