Chiesa San Ferdinando di Palazzo - Napoli

Chiesa San Ferdinando di Palazzo - Napoli ORARI APERTURA
Tutte le mattine dalle 9 alle 12 tranne il Lunedì e tutti i pomeriggi dalle 17 alle 19 tranne la Domenica. La Domenica ore 10.30 e ore 12

ORARI MESSA
Tutti i giorni ore 18 tranne la Domenica.

28/08/2026

Mercoledi 2 settembre p.v. alle ore 18,30 nella Chiesa di San Ferdinando di Palazzo in Piazza Trieste e Trento il rettore mons. Enrico Ferrara
celebrerà una S. Messa di suffragio nel ricordo del fratello Enzo, passato alla vita eterna il 1 luglio scorso, invitando quanti vorranno ad unirsi nella preghiera per la sua anima.

Carissimo Padre,benvenuto in mezzo a noi e benedetto nel nome del Signore!Siamo felici di accoglierla in questa Chiesa c...
30/07/2026

Carissimo Padre,
benvenuto in mezzo a noi e benedetto nel nome del Signore!
Siamo felici di accoglierla in questa Chiesa che può ammirare per la sua bellezza, voluta dai Padri Gesuiti all'inizio del XVII sec., originariamente dedicata a
San Francesco Saverio, discepolo di Sant'Ignazio, e dopo l'espulsione dei Gesuiti dal Regno nel 1767 dedicata in onore del re Ferdinando di Borbone a S. Ferdinando d'Aragona, re di Spagna.
La Chiesa dal 1827 appartiene alla reale Arciconfraternita di Nostra Signore dei
Sette Dolori.
Dall'ottobre scorso ho il piacere, quale Padre spirituale di questo sodalizio, di esercitare qui il mio ministero di Rettore in un luogo nel cuore pulsante della città, ricco di arte e di storia, punto di riferimento per moltissimi fedeli, che, attratti a tanta bellezza, trovano qui un'oasi dove sostare in preghiera, nella ricerca di Dio e di se stessi.
Qui si venera un'immagine di San Charbel, monaco maronita ed eremita, vissuto nel sec. XIX in Libano (1828-1898), conosciuto come il Padre Pio dell'Oriente per la fama della sua santità ed il numero dei suoi miracoli, venerato parimenti, fatto singolare, da cristiani e da mussulmani.
Proclamato beato nel dicembre 1965 da Paolo VI in occasione della chiusura del
Concilio Vaticano II, fu dallo stesso Papa, oggi anche lui santo, dichiarato nell'ottobre 1977 santo del Libano, di cui è patrono, e della Chiesa universale.
"In un mondo - scriveva Paolo VI - in cui siamo troppo affascinati dalla ricchezza e dalle comodità, Padre Charbel ci aiuta a comprendere il valore insostituibile della povertà, della penitenza e dell'ascetismo, per liberare l'anima affinché sia libera nella sua elevazione verso Dio".
E' forse in queste parole il segreto vero dell'attrazione che questo Santo esercita in ogni parte del mondo su quanti, numerosi, guardano alla sua singolare figura di cercatore e di testimone dell'Unico Necessario, che è Dio.
Nel ringraziarla ancora per essere qui con noi, Padre, a guidare questo momento di preghiera, nel quale desideriamo affidare in modo speciale al Signore la nostra invocazione per la pace nel mondo e in quella benedetta e martoriata terra dei cedri, le rinnovo il mio filiale affetto: ci aiuti con il carisma della sua parola a respirare nonostante il caldo una vera atmosfera di grazia, la dolce ebbrezza dello
Spirito capace di lenire le ferite che ci portiamo nel cuore e a liberare la nostra anima nella sua elevazione verso Dio.
E Dio benedica lei ed il suo instancabile servizio alla Chiesa! Grazie!

27/07/2026

Domenica XVII
Per la terza domenica consecutiva la liturgia ci propone alcune brevi parabole, quella del tesoro nascosto nel campo, della perla di grande valore e della rete e dei pesci, con le quali Gesù annuncia il vangelo del Regno.
Tralasciamo l'ultima parabola della rete e dei pesci, simile nel contenuto a quella già commentata del grano e della zizzania, per fermarci sulle prime due parabole, del tesoro nascosto e della perla preziosa.
Il mistero del Regno, che si rende presente nella persona stessa di Gesù e nella sua parola, è il mistero di questa ricchezza nascosta nel campo o di questa perla di grande valore, trovata dal discepolo, capace di dare una svolta insospettata alla sua vita. Tutto impallidisce di fronte al valore del Regno, quando viene veramente scoperto e niente può essergli paragonato. La scelta per Cristo, per il vangelo, vale il prezzo di qualunque rinuncia!
Il contadino e il mercante della parabola non hanno dubbi di investire tutto ciò che hanno per acquistare il campo o la perla. Cosi la decisione di dare tutto per Cristo costituisce la vera sapienza, il vero giudizio per il discepolo, quella sapienza che Salomone chiede a Dio per governare il suo popolo, preferendola alla stessa ricchezza e ad una vita lunga di giorni.
Il vero scriba è colui che scopre in Gesù Cristo la vera sapienza, che comprende che la grazia del Regno non ha prezzo ed è determinato ad acquistarla ad ogni costo. Ha trovato quello che riempie la sua vita e le dà un senso pieno e non intende perderlo per nulla al mondo.
Quando Paolo sulla strada di Damasco incontra Cristo ed è conquistato da Lui, lascia dietro a sé il suo passato di giudeo, il suo zelo per la legge, giudicando tutto ciò una perdita, pur di conquistare Cristo. Tutto quello che prima di allora rappresentava per lui un vanto, un orgoglio, un guadagno, ora gli appare una spazzatura al confronto di Cristo. Cristo diventa il solo investimento della vita dell'apostolo e da quel momento egli corre per conquistare Cristo, da cui è stato conquistato!
Il nostro, invece, è spesso un approccio troppo superficiale a Cristo e al suo vangelo, ci siamo accomodati in una vita cristiana troppo mediocre, ci accontentiamo di un vangelo scontato, a buon prezzo, che non imponga rinunce;
assieme al vangelo vogliamo mantenere tutte le nostre sicurezze di vita.
E cosi condanniamo il Vangelo a rimanere una ricchezza sepolta nel campo, che viene negata dalla nostra paura di rinunciare a quel che abbiamo: una ricchezza mai veramente scoperta e trovata! Se fosse scoperta veramente e trovata, non faremmo alcuna fatica a lasciar perdere tutto pur di conquistare Cristo.
Per la gioia di possedere Cristo, di acquistare questo tesoro, di possedere questa perla, non ci costerebbe il prezzo di alcuna rinuncia!

NONO GIORNO O San Charbel, ora sono arrivato al termine di questa novena. Il mio cuore è felice quando parlo con te. Son...
24/07/2026

NONO GIORNO

O San Charbel, ora sono arrivato al termine di questa novena. Il mio
cuore è felice quando parlo con te. Sono fiducioso di ricevere da Gesù
la grazia, che ho implorato per tua intercessione. Mi pento dei miei
peccati e prometto di combattere le tentazioni. Spero nell’adempimento della mia preghiera ( chiedere la grazia ). Amen.

San Charbel, coronato di gloria, prega per me.

O signore, Tu hai ascoltato le preghiere di San Charbel, e gli hai donato la grazia della comunione con Te, abbi pietà di me nella mia disperazione, salvami dalle mie sfortune, perché non sono capace di
sopportarle. A Te onore, lode e grazie per sempre. Amen.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre.

OTTAVO GIORNO O San Charbel, quando ti penso in ginocchio su un intreccio di ramoscelli, nel digiuno, nella penitenza, o...
23/07/2026

OTTAVO GIORNO

O San Charbel, quando ti penso in ginocchio su un intreccio di ramoscelli, nel digiuno, nella penitenza, oppure in estasi nel Signore, la
mia speranza e fiducia nella tua intercessione aumenta. Ti prego aiutami, affinchè Egli possa concedere la grazia che imploro ( chiedere la
grazia ). Amen.

San Charbel, pienezza di gioia in Dio, aiutami.

O dolce Gesù, che hai portato il tuo amatissimo Charbel fino alla santità, concedimi la grazia di esserti fedele fino alla morte. Ti amo, o
mio Salvatore. Amen.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre.

21/07/2026

Domenica XVI
Continua il discorso delle parabole: Gesù spiega il 'mistero del Regno' ricorrendo ad immagini non solo eloquenti, capaci di parlare immediatamente alla nostra comprensione, ma anche espressive, capaci cioè di raffigurarsi al nostro sguardo.
Sono le parabole del grano di senapa e del lievito, con le quali descrive il meraviglioso dinamismo della Parola del Regno.
Come un piccolo seme seminato nella terra cresce lentamente fino a diventare una pianta meravigliosa tra i cui rami gli uccelli del cielo fanno il loro nido e come un po' di lievito, mescolato con la farina, fa fermentare tutta la massa, così la Parola del Regno, seminata nel terreno della nostra vita, ha in sé la forza di crescere e di maturare verso la piena fioritura del Regno.
Dio è impegnato a portare a maturazione la Parola del Regno seminata in noi e niente può comprimere il dinamismo dell'azione e del dono di Dio.
Tuttavia tale crescita avviene sotto il segno di un'ambiguità, di una conflittualità che sembra ritardare, rallentare l'azione di Dio in noi.
Qui si inserisce la parabola centrale del Vangelo di oggi del grano e della zizzania.
Tutto è così mescolato dentro di noi, tutto è così possibile che riesce difficile distinguere e separare dentro questa mescolanza di bene e di male che è in noi.
Nel campo dell'uomo si contrastano il grano e la zizzania, si fronteggiano il padrone e il nemico. E noi siamo divisi, combattuti tra l'impazienza dei servi della parabola che vorrebbero sradicare subito la zizzania, il male, e la pazienza invece del padrone del campo che sa aspettare i tempi lunghi della nostra crescita, per non danneggiare anche l'esile stelo di grano, di bene che si trova in noi.
La legge della conflittualità, che è una costante della nostra vita, appartiene anche alla dinamica della salvezza. La parabola è un invito alla pazienza e alla fiducia dei tempi lunghi, senza lasciarsi andare alla tentazione del nervosismo e della fretta. La storia dell'uomo è un misterioso impasto di bene e di male, di peccato e di grazia, di grandezza e di miseria, su cui si dispiega una misericordia misteriosa e onnipotente di Dio, che sa accompagnare pazientemente i tempi lunghi della nostra crescita. Noi siamo questo campo, dove l'azione paziente di Dio si scontra con le tante contraddizioni e resistenze che in noi vengono dal Maligno e dalla nostra natura. Un'azione lunga, invisibile, misteriosa che alla fine si rivela più efficace di quella immediatamente evidente e più appariscente del male.
Alla fine Dio farà risplendere tutte quelle energie di grazia e potenzialità di bene che ha seminato nei solchi della nostra vita. La mietitura sarà il raccolto abbondante di quell'umanità giusta che risplenderà come il sole nel regno del Padre. Il presente ci è dato, dunque, come tempo di pazienza e di speranza: è messa nelle nostre mani fino alla fine la possibilità di diventare, con l'azione della sua grazia in noi, una spiga matura per il granaio del Regno.

Alcune note su un fecondo intreccio storico-spirituale1. Sull'altare maggiore della chiesa di S. Ferdinando, costruita d...
21/07/2026

Alcune note su un fecondo intreccio storico-spirituale
1. Sull'altare maggiore della chiesa di S. Ferdinando, costruita dai gesuiti, presenti a Napoli fin dal XVI secolo, tra il 1636 e il 1641, vi sono chiari segni della devozione dei gesuiti verso il Cuore di Gesù. La chiesa non a caso venne dedicata a S. Francesco Saverio, missionario dal cuore ardente e rappresentato in un quadro di L. Giordano posto proprio sull'altar Maggiore per un secolo, nonché nella cupola, mentre protegge Napoli. Questo forte legame di S. Francesco col suo cuore missionario è connesso alla sua devozione verso il Cuore del Bambino Gesù, al quale non a caso si rivolgevano i missionari gesuiti in partenza per le missioni.
2. A ciò va aggiunto il fatto che a Napoli i gesuiti, fin dal loro arrivo in città, hanno promosso, in specie con le missioni al popolo, anche la devozione al presepe, peraltro già presente in città fin dal XIII secolo grazie al carisma francescano.
3. A partire dalle apparizioni del Risorto, che tra il 1672 e il 1682 mostra il Cuore trafitto alla visitandina s. Margherita Maria Alacoque a Paray le Monial, alcuni importanti gesuiti vengono sempre più coinvolti nella diffusione della devozione al S. Cuore di Gesù, peraltro già presente in Francia grazie all'opera di S. Giovanni Eudes (1601-1680), che la collegò anche al Cuore Immacolato di Maria e che passò pure a Napoli, città da secoli già fortemente caratterizzata in senso mariano.
4. Tutto questo si intreccia anche con la devozione specificamente carmelitana al Bambino Gesù, che prende avvio dalla giovanissima mistica carmelitana francese Margherita del SS. Sacramento (1619-1648), nonché dalla devozione, sempre carmelitana, al Bambinello di Praga, proprio mentre i carmelitani, presenti a Napoli dal 1602, vi sviluppano la devozione alla Madonna del
Carmine.
5. Il retroterra spirituale determinato da questo fecondo intreccio storico-devozionale spiega l'allestimento, avvenuto nel 1780, del primo presepe monumentale nella chiesa nel frattempo sottratta ai gesuiti e consacrata a S.
Ferdinando, nonché l'introduzione dell'immaginetta con relativa preghiera al cuoricino del Bambinello Gesù, avvenuta nel corso XIX secolo, grazie all'Arciconfraternita di Nostra Signora dei Sette dolori, cioè quelli che hanno trafitto il Suo Cuore materno e che costituiscono una traduzione devozionale
dell'importante profezia di Simeone a Maria in Lc 2,35.
6. Nel 2019 la Fondazione Theotokos, su richiesta dell'allora rettore don Lino Silvestri, ha realizzato un presepe monumentale in memoria di quello di cui si sono purtroppo p***e le tracce.
Mario Imperatori S.I.

SETTIMO GIORNO O San Charbel, da tutti amato, tu vieni in aiuto di tutti coloro che hanno bisogno di te. Pongo tutta la ...
21/07/2026

SETTIMO GIORNO

O San Charbel, da tutti amato, tu vieni in aiuto di tutti coloro che
hanno bisogno di te. Pongo tutta la mia fiducia nella tua intercessione. Impetra per me questa grazia di cui ho molto bisogno ( chiedere la
grazia ).
Amen.

San Charbel, stella che guida gli smarriti, prega per me.

O Dio, i miei innumerevoli peccati impediscono che le tue grazie possano giungere a me. Concedimi la grazia di espiare per essi. Dammi
risposta con l’intercessione di San Charbel. Dà al mio cuore triste la
gioia e accogli la mia preghiera, tu che sei oceano di tutte le grazie.
A Te l’onore e la lode per sempre. Amen.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

SESTO GIORNO O San Charbel, potente intercessore, ti prego di impetrare per me la grazia, di cui ho molto bisogno ( chie...
20/07/2026

SESTO GIORNO
O San Charbel, potente intercessore, ti prego di impetrare per me la
grazia, di cui ho molto bisogno ( chiedere la grazia ). Basta una sola parola rivolta da te a Gesù, perché Egli mi perdoni, abbia pietà di me e
accolga la mia preghiera. Amen.

San Charbel, gioia del cielo e della terra, prega per me.

O Dio, che hai scelto San Charbel per portare i nostri bisogni davanti
alla tua potenza divina, ti prego, per la sua intercessione, di concedermi questa grazia
( chiedere la grazia ). Amen.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre.

Indirizzo

Piazza Trieste E Trento 5
Naples
80132

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