06/09/2026
Parole per nutrire il cammino
XXIII Domenica del Tempo Ordinario, 6 settembre 2026
“In mezzo” (Mt 18,20)
Tu sei con noi, Signore, sempre ed il tuo amore ti costringe a non lasciarci mai soli. Tu sei con me, Gesù, come il lievito nella farina, per questo misteriosamente la madia del mio tempo fermenta e tu, unico vero bene, sei parola di salvezza sulle mie labbra, pane che contiene ogni dolcezza, tra le mie mani. Scompari, come il sale, riempendo di gusto lì dove sei e brilli come luce nelle tenebre, riflesso del desiderio del Padre di rivelare chiarore e bellezza, dove noi uomini viviamo immersi nella cattività del peccato e della morte.
Lo hai promesso e non vieni meno; lo hai assicurato e non ti rimangi nulla. Sei in mezzo a noi, sempre, quando il tuo amore è forza travolgente e fiamma che consuma l’orgoglio e continui a stare tra noi anche quando il cuore è in pena, per il dolore, non ti accoglie e, sentendosi ferito, non ricambia il tuo affetto. Il tuo stare con noi dipende dall’amore che ti consuma il cuore e non ti lasci determinare nel dono dalla nostra risposta, altrimenti ci ameresti a sprazzi ed il tuo affetto sarebbe intermittente. Tu sei Dio e non uomo, ci raggiungi nell’eccesso della tua misericordia, ti doni nel traboccante desiderio di essere il Dio con noi. Anche quando non ti vediamo, sei in mezzo a noi; anche quando, irritati e iracondi per situazioni avverse della vita, non ti consideriamo, non ti allontani e, pur sulla porta del cuore, attendi, medicante che arricchisce, povero, che rende ricco chi ti accoglie.
Quale balsamo è la tua voce, quale consolazione la tua parola “in mezzo a voi ci sono io” ed incalza “sono con voi sino alla fine”. Non a lato, ma al centro tu sei, non nell’angolo, ma in mezzo tu resti, fonte di ogni grazia, sorgente di ogni pace. Perché i miei occhi non ti vedono sempre ed il cuore vive la paura ed il dolore per la tua assenza? Perché il tuo stare con noi non è poi così evidente e il rimanere tra noi, collante dei nostri rapporti, sembra allentarsi, con il tempo?
Hai un modo strano di stare al centro, una strada inusuale per rimanere tra noi. Non è il romanticismo dei fidanzati che non si lasciano un attimo e, se lontani, non si danno pace desiderando un nuovo incontro e neppure scegli di accompagnare il cammino con l’ansia di chi dice di amare ed impone il ritmo della corsa. Tu sei in mezzo a noi, piantando la tua croce nel cuore di ogni tuo discepolo, nella vita di chi ti segue, al centro di quanti confessano il tuo santo nome, sorgente che zampilla, fonte che dona l’acqua che non viene mai meno. È la tua croce il segno che non ci abbandoni, la potenza della tua Pasqua la prova che non ci lasci orfani. Dove la morte faticosamente conosce la vita nuova, là tu sei; dove il cuore permette alla grazia la conversione, lì tu abiti, dove i nostri rapporti conoscono il ritmo lento del perdono, lì tu operi; dove la notte del dolore è rischiarati dalle prime luci di un amore più grande, proprio là la tua potenza si manifesta nella nostra debolezza.
Convertimi, Gesù, dalla convinzione che tu sei in mezzo a noi quando le cose vanno bene, che tu mi sei accanto, se la luce mi abbaglia, come sul Tabor o che mi accompagni, se acclamato da ogni mia facoltà, mentre trionfi nella Gerusalemme affollata dei mie giorni pieni di attività. Fammi comprendere che tu sei con me, che tu sei tra noi, non quando il peccato non ci fiacca e la notte non cerca di divorare il mio giorno, ma quando combattiamo per la giustizia, ci schieriamo per la verità, difendiamo il debole, riconosciamo nelle lacrime dei poveri la tua presenza, il tuo sguardo, il tuo mendicarci attenzione e cura. Pianta in mezzo a noi, nel centro del mio cuore il tuo amore crocifisso, scava nel mio animo perché la tua vita sia la mia vita, entra nelle nostre famiglie, nuovi cenacoli dove regna la paura e la chiusura impedisce la comunione ed in mezzo scioglie i nostri timori e conduci ognuno di noi al perdono sincero e alla comunione autentica, che nasce dall’accogliersi in maniera incondizionata.
Io credo che tu sei con noi, Signore; credo che tu sei il centro della nostra comunione, la forza del nostro essere fratelli, la potenza che combatte le disgregazioni, la fonte che lava le nostre colpe ed allieta la città di Dio.
Voglio che tu sia il mio centro, che tu rimanga al centro della mia vita, voglio gareggiare con te nel desiderio di averti sempre con me, con noi. Io sono il centro dei tuoi pensieri ed voglio che tu sia al centro della mia mente; io sono il cuore del tuo cuore e voglio che tu sia il cuore del mio cuore. Noi siamo il tuo popolo e io desidero con tutto me stesso che tu sia il nostro Dio e Signore. Tu mi poni in mezzo, come quel bambino tra gli apostoli, come Daniele tra gli anziani ed io ti accolgo in mezzo a noi, al centro del mio essere, sorgente di vita, fonte di gioia, zampillo continuo di amore sconfinato ed eterno. Sei in mezzo a noi, come sul Golgota, Signore crocifisso, amore che si dona, sei in mezzo a noi, nel giardino dei nostri sepolcri, che conoscono la potenza della tua vita nuova, sei in mezzo a noi, sempre il tuo bastone ed il tuo vincastro ci danno sicurezza.
È bello stare al centro del tuo cuore, Gesù ed è bello averti, segretamente, in mezzo a noi. Non ti riconosco sempre, perdonami; non ti considero, quando dovrei, abbi pietà di me. Fammi essere come un bambino, capace di giocare con il tuo nasconderti, di scovare, con stupore, il tuo starci vicino, senza farti palesemente vedere, come nell’Eucaristia, nel volto del fratello, nella tua Chiesa, nella storia del mondo, dove sembra che la tenebra vinca sulla luce.
Un giorno però il velo sarà tolto ed io ti vedrò, in mezzo a noi. Quel giorno, sarò consumato dal tuo amore, assorbito dalla tua luce, immerso nella tua misericordia per sempre.
fra Vincenzo Ippolito ofm