Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo

Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo Pagina Facebook della parrocchia S. Giovanni Battista di Morlupo, dedicata alla condivisione di eventi e notizie riguardanti la Comunita' Parrocchiale

Oggi, giorno in cui festeggiamo il Sacro Cuore di Gesù, siamo chiamati ad andare al cuore anche dal Vangelo del giorno c...
12/06/2026

Oggi, giorno in cui festeggiamo il Sacro Cuore di Gesù, siamo chiamati ad andare al cuore anche dal Vangelo del giorno che è un invito alla piccolezza, tanto cara ai più eccelsi discepoli di Cristo, i santi. Costoro, alla luce del Vangelo, capirono che il segreto della sequela di Cristo non è essere efficienti, oppure qualificati e colti, ma essere piccoli. A noi questo concetto non suona bene: sentirci grandi e capaci è l'obiettivo della vita. Anche nella Chiesa, spesso gli occhi sono rivolti al più capace e al più efficiente; sembra che non si possa far a meno di chi sa fare qualcosa, che sia cantare, allestire, parlare, coinvolgere. Così nel mondo chi è deficitario in qualcosa è destinato all'esclusione. Il mondo procede per efficienza, prestanza e fa della forza il suo baluardo. I santi, invece, da sempre, sono stati controcorrente, hanno vissuto nell'ottica del Vangelo quella che possiamo definire: un'infanzia spirituale. Se il modello sono i bambini anche noi dobbiamo suscitare bellezza, tenerezza, gioiosità e soprattutto vivere come loro: contemplando. I bambini sanno contemplare la realtà scorgendone la bellezza e la meraviglia. Spesso sono fragili, a volte vittime, non si atteggiano a maestri ma sicuramente sono poeti capaci di sogni grandi. A volte non sanno esprimersi bene ma riescono ad esprimere con sincerità il dolore, la rabbia e anche la gioia. Restituiscono, inoltre, verità e sincerità, senza malizia e sotterfugi. Eppure, non sanno fare tutto, devono imparare. Gesù dice che dobbiamo imparare noi da loro, imparare veramente cosa significa essere adulti. Imitare i bambini ci aiuta ad essere miti e umili, a posare anche le nostre sofferenze in Dio. Questo Vangelo risponde alla domanda: Quando un uomo è davvero grande?

«L'uomo grande è colui che si fa bambino, che offre cioè la stessa semplicità di approccio alla vita, la stessa apertura curiosa e desiderosa alla verità, che ha gli stessi occhi spalancati, che non giudica nessuno, che ha la sua consistenza nell'abbraccio amoroso di sua madre, perché in quell'amore capisce chi è e che cosa è il mondo e capisce che tutto è buono, come ci ricorda Romano Guardini: «Nell'ambito di un grande amore tutto è buono», tutto acquista valore. Tale uomo "adulto" è così abilitato a riconoscere i suoi "avversari", cioè il male dentro di lui e nel mondo, per diventare strumento della potenza di Dio» (vescovo Mario Russotto).

Il 12 giugno si celebraSacro Cuore di GesùL'adorazione del cuore di CristoNella città di Paray-le-Monial, in un monaster...
12/06/2026

Il 12 giugno si celebra

Sacro Cuore di Gesù
L'adorazione del cuore di Cristo

Nella città di Paray-le-Monial, in un monastero della Visitazione, verso l'anno 1670, trovandosi in un giorno dell'ottava del Corpus Domini, a Santa Margherita Maria Alacoque, prostrata innanzi al Santissimo Sacramento esposto alla pubblica adorazione, le apparve Gesù, e le diede a vedere il suo SS. Cuore.

Era questo tutto investito da fiamme, circondato da una corona di spine, squarciato da una ferita, e con una croce piantata sopra. « Vedi, disse Gesù alla sua adoratrice, vedi questo Cuore che si strugge d'amore per gli uomini, ciò nonostante non riceve che ingratitudine e oltraggi. Questo Cuore è sempre disposto a versare grazie e benedizioni sopra di tutti; ma gli oltraggi continui che mi fanno, ne impediscono la diffusione.
Pensa tu adunque a riparare un sì lagrimevole disordine, e fa che il venerdì successivo all'ottava consacrata all'onore del mio Divin Corpo, sia specialmente consacrato all'onore del mio Divin Cuore, riparando con onorevole ammenda e devota comunione le offese che ricevo nella divina Eucaristia. Io spargerò abbondanti benedizioni su quanti mi presteranno questo culto; e a te affido l'incarico di far conoscere ed eseguire il mio volere ». Margherita, si accinse all'adempimento della volontà di Gesù.

La grande devozione di Santa Margherita al Sacro Cuore è testimoniata fedelmente nelle sue lettere tramandate negli anni: “«Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore”
Il Pontefice Clemente X approvò solennemente la devozione al Sacro Cuore e la arricchì di molte indulgenze. Pio IX ne estese la festa a tutta la Chiesa e Pio XI innalzò la festa a rito doppio di prima classe con ottava.

Il Cuore di Gesù generoso d'amore: ci ha amati, ci ama fino al dono di vita sulla croce e nello spezzarci per nutrirci c...
12/06/2026

Il Cuore di Gesù generoso d'amore: ci ha amati, ci ama fino al dono di vita sulla croce e nello spezzarci per nutrirci con il suo corpo. Come si riconosce se questo suo amore permane in noi? Se anche noi amiamo gli uni gli altri, afferma Giovanni nella sua lettera, un attestato valido per i testimoni oculari di questo Amore smisurato e per noi che oggi accogliamo questa "eredità discepolare".

Talvolta può risultare un esercizio quotidiano sfiancante, incompreso, pesante come un giogo... Il ristoro però lo ritroviamo continuamente proprio nel cuore di Cristo: lui si è caricato delle nostre oppressioni portandole sul legno della croce. Se ora ci invita a caricarci del suo giogo dolce e leggero (cf il vangelo: Mt 11,29) è perché già è stato misurato e pesato per le nostre forze. È Gesù stesso a insegnarci come portarlo: con mitezza e umiltà. Così è il suo cuore: mite e umile.

A ciascuno di noi, poi, «ha donato il suo Spirito» (1Gv 4,13b): Spirito di conoscenza per comprendere il "giogo" che ci è stato assegnato, Spirito di fortezza per portarlo, Spirito di amorevolezza per amarci fraternamente... Ecco come e quando Dio rimane e dimora in noi, per sempre!

Cuore mansuetissimo, comunicami la tua dolcezza.
Togli dal mio cuore tutto ciò che non ti piace e convertilo a te, affinché cerchi e desideri soltanto ciò che vuoi Tu.

s. Alfonso Maria de' Liguori

La voce di un politico e giurista

"Come l'acqua che nell'interno della montagna costruisce le sue mirabili case di cristallo e di luce, così la Grazia di Dio con la tua cooperazione costruisca nel tuo cuore un edificio morale senza scissure".

Giorgio LA PIRA

Preghiera del giorno: 12 giugno 2026, Sacratissimo Cuore di Gesù – Nel Cuore che non si stanca di amareNel giorno dedica...
12/06/2026

Preghiera del giorno: 12 giugno 2026, Sacratissimo Cuore di Gesù – Nel Cuore che non si stanca di amare

Nel giorno dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù, contempliamo l’amore di Cristo che accoglie ogni uomo. Il suo Cuore è rifugio per chi è stanco, conforto per chi soffre e sorgente di pace per chi lo cerca con sincerità.

Signore Gesù,
oggi guardo al tuo Cuore.
Un Cuore aperto.
Un Cuore che conosce ogni mia fatica.
Un Cuore che non si allontana mai.
Quando il peso della vita si fa sentire,
insegnami a ve**re a Te.
Come il viandante che trova ombra lungo il cammino,
fa’ che io trovi riposo nella tua presenza.
Donami un cuore umile.
Liberami dall’orgoglio che divide.
Aiutami a riconoscere la tua voce
nelle piccole cose di ogni giorno.
Fa’ che il tuo amore guarisca le ferite nascoste.
Sciolga le paure.
Accenda la speranza.
Renda più mite il mio sguardo verso gli altri.
Sacratissimo Cuore di Gesù,
custodiscimi nel tuo amore.
Fa’ che io viva unito a Te
oggi e sempre.
Amen.

Nel Vangelo di oggi Gesù invita i piccoli e gli affaticati ad avvicinarsi a Lui. Il Sacratissimo Cuore di Gesù manifesta proprio questo amore misericordioso: un amore che non schiaccia, ma sostiene; non condanna, ma rialza. Cristo ci offre il suo giogo, cioè il cammino dell’amore e della fiducia nel Padre. Chi si affida a Lui trova una pace profonda, capace di sostenere anche nelle prove più difficili.

Spunti di applicazione pratica nella vita quotidiana

Affida a Gesù una preoccupazione concreta che porti nel cuore.

Dedica qualche minuto al silenzio davanti a un crocifisso.

Compi un gesto di gentilezza verso una persona affaticata.

Evita una parola dura e scegli la mitezza.

Ripeti durante la giornata: “Gesù, confido nel tuo Cuore”.

Domande di riflessione personale o di gruppo

Quale peso sto portando da solo invece di affidarlo a Gesù?

In quali situazioni faccio più fatica a essere mite?

Dove riconosco oggi la presenza consolante del Signore?

Mi considero davvero bisognoso della sua grazia?

Come posso testimoniare l’amore di Cristo a chi incontro?

12/06/2026

Il vangelo quotidiano
Matteo 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore

Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Gesù fa un bilancio della sua predicazione e di quella dei suoi discepoli, inviati due a due dove si sarebbe recato (cfr. Lc 10,1). Constata che non i dotti né i sapienti l’hanno accolta, ma i piccoli. Non per volere di Dio, ma per libera scelta degli uomini. Gesù si accorge post factum che così vanno le cose: coloro che sono sicuri della propria sapienza ed esperienza non sono disponibili a cambiare. Sono i piccoli, invece, che trovano in Gesù una guida e ne apprezzano la parola: sanno mettere in discussione se stessi di fronte al nuovo evento del giovane maestro di Nazaret. La sua parola non è come quella degli scribi. È proferita con la capacità di rendere reale quanto enuncia e viene pronunciata, perché i malati guariscano, gli zoppi camminino, i ciechi vedano e i sordi odano. Mai si era visto in Israele una cosa simile. Solo chi pone in Dio la propria salvezza, può arrendersi di fronte alla sapienza del Figlio di Dio. Chi è sazio di se stesso, non trova modo di fargli spazio nella mente e nel cuore.
La sapienza, cui sono introdotti i piccoli, è la conoscenza di Dio che può avve**re non per capacità umana, ma per la mediazione del Figlio di Dio fatto uomo. Egli può confondersi tra gli uomini e rimanere uno sconosciuto come quando si recò da Giovanni Battista per il battesimo e fu riconosciuto dalla sua testimonianza o quando fu indicato ai suoi discepoli (cfr. Gv 1,36). Per riconoscerlo è necessario frequentarlo, ascoltarlo, vedere le sue opere e rendersi conto che nessun uomo parla come lui, essendo la stessa Parola di Dio.
Per natura propria la parola di Gesù è diversa da quella degli uomini. In forza della sua natura esige una disposizione tale da accogliere il divino e per questa ragione può sembrare ostica e incomprensibile. Ma coloro che l’accolgono sono condotti a libertà e sono accolti con amore tanto che quanto era ritenuto impossibile diventa facile e dolce, venendo a contatto con il cuore di Dio.

P. Tiziano Pegoraro rci

11/06/2026

Al termine della giornata dopo tante risposte su whasapp, voglio ringraziare tutti gli amici che si sono ricordati del mio compleanno. Vi ringrazio di cuore e ve ne sono grato. Da parte mia auguro a tutti voi ogni bene e la serenità che consente di superare le difficoltà di ogni giorno. Vi ricordo nella preghiera, perchè solo Dio può essere nostro aiuto.
Padre Tiziano

Preghiera della sera 🙏🏻Signore Gesù, entra stasera nella mia casa e nel mio cuore.Spogliami da ogni ansia e preoccupazio...
11/06/2026

Preghiera della sera 🙏🏻

Signore Gesù, entra stasera nella mia casa e nel mio cuore.
Spogliami da ogni ansia e preoccupazione della giornata.
Fa' che la tua pace scenda su di me e mi doni un riposo sereno. Amen.

Durante il cammino predicate dicendo: "E' vicino il regno dei cieli". Guarite gli infermi, risuscitate i morti, mondate ...
11/06/2026

Durante il cammino predicate dicendo: "E' vicino il regno dei cieli". Guarite gli infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Mt 10, 7-16
Gesù ha scelto i suoi più stretti collaboratori, li istruisce e li invia. Consegna nelle loro mani gesti di vita: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni". E' un dono che gli apostoli devono regalare strada facendo. Lo stile del loro andare è quello della leggerezza e della povertà, che non permette di accumulare, ma ricerca accoglienza, casa a cui portare pace. Lo stesso stile lo vediamo, giorno dopo giorno, attuarsi nella vita di Papa Francesco, che cerca, in umiltà di riproporre al mondo intero lo stesso Gesù, il suo Vangelo. E noi?

Come san Barnaba. Signore aiutaci a camminare con gioia sulla stessa via, ad essere cioè persone di benevolenza, di disponibilità, di incoraggiamento per quelli che avviciniamo.

La voce di S. Francesco d'Assisi

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa' ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
Oh! Maestro, fa' che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poiché: Sì è: Dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.

Santo del GiornoL'11 giugno si celebraSan BarnabaApostolo S. Barnaba nacque da Giudei della tribù di Levi, rifugiatisi a...
11/06/2026

Santo del Giorno

L'11 giugno si celebra

San Barnaba
Apostolo

S. Barnaba nacque da Giudei della tribù di Levi, rifugiatisi a Cipro allorché Pompeo il Grande invase la Palestina. A 12 anni fu mandato a Gerusalemme ove frequentò la scuola di Gamaliele e strinse cordiale amicizia con due condiscepoli: Stefano e Saulo. Erano tutti e tre della stessa età e dovevano un giorno tutti e tre versare il loro sangue per Gesù Cristo e per la sua Chiesa nascente.

Il Salvatore intanto incominciava a riempire la Giudea dei suoi prodigi, ed una folla grandissima lo seguiva entusiasta. In una delle tante volte che Gesù si recò a Gerusalemme, andò alla piscina probatica, e qui trovò un uomo da trentotto anni ammalato, e gli domandò: « Vuoi essere guarito? ». Quello rispose: « Signore, non ho nessuno che mi metta nell'acqua quando essa è agitata ». Allora il Signore, mosso a compassione, gli comandò: « Alzati, prendi il tuo letto e cammina ». E questi si alzò e fu sano sull'istante. Barnaba presente a questo prodigio, credette in Gesù e ne divenne fedele discepolo. Egli non entrò a far parte del gruppo dei Dodici scelti da Gesù Cristo ma venne comunque considerato uno di loro.

Dopo la Pentecoste, quando gli Apostoli iniziarono la loro predicazione fra i pagani, Barnaba fu mandato ad Antiochia. Avendo ottenuto in questa città un numero considerevole di conversioni, e volendo ampliare il campo del suo apostolato, Barnaba pensò a Saulo, che dopo la sua conversione si era ritirato a Tarso. Vi andò, e trovatolo lo condusse ad Antiochia.

Dopo avere dimorato più di un anno in questa città, avvenne che lo Spirito Santo fece segregare i due apostoli Barnaba e Saulo per la missione alla quale li aveva assunti. Ricevettero allora la pienezza del sacerdozio, l'episcopato, dopodichè abbandonarono Antiochia e conducendo seco Giovanni Marco si recarono a Cipro, poi a Salamina e a Pafo ove il proconsole Sergio Paolo si convertì. Qui Saulo mutò il suo nome in Paolo. Partiti poi da Pafo andarono a Perge in Panfilia mentre Giovanni Marco ritornava a Gerusalemme. Cacciati di là, raggiunsero Iconio; qui il Signore diede loro una grande consolazione: la conversione della vergine Tecla. In seguito si recarono a Listri ed in molte altre città nelle quali operarono numerose conversioni.
Dopo il Concilio di Gerusalemme, essendosi Giovanni Marco riunito a Barnaba, Paolo si separò da essi, e preso Sila con sé, partì per l'Asia Minore, mentre Barnaba e Giovanni Marco fecero vela per Cipro. La tradizione ci dice che Barnaba percorse anche l'Egitto e l'Italia.

Ritornato a Cipro si stabilì a Salamina e convertì moltissimi isolani. Ma i Giudei, adirati per il bene che faceva, si impadronirono dell'Apostolo, e dopo averlo fatto molto soffrire Io lapidarono (11 giugno del 60 ca.). Giovanni Marco ne seppellì le preziose reliquie in una caverna.
Nel 485 il santo Martire apparve ad Antemio vescovo di Salamina rivelandogli il luogo della sua sepoltura. Sul suo petto fu trovato un esemplare del Vangelo di S. Matteo, scritto in ebraico di sua propria mano.

Preghiera del giorno: 11 giugno 2026 – Portare la Tua PaceGesù invia i suoi discepoli con mani libere e cuore pieno. Non...
11/06/2026

Preghiera del giorno: 11 giugno 2026 – Portare la Tua Pace

Gesù invia i suoi discepoli con mani libere e cuore pieno. Non chiede di accumulare, ma di donare. Non di imporsi, ma di portare pace. Questa preghiera ci aiuta a diventare segni semplici della presenza di Dio nelle persone che incontriamo oggi.

Signore Gesù,
Tu mi chiami a camminare senza paura.
Mi mandi sulle strade del mondo.
Fa’ che il mio cuore rimanga leggero.
Fa’ che la mia fiducia sia tutta in Te.
Donami parole che sappiano consolare.
Rendimi vicino a chi è stanco.
Fa’ che nessuno si senta solo dopo avermi incontrato.
Metti sulle mie labbra la Tua pace.
Come rugiada del mattino,
scenda nelle case,
nelle famiglie,
nei luoghi del lavoro e della sofferenza.
Quando sono tentato di cercare sicurezze umane,
ricordami che il vero tesoro sei Tu.
Insegnami a ricevere con gratitudine
e a donare con generosità.
Oggi voglio essere un piccolo messaggero del Vangelo.
Cammina davanti a me.
Apri le porte dei cuori.
E fa’ che la Tua presenza porti speranza dove manca la luce.
Amen.

Nel Vangelo di oggi Gesù invia i discepoli ad annunciare che il Regno dei cieli è vicino. Li invita a vivere con semplicità, senza confidare nelle ricchezze, e a portare la pace nelle case che incontrano. Questa preghiera ci ricorda che ogni cristiano è chiamato a essere testimone del Vangelo attraverso gesti concreti di ca**tà, fiducia in Dio e attenzione verso gli altri. La pace che doniamo nasce dall’incontro con Cristo e diventa un segno della sua presenza nel mondo.

Spunti di applicazione pratica nella vita quotidiana

Saluta ogni persona con gentilezza e attenzione sincera.

Offri una parola di incoraggiamento a chi è scoraggiato.

Evita lamentele inutili durante la giornata.

Affida a Dio una preoccupazione che porti nel cuore.

Compi un gesto concreto di ca**tà senza aspettarti nulla in cambio.

Domande di riflessione personale o di gruppo

Quale pace porto nelle persone che incontro?

Mi fido davvero della provvidenza di Dio?

Quali sicurezze mi impediscono di seguire Cristo con libertà?

In quale situazione posso essere oggi annunciatore del Vangelo?

Come posso rendere più visibile l’amore di Dio nella mia quotidianità?

Indirizzo

Piazza Giovanni XXIII° N°8
Morlupo
00067

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