Luce per i tuoi Passi

Luce per i tuoi Passi Questa pagina nasce per tenervi al corrente dei nostri prossimi incontri. Per chi non ci conosce siamo un gruppo di giovani alla ricerca della felicità.

01/01/2023
01/01/2023
08/11/2022
30/09/2021
28/09/2021

La presenza di Dio nelle nostre vite è una brezza leggera, difficile da ascoltare se non si resta in silenzio, eppure è solo attraverso di essa che possiamo vivere a pieno e tutto acquista senso.

Dedichiamo cinque minuti di questo giorno all'ascolto.

Il libro di Osea ci immerge nell'amore di Dio verso il suo popolo Israele.Siamo di fronte a un Dio esclusivo, che string...
27/09/2021

Il libro di Osea ci immerge nell'amore di Dio verso il suo popolo Israele.

Siamo di fronte a un Dio esclusivo, che stringe l'uomo a sé in un amore puro e sincero.

Dio ci conduce per mano nel deserto e parla ai nostri cuori per donarci la Sua intima amicizia.

Domani alle 18.00 su Google Meet ci incontriamo per parlare di libertà: cosa vuol dire essere liberi? Come si costruisce...
22/10/2020

Domani alle 18.00 su Google Meet ci incontriamo per parlare di libertà: cosa vuol dire essere liberi? Come si costruisce la strada della libertà?

L'incontro ha la durata di un'ora e sarà possibile intervenire attraverso la chat per porre osservazioni e domande.
A domani!

Un nuovo evento è alle porte! Questo periodo trascorso è stato particolare e lo è ancora per tutti. Per questo motivo, è...
22/06/2020

Un nuovo evento è alle porte! Questo periodo trascorso è stato particolare e lo è ancora per tutti. Per questo motivo, è importante ripartire con la giusta carica e una buona dose di ottimismo di qualità.

Proponiamo 4 incontri in videochiamata su Google Meet (il link sarà messo qui sulla pagina) in un minipercorso spirituale insieme. Gli incontri sono brevi e mirano ad essere diretti e senza fronzoli.

Il primo incontro si tiene il 30 Giugno dalle 18.30 alle 19.20 e parleremo del cambiamento inteso come trasformazione.

Vi aspettiamo ❤🥰

16/05/2020

"Oggi è la Giornata mondiale della famiglia. Preghiamo per le famiglie, perché cresca nelle famiglie lo Spirito del Signore, lo spirito di amore, di rispetto, di libertà."
“Dov’è rigidità non c’è lo Spirito di Dio, perché lo Spirito di Dio è libertà”. E questa gente toglieva “la libertà dello Spirito di Dio e la gratuità della Redenzione”. Ma “la giustificazione è gratuita. La morte e la Risurrezione di Cristo è gratuita. Non si paga, non si compra: è un dono”.
“Nel Libro degli Atti degli Apostoli - ha detto il Papa - vediamo che nella Chiesa, all’inizio, c’erano tempi di pace”, ma “c’erano anche tempi di persecuzione” e “tempi di turbamento. E questo è l’argomento della prima lettura di oggi: un tempo del turbamento”.

Nella Messa di ieri (15/05/20) a Santa Marta, Papa Francesco ha pregato per le famiglie e ho voluto riportare stralci dell'intenzione. Della sua omelia mi ha interessato riascoltare il passo degli Atti degli Apostoli (Ay 15, 22-31), ove Paolo e Barnaba vengono inviati presso i pagani convertiti di Antiochia, e sono rimasto a riflettere poi su diversi argomenti: il turbamento dei discepoli rimasti senza incarico; i farisei divenuti cristiani; la felicità sopraggiunta dopo aver ricevuto lo Spirito Santo e infine la Risurrezione come dono.
Con voi mi sento di condividere soprattutto il momento della preghiera per le famiglie, perchè anche oggi viviamo un "altro"momento di turbamento ed è importante che i nuclei familiari siano uniti nell'amore, nel rispetto e nella libertà.
Ma tutto questo è possibile solo se non c'è "rigidità" perchè altrimenti viene a mancare la possibilità che lo Spirito di Dio cresca nelle nostre famiglie e che queste possano essere davvero il punto di riferimento morale di cui abbiamo sempre bisogno, anche ora che invece non vediamo l'ora di uscire per riabbracciare gli amici.

Vorrei concludere questa mia breve riflessione con la trascrizione di una preghiera importante, perchè è con questa che ieri il Papa ci ha invitato a fare la Comunione spirituale, dopo che materialmente ne abbiamo mancate tante in questi ultimi mesi. E così come sono importanti la famiglia e le preghiere in generale, è altresì importante il momento della Comunione a 360°; sono questi gli aspetti che possono aiutare a dare sostanza alla forma di e soprattutto alla nostra vita in ogni momento.

07/05/2020

22Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. 23Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». 24Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano». 25Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. 26E lo rimandò a casa dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

Ho scelto questo brano perché credo che I miracoli di Gesú non siano mai scontati e abbiano ancora molto da dirci...Tre cose mi colpiscono qui:
1) la saliva che Gesù usa per guarire, qualcosa di molto carnale e poco divino, come a volerci dire "guarda che lo strumento dei miracoli è quello umano, non hai bisogno di niente di più di cio che hai già,anche tu puoi fare miracoli nel quotidiano!"
2) la presa di coscienza che Gesù chiede al cieco: Gesù non decide di guarirlo e basta ma mette prima alla prova il suo desiderio di vedere! Lo interroga, gli chiede di sforzarsi, anche se non vede ancora bene e non distingue ció che ha davanti gli chiede "cosa vedi?". Questo è importante, se non desideriamo ardentemente di essere aiutati da Dio, lui non potrà fare niente per noi.
3) l'ultima frase con cui Gesù dice all'ex-cieco di non farsi vedere più al villaggio: questo perché la gente non ci crederà mai a chi gli racconta di aver ricevuto un miracolo, a volte stentiamo a riconoscere a Dio I miracoli che avvengono nella nostra vita, figurati quelli delle vite degli altri! La risposta sarebbe stata solo di incredulità e beffa e Gesù è molto razionale su questo, lo sa bene. La fede è un'esperienza che ciascuno deve fare di persona, non si puo vivere "per sentito dire"

07/05/2020

Buongiorno a tutti🐱

Oggi vorrei portarvi con me nella riflessione sulla preghiera. Spesso nel gruppo ci siamo chiesti: preghiamo nel modo corretto? C'è un modo giusto di pregare? A queste parole possiamo rispondere con il vangelo secondo Luca:

In quel tempo Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
3dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
4e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

Il problema, tuttavia, almeno per me, parte dal principio: come ci si mette in preghiera? Come si fa ad abbandonarsi a quella che papa Francesco, nel Gaudete et exsultate, chiama "orazione perpetua", secondo cui la nostra dovrebbe essere una preghiera incessante, continua, sempre presente?
A proposito di questo mi sono ricordata delle parole del papa che richiamano ad un trattato/racconto sulla preghiera:

Prego tuttavia che non intendiamo il silenzio orante come un’evasione che nega il mondo intorno a noi. Il “pellegrino russo”, che camminava in preghiera continua, racconta che quella preghiera non lo separava dalla realtà esterna: «Se mi capitava di incontrare qualcuno, tutte quelle persone senza distinzione mi parevano altrettanto amabili che se fossero state della mia famiglia. […] Non solo sentivo questa luce dentro la mia anima, ma anche il mondo esterno mi appariva bellissimo e incantevole"
(Gaudete et exsultate 152)

La preghiera, dunque, non ci mette in contatto solo con noi stessi e con Dio, ma si sviluppa anche nella relazione con gli altri.
Questa è stata l'occasione per riprendere in mano il testo del pellegrino russo che ci ricorda che la preghiera è alla portata di tutti:

"Ciò che illumina la mia ignoranza è l'orazione interiore che ho appreso non per merito mio, ma per grazia divina e per insegnamento del mio padre spirituale. E ciò è possibile a tutti. Basta calarsi in silenzio nelle profondità del proprio cuore e invocare sempre più spesso il radioso Nome di Gesù Cristo. Allora tutto sarà chiaro in questa luce, perfino, in certi attimi, alcuni misteri del regno di Dio. Ed è già uno straordinario mistero quando l'uomo scopre questa possibilità di sondare le profondità del proprio essere, di vedersi dall'interno, di gioire nella conoscenza di sé, di intenerirsi e di piangere dolcemente sulla sua caduta e la sua volontà pervertita".
(Il pellegrino russo, quarto racconto).

Molto spesso diciamo "non ho tempo", "non mi sento in vena di pregare oggi", ma dovremmo iniziare la preghiera come un piccolo esercizio: tutte le abitudini prima di diventare piacevoli momenti giornalieri sono state inizialmente delle forzature rispetto alla nostra routine giornaliera. Gesù e la tradizione cristiana ci insegnano, che questo esercizio, divenuto abitudine, è in grado di colmare di gioia vera la nostra vita. Perché non provare?

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Via Luca Giordano, 2
Naples
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