Mudita - Gruppo di meditazione presso il Napoli Buddhist Vihara

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Mudita - Gruppo di meditazione presso il Napoli Buddhist Vihara Meditazione il sabato alle 17:30

Sabato 13 giugno tornerà al Napoli Buddhist Vihara il maestro Gino Sansone, col quale svolgeremo pratiche di asana, pran...
09/06/2026

Sabato 13 giugno tornerà al Napoli Buddhist Vihara il maestro Gino Sansone, col quale svolgeremo pratiche di asana, pranayama e meditazione. Ascolteremo poi un insegnamento di Yoga Dharma.

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐚𝐧𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟕:𝟎𝟎, 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝟓𝟎 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞. I posti sono già tutti prenotati, ma è possibile essere inseriti in lista d’attesa per l’eventualità che dei prenotati rinuncino.

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐚𝐧𝐚𝐲𝐚𝐦𝐚 𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟖:𝟎𝟎, 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

La conclusione è prevista prima delle 20:00.

Chi partecipa alle pratiche di asana deve portare il tappetino yoga.

È suggerito un abbigliamento comodo, se possibile di colore bianco o comunque chiaro.

Il tempio si trova in via G. Tomasi di Lampedusa n.91, nei pressi della fermata “Frullone” della Metropolitana, Linea 1.

Per chi viene in macchina o in moto, ricordiamo che i veicoli vanno parcheggiati fuori dal parco in cui si trova il tempio. Accanto alla stazione “Frullone” c’è un ampio parcheggio pubblico.

Per informazioni e contatti:
- email: [email protected]
- tel. 3498159967 (Antonio); 3287619750 (Loredana).

Grazie a tutti per questa sera. Questa è l’edizione del Majjhima Nikāya da cui è tratto il sutta che, per estratto, abbi...
06/06/2026

Grazie a tutti per questa sera. Questa è l’edizione del Majjhima Nikāya da cui è tratto il sutta che, per estratto, abbiamo letto dopo la meditazione e che trascrivo qui di seguito:

[…] Il contabile Moggallāno, il brāhmano, disse al Sublime così:
“Or che dunque: i discepoli del signore Gotamo, così ammaestrati, così istruiti dal signore Gotamo, tutti raggiungono l’assoluta, perfetta estinzione; od alcuni non la raggiungono?”
“Alcuni discepoli certo, o brāhmano, da me così ammaestrati, così istruiti, possono raggiungere l’assoluta, perfetta estinzione: alcuni altri non la raggiungono.”
“Or quale è dunque, o Gotamo, la ragione, quale la causa, che, mentre v’è appunto l’estinzione, v’è la via per l’estinzione, v’è il signore Gotamo ad indicarla, avviene che dei discepoli del signore Gotamo, da lui così ammaestrati, così istruiti, alcuni possono raggiungere l’assoluta, perfetta estinzione, alcuni altri non la raggiungono?”
“Allora dunque, o brāhmano, io t’interrogherò proprio su ciò: come ti piacerà, così risponderai. Tu che pensi, brāhmano: sei tu pratico della via che mena a Rajagaham?”
“Sì, Signore: io sono pratico della via che mena a Rajagaham!”
“Or che pensi, brāhmano: Ecco, arrivasse un uomo, che vuole andare a Rajagaham. Egli, avvicinandosi a te, dicesse così: ‘Io desidero, Signore, di andare a Rajagaham: indicamene la via’. A costui tu dicessi così: ‘Ecco, buon uomo: questa è la via che va a Rajagaham; va quindi un poco per essa; quando sarai andato per un poco, vedrai un certo villaggio; va quindi ancora innanzi; quando sarai andato ancora innanzi, vedrai un certo borgo; va quindi ancora innanzi; quando sarai andato ancora innanzi, vedrai i deliziosi giardini, i deliziosi parchi, i deliziosi campi, i deliziosi bacini di Rajagaham’. Ed egli, da te così ammaestrato, così istruito, prendendo una falsa via, andasse in altra direzione. Poi arrivasse un altro uomo che vuole andare a Rajagaham. Egli, avvicinandosi a te, dicesse così: ‘Io desidero, Signore, di andare a Rajagaham: indicamene la via’. A costui tu dicessi così: ‘Ecco, buon uomo: questa è la via che va a Rajagaham; va quindi un poco per essa; quando sarai andato per un poco, vedrai un certo villaggio; va quindi ancora innanzi; quando sarai andato ancora innanzi, vedrai un certo borgo; va quindi ancora innanzi; quando sarai andato ancora innanzi, vedrai i deliziosi giardini, i deliziosi parchi, i deliziosi campi, i deliziosi bacini di Rajagaham’. Ed egli, da te così ammaestrato, così istruito, giungesse in salvamento a Rajagaham. – Or quale è dunque, o brāhmano, la ragione, quale la causa, che, mentre v’è appunto Rajagaham, v’è la via per Rajagaham, vi sei tu ad indicarla, pur da te così ammaestrato, così istruito, un uomo, prendendo la falsa via, andrebbe in altra direzione, mentre un altro uomo giungerebbe in salvamento a Rajagaham?”
“Cosa posso io farci, o Gotamo? Io ho indicato la giusta via!”
“Or così anche appunto, o brāhmano, mentre v’è appunto l’estinzione, vi sono io ad indicarla, avviene però che dei miei discepoli, così da me ammaestrati, così istruiti, alcuni raggiungono l’assoluta, perfetta estinzione, alcuni altri non la raggiungono.” […]
“Benissimo, o Gotamo, benissimo, o Gotamo! Così come quasi, o Gotamo, se si raddrizzasse ciò che è rovesciato, o si scoprisse ciò che è coperto, o si mostrasse la via a sviati, o si portasse luce nell’oscurità: ‘Chi ha occhi vedrà le cose’: or così anche appunto dal signore Gotamo in vario modo è stata esposta la Dottrina. Così io prendo per rifugio il signore Gotamo, la Dottrina e l’Ordine dei mendicanti: quale seguace voglia il signore Gotamo ritenermi, da oggi per la vita fedele.”

Majjhima Nikāya, 107, (estratto); in K.E. Neumann, G. De Lorenzo (traduzione), “I discorsi di Gotamo Buddho del Majjhimanikāyo”, Laterza, 1927.

Anche questo sabato, 6 giugno, avremo la nostra consueta meditazione presso il Napoli Buddhist Vihara, il tempio buddhis...
03/06/2026

Anche questo sabato, 6 giugno, avremo la nostra consueta meditazione presso il Napoli Buddhist Vihara, il tempio buddhista Theravada di Napoli.

L’incontro si svolge dalle 17:30 alle 18:45 circa.

Il tempio si trova in via G. Tomasi di Lampedusa n.91, nei pressi della fermata “Frullone” della Metropolitana, Linea 1.

L’accesso è gratuito e senza necessità di prenotazione. È preferibile indossare un abbigliamento comodo.

Per chi viene in macchina o in moto, ricordiamo che i veicoli vanno parcheggiati fuori dal parco in cui si trova il tempio. Accanto alla stazione “Frullone” c’è un ampio parcheggio pubblico.

Per informazioni e contatti:
- email: [email protected]
- tel. 3498159967 (Antonio); 3928799972 (Antonello); 3287619750 (Loredana)

Sabato 30 maggio alle 16:15 incontreremo al Tempio la A.S.D. Chu Xin (Antonello Zecca) per una lezione di Qi Gong, cui s...
29/05/2026

Sabato 30 maggio alle 16:15 incontreremo al Tempio la A.S.D. Chu Xin (Antonello Zecca) per una lezione di Qi Gong, cui seguirà alle 17:30 la nostra normale pratica di meditazione del sabato.

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐐𝐢 𝐠𝐨𝐧𝐠 𝐞̀ 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 poiché il numero di posti è limitato.

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Per prenotarsi è necessario contattare via Whatsapp i numeri 3498159967 (Antonio) o 3928799972 (Antonello). La prenotazione si intenderà avvenuta al pervenimento del messaggio di conferma.

Il Napoli Buddhist Vihara si trova a Napoli, in via Giuseppe Tomasi di Lampedusa n.91, nei pressi della fermata “Frullone” della metropolitana, linea 1.

Per chi arriva in auto o moto, ricordiamo che i veicoli vanno parcheggiati fuori dal parco in cui si trova il tempio. Accanto alla stazione “Frullone” c’è un ampio parcheggio pubblico.

Anche questo sabato, 30 maggio, avremo la nostra consueta meditazione presso il Napoli Buddhist Vihara, il tempio buddhi...
27/05/2026

Anche questo sabato, 30 maggio, avremo la nostra consueta meditazione presso il Napoli Buddhist Vihara, il tempio buddhista Theravada di Napoli.

L’incontro si svolge dalle 17:30 alle 18:45 circa, questo sabato dopo la pratica di QiGong prevista alle 16:15.

Il tempio si trova in via G. Tomasi di Lampedusa n.91, nei pressi della fermata “Frullone” della Metropolitana, Linea 1.

L’accesso è gratuito e senza necessità di prenotazione. È preferibile indossare un abbigliamento comodo.

Per chi viene in macchina o in moto, ricordiamo che i veicoli vanno parcheggiati fuori dal parco in cui si trova il tempio. Accanto alla stazione “Frullone” c’è un ampio parcheggio pubblico.

Per informazioni e contatti:
- email: [email protected]
- tel. 3498159967 (Antonio); 3928799972 (Antonello); 3287619750 (Loredana)

I posti disponibili per il Qigong di sabato 30 maggio alle 16:15 sono stati tutti prenotati.Ringraziamo tutti per l’inte...
25/05/2026

I posti disponibili per il Qigong di sabato 30 maggio alle 16:15 sono stati tutti prenotati.

Ringraziamo tutti per l’interesse dimostrato.

Ad ogni modo, se ci sono ancora persone interessate possono comunque contattarci al 3498159967 o al 3928799972 perché abbiamo deciso di tenere una lista d’attesa cui attingere nel caso (fisiologico) in cui qualche prenotato venisse meno.

𝐍𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐐𝐢𝐠𝐨𝐧𝐠 (𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨) 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟕:𝟑𝟎, 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐝 𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨.

Grazie a tutti per questa sera. Questo è il libro da cui è tratto il passaggio che abbiamo letto dopo la meditazione e c...
23/05/2026

Grazie a tutti per questa sera. Questo è il libro da cui è tratto il passaggio che abbiamo letto dopo la meditazione e che trascrivo qui di seguito:

Tutta la sofferenza è radicata nell’avidità egoistica delle cose mondane, in questo disordinato attaccamento, in questo ardente afferrarsi denominato tanhā. La parola tanhā è resa in modo inadeguato con “desiderio”., termine che non include tutte le connotazioni del vocabolo pāli. Possiamo infatti indicare con “desiderio” inclinazioni umane lodevoli, come l’aspirazione alla bontà o al servizio dell’umanità. Il termine pāli tanhā ha sempre una connotazione egoistica: per questo “avidità” è forse la traduzione migliore.
Tutta la rovina dell’uomo è provocata dall’egoismo che connota l’avidità. L’avidità non potrà mai ve**re soddisfatta. Se gratificata, genera altra avidità; tentare infatti di spegnere la sete con acqua salata non fa che aumentare la sete. L’avidità è una spinta potente e pericolosa, responsabile di quasi tutti i mali del mondo. Gli sconvolgimenti politici dei vari paesi, i problemi sociali ed economici si possono ricondurre nella quasi totalità al nefasto influsso della tanhā. L’avidità egoistica è il motore della maggioranza delle azioni umane, il movente principale delle lotte e degli sforzi della persona illusa. Che cosa fa alzare le mani dell’assassino sulla vittima? Che cosa spinge il ladro a impossessarsi dei beni di un altro? Che cosa rende invidiosi del successo altrui? Ovviamente quest’avidità egoistica, l’amore di sé che si manifesta in molte forme, il considerare le cose esclusivamente per il proprio vantaggio ignorando quello degli altri. Talvolta la sua manifestazione è evidente, altre volte più sottile.
Forse l’amore di un innamorato per la persona amata è un buon esempio di una forma sottile di egoismo. Raramente quest’amore è disinteressato: vuole essere riconosciuto e ricambiato. Emana insomma dall’amore di sé. Nella maggior parte dei casi amiamo un altro perché, amando noi stessi, vogliamo darci il piacere di amare ed essere amati. In pratica, è per far piacere a noi stessi, e l’amore per l’altro non è che un travestimento dell’amore di sé. Non si spiegherebbe altrimenti perché l’amore si trasformi tanto facilmente e rapidamente in odio quando l’offerta d’amore viene rifiutata. Non avete sentito parlare di casi in cui chi ama diventa l’assassino della persona amata? Può accadere soltanto se l’amore muove dall’egoismo. Quando venne riferito al Buddha che la regina Mallikā, moglie del re Pasenadi del Kosala, interrogata, aveva risposto di amare se stessa più di ogni altro al mondo, e che il re, interrogato dalla regina, aveva risposto di amare se stesso più di ogni altro al mondo, il Buddha non ne fu sorpreso. Il suo commento fu: “Anche se percorreste col pensiero il vasto mondo in tutte le direzioni, non trovereste in nessun luogo nessuno più caro all’uomo che se stesso”. L’avidità, o tanhā, comunque la consideriate e in qualunque forma si manifesti, è sempre la volontà dell’uomo di gratificare se stesso.
Ci si potrebbe chiedere: “Perché l’avidità porta con sé il dukkha?”. Perché la tanhā desidera ciò che è in continuo cambiamento, desidera ciò che è irreale. Se si insegue uno scopo che ci sfugge, uno scopo che, più tentiamo di afferrarlo, più arretra, quale risultato ci possiamo aspettare se non la disarmonia del dukkha?
La prossima domanda potrebbe essere: “Perché desideriamo ciò che è irreale?”. Perché la nostra ignoranza ci fa scambiare l’irreale per il reale, l’ombra per l’essenza, e ci spinge a inseguire le ombre. Dice il Dhammapada: “Nell’irreale vedono il reale. Nel reale vedono l’irreale. Coloro che dimorano nel pascolo dei pensieri non retti, mai perverranno al reale”.
Finché mancheremo di sviluppare la saggezza (pannā) latente in noi e che sola ci consente di vedere le cose nella giusta prospettiva, come realmente sono, continueremo a confondere l’irreale con il reale. Continueremo a inseguire la gratificazione sensoriale, senza sapere che stiamo inseguendo un fantasma e sperando invano in una soddisfazione durevole. I nostri occhi bramano visioni piacevoli, le orecchie bramano suoni piacevoli, la lingua brama gusti piacevoli, il naso brama odori piacevoli, il corpo brama contatti piacevoli, la mente brama piacevoli impressioni mentali. Ma tutti gli oggetti sensoriali sono in continuo cambiamento, e attaccarsi a ciò che cambia di continuo è sciocco e doloroso come attaccarsi a una ruota che gira in perpetuo. L’avidità ci svia, l’avidità confonde, l’avidità distorce, l’avidità ci consuma come un fuoco. “Non c’è fuoco come la cupidigia”, disse il Buddha. Ci distrugge.

V. F. Gunaratna, The Significance of the Four Noble Truths, in “Il cammino della libertà interiore”, a cura di Nyanaponika Mahathera, Magnanelli, 1997.

Indirizzo

Via Giuseppe Tomasi Di Lampedusa N. 91
Naples
80145

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