24/05/2026
Siamo una comunità cristiana di tradizione cattolica, ecumenica e indipendente, nata dal desiderio di vivere il Vangelo di Gesù in modo autentico, umano e profondamente libero.
La nostra esperienza ecclesiale non nasce contro qualcuno e non si fonda sulla polemica o sulla contrapposizione verso altre confessioni religiose. Nasce, piuttosto, dalla convinzione che il cristianesimo debba continuamente interrogarsi sulla propria fedeltà al Vangelo, alla dignità umana e alla misericordia.
Ci sentiamo parte di quella “Chiesa altra” che, lungo la storia, ha cercato di rimettere al centro:
le Beatitudini;
la compassione;
la giustizia;
la fraternità;
la libertà di coscienza;
e l’accoglienza delle persone concrete, con le loro storie e le loro fragilità.
La nostra spiritualità si ispira:
al Vangelo vissuto come liberazione e non come oppressione;
alla Teologia della Liberazione;
alla Teologia del Popolo;
al Patto delle Catacombe;
e a tutte quelle esperienze cristiane che hanno scelto di stare accanto agli ultimi, agli esclusi e ai dimenticati.
Crediamo profondamente che la fede non possa essere separata dalla vita reale delle persone.
Per questo una Chiesa autenticamente evangelica non può limitarsi:
alla sola osservanza formale;
alla difesa delle strutture;
o alla conservazione del potere religioso.
La Chiesa, prima di essere istituzione, è comunità umana.
È spazio di ascolto.
È fraternità.
È accoglienza.
È cammino condiviso.
Noi non crediamo in una fede costruita sulla paura, sul senso di colpa o sulla continua minaccia del giudizio.
Crediamo invece nel Dio annunciato da Gesù:
un Dio che non umilia,
non esclude,
non schiaccia,
ma rialza le persone e restituisce loro dignità.
Per questo motivo il nostro stile ecclesiale rifiuta ogni forma di clericalismo.
I ministeri, nella nostra esperienza comunitaria, non rappresentano privilegi spirituali né forme di superiorità sugli altri.
Non esistono “uomini sacri” separati dal popolo.
Esistono ministri di culto chiamati a servire la comunità con responsabilità, semplicità e spirito fraterno.
Crediamo infatti che il Vangelo non crei caste religiose, ma fratelli e sorelle chiamati a camminare insieme.
Anche per questo motivo la nostra esperienza ecclesiale riconosce piena dignità ministeriale alle donne e guarda con rispetto e accoglienza a tutte le persone, senza discriminazioni:
di genere;
di orientamento affettivo;
di condizione sociale;
di provenienza;
o di storia personale.
Nessuno dovrebbe sentirsi escluso dalla possibilità di incontrare Dio.
La nostra è una Chiesa ecumenica perché crediamo che Dio sia più grande delle divisioni storiche tra i cristiani.
Per questo cerchiamo il dialogo:
con le altre confessioni cristiane;
con le altre religioni;
ma anche con chi vive il dubbio, la ricerca o la fatica del credere.
Non pensiamo che la fede debba creare muri.
Pensiamo invece che il Vangelo debba costruire ponti.
La nostra comunità custodisce molti elementi della tradizione cattolica:
la dimensione sacramentale;
la liturgia;
la spiritualità comunitaria;
la memoria del Vangelo trasmesso nei secoli;
il valore della preghiera;
e la centralità della condivisione eucaristica.
Ma cerchiamo di vivere tutto questo alla luce della misericordia e della libertà evangelica.
Per noi l’Eucaristia non è il ricordo di un sacrificio imposto da Dio, ma la memoria viva di una esistenza donata per amore.
Non crediamo in una religione che allontani le persone dalla vita.
Crediamo in una spiritualità che aiuti a vivere più profondamente:
l’umanità;
la compassione;
la giustizia;
e la responsabilità verso gli altri.
Per questo motivo sentiamo particolarmente vicini:
i poveri;
gli esclusi;
le persone discriminate;
chi soffre;
chi è stato ferito anche dalle istituzioni religiose;
e tutti coloro che si sentono invisibili agli occhi della società.
Crediamo che una Chiesa debba avere il coraggio di stare lì dove la vita fa più male.
Non per assistenzialismo o paternalismo, ma perché è proprio lì che il Vangelo di Gesù prende carne.
La nostra esperienza ecclesiale vive la fede nella semplicità della vita quotidiana:
nella preghiera condivisa;
nell’ascolto reciproco;
nella vicinanza umana;
nella celebrazione;
e nella costruzione di relazioni autentiche.
Sappiamo bene di essere una realtà piccola.
E non abbiamo bisogno di apparire diversi da ciò che siamo.
Non cerchiamo grandezze artificiali.
Non vogliamo costruire immagini di potere.
Non desideriamo creare illusioni.
Preferiamo essere una comunità semplice, trasparente e autentica.
Una comunità nella quale chi entra possa sentirsi:
accolto;
ascoltato;
rispettato;
e mai giudicato.
La nostra esperienza ecclesiale si sviluppa anche all’interno di luoghi ricchi di memoria storica e simbolica, come la chiesa di Santa Maria delle Grazie agli Astroni, ad Agnano, a Napoli: uno spazio che nel tempo è diventato non soltanto luogo di culto, ma anche luogo di incontro umano, culturale e spirituale.
Per noi la fede non può essere separata:
dalla cultura;
dalla giustizia sociale;
dalla libertà delle coscienze;
e dalla dignità delle persone.
Per questo crediamo che una Chiesa debba essere presente nella società non come potere religioso, ma come presenza umana capace di:
ascoltare;
accompagnare;
condividere;
e custodire speranza.
Non ci consideriamo una Chiesa perfetta.
Siamo una comunità in cammino.
Una comunità fatta di persone vere, con limiti, dubbi e fragilità, che prova ogni giorno a vivere il Vangelo con sincerità, libertà e misericordia.
E forse il senso più profondo della nostra esperienza ecclesiale è proprio questo:
fare in modo che chiunque incontri la nostra comunità possa sentirsi un po’ meno solo, un po’ meno giudicato e un po’ più amato.