Santa Maria della Fede

Santa Maria della Fede Comunità parrocchiale

📌 TASCHE LIBERE PER CUORI LIBERI📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 12,13-17)✅ IX MARTEDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (02/06/2026)------...
02/06/2026

📌 TASCHE LIBERE PER CUORI LIBERI
📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 12,13-17)
✅ IX MARTEDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (02/06/2026)
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La classe dirigente di Gerusalemme ha ormai deciso di eliminare Gesù. Ma per condannarlo occorre un motivo. Per questo gli tendono una trappola, scegliendo una questione particolarmente delicata e divisiva: è lecito oppure no pagare il tributo a Cesare?

In realtà non cercano una risposta. Cercano un capo d'accusa. Se Gesù si dichiarasse favorevole al tributo, verrebbe accusato di essere un collaborazionista dei romani e un traditore del suo popolo. Se invece si dichiarasse contrario, potrebbe essere denunciato alle autorità imperiali come sobillatore e ribelle.

Ma Gesù vede oltre la trappola. E con una semplice richiesta smaschera l'ipocrisia dei suoi interlocutori: «Mostratemi una moneta». La moneta compare immediatamente. Segno che coloro che fingono scandalo per il tributo portano già nelle proprie tasche il simbolo del potere romano.

Su quella moneta è impressa l'immagine dell'imperatore, che nel mondo romano era considerato quasi una divinità, per cui accettando le monete romane ponevano l'imperatore allo stesso livello del Dio d'Israele! Ed è a questo punto che Gesù pronuncia una delle sue affermazioni più celebri: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio».

Gesù invita a restituire ciò che i poteri di questo mondo ritengono sia loro, per avere non solo le “tasche libere”, ma soprattutto i “cuori liberi”. Così da poter restituire a Dio ciò che Egli reclama come suo: l'essere umano! Se sul danaro è impressa l’immagine dei potenti di questo mondo, in te invece è impressa l’immagine del Dio Amore. Tu gli appartieni. Restituisci te stesso a Dio ed Egli renderà la tua vita un atto d'amore.

📌 BELLI E COMUNIONATI (3° GRUPPO)✅ Prime Comunioni - Domenica 31 maggio 2026👭 Catechiste: Dora e Susanna
01/06/2026

📌 BELLI E COMUNIONATI (3° GRUPPO)
✅ Prime Comunioni - Domenica 31 maggio 2026
👭 Catechiste: Dora e Susanna

📌 DAL CUSTODIRE ALL'APPROPRIARSI È UN ATTIMO!📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 12,1-12)✅ IX LUNEDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (01/06/...
01/06/2026

📌 DAL CUSTODIRE ALL'APPROPRIARSI È UN ATTIMO!
📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 12,1-12)
✅ IX LUNEDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (01/06/2026)
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Gesù paragona il rapporto tra Dio e l'umanità a quello tra il proprietario di una vigna e i contadini ai quali essa viene affidata. Il problema nasce quando i contadini dimenticano di essere amministratori e iniziano a comportarsi come proprietari. È una tentazione antica quanto l'uomo.

L'amministratore è colui che riceve un bene in custodia, perché lo faccia crescere, lo protegga e lo amministri con amore e responsabilità. Fin dall'inizio Dio ha affidato all'umanità il giardino della creazione perché lo "coltivasse e lo custodisse". Non perché se ne impossessasse. Essere immagine e somiglianza di Dio significa proprio questo: imparare a custodire.

Gli sposi si custodiscono reciprocamente perché riconoscono l'altro come un dono ricevuto. I genitori custodiscono i figli, sapendo che sono loro affidati ma appartengono a Dio. Un pastore custodisce la comunità che gli è stata affidata. Un insegnante custodisce i suoi alunni. Un politico custodisce il bene del popolo. Un imprenditore custodisce il lavoro e la dignità delle persone che collaborano con lui.

Ogni autentica autorità nasce dalla custodia. Ma quando l'essere umano dimentica di essere amministratore e si convince di essere proprietario, qualcosa si spezza. Il custode diventa padrone. Il coltivatore si trasforma in predatore. E allora ciò che era chiamato a far fiorire comincia ad appassire.

I custodi fanno crescere giardini, famiglie, comunità e popoli. I predatori, invece, sfruttano, consumano e distruggono. Per questo Cristo si presenta come il Custode perfetto. Non trattiene nulla per sé. Non si appropria. Non sfrutta. Dona tutto. Perfino la propria vita. Perché solo un cuore libero può custodire davvero ciò che ama. E tu? Nella tua vita ti stai comportando da custode... oppure da proprietario?

📌 LA TRINITÀ: IL NOI DI DIO📽️ https://youtu.be/r90C4KgV6NE📖 IL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 3,16-18)⛪️ SANTISSIMA TRINITÀ ...
31/05/2026

📌 LA TRINITÀ: IL NOI DI DIO
📽️ https://youtu.be/r90C4KgV6NE
📖 IL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 3,16-18)
⛪️ SANTISSIMA TRINITÀ (31/05/2026)

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📌 LA TRINITÀ: IL NOI DI DIO
📽️ https://youtu.be/r90C4KgV6NE
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Quando sentiamo parlare di Trinità, pensiamo a qualcosa di complicato, lontano, quasi astratto. E invece la Trinità è la scoperta più bella su Dio e sull’uomo.

Gesù ci mostra un Dio unico, ma che non è solitario. Padre, Figlio e Spirito Santo sono relazione eterna d’amore. San Bernardo di Chiaravalle descriveva la Trinità come «un bacio eterno»: il Padre dona il bacio, il Figlio lo riceve e lo Spirito Santo è il bacio stesso, l’amore che unisce.

E la cosa straordinaria è questa: noi siamo fatti a immagine di questo Dio. Per questo abbiamo bisogno degli altri. Per questo soffriamo la solitudine. Per questo nessuno riesce a salvarsi da solo. La Trinità ci dice non solo chi è Dio, ma anche chi è l'essere umano.

Quando rompiamo questa relazione d'amore nasce il peccato: il nostro “io” diventa più importante del “noi”. L'“io” diventa un assoluto e ci rende incapaci di fare spazio agli altri. E invece la Trinità ci insegna che la vita vera non si costruisce chiudendosi, ma aprendosi. Non trattenendo, ma donandosi.

Gesù è colui che ci prende per mano e ci introduce dentro la vita stessa di Dio. Non per condannarci. Ma per farci entrare nella comunione dell’amore. La Trinità allora non è un rompicapo teologico, ma è lo scopo della vita umana: imparare ad amare come Dio ama.

📌 CHIUSURA MESE DI MAGGIO 🙏🔥
30/05/2026

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📌 LA TRINITÀ: IL NOI DI DIO📖 IL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 3,16-18)⛪️ SANTISSIMA TRINITÀ (31/05/2026)
30/05/2026

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📖 IL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 3,16-18)
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📌 BELLISSIMI ALBERI DA FRUTTO… SENZA FRUTTI!📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 11,11-25)✅ VIII VENERDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (29/...
29/05/2026

📌 BELLISSIMI ALBERI DA FRUTTO… SENZA FRUTTI!
📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 11,11-25)
✅ VIII VENERDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (29/05/2026)
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Perché l’essere umano desidera così tanto potere, ricchezza e successo? Perché spesso è disposto perfino a schiacciare gli altri pur di emergere? Forse perché esiste una tentazione antica e profondissima: la vanità. Il desiderio di apparire grandi, importanti, ammirati. Come un pavone che apre la coda per mostrarsi affascinante agli occhi del mondo.

Eppure Gesù, entrando a Gerusalemme, usa un’immagine durissima: un fico pieno di foglie, bellissimo da vedere… ma senza frutti. Molta apparenza. Nessuna sostanza. Ed è proprio questo il rischio della vita umana: diventare esteriormente splendidi ma interiormente sterili.

Persone magari potenti, famose o ricche, ma incapaci di generare amore, comunione, giustizia e bene vero. Il fico senza frutti diventa simbolo del Tempio di Gerusalemme. Un luogo nato per l’incontro con Dio e trasformato invece in un sistema di interessi, potere e guadagno. Non si serviva più Dio. Ci si serviva di Dio.

Ed è questo che provoca la reazione fortissima di Gesù. Cristo non distrugge per odio. Scuote per risvegliare. Vuole riportare l’essere umano alla sua verità originaria: non creatura fatta per dominare, ma per amare. Non fatta per accumulare, ma per condividere. Non fatta per schiacciare, ma per collaborare.

Perché alla fine Dio non ci chiederà quanto eravamo appariscenti, ma quanto frutto abbiamo portato. E allora la domanda è semplice: la tua vita sta producendo solo foglie da mostrare… o frutti da donare?

28/05/2026

📌 UN CIECO… OPPURE DUE?📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 10,46-52)✅ VIII GIOVEDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (28/05/2026)-------------...
28/05/2026

📌 UN CIECO… OPPURE DUE?
📖 IL VANGELO DEL GIORNO (Mc 10,46-52)
✅ VIII GIOVEDÌ DEL TEMPO ORDINARIO (28/05/2026)
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Gesù, lungo la strada verso Gerico, incontra un cieco seduto a mendicare. Bartimèo. Dal racconto comprendiamo che un tempo vedeva, perché domanda a Gesù di poter “vedere di nuovo”. Ma nel Vangelo c’è un dettaglio curioso: l’evangelista prima lo chiama Bartimèo (che significa "figlio di Timèo") e subito dopo precisa: «figlio di Timèo».

Perché ripetere la stessa cosa? Forse perché il vero cieco del racconto non è uno solo. Il rimando è ai due discepoli che poco prima avevano chiesto a Gesù posti di potere, uno alla destra e uno alla sinistra. Anche loro, avevano perso la vista, accecati dal desiderio di potere.

Giacomo e Giovanni hanno smarrito il vero significato della missione di Cristo. E così, mentre Gesù si prepara a donare la vita, essi mendicano prestigio, potere e successo. Ma Cristo passa proprio lì, lungo la strada delle nostre cecità. E le sue parole diventano una chiamata alla rinascita: «Coraggio! Àlzati! Ti chiama!».

Per poter tornare a vedere davvero, però, bisogna lasciare qualcosa. Bartimèo getta via il mantello. Quel mantello rappresenta molto più di un vestito: è la vecchia identità, la mentalità del mondo, l’immagine falsa di sé costruita su ambizione, paura e bisogno di apparire. Solo liberandosi di tutto questo può finalmente incontrare Cristo in verità.

E allora riacquista la vista. Non solo quella degli occhi, ma quella dell’anima. Adesso può seguire Gesù sulla strada. Non più cercando posti di potere, ma imparando ad amare. E allora la domanda è semplice: che cosa ti sta impedendo di vedere davvero?

Indirizzo

Piazza S. Maria Della Fede, 13
Naples
80141

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 11:30
16:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 11:30
16:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 11:30
Giovedì 08:00 - 11:30
Venerdì 08:00 - 11:30
16:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 11:30
Domenica 08:00 - 13:30

Telefono

+390815539774

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