30/07/2026
Carissimo Padre,
benvenuto in mezzo a noi e benedetto nel nome del Signore!
Siamo felici di accoglierla in questa Chiesa che può ammirare per la sua bellezza, voluta dai Padri Gesuiti all'inizio del XVII sec., originariamente dedicata a
San Francesco Saverio, discepolo di Sant'Ignazio, e dopo l'espulsione dei Gesuiti dal Regno nel 1767 dedicata in onore del re Ferdinando di Borbone a S. Ferdinando d'Aragona, re di Spagna.
La Chiesa dal 1827 appartiene alla reale Arciconfraternita di Nostra Signore dei
Sette Dolori.
Dall'ottobre scorso ho il piacere, quale Padre spirituale di questo sodalizio, di esercitare qui il mio ministero di Rettore in un luogo nel cuore pulsante della città, ricco di arte e di storia, punto di riferimento per moltissimi fedeli, che, attratti a tanta bellezza, trovano qui un'oasi dove sostare in preghiera, nella ricerca di Dio e di se stessi.
Qui si venera un'immagine di San Charbel, monaco maronita ed eremita, vissuto nel sec. XIX in Libano (1828-1898), conosciuto come il Padre Pio dell'Oriente per la fama della sua santità ed il numero dei suoi miracoli, venerato parimenti, fatto singolare, da cristiani e da mussulmani.
Proclamato beato nel dicembre 1965 da Paolo VI in occasione della chiusura del
Concilio Vaticano II, fu dallo stesso Papa, oggi anche lui santo, dichiarato nell'ottobre 1977 santo del Libano, di cui è patrono, e della Chiesa universale.
"In un mondo - scriveva Paolo VI - in cui siamo troppo affascinati dalla ricchezza e dalle comodità, Padre Charbel ci aiuta a comprendere il valore insostituibile della povertà, della penitenza e dell'ascetismo, per liberare l'anima affinché sia libera nella sua elevazione verso Dio".
E' forse in queste parole il segreto vero dell'attrazione che questo Santo esercita in ogni parte del mondo su quanti, numerosi, guardano alla sua singolare figura di cercatore e di testimone dell'Unico Necessario, che è Dio.
Nel ringraziarla ancora per essere qui con noi, Padre, a guidare questo momento di preghiera, nel quale desideriamo affidare in modo speciale al Signore la nostra invocazione per la pace nel mondo e in quella benedetta e martoriata terra dei cedri, le rinnovo il mio filiale affetto: ci aiuti con il carisma della sua parola a respirare nonostante il caldo una vera atmosfera di grazia, la dolce ebbrezza dello
Spirito capace di lenire le ferite che ci portiamo nel cuore e a liberare la nostra anima nella sua elevazione verso Dio.
E Dio benedica lei ed il suo instancabile servizio alla Chiesa! Grazie!