Adi Napoli Ponti Rossi - Montesanto

Adi Napoli Ponti Rossi - Montesanto Senza scopo di lucro.

Il peccatore può allontanarsi da Dio con passo deciso, ma quando la grazia lo raggiunge non riesce più a guardare il pro...
07/09/2026

Il peccatore può allontanarsi da Dio con passo deciso, ma quando la grazia lo raggiunge non riesce più a guardare il proprio peccato con gli stessi occhi.

Prima si svia, poi Dio lo istruisce.

Prima giustifica le proprie vie, poi si batte l’anca.

Prima cammina senza vergogna, poi abbassa il capo e confessa: «Ho peccato».

Questo è uno dei miracoli della grazia: Dio non cambia soltanto la strada dell’uomo, cambia gli occhi con cui egli guarda la strada che ha percorso.

Finché il peccato viene difeso, minimizzato o giustificato, il cuore non è ancora veramente piegato. Ma quando Dio accende la Sua luce nella coscienza, ciò che prima sembrava innocente diventa amaro, ciò che sembrava libertà appare come schiavitù, e ciò di cui un tempo ci si vantava diventa motivo di vergogna.

Benedetta quella vergogna che ci conduce ai piedi di Cristo!

Benedetto quel dolore che ci fa desiderare nuovamente la casa del Padre!

Non disperare, anima sviata. Se oggi senti il peso della tua lontananza, non fuggire dalla grazia che ti sta facendo vedere: corri verso Colui che ti sta chiamando.

La stessa mano che apre i tuoi occhi sul peccato è pronta a indicarti il Salvatore.

Dopo lo sviamento, la grazia apre gli occhi;
quando gli occhi si aprono, il cuore si piega;
e quando il cuore si piega, la strada verso casa è davanti a te.

Ci sono momenti in cui la strada sulla quale Dio ci ha posti diventa dura, lenta e incomprensibile. È allora che il cuor...
06/09/2026

Ci sono momenti in cui la strada sulla quale Dio ci ha posti diventa dura, lenta e incomprensibile. È allora che il cuore è tentato di cercare una via più facile.

Ma bada, anima mia: non ogni strada aperta è una strada preparata da Dio.

La fretta è spesso una cattiva consigliera della fede. Abramo scese in Egitto quando venne la carestia; Israele volle tornare indietro quando il deserto divenne difficile; Saul non seppe aspettare Samuele e agì prima del tempo. In tutti questi casi, la pressione del momento cercò di prendere il posto della fiducia in Dio.

La fede, invece, sa aspettare.

Se Dio ti ha indicato una via, non abbandonarla soltanto perché è diventata stretta. È meglio camminare lentamente nella volontà di Dio che correre velocemente fuori da essa.

Non permettere che una difficoltà momentanea ti faccia prendere una decisione permanente. Non lasciare che l’impazienza scelga ciò che dovrebbe essere deciso nella preghiera.

Il Signore non arriva mai in ritardo. Quando sembra tardare, sta ancora governando; quando non comprendi la strada, Egli ne conosce già la fine.

Aspetta il Signore. La strada più sicura non è quella senza ostacoli, ma quella sulla quale Dio ti ha mandato.

L.A

Anima, non misurare la grazia di Dio con le ore che hai perduto! Il Padrone della vigna esce ancora all’undicesima ora.F...
05/09/2026

Anima, non misurare la grazia di Dio con le ore che hai perduto! Il Padrone della vigna esce ancora all’undicesima ora.

Forse il mattino della tua vita è trascorso, il mezzogiorno è stato consumato lontano da Lui e ormai le ombre della sera si allungano. Eppure, se Cristo ti chiama oggi, oggi è ancora tempo di entrare nella Sua vigna.

Non restare ozioso nella piazza dei rimpianti dicendo: «Avrei potuto servire di più, avrei dovuto cominciare prima». Il Padrone non ti chiama a recuperare ieri, ma a consacrarGli ciò che rimane.

Oh, meraviglia della grazia!

Quando gli uomini vedono soltanto un’ora rimasta, Dio vede ancora un servo da chiamare, un’opera da compiere e una vita dalla quale ricevere gloria.

Non disprezzare l’ultima ora. Nelle mani di Cristo, anche ciò che resta può diventare prezioso.

Se hai perduto il mattino, dagli la sera.
Se hai consumato molti anni per te stesso, consacraGli quelli che rimangono.
E se ti restasse una sola ora, fa’ che quell’ora arda interamente per Cristo!

L.A

Il mondo osserva gli avvenimenti e li chiama coincidenze; la fede li guarda alla luce della Parola e ode in essi un sole...
04/09/2026

Il mondo osserva gli avvenimenti e li chiama coincidenze; la fede li guarda alla luce della Parola e ode in essi un solenne richiamo: il Re è alle porte!

Cristiano, non ti è stato comandato di indovinare il giorno, ma di riconoscere il tempo e vegliare.

Quando ciò che Cristo ha annunciato comincia a dispiegarsi davanti ai tuoi occhi, non lasciare che il cuore si addormenti proprio mentre la Sua venuta si avvicina.

Gli uomini continueranno a costruire, comprare, vendere e progettare come se questo mondo dovesse durare per sempre; ma il credente vive con lo sguardo rivolto verso Colui che ritorna.

I segni non sono dati per alimentare la curiosità, ma per risvegliare la santità, ravvivare la speranza e tenere accesa la lampada.

Non temere, dunque, quando il mondo trema. Il Figlio di Dio non ha perduto il governo della storia. Ciò che agli uomini appare come disordine, procede sotto l’occhio sovrano di Dio verso il giorno stabilito.

Alza il capo, anima redenta!
Non aspettare semplicemente degli eventi: aspetta il Re dei Re.
Non è soltanto la fine che si avvicina: è Cristo che viene.

E quando il mondo meno se lo aspetterà, la Chiesa vigilante riconoscerà finalmente Colui che ha atteso:

il Re non sarà più alle porte; il Re sarà venuto.

L.A

Cristiano, non sei stato chiamato a passeggiare in un giardino, ma a combattere su un campo di battaglia. Finché avrai r...
03/09/2026

Cristiano, non sei stato chiamato a passeggiare in un giardino, ma a combattere su un campo di battaglia. Finché avrai respiro, vi sarà qualcosa contro cui levare la spada della fede.

Il mondo ti chiamerà indietro, la carne reclamerà il suo antico dominio, il tentatore scaglierà i suoi dardi; ma tu sei stato chiamato sotto un’altra bandiera e appartieni a un altro Re.

Combatti il buon combattimento della fede!

Non combattere confidando nella forza del tuo braccio, perché presto verrà meno. Combatti guardando a Cristo.

Quando sei debole, aggrappati a Lui; quando sei ferito, aggrappati a Lui; quando il nemico sembra prevalere, aggrappati ancora più saldamente a Lui.

La fede non vince perché possiede una grande forza in se stessa, ma perché si appoggia a un Cristo onnipotente.

E Paolo aggiunge: «Afferra la vita eterna».

Non sfiorarla con una mano esitante. Non trattare le realtà eterne come cose secondarie mentre stringi con entrambe le mani ciò che domani perirà. Afferra ciò che è eterno e lascia cadere ciò che è temporaneo!

Tu non combatti per acquistare la vita eterna con il prezzo delle tue opere. No! Essa è legata alla chiamata della grazia: «alla quale sei stato chiamato».
Ma proprio perché sei stato chiamato, combatti; proprio perché hai ricevuto, custodisci; proprio perché Cristo ti ha afferrato, tu afferra Cristo.

Oh credente, non deporre la spada perché la battaglia è lunga. Non abbandonare il campo perché le ferite sono molte. Non interpretare la durezza del combattimento come prova dell’assenza di Dio. Talvolta le battaglie più feroci si combattono proprio attorno alle cose più preziose.

La fede può tremare, ma afferra.
Può essere ferita, ma combatte.
Può piangere, ma continua a credere.
Può cadere in ginocchio, ma proprio da quelle ginocchia leva il suo grido verso il cielo.

Avanti, dunque, soldato di Cristo!
La notte del combattimento non durerà per sempre. Verrà il giorno in cui la spada sarà deposta, l’armatura non sarà più necessaria e la fede diventerà vista.

Ma fino a quel giorno:
combatti il buon combattimento, tieni stretta la tua presa su Cristo e afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato.

L.A

C’è una mano di Dio che consola, una mano che sostiene, una mano che libera; ma c’è anche una mano che purifica.«Ti rime...
01/09/2026

C’è una mano di Dio che consola, una mano che sostiene, una mano che libera; ma c’è anche una mano che purifica.

«Ti rimetterò la mano addosso». Non è la mano di un nemico che vuole distruggerti, ma quella del divino Raffinatore che non vuole lasciarti come sei.

Dio mette la mano proprio là dove trova la scoria.
Tocca ciò che abbiamo tollerato, scuote ciò a cui ci siamo attaccati, porta alla luce ciò che avevamo nascosto e rimuove ciò che si è mescolato alla nostra vita spirituale.

E talvolta fa male.

La scoria non lascia volontariamente l’argento e il piombo non si separa senza il fuoco.

Vi sono cose che non cadono con una semplice esortazione: devono passare attraverso la fornace di Dio.

Ma osserva la promessa: «Ti purificherò».

Il fuoco, dunque, non è senza scopo. La mano non colpisce alla cieca. Il Signore sa esattamente cosa deve togliere e quanto calore è necessario.

Egli non vuole consumare l’argento, vuole consumare la scoria.

Perciò, quando senti pesante la Sua mano, non guardare soltanto a ciò che stai perdendo; guarda a ciò che Dio sta formando.

La mano che ti purifica oggi sta preparando in te qualcosa che domani rifletterà più chiaramente la gloria di Cristo.

L.A

Ci sono pesi che sarebbero insopportabili, se non fossero portati per amore del Suo Nome.Cristo non disse alla chiesa: “...
30/08/2026

Ci sono pesi che sarebbero insopportabili, se non fossero portati per amore del Suo Nome.

Cristo non disse alla chiesa: “Non hai sofferto”, ma: «Hai sopportato».
Hai conosciuto il peso, hai sentito la fatica, sei passato attraverso opposizioni e prove; eppure non hai abbandonato il cammino.

Quale fu il segreto? «Per amore del mio nome».

Quando Cristo diventa prezioso all’anima, ciò che sopportiamo per Lui acquista un significato diverso. Il peso rimane peso, la prova rimane prova, le lacrime rimangono lacrime; ma l’amore rende possibile portare ciò che altrimenti ci schiaccerebbe.

Forse gli uomini non sanno quanto hai sopportato, ma Cristo lo sa: «Io so».

Egli ha contato ogni lacrima, conosciuto ogni battaglia e visto ogni volta che, pur stanco, hai continuato.

Non misurare dunque soltanto il peso della croce; considera il Nome per il quale la porti.

Perché quando Cristo è il nostro tesoro, possiamo essere stanchi nel cammino senza stancarci del cammino.

Il peso può piegare le spalle, ma l’amore per Cristo mantiene diritto il cuore.

L.A

Sennacherib aveva un esercito; Ezechia e Isaia avevano la preghiera.Il nemico aveva armi, forza e minacce; i servi di Di...
29/08/2026

Sennacherib aveva un esercito; Ezechia e Isaia avevano la preghiera.

Il nemico aveva armi, forza e minacce; i servi di Dio avevano accesso al cielo.

Questo fece la differenza!

Ci sono battaglie nelle quali Dio permette che vengano meno tutte le risorse della terra, affinché impariamo a cercare quelle del cielo.

Quando il braccio dell’uomo non può più raggiungere il problema, il grido della fede può ancora raggiungere Dio.

Ezechia non aveva bisogno di essere più forte di Sennacherib; aveva bisogno che Dio entrasse nella battaglia.

Non misurare dunque il tuo nemico con la tua forza, ma con l’onnipotenza del tuo Dio. Alza il tuo grido! Il cielo non è sordo alla voce della fede.

Una preghiera può salire tremando dalla terra e ritornare come potenza dal cielo.

Quando il popolo di Dio non può più combattere con le proprie forze, può ancora pregare; e quando Dio risponde, ciò che sembrava invincibile scopre improvvisamente di non esserlo davanti all’Onnipotente.

L.A

Ben-Adad era sconfitto. Non aveva più esercito da vantare, forza da opporre, né meriti da presentare. Gli rimaneva una s...
28/08/2026

Ben-Adad era sconfitto. Non aveva più esercito da vantare, forza da opporre, né meriti da presentare. Gli rimaneva una sola speranza: aveva udito che il re contro il quale aveva combattuto era clemente.

Peccatore, questa è anche la tua condizione davanti a Dio.
Hai trasgredito la Sua legge, resistito alla Sua volontà e combattuto contro la Sua sovranità. Ma ascolta la proclamazione del Vangelo: il Re immortale contro il quale hai peccato è grande in misericordia!

Non abbiamo soltanto sentito dire che Egli è misericordioso: lo abbiamo visto al Calvario.

La croce è il proclama del Re ai ribelli: c’è perdono per il colpevole, grazia per l’indegno, riconciliazione per il nemico e vita per chi meriterebbe la condanna.

O ribelle, getta le armi! Non tentare più di giustificarti, non nasconderti dietro le tue opere e non disperare per la grandezza dei tuoi peccati. Se hai scoperto quanto è grande la tua colpa, vieni a scoprire quanto è più grande la Sua misericordia.

Il Re che hai offeso è Colui che ti chiama.
Il Re contro cui ti sei ribellato è Colui che ti offre pace.
Il Re che potrebbe giudicarti è Colui che, in Cristo, proclama misericordia.

Corri dunque al Suo trono: il ribelle che depone le armi ai piedi di Cristo scoprirà che il trono del Re è anche un trono di grazia.

L.A

Vi è una fede che rimane soltanto sulle labbra, ma quando la mano del Signore accompagna la Parola, qualcosa accade nell...
27/08/2026

Vi è una fede che rimane soltanto sulle labbra, ma quando la mano del Signore accompagna la Parola, qualcosa accade nell’uomo: egli non soltanto ascolta, non soltanto approva, ma si volge al Signore.

Questa è la vera conversione: un cambiamento di direzione prodotto dalla grazia di Dio.

Il peccatore che camminava lontano da Cristo ora si volge verso Cristo; ciò che prima amava comincia a perdere il suo dominio, e Colui che prima ignorava diventa il Signore della sua vita.

«credettero e si convertirono al Signore».

La fede autentica non lascia l’uomo nella stessa direzione in cui lo ha trovato.

Quando Cristo viene veramente creduto, Cristo viene anche seguito.

Possiamo ottenere adesioni, suscitare emozioni e riempire luoghi di culto; ma nessuna capacità umana può produrre una conversione. Occorre la mano del Signore.

E quando quella mano afferra un uomo, non gli cambia soltanto le parole: gli cambia la direzione della vita.

La vera conversione non è soltanto credere in Cristo: è volgersi a Cristo perché Egli diventi il Signore della nostra vita.

L.A

Indirizzo

Via Ponti Rossi 113/H/Via Pontecorvo 90
Naples
80100

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Martedì 20:00 - 21:30
Mercoledì 20:00 - 21:30
Giovedì 20:00 - 21:30
Venerdì 20:00 - 21:30
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Domenica 11:00 - 12:30
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