Opificio Monzese delle Pietre Dure

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La Dieta Dolce - Dimagrire (per sempre) con gli zuccheriChi l’ha detto che per dimagrire bisogna dire addio al dolce? 🍰C...
26/10/2025

La Dieta Dolce - Dimagrire (per sempre) con gli zuccheri

Chi l’ha detto che per dimagrire bisogna dire addio al dolce? 🍰
Con La Dieta Dolce – Dimagrire con gli zuccheri, Renato Ornaghi ci accompagna in un viaggio sorprendente: perdere peso e ritrovare energia senza rinunce, imparando a usare gli zuccheri nel momento giusto della giornata. Un metodo gentile, realistico e… davvero dolce!

Il 21 marzo 2025, Giornata Mondiale della Poesia, esce il libro L'infini vis-à-vis - 10^168 Sonnets del brianzolo Renato...
16/03/2025

Il 21 marzo 2025, Giornata Mondiale della Poesia, esce il libro L'infini vis-à-vis - 10^168 Sonnets del brianzolo Renato Ornaghi

Il 21 marzo 2025, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, viene pubblicato uno dei progetti letterari più interessanti di Renato Ornaghi: L'infini vis-à-vis - 10^168 Sonnets. Per chi non avesse dimestichezza con le potenze di 10, 10^168 è il numero 1 seguito da 168 zeri. Un'opera davvero originale che, con la sua estensione numerica, non solo sfida i limiti della scrittura e della poesia, ma solleva interrogativi sul significato dell'infinito, della comunicazione artistica e della conoscenza umana. In questo suo libro, Ornaghi esplora la natura del concetto di infinito con un approccio multidisciplinare che attraversa la logica, la matematica, la letteratura, l'astrofisica e ovviamente la poesia, portando il lettore a confrontarsi con le domande senza risposta che da sempre affliggono l'intelletto umano.

Un'epopea poetica “colossale”

L'infini vis-à-vis è una sconfinata raccolta di sonetti, forse la più grande silloge poetica mai concepita nella storia della letteratura. Essa è composta come si è detto da un numero di poesie inimmaginabile, pari a 10^168: un valore che supera di gran lunga la quantità di particelle elementari nell'universo conosciuto. L’opera è un omaggio ai principi del celebre movimento culturale francese Oulipo e al pensiero di Raymond Queneau, uno dei suoi fondatori. Queneau, noto per la sua esplorazione della forma e per l'utilizzo di tecniche linguistiche giocose e matematiche, è una figura di riferimento imprescindibile per Ornaghi, che attraverso l'Oulipo non solo celebra la parola, ma ne esplora le infinite potenzialità.
Il numero 10168, con tutti i suoi zeri, non è solo un espediente matematico, ma un potente simbolo della vastità e della complessità del cosmo. L'idea di “infinito” viene in questo libro rappresentata non come una mera astrazione filosofica, ma come principio concreto, che si traduce in una dimensione poetica talmente vasta da essere pressoché inconcepibile. Il fatto che questo libro sia pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Poesia assume un valore simbolico peculiare: è il trionfo per l'arte della parola e un invito a riflettere sull'immensità della poesia come forma di comunicazione che abbatte la finitudine del tempo e dello spazio.

Il cromo-sonetto: incrocio tra parola e colore

Una delle innovazioni più affascinanti del libro L'infini vis-à-vis è il cromo-sonetto, un manufatto artistico assolutamente originale creato dallo stesso Ornaghi. Il cromo-sonetto è sia testo che colore, una forma artistica bicefala che intreccia la scrittura con la pittura, andando oltre la semplice dimensione linguistica e incorporando aspetti visivi e cromatici che arricchiscono il significato dei sonetti stessi.
Ogni cromo-sonetto è un dialogo tra la parola e l'immagine, tra il significato letterale e l'emozione visiva evocata dal colore. Questo esperimento poetico non solo sfida la tradizione del sonetto come forma fissa e rigida, ma propone un nuovo linguaggio comunicativo nella fusione tra letteratura e arte visiva.
Il cromo-sonetto è un vero e proprio mezzo che permette di esplorare la realtà con una percezione amplificata. La lingua francese, utilizzata nella scrittura di questi sonetti, crea un effetto semantico che si arricchisce con l'inclusione del colore. Le parole diventano entità che si intrecciano visivamente con l'esperienza sensoriale: il cromo-sonetto non è più soltanto un gioco linguistico, ma un'esperienza immersiva che coinvolge non solo la mente, ma anche gli occhi e l'anima.

La riflessione sull'infinito: scienza, filosofia e poesia

L’obiettivo dei cromo-sonetti de L'infini vis-à-vis è una riflessione sull'infinito, concetto che, da sempre, ha tormentato i grandi pensatori, matematici, filosofi e poeti. Renato Ornaghi n ci invita a entrare in contatto con l'infinito come una realtà tangibile, da esplorare, da vivere, da comprendere. La matematica, la logica, la cosmologia e la poesia si intrecciano in una rete di rimandi e parallelismi che ci spingono a riflettere sulla nostra posizione nell'universo e sulla nostra capacità di comprendere ciò che è più grande di noi.
Il riferimento nel libro a pensatori come Georg Cantor, Kurt Gödel, Jorge Luis Borges, Arthur Rimbaud e Raymond Queneau non è casuale. Cantor, con la sua teoria dell'infinito numerabile e non numerabile, rappresenta forse la voce più importanti nella riflessione matematica sull'infinito. Gödel, con i suoi teoremi di incompletezza, ha mostrato i limiti non-infiniti della conoscenza umana, un tema che risuona profondamente nella lettura di L'infini vis-à-vis. Borges, con il suo infinito labirinto di storie e mondi possibili, rappresenta l'aspetto letterario dell'infinito, dove ogni parola apre a un universo senza fine. Infine, Queneau, con il suo gioco linguistico e la sua ricerca di nuovi modi di fare poesia, fornisce a Ornaghi l'ispirazione per esplorare la forma poetica in maniera così radicale e innovativa.
La fusione di questi pensieri e figure è ciò che rende L'infini vis-à-vis un'opera davvero peculiare, originale e a suo modo assai profonda. Ornaghi non si limita a presentare l'infinito come un concetto filosofico o matematico: lo esplora attraverso i suoi esperimenti linguistici e poetici, che ci permettono di confrontarci con la vastità del cosmo e con i limiti della nostra comprensione.

La poesia come linguaggio dell'infinito

Se c'è una costante che emerge dalla lettura di L'infini vis-à-vis, è l'idea che la poesia sia una delle forme più alte di comunicazione che l'uomo possa raggiungere. In un mondo dominato dalla scienza, dalla tecnologia e dalla matematica, la poesia è l'unico linguaggio che riesce a cogliere l'infinità dell’universo in cui viviamo in tutta la sua bellezza e complessità. Ornaghi, con la sua concezione del cromo-sonetto, ci mostra che la poesia non è solo un'arte da osservare, ma un'esperienza sensoriale totale che può abbracciare la mente attraverso i nostri sensi.
L'infinito, in questo contesto, è un'esperienza che coinvolge ogni fibra del nostro essere. Attraverso i suoi sonetti, Ornaghi ci invita a vivere l'infinito non come un'idea, ma come una realtà che possiamo percepire, esplorare e comprendere. L'infinito diventa, quindi, un campo di esperienza artistica e intellettuale in cui la poesia svolge un ruolo fondamentale, come linguaggio che va oltre i limiti della razionalità e che ci permette di accedere a una dimensione più profonda della realtà.
Con la sua silloge poetica, Ornaghi non solo celebra la poesia come forma artistica, ma la pone come un linguaggio capace di affrontare le domande più grandi e misteriose dell'esistenza. Se 10^168 sonetti sono una quantità infinita di poesia, allora L'infini vis-à-vis è davvero un'opera senza confini, un viaggio verso “l'infinito e oltre”.

Renato Ornaghi
L’infini vis-à-vis – 10168 Sonnets
180 Pagine, 15 €
ISBN 9788896174166

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www.opificiomonzese.it

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23/09/2024

Domenica prossima presenterò "Sentee de Mar", Fabrizio De André in Lengua Mader, a Briosco per Ville Aperte. Ingresso libero. Vi aspetto!

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30/08/2024

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Un po' di suggestione leopardiana non fa mai male, a noi brianzoli.
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01/04/2024

Creuza de ma... Sentee de mar: la lengua mader celebra Fabrizio De Andrè. Presentazione del libro-CD Giovedì 4 aprile con Fulvio Floridia alle 17:00, sulle pagine online di sul DirettaLibro. Ve specci! :)

Sabato 16 marzo prossimo, Fabrizio De Andrè in Lengua mader. Non mancate!
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Grazie a Fabio Luongo, che ha davvero colto il senso dell'operazione.
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Il nuovo lavoro dopo aver già tradotto e inciso 74 canzoni dei Fab Four, oltre ai successi di Rolling Stones e Bob Dylan: “Non potevamo lasciarci sfuggire il canto del cigno con la voce di John Lennon"

"Now and Then" dei The Beatles è tradotta in meneghino: esce "Dent per Dent", prima cover non UK dell’ultimo inedito dei...
04/12/2023

"Now and Then" dei The Beatles è tradotta in meneghino: esce "Dent per Dent", prima cover non UK dell’ultimo inedito dei Fab4

Prodotta da I Saltamartin, sarà gratuitamente resa disponibile in rete il prossimo 7 dicembre, festa milanese di Sant’Ambrogio.

A poco più di un mese dall’uscita di “Now and Then”, ultima perla rara dei celeberrimi Fab4, sono i brianzoli “Saltamartin” i primi a omaggiare il mitico quartetto di Liverpool con una cover di quel nuovo capolavoro in lingua non originale. Versioni di titolo e testo sono per l’appunto in meneghino, I Saltamartin hanno attentamente curato la loro versione in “Lengua Mader”, portandoli a servirsi dell’aiuto di uno dei massimi cultori dell’idioma insubre: Piero Dragan, coordinatore della Sezione di Cultura Milanese del Circolo Filologico Milanese.

“Now and Then” letteralmente in italiano significa “Ogni tanto”: la versione in meneghino non poteva dunque che intitolarsi “Dent per Dent”, espressione questa che in Lengua ha il medesimo significato dell’originale beatlesiano. Nulla a che vedere coi denti ovviamente nella traduzione, c’è anzi nella versione de I Saltamartin una grande attenzione alle peculiarità morfologiche, lessicali e sintattiche della lingua meneghina, a realizzare una cover che letteralmente trasporta John, Paul, George e Ringo dalla Swinging London alla capitale della Lombardia.

Con l’intento di emulare le modalità di uscita dell’originale, I Saltamartin creano un po’ di suspence: la pubblicazione della cover “Dent per Dent” sarà disponibile in rete a partire dal prossimo Giovedì 7 dicembre (giorno della festa patronale di Sant’Ambrogio e della Prima alla Scala) e ascoltabile gratuitamente sulla loro Pagina Facebook a partire dalle ore 16:00.

La scelta del duo canoro brianzolo di adottare il nome “Saltamartin” è legata all’attitudine di quel simpatico insetto a saltare da fiore a fiore. Perché pure i Saltamartin cantano “da fiore a fiore musicale”, omaggiando variegati capolavori del rock sempre rigorosamente eseguendoli in "Lengua".

I Saltamartin non sono nuovi a questa celebrazione dell’idioma locale nella festa del Patrono di Milano e in prossimità delle feste natalizie: l’hanno fatto anche negli anni passati con Milan, Milan (cover di “New York, New York” di Frank Sinatra), Mama Mia! (trasposizione dell’omonima canzone degli ABBA) e L’è Natal in Brianza (versione in lengua della lennoniana “Merry Xmas (War is over)”).

Se vogliamo, quest’ultima loro versione in meneghino della struggente “Now and Then” aggiunge un di più d'emozione, dato che si rapporta alla conclusione ormai definitiva dell'avventura del gruppo musicale più celebre e iconico mai esistito: The Beatles.
Sono proprio Lucia Lella e Renato Ornaghi, il duo dei Saltamartin, a confermare questa lettura nostalgica: “Abbiamo all’attivo oltre 70 canzoni dei The Beatles tradotte in meneghino, non potevamo di certo esimerci dal regalare agli abitanti dell’ex-Ducato di Milano un addio al quartetto di Liverpool, con una versione del loro definitivo ‘canto del cigno’. Una versione che vogliamo dedicare al “nostro" John Lennon: ovverto Giorgio Camporini, eccelso fisarmonicista di Camnago Volta che ci ha purtroppo lasciati lo scorso anno. Fu proprio lui, dieci anni fa, che ci convinse a portare sul palco i grandi capolavori del Rock (Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Adele, Elton John, i Queen, i Doors, solo per citarne alcuni), tradotti nell’idioma di Carlo Porta. Questa nostra ultima canzone dei Beatles in Lengua Mader la vogliamo proprio dedicare a lui, alle sue eccezionali doti artistiche e umane”.

L’operazione dei Saltamartin, dicono Lucia e Renato, è sempre stata e vuole essere innanzitutto linguistica: “Bisogna fare in fretta, perchè c’è da salvare una delle più belle lingue del pianeta: il Lombardo Occidentale, del quale il Meneghino rappresenta la varietà centrale e sicuramente quella con la massima dignità storico-letteraria. Una lingua straordinaria che - se anche non è più tanto parlata - è comunque ancora oggi compresa da almeno tre milioni di persone tra lombardi e svizzeri. Il Lombardo Occidentale non è - come purtroppo troppi ritengono - un dialetto dell’italiano, è un codice linguistico autonomo con una propria grammatica e un lessico peculiare, esso possiede un proprio codice ISO (693-2 LMO), è censito dall’UNESCO come lingua in pericolo e meritevole di tutela ed è tutelato dalla Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie del Consiglio d’Europa.

Purtroppo, l’omologazione linguistica in corso negli ultimi decenni lo sta portando a serio rischio di estinzione: potrebbe succedere che - passata anche soltanto una generazione - questa gloriosa lingua (che con la sua vivacità lessicale ben rappresenta il fervore, il fa-nà-i-man, la velocità milanese e lombarda) non la parli davvero più nessuno.

Nel nostro piccolo, la nostra Lengua vogliamo aiutarla così, mostrando cantandola che essa è ancora talmente viva e solida da poter interpretare senza complessi di inferiorità o reticenze i più grandi capolavori della musica leggera britannica e americana. Per dirla col Molleggiato, la Lengua Mader è sempre, oggi più che mai, una Lingua Rock.”

“Dent per Dent” – cover in meneghino de I Saltamartin di “Now and Then” dei The Beatles
In rete Giovedì 7 dicembre alle 16:00 sulla pagina Facebook www.facebook.com/isaltamartin
Ulteriori informazioni: 348-4527583

Da domani pomeriggio le Verità saranno quattro. Vi aspetto a Monza!
02/12/2023

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Presentazione del libro "Questa Frase è Vera?" di Renato Ornaghi Monza (MB) - Domenica 3 dicembre 2023Cosa collega l’Ant...
28/11/2023

Presentazione del libro "Questa Frase è Vera?" di Renato Ornaghi
Monza (MB) - Domenica 3 dicembre 2023

Cosa collega l’Antinomia del Mentitore alle metafore linguistiche della letteratura, ai quadri dei pittori impressionisti, alla teoria dei colori e ai circuiti logici? Come è possibile che argomenti così eterogenei siano legati da un medesimo filo conduttore? Il libro in pubblicazione “Questa frase è Vera?” di Renato Ornaghi è quasi spiazzante, nel mostrare come aspetti così diversi della cultura, dell'arte e della scienza abbiano un medesimo impianto logico.

Indubbiamente l’Antinomia del Mentitore è il più antico e celebre sofisma della storia umana: generazioni di logici e filosofi si sono cimentati nei secoli non solo per cercare di risolverla, ma anche tramite essa di andare alla radice dei concetti cruciali di verità e dimostrabilità. La copertina del libro raffigura Gesù tentato dal diavolo nel deserto: con un inedito dibattito tratto da quell’incontro tra Cristo, il figlio della verità e Satana, il padre della menzogna, Renato Ornaghi segue una via originale per risolvere tale Antinomia, mostrando che la realtà in cui siamo e che percepiamo non è a due, ma a quattro valori di verità.

Leggendo questo libro, scopriremo che l’Antinomia del Mentitore è al centro del nostro sistema espressivo (in sostanza, nelle figure retoriche del linguaggio) e alla base della teoria dei colori complementari: quando apriamo gli occhi al mattino, l’Antinomia ci aiuta a rendere meno grigi il nostro universo e le nostre vite.
Presentazione del libro: Domenica 3 Dicembre 2023 - ore 17:30
Libreria il Libraccio – Via Vittorio Emanuele II 15, Monza (MB)

Renato Ornaghi - Questa frase è Vera?
ISBN 978-88-9617-412-8 - 192 pagine

Edizioni Opificio Monzese delle Pietre Dure
www.opificiomonzese.it

Indirizzo

Via Lecco, 43
Monza
20900

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