Sulle orme di Maria

Sulle orme di Maria Sulle orme di Maria, è una pagina religiosa cattolica, dedicata ai devoti di Maria e di San Giustino.

Ci sono persone che parlano sempre di ciò che faranno e persone che, nel silenzio, costruiscono il bene ogni giorno. Da ...
22/06/2026

Ci sono persone che parlano sempre di ciò che faranno e persone che, nel silenzio, costruiscono il bene ogni giorno. Da quale parte stiamo?
La frase di Don Luigi Maria Epicoco ci provoca profondamente: «Per rimanere in piedi bisogna diminuire le parole e far aumentare i fatti.» Viviamo in un tempo in cui si parla tanto, si promette tanto, si commenta tutto. Ma il Vangelo ci ricorda che Dio guarda i frutti, non i discorsi.
San Giuseppe non pronuncia neppure una parola nei Vangeli, eppure la sua vita è un capolavoro di fede, di responsabilità, di amore concreto. Ha custodito Maria, ha protetto Gesù, ha lavorato nel nascondimento, ha obbedito senza clamore. Ha fatto della sua esistenza un “sì” silenzioso e operoso.
Forse anche noi dobbiamo porci qualche domanda scomoda:
* Le mie parole sono più grandi dei miei gesti?
* Parlo di amore, ma amo davvero?
* Parlo di fede, ma mi fido di Dio nelle prove?
* Parlo di perdono, ma so perdonare?
* Parlo di ca**tà, ma mi faccio vicino a chi soffre?
Il mondo non ha bisogno di cristiani che parlino continuamente di Dio; ha bisogno di uomini e donne che rendano Dio visibile attraverso la loro vita. Le parole passano, le opere d’amore restano. Il rumore impressiona per un momento, il bene compiuto nel silenzio trasforma per sempre.
Chiediamo a San Giuseppe la grazia di essere persone vere, capaci di parlare meno e amare di più, di apparire meno e servire di più, di cercare meno applausi e più fedeltà. Perché la santità non fa rumore: costruisce, custodisce, ama e rimane in piedi anche nelle tempeste.
✍️ Suor Maria Santa Sparaco

“𝑫𝒊𝒐 𝒗𝒆𝒅𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐…”𝐕𝐀𝐍𝐆𝐄𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐎𝐋𝐄𝐃𝐈' 𝟭𝟳 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢Riflessione a cura di don Mario Russo (𝘔𝘵 6,1-6.16-18)𝙍𝙄𝙁𝙇𝙀𝙎𝙎𝙄𝙊𝙉𝙀....
18/06/2026

“𝑫𝒊𝒐 𝒗𝒆𝒅𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐…”

𝐕𝐀𝐍𝐆𝐄𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐎𝐋𝐄𝐃𝐈' 𝟭𝟳 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢
Riflessione a cura di don Mario Russo (𝘔𝘵 6,1-6.16-18)

𝙍𝙄𝙁𝙇𝙀𝙎𝙎𝙄𝙊𝙉𝙀...
𝙀' 𝙗𝙚𝙣𝙚 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖𝙧𝙘𝙚𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙪𝙤’ 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙙𝙪𝙚 𝙢𝙤𝙙𝙞: 𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙞𝙖𝙘𝙚𝙧𝙘𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙡𝙤𝙙𝙞 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞... 𝙤𝙥𝙥𝙪𝙧𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙥𝙞𝙖𝙘𝙚𝙧𝙚 𝙖 𝘾𝙤𝙡𝙪𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙨𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙤 𝙫𝙚𝙙𝙚 𝙚 𝙖𝙢𝙖 (𝘿𝙄𝙊). 𝘼𝙗𝙞𝙩𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙪𝙣 𝙚𝙥𝙤𝙘𝙖 𝙞𝙣 𝙘𝙪𝙞 𝙨𝙞 𝙫𝙞𝙫𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙤 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙪𝙞... 𝙙𝙚𝙡 𝙜𝙞𝙪𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙪𝙞... 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙚𝙣𝙨𝙤 /𝙘𝙤𝙢𝙥𝙞𝙖𝙘𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙪𝙞... 𝙙𝙚𝙞 "𝙢𝙞 𝙥𝙞𝙖𝙘𝙚” 𝙙𝙞 𝙛𝙖𝙘𝙚𝙗𝙤𝙤𝙠! 𝙇𝙖 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙞𝙩𝙖’ 𝙚’ 𝙛𝙖𝙡𝙨𝙖𝙩𝙖... 𝙨𝙩𝙚𝙣𝙩𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙖𝙙 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙞𝙤’ 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙞𝙤’ 𝙘𝙝𝙚 𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞 𝙫𝙤𝙜𝙡𝙞𝙤𝙣𝙤 𝙣𝙤𝙞 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤. 𝘼𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙞𝙣𝙚, 𝙘𝙞𝙧𝙘𝙤𝙡𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙞𝙪’ 𝙢𝙖𝙨𝙘𝙝𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙞! 𝙉𝙤𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙞𝙪’ 𝙣𝙤𝙞!!! 𝙎𝙖𝙣 𝙋𝙖𝙤𝙡𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙡𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙖 𝙖𝙜𝙡𝙞 𝙚𝙛𝙚𝙨𝙞𝙣𝙞 (6,6), 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖 𝙙𝙞 "𝙨𝙘𝙝𝙞𝙖𝙫𝙞𝙩𝙪’ 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞"... 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙞 𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚 𝙨𝙘𝙝𝙞𝙖𝙫𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙤 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙪𝙞! 𝙎𝙤𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙞 𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 (𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙦𝙪𝙚 𝙨𝙞𝙖!!!) 𝙪𝙣 𝙘𝙖𝙥𝙤𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤 𝙪𝙨𝙘𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙢𝙖𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝘿𝙞𝙤... 𝙚’ 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙤 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙖𝙣𝙖𝙜𝙡𝙤𝙧𝙞𝙖. 𝙀 𝙘𝙤𝙨ì 𝙡𝙚 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙚 (𝙙𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙨𝙚 𝙗𝙪𝙤𝙣𝙚)... 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙗𝙪𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙢𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙞𝙨𝙪𝙧𝙖 𝙞𝙣 𝙘𝙪𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙨𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙤 𝙚 𝙙𝙪𝙣𝙦𝙪𝙚 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙙𝙖𝙫𝙖𝙣𝙩𝙞 𝙖 𝘿𝙞𝙤. 𝙋𝙧𝙚𝙜𝙝𝙞𝙚𝙧𝙖, 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙪𝙣𝙤 𝙚𝙙 𝙚𝙡𝙚𝙢𝙤𝙨𝙞𝙣𝙖 (𝙞 𝙥𝙞𝙡𝙖𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙡𝙞𝙜𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚’ 𝙙𝙚𝙛𝙞𝙣𝙞𝙨𝙘𝙤𝙣𝙤 𝙞𝙡 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙧𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝘿𝙞𝙤, 𝙘𝙤𝙣 𝙡𝙚 𝙘𝙤𝙨𝙚 𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞)... 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙣𝙜𝙤𝙣𝙤 𝙖𝙡 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙖𝙡 𝙥𝙖𝙡𝙘𝙤𝙨𝙘𝙚𝙣𝙞𝙘𝙤! 𝙄𝙣 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖 𝙗𝙪𝙤𝙣𝙖 𝙚’ 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙞𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙤 𝙞𝙡 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤. 𝙎𝙚 𝙡𝙤 𝙘𝙚𝙧𝙘𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞, 𝙣𝙤𝙣 𝙣𝙚 𝙖𝙫𝙧𝙤’ 𝙢𝙖𝙞 𝙖𝙗𝙗𝙖𝙨𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖... 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙚𝙧𝙤’ 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙨𝙘𝙝𝙞𝙖𝙫𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙜𝙞𝙪𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙞𝙢𝙢𝙖𝙜𝙞𝙣𝙚 ( 𝙞𝙙𝙤𝙡𝙖𝙩𝙧𝙞𝙖!); 𝙨𝙚 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙞 𝘿𝙞𝙤... 𝙀𝙜𝙡𝙞 𝙨𝙖𝙥𝙧𝙖’ 𝙚 𝙩𝙞 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙢𝙥𝙚𝙣𝙨𝙚𝙧𝙖

Gesù, Maria e Giuseppe 🙏🏻
17/06/2026

Gesù, Maria e Giuseppe 🙏🏻

Non chiediamo a Dio di toglierci la croce, perché spesso è proprio lì che si rivela il senso più vero della nostra vita....
12/06/2026

Non chiediamo a Dio di toglierci la croce, perché spesso è proprio lì che si rivela il senso più vero della nostra vita. Chiediamogli piuttosto di renderci capaci di portarla.
La croce non è cercata, non è desiderata, arriva e basta. Ci espone alla nostra fragilità, ci spoglia delle illusioni di controllo, ci costringe a fare i conti con ciò che siamo davvero. Ma è anche il luogo in cui smettiamo di affidarci solo alle nostre forze e impariamo, a volte nel silenzio e nel pianto, ad appoggiarci a Dio.

Gesù non ha mai nascosto questa verità. È stato chiaro, disarmante, senza sconti quando ha detto:
«Chiunque vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Vangelo secondo Matteo 16,24).
Non dice “la croce in generale”, ma la sua croce. Quella personale, concreta, quotidiana. Quella che pesa proprio dove siamo più vulnerabili.

Portare la croce non significa rassegnarsi, né fingere che il dolore non faccia male. Significa attraversarlo senza chiudere il cuore, lasciando che Dio cammini con noi passo dopo passo. È chiedergli non una vita più facile, ma un cuore più saldo. Non l’assenza della fatica, ma una presenza che non ci abbandona.

Perché Dio non ci ha promesso la felicità su questa terra, ma una comunione che inizia già nel dolore e si compie oltre il dolore. La grazia, spesso, non sta nel cambiare la strada, ma nel darci la forza di percorrerla fino in fondo, con C risto accanto, portando la croce insieme a Lui.🙏🏼❤️(web)

Oggi è la Solennità del Corpus Domini e cioè festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini).  E' una Fest...
07/06/2026

Oggi è la Solennità del Corpus Domini e cioè festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini).
E' una Festa cattolica in onore del Sacramento dell'Eucaristia, che si celebra 60 giorni dopo la Pasqua.
Questa festa è stata istituita dopo il "miracolo eucaristico di Bolsena" nel quale dall'ostia uscirono alcune gocce di sangue per testimoniare della reale presenza del Corpo di Cristo. Si festeggia il giovedì dopo la festa della Ss. Trinità anche se in alcuni Paesi come l'Italia è stata spostata alla domenica successiva.


Bolsena è celebre per il suo miracolo, avvenuto nel 1263, quando un Sacerdote boemo pellegrino di passaggio, celebrando la S. Messa sull’altare della martire, ancora tanto onorata a Bolsena, tormentato dal dubbio circa la reale presenza di Gesù Cristo nell’Eucaristia, cioè circa la «transustanziazione» del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del Signore, vede che il Sangue bagna la piccola tovaglia, detta Corporale, sulla quale è compiuto il santo rito del sacrificio eucaristico. Meraviglia e stupore dei presenti. Subito il sacro Corporale, macchiato dal Sangue divino, fu portato alla vicina Orvieto, dove allora risiedeva il Papa, nostro lontano predecessore, Urbano IV (1261-1264), il quale, verificato il prodigio, istituì la festa del « Corpus Domini », dando così estensione in tutta la Chiesa al culto pubblico e solenne dell’Eucaristia, già diffuso in quegli anni nelle Fiandre (in reazione all’eresia di Berengario contraria appunto alla transustanziazione). Ne derivarono due capolavori : il Duomo di Orvieto, e l’officiatura liturgica di S. Tommaso d’Aquino, allora vivente, sull’Eucaristia. Orvieto conservò il Corporale del miracolo, ma Bolsena la memoria ed il culto del fatto originario; così che, dopo non breve attesa, noi oggi conferiremo alla Chiesa del miracolo il titolo di Basilica minore.

In ITALIA abbiamo:Siti ed edifici storici
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano è avvenuto circa l'anno settecento. Ciò si desume da circostanze e concomitanze storiche dovute alla p***ecuzione in Oriente da parte dell'Imperatore Leone III, l'Isaurico, il quale iniziò una feroce p***ecuzione contro la Chiesa e il culto delle immagini sacre (iconoclastia). In concomitanza della "lotta iconoclasta" nella Chiesa orientale, molti monaci greci si rifugiarono in Italia, tra essi i monaci basiliani, discepoli di San Basilio (329-379) Vescovo di Cesarea di Cappadocia (nell'attuale Turchia Orientale). Alcune comunità di esse si rifugiarono a Lanciano.

Un giorno un monaco mentre celebrava la Santa Messa fu assalito dal dubbio circa la presenza reale di Gesù nella Santa Eucaristia. Pronunziate le parole della consacrazione sul pane e sul vino, all'improvviso, dinanzi ai suoi occhi vide il pane trasformarsi in Carne, il vino in Sangue.

La tradizione, non attenta come noi oggi ai particolari delle vicende umane, non ci ha consegnato i dati anagrafici del monaco-sacerdote tra le cui mani si è verificato lo straordinario e inatteso mutamento. Sappiamo che era un monaco di rito orientale, greco, appartenente alla grande famiglia spirituale dei basiliani. Un documento del 1631, che riferisce il Prodigio con dovizia di particolari, ci aiuta ad entrare nel mondo interiore dell'anonimo protagonista, dipingendolo "non ben fermo nella fede, letterato nelle scienze del mondo, ma ignorante in quelle di Dio; andava di giorno in giorno dubitando, se nell'ostia consacrata vi fosse il vero Corpo di Cristo e così nel vino vi fosse il vero Sangue".
Un uomo dunque tormentato dal dubbio, disorientato dalle varie correnti d'opinione, anche nel campo della fede, lacerato dalla inquietudine quotidiana.Famiglia

Quale fu la sua reazione di fronte alla inattesa mutazione che coinvolse anche le specie sacramentali? Attingendo dal citato documento, leggiamo: "Da tanto e così stupendo miracolo atterrito e confuso, stette gran pezzo come in una divina estasi trasportato; ma, finalmente, cedendo il timore allo spirituale contento, che gli riempiva l'anima, con viso giocondo ancorché di lacrime asperso, voltatosi alle circostanti, così disse: 'O felici assistenti ai quali il Benedetto Dio per confondere l'incredulità mia ha voluto svelarsi in questo santissimo Sacramento e rendersi visibile agli occhi vostri. Venite, fratelli, e mirate il nostro Dio fatto vicino a noi'". E' il sentimento comune che si accompagna ad ogni esperienza di Dio e del suo misterioso agire con i figli degli uomini. Il pane e il vino, investiti dalla forza creatrice e santificatrice della Parola, si sono mutati improvvisamente, totalmente e visibilmente in Carne e Sangue.

Oggi sei invitato ad entrare nel Mistero della SS. Trinità e nell'intimità di Dio. Chi entra in Dio non desidera altri b...
31/05/2026

Oggi sei invitato ad entrare nel Mistero della SS. Trinità e nell'intimità di Dio.
Chi entra in Dio non desidera altri beni, perché ha con sé il Sommo Bene; in lui non c'è aridità né angoscia ma solo il tenero pensiero di Dio e il desiderio di lodarlo di continuo.
Chi vive in intimità con Dio è sempre lieto e vive nella quiete, non si turba di nulla, perché ha trovato il suo riposo nel celeste Sposo.
Nell'intimità con Dio, all'anima assetata viene concessa l'acqua in abbondanza. E non le manca certo la croce, ma la croce na la turba e non le toglie la pace. Ogni prova passa presto, come una grande ondata a cui subito segue la bonaccia. La dolce presenza di Dio subito le fa dimenticare tutto.
(Pagina Dono Di Dio)

Vieni, o Santo Spirito,un solo Dio con il Padre e con il figlio! Ti adoro nella tua opera della miracolosa formazione de...
24/05/2026

Vieni, o Santo Spirito,un solo Dio con il Padre e con il figlio! Ti adoro nella tua opera della miracolosa formazione dell’umanità di Gesù nella SS. Vergine Maria madre di Dio!
Vieni a formare nelle nostre anime e in tutta l umanità Gesù Cristo, l oggetto delle compiacenze divine,sicché tutto il mondo e tutti i secoli siano un cantico unico di gloria e di amore all adorabile Dio eterno Padre, per mezzo del suo divin Figlio in te , o Santo Spirito di Dio!
(Devozionale San Giustino)

Buona Pentecoste con Gesù,Maria e Giuseppe 🙏🏻

𝗦𝗔𝗡𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔, prega per noi🙏🏻❤️𝙇𝙚 𝙖𝙥𝙞 𝙙'𝙤𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙪𝙡𝙡𝙖Tanto tempo fa, tra le bellissime e verdi montagne dell'U...
22/05/2026

𝗦𝗔𝗡𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔, prega per noi🙏🏻

❤️𝙇𝙚 𝙖𝙥𝙞 𝙙'𝙤𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙪𝙡𝙡𝙖
Tanto tempo fa, tra le bellissime e verdi montagne dell'Umbria, in un paesino chiamato Roccaporena, nacque una bambina di nome Margherita, che tutti chiamavano affettuosamente Rita. Si racconta che quando era ancora piccolissima nella sua culla, un giorno arrivò uno sciame di api bianche e dorate. Invece di pungerla, le api entravano e uscivano dolcemente dalla sua bocca, lasciandole gocce di miele dolcissimo. Fin da neonata, Rita portava con sé un segno speciale di pace e dolcezza.

❤️𝙐𝙣 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙖𝙘𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤
Crescendo, Rita divenne una mamma e una moglie esemplare, ma la vita a quei tempi era difficile e c'erano molti bisticci violenti tra le famiglie del paese. Quando purtroppo p***e suo marito e i suoi due figli a causa di queste brutte liti, Rita non lasciò spazio alla rabbia o alla vendetta nel suo cuore. Al contrario, si rimboccò le maniche e lavorò con una pazienza infinita per far fare la pace a tutti i rivali, insegnando che il perdono è l'unica medicina che guarisce le ferite.

❤️𝙄𝙡 𝙗𝙖𝙨𝙩𝙤𝙣𝙘𝙞𝙣𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙣𝙚 𝙫𝙞𝙩𝙚
Più tardi, Rita entrò in un convento a Cascia per dedicarsi completamente a fare del bene. Per metterla alla prova, la Madre Superiora le diede un compito bizzarro: "Prendi questo rametto di legno secco, piantalo nell'orto e annaffialo ogni giorno". Rita ubbidì con grande umiltà e sorriso. Giorno dopo giorno, versò l'acqua sul legno secco e, ecco il miracolo: quel rametto prese vita, mise le radici e si trasformò in una splendida vite carica di uva dolcissima, che ancora oggi dopo secoli cresce in quel cortile!

❤️ 𝙐𝙣𝙖 𝙧𝙤𝙨𝙖 𝙞𝙣 𝙥𝙞𝙚𝙣𝙤 𝙞𝙣𝙫𝙚𝙧𝙣𝙤
Quando Rita divenne anziana e si ammalò, una sua cugina andò a trovarla in un freddissimo giorno di gennaio. C'era tantissima neve fuori e tutto era gelato. Rita, con un filo di voce, le fece una richiesta strana: "Vai nel giardino della mia vecchia casa e portami una rosa e due fichi". La cugina pensava che Rita stesse sognando, ma andò a controllare. Incredibile: in mezzo alla neve gelata, spuntavano una rosa rossa bellissima e profumata e due fichi maturi! La natura aveva ubbidito al cuore d'oro di Rita.

❤️@𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙘𝙞 𝙞𝙣𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙖 𝙍𝙞𝙩𝙖?
Rita ci insegna che per il bene non esiste nulla di impossibile. Ci mostra che con il perdono e la gentilezza si possono sciogliere i cuori più duri, proprio come il sole scioglie la neve. Ci insegna che anche quando tutto intorno a noi sembra freddo e difficile, se manteniamo la speranza e l'amore, possiamo far nascere dei bellissimi fiori di pace ogni singolo giorno.
𝓜𝓪𝓶𝓶𝓪𝓣𝓾𝓵𝓲𝓹𝓪𝓷𝓸 🌷

Domenica 24 Maggio, Pentecoste Che cos’è la Pentecoste?Il giorno di Pentecoste si celebra la discesa dello Spirito Santo...
20/05/2026

Domenica 24 Maggio, Pentecoste
Che cos’è la Pentecoste?

Il giorno di Pentecoste si celebra la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e sugli apostoli riuniti nel Cenacolo, un evento che segna la nascita della Chiesa e l'inizio della sua missione nel mondo.

La festività, celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua, si articola nei seguenti punti principali:

Eremo Abbazia di Santo Spirito a Maiella
La discesa dello Spirito Santo: Secondo il racconto del Nuovo Testamento (Atti degli Apostoli), mentre i discepoli erano riuniti, si udì un forte fragore simile a un vento impetuoso e apparvero delle lingue di fuoco che si posarono su ciascuno di loro.
Il dono delle lingue: Tutti i presenti furono colmati dallo Spirito Santo e iniziarono a parlare in lingue diverse. Questo permise alla folla accorsa a Gerusalemme di comprendere il messaggio cristiano ciascuno nella propria lingua, superando la barriera linguistica.
La nascita della Chiesa: Questo momento trasformò i discepoli da uomini impauriti a coraggiosi missionari. Dopo il discorso pubblico dell'apostolo Pietro, quel giorno si convertirono circa tremila persone🙏🏻❤️

Inaugurazione e benedizione della statua di San Giustino, nel Giardino deiSanti, nel Santuario di Pompei🙏🏻
16/05/2026

Inaugurazione e benedizione della statua di San Giustino, nel Giardino dei
Santi, nel Santuario di Pompei🙏🏻

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