Santuario Incoronata Montoro

Santuario Incoronata Montoro Santuario Mariano Cattolico

Orario Ss. Messe domenicali: ore 10,00; 12,00.

La nostra Provincia religiosa, con la Professione Temporanea di Fra Marco Carpentieri si arricchisce di un nuovo fratell...
07/09/2026

La nostra Provincia religiosa,
con la Professione Temporanea
di Fra Marco Carpentieri
si arricchisce di un nuovo fratello.
Lo raccomandiamo alla materna intercessione di Maria,
Madre e Regina del nostro Ordine.

Lodiamo con te, Maria, l’Altissimo
e magnifichiamo la sua misericordia.
Al tuo cuore immacolato raccomandiamo fra Marco,
che con il nuovo vincolo della
Professione religiosa
si unisce più intimamente
al tuo Figlio Gesù,
povero e crocifisso,
nella sequela tracciata da Francesco.
Accompagna la sua donazione,
perché la grazia del battesimo
e dell’ordinazione presbiterale
fioriscano nella donazione totale
nella Chiesa, per il bene di ogni uomo.
Rallegra il suo cuore,
renda piena la sua vita,
coraggiosa l’offerta,
autentica la radicalità,
gioiosa la castità,
liberante l’obbedienza,
arricchente la povertà,
perché testimoni l’amore di Cristo,
che ogni uomo ricerca.
Portalo per mano, sempre,
Tu, nostra dolce speranza. Amen.

Parole per nutrire il camminoXXIII Domenica del Tempo Ordinario, 6 settembre 2026“In mezzo” (Mt 18,20)Tu sei con noi, Si...
06/09/2026

Parole per nutrire il cammino
XXIII Domenica del Tempo Ordinario, 6 settembre 2026

“In mezzo” (Mt 18,20)

Tu sei con noi, Signore, sempre ed il tuo amore ti costringe a non lasciarci mai soli. Tu sei con me, Gesù, come il lievito nella farina, per questo misteriosamente la madia del mio tempo fermenta e tu, unico vero bene, sei parola di salvezza sulle mie labbra, pane che contiene ogni dolcezza, tra le mie mani. Scompari, come il sale, riempendo di gusto lì dove sei e brilli come luce nelle tenebre, riflesso del desiderio del Padre di rivelare chiarore e bellezza, dove noi uomini viviamo immersi nella cattività del peccato e della morte.
Lo hai promesso e non vieni meno; lo hai assicurato e non ti rimangi nulla. Sei in mezzo a noi, sempre, quando il tuo amore è forza travolgente e fiamma che consuma l’orgoglio e continui a stare tra noi anche quando il cuore è in pena, per il dolore, non ti accoglie e, sentendosi ferito, non ricambia il tuo affetto. Il tuo stare con noi dipende dall’amore che ti consuma il cuore e non ti lasci determinare nel dono dalla nostra risposta, altrimenti ci ameresti a sprazzi ed il tuo affetto sarebbe intermittente. Tu sei Dio e non uomo, ci raggiungi nell’eccesso della tua misericordia, ti doni nel traboccante desiderio di essere il Dio con noi. Anche quando non ti vediamo, sei in mezzo a noi; anche quando, irritati e iracondi per situazioni avverse della vita, non ti consideriamo, non ti allontani e, pur sulla porta del cuore, attendi, medicante che arricchisce, povero, che rende ricco chi ti accoglie.
Quale balsamo è la tua voce, quale consolazione la tua parola “in mezzo a voi ci sono io” ed incalza “sono con voi sino alla fine”. Non a lato, ma al centro tu sei, non nell’angolo, ma in mezzo tu resti, fonte di ogni grazia, sorgente di ogni pace. Perché i miei occhi non ti vedono sempre ed il cuore vive la paura ed il dolore per la tua assenza? Perché il tuo stare con noi non è poi così evidente e il rimanere tra noi, collante dei nostri rapporti, sembra allentarsi, con il tempo?
Hai un modo strano di stare al centro, una strada inusuale per rimanere tra noi. Non è il romanticismo dei fidanzati che non si lasciano un attimo e, se lontani, non si danno pace desiderando un nuovo incontro e neppure scegli di accompagnare il cammino con l’ansia di chi dice di amare ed impone il ritmo della corsa. Tu sei in mezzo a noi, piantando la tua croce nel cuore di ogni tuo discepolo, nella vita di chi ti segue, al centro di quanti confessano il tuo santo nome, sorgente che zampilla, fonte che dona l’acqua che non viene mai meno. È la tua croce il segno che non ci abbandoni, la potenza della tua Pasqua la prova che non ci lasci orfani. Dove la morte faticosamente conosce la vita nuova, là tu sei; dove il cuore permette alla grazia la conversione, lì tu abiti, dove i nostri rapporti conoscono il ritmo lento del perdono, lì tu operi; dove la notte del dolore è rischiarati dalle prime luci di un amore più grande, proprio là la tua potenza si manifesta nella nostra debolezza.
Convertimi, Gesù, dalla convinzione che tu sei in mezzo a noi quando le cose vanno bene, che tu mi sei accanto, se la luce mi abbaglia, come sul Tabor o che mi accompagni, se acclamato da ogni mia facoltà, mentre trionfi nella Gerusalemme affollata dei mie giorni pieni di attività. Fammi comprendere che tu sei con me, che tu sei tra noi, non quando il peccato non ci fiacca e la notte non cerca di divorare il mio giorno, ma quando combattiamo per la giustizia, ci schieriamo per la verità, difendiamo il debole, riconosciamo nelle lacrime dei poveri la tua presenza, il tuo sguardo, il tuo mendicarci attenzione e cura. Pianta in mezzo a noi, nel centro del mio cuore il tuo amore crocifisso, scava nel mio animo perché la tua vita sia la mia vita, entra nelle nostre famiglie, nuovi cenacoli dove regna la paura e la chiusura impedisce la comunione ed in mezzo scioglie i nostri timori e conduci ognuno di noi al perdono sincero e alla comunione autentica, che nasce dall’accogliersi in maniera incondizionata.
Io credo che tu sei con noi, Signore; credo che tu sei il centro della nostra comunione, la forza del nostro essere fratelli, la potenza che combatte le disgregazioni, la fonte che lava le nostre colpe ed allieta la città di Dio.
Voglio che tu sia il mio centro, che tu rimanga al centro della mia vita, voglio gareggiare con te nel desiderio di averti sempre con me, con noi. Io sono il centro dei tuoi pensieri ed voglio che tu sia al centro della mia mente; io sono il cuore del tuo cuore e voglio che tu sia il cuore del mio cuore. Noi siamo il tuo popolo e io desidero con tutto me stesso che tu sia il nostro Dio e Signore. Tu mi poni in mezzo, come quel bambino tra gli apostoli, come Daniele tra gli anziani ed io ti accolgo in mezzo a noi, al centro del mio essere, sorgente di vita, fonte di gioia, zampillo continuo di amore sconfinato ed eterno. Sei in mezzo a noi, come sul Golgota, Signore crocifisso, amore che si dona, sei in mezzo a noi, nel giardino dei nostri sepolcri, che conoscono la potenza della tua vita nuova, sei in mezzo a noi, sempre il tuo bastone ed il tuo vincastro ci danno sicurezza.
È bello stare al centro del tuo cuore, Gesù ed è bello averti, segretamente, in mezzo a noi. Non ti riconosco sempre, perdonami; non ti considero, quando dovrei, abbi pietà di me. Fammi essere come un bambino, capace di giocare con il tuo nasconderti, di scovare, con stupore, il tuo starci vicino, senza farti palesemente vedere, come nell’Eucaristia, nel volto del fratello, nella tua Chiesa, nella storia del mondo, dove sembra che la tenebra vinca sulla luce.
Un giorno però il velo sarà tolto ed io ti vedrò, in mezzo a noi. Quel giorno, sarò consumato dal tuo amore, assorbito dalla tua luce, immerso nella tua misericordia per sempre.

fra Vincenzo Ippolito ofm

05/09/2026

Orario Ss. Messe domenicali
in Santuario
ore 10,00 e 12,00

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03/09/2026

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Follow Santuario Incoronata Montoro (AV)'s WhatsApp channel. Il Santuario di Maria Santissima Incoronata è un luogo di grazia, in provincia di Avellino, su una ridente montagna, che guarda la città di Montoro. La Vergine Madre di Dio mostra la luce della sua gloria e dona a chi la invoca cura e protezione, facendosi maestra e guida nell’incontro con Gesù Cristo. Ella, Figlia del Padre e Sposa dello Spirito, ci accompagna a fare della nostra vita un capolavoro di grazia, perché, conformati dallo Spirito a Cristo, siamo nel mondo costruttori della civiltà dell’amore. Affidato ai Frati Minori, il Santuario è rifugio sicuro per chi ricerca in Cristo povero e crocifisso, come s. Francesco e s. Chiara, la gioia vera che nasce dalla Pasqua del Signore e desidera fare della sua vita un dono ai fratelli.. Join 277 followers for the latest updates.

Pace e bene! Perché non ti ritagli del tempo per fare i tuoi Esercizi spirituali? Prenditi del tempo ogni giorno e ascol...
01/09/2026

Pace e bene!

Perché non ti ritagli del tempo per fare i tuoi Esercizi spirituali?

Prenditi del tempo ogni giorno e ascolta le catechesi proposte sul podcast del nostro Santuario. Potrai così, secondo i tuoi tempi, meditare sulle parabole della misericordia nel Vangelo secondo Luca.

Potrai ascoltare le lectiones divinae di fra Vincenzo Ippolito ofm, secondo i tuoi tempi e le tue possibilità.

Dai tempo al tuo cuore, per accogliere, come Maria, la potenza della Parola di Dio!

Il Signore ti dia pace!

https://open.spotify.com/show/3b5WZfiEaZ6CUNC9ts0KvL?si=jQtdy7lVRx6tJg3URI6fPw&utm_source=copy-link

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26/08/2026

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Parole per nutrire il camminoXX Domenica del Tempo Ordinario, 16 agosto 2026“ci viene dietro” (Mt 15,23)Non è sempre det...
20/08/2026

Parole per nutrire il cammino
XX Domenica del Tempo Ordinario, 16 agosto 2026

“ci viene dietro” (Mt 15,23)

Non è sempre detto che chi segua il Signore riesca a diventare una persona migliore o, per meglio dire, che vi riesca subito. Può sembrare un paradosso, ma purtroppo è così. Basta vedere i discepoli per rendersene conto e leggere con attenzione i Vangeli per stilare un elenco delle virtù e dei vizi dei Dodici ed ammettere poi come la bilancia penda spesso dalla parte dei difetti. Uno di questi è il sentimento di indifferenza e di fastidio che i discepoli manifestano, al grido di una donna pagana, in angoscia per la sua figlia. Ci aspetteremmo misericordia e comprensione, attenzione e compassione, accoglienza e rispetto e invece gli apostoli si rivolgono a Gesù perché la esaudusca prontamente, solo perché non sopportano che gli vada dietro, con il suo grido così opprimente.
È un’amara constatazione vedere che si può stare con Gesù e non seguirlo con il cuore, averlo sempre con sé senza riuscire a cambiare la propria vita di una virgola, camminare al suo seguito, lasciando che nulla muti dei sentimenti e dei pensieri, delle parole e dei comportamenti. Accade così che non solo i malati sanati e le f***e sfamate non vogliano seguire sul serio il Maestro, ma anche nella cerchia dei suoi più fidati collaboratori ci sono continue defezioni. E non bisogna pensare ai momenti eclatanti degli ultimi giorni della vita di Gesù, come al tradimento di Giuda o al rinnegamento di Pietro oppure ancora alla fuga degli altri, dinanzi alla tragica fine del loro Maestro, ma a quella continua incapacità di lasciarsi toccare e cambiare in profondità da Cristo, dalla sua parola di vita, dal suo sguardo di misericordia, dalla sua potenza di grazia.
Nessuno di noi può dire di essere immune dall’indifferenza, che nasce dall’egoismo o dalla pretesa di una pace, che è disattenzione per il dolore degli altri. Tutti siamo consumati dentro dal tarlo del menefreghismo e per quanto vogliamo imporci gesti di prossimità agli altri, tante volte dobbiamo imporcelo con la forza di volontà, perché non siamo naturalmente portati a preoccuparci dei fratelli e ad avere un cuore così pronto all’empatia e alla compassione come quello di Gesù. Il problema per i discepoli non è nell’orecchio, che non ascolta il grido della donna o nell’occhio che non vede in profondità la sua situazione o nella mente che non riesce ad immaginare l’angoscia che vive, il disagio che manifesta, il dolore che la consuma. Il male dei discepoli è molto più profondo, è nel loro cuore di pietra, nell’animo loro che non vede nulla, se non se stesso. Se l’albero non porta frutto è alle radici che bisogna intervenire, se i rami hanno solo foglie, il terreno deve essere oggetto di continue cure, smuoverendo le zolle, concimandolo ed irrigandolo.
I dodici seguono Gesù, come forse facciamo anche noi, mancando di profondità, non prendendo seriamente in considerazione la sua parola, lasciandosi sedurre dalla straordinarietà dei suoi miracoli, non facendosi plasmare nella mente e nel cuore da lui, che è il Figlio unigenito del Padre, venuto a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a donare la liberazione ai prigionieri, ai ciechi la vista, ad annunciare un anno di grazia del Signore. Capita così che impediscono ai bambini di avvicinarsi al Maestro e si stupiscono che chieda chi lo ha toccato, quando una donna è spinta dalla sua fede a lambire il suo mantello, domandano fuoco dal cielo, per vendicare la mancata accoglienza dei samaritani e litigano su chi debba essere considerato tra loro più grande.
Inutile nascondersi, anche noi siamo così, perché nel cuore ancora non regna veramente il Signore, non facciamo frutto perché non permettiamo che
la linfa passi ai tralci. Alcuni poi fanno dei passi, iniziano a fare spazio a Cristo, ma non accolgono le inevitabili potature della vita per fare più frutto.
Guarisci, Signore, la mia insensibilità, quando, come i discepoli, la voce dei fratelli suona come sgraziata agli orecchi del mio cuore malato di egocentrismo. Correggimi, Gesù, quando ignoro chi mi è accanto e non mi accorgo, come il levita e il sacerdote, della sofferenza dell’altro, incappato nei briganti. Fammi capire che sono io quel fariseo che prega e ha nel cuore giudizi sprezzanti verso l’altro, sono io che presumo di starti vicino, senza capire che se non ti consegno il cuore non sarò mai tuo discepolo sul serio. Quanto tempo ti ho fatto perdere, Gesù, ma a te questo non interessa; quanta grazia ho sprecato, ma a te questo non importa. Per te conta il mio desiderio di diventare consapevole che è giunto il tempo di fare quel salto che mi attende, che è arrivato il momento di fare sul serio, facendo morire l’uomo vecchio e rivedendomi del nuovo.
Devo fare questo passo che tu mi chiedi e che non posso più rimandare, essere tuo discepolo, seguendoti con il cuore e la mente, con le parole e la vita, essere tuo discepolo con tutto me stesso. Non mi sopporto quando vedo in me indifferenza ed incoerenza, egoismo e superficialità. “Ma se vuoi, tu puoi guarirmi”, puoi correggere i danni del mio carattere, spingermi a guardare in avanti, con speranza, a non giudicare le persone che incontro, ma a spingerle a te, portarle a te, perché in te, che sei il Signore, trovino in abbondanza la vita.
C’è speranza anche per me, se penso che i discepoli, escuso Giuda, riusciranno a maturare nella fede e a seguirti davvero. Sono certo che il tuo amore vincerà nel braccio di ferro con il mio egoismo e, consumato dalla tua carità, donerò ai fratelli la gioia del mio essere un peccatore continuamente perdonato e riportato sulla via del bene.

fra Vincenzo Ippolito ofm

Parole per nutrire il cammino Solennità della Beata Vergine Maria, assunta in cielo, 15 agosto 2026“magnifica” (Lc 1,46)...
15/08/2026

Parole per nutrire il cammino
Solennità della Beata Vergine Maria, assunta in cielo, 15 agosto 2026

“magnifica” (Lc 1,46)

Sono rapito dalla tua bellezza e resto in silenzio, davanti a te che, assunta in cielo, vivi nella luce eterna di Dio. Il tuo corpo, trasfigurato come quello del tuo Figlio sul monte, profuma della vita nuova del Risorto, mentre la tua anima, già in vita tabernacolo della grazia, ora in cielo è tutta traboccante della gloria della Trinità.
Tutta bellezza sei, Maria, e come potrei sognare di descrivere la vita eterna che tu ora vivi, se i legami del corpo mi tengono stretto allo spazio e al tempo, che non scandisce più la tua vita? Come cantare la tua gloria, mentre Dio mi chiede di imitare il tuo cammino di sequela, per giungere dove tu sei ora immersa nella luce viva del tuo Dio?
Tu sei la prima creatura a godere della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte; tu per prima hai vissuto il sonno dei giusti e ti sei svegliata nella dimora dell’eternità, stupita tu per prima che il tuo corpo non conoscesse più le dimensioni della terra e fosse tutto luce e splendore, tutto grazia e amore, mentre la tua anima, già in terra naturalmente portata a cantare la gloria di Dio e a perdersi nel giubilo del cuore, che si sente amato, gode del traguardo che Dio ti ha concesso quale madre e discepola del Cristo. Ora per chi ti guarda e si perde nella luce che ti riveste di chiarore e ti invoca madre per ogni uomo pellegrino nel tempo, tu sei l’immagine della Chiesa, perché mostri a noi dove siamo diretti ed indichi nel cuore del Padre il porto sicuro a cui giungere, seguendo qui in terra Gesù, parola di vita per ogni uomo.
Devo vincere lo stupore per pregarti, svegliarmi dal sonno della meraviglia per invocarti, considerare che tu sei mia madre, nell’ordine della grazia, perché fiorisca in me l’abbandono e riesca a rivolgermi a te, con totale fiducia. Mi sei lontana, eppure vicinissima, sei in cielo, ma partecipi intimamente al corso degli eventi della terra, sei nelle dimore eterne, eppure non ti dimentichi di chi, sulla croce, Gesù ti ha affidato come figli.
Donami, o Madre assunta alla gloria del cielo, donami il canto del tuo cuore, il Magnificat delle tue labbra, il giubilo del tuo animo. Fammi capire che il canto e la lode nascono in un cuore abitato dalla grazia, che la vita cambia solo se Gesù irrora i deserti dell’anima, con la sorgente zampillante del suo amore, che le mani si aprono alla condivisione, se il cuore è permeato dalla potenza dello Spirito. È Lui che vince in noi ogni forma di egoismo e ci apre al dono di noi stessi, effondendo, con gratuità, l’amore, che il Risorto riversa in chi lo invoca e batte alla roccia del suo cuore, per ricevere in abbondanza l’acqua della salvezza e la grazia del perdono.
Il tuo cuore ha cantato nella casa di Zaccaria di Elisabetta, il suo Magnificat perché portavi nel grembo il Signore della vita; le tue labbra si sono aperte alla lode, perché tutta permeata dalla potenza del Verbo, che in te ha posto la sua dimora; per tre mesi ti sei fatta serva degli uomini, tu, la serva del Signore, che in te si preparava a farsi nostro servo, per lavarci dalle brutture della colpa e restituirci, rinnovellata mille volte, la nostra dignità di creature. Insegnami, Maria, a cantare le opere che Dio compie nella mia vita. Donami il tuo sguardo, per vedere che Dio non è fuori dalla mia storia, che non abborrisce la mia vita, ma, come lievito nella massa, come seme in terra, dall’interno la abita e misteriosamente la conduce ad un futuro di gioia. Portami per mano a vedere dove il Signore visita i miei giorni. Indicami, con pazienza, dove il Redentore mi chiama a portare la mia croce, per immettere nei solchi della storia la grazia del Vangelo, che germina per la vita del mondo. Conducimi a studiare lo spartito del tuo Figlio, leggendo sul pentagramma dei suoi ultimi giorni, le note del suo donarsi, nelle pause che gli uomini si concedono, incapaci di portare alacremente il passo con il suo cantare la vita nuovo, al ritmo gioioso del cuore del Padre. Concedimi il tuo coraggio, nel non farmi fiaccare dall’insicurezza e dalla noia, dalla paura di fallire e dall’ansia di anticipare i tempi di Dio. Voglio vivere come te, abbandonato nell’abbraccio di Dio, portato, come una navicella, dal vento dello Spirito, animato dal tuo stesso amore, consumato nel servizio dei fratelli, con la speranza che trovino in me una scintilla del tuo Verbo.
Tu in cielo magnifichi in eterno quel Dio che in terra hai seguito e servito, cercato e abbracciato, indicato ed atteso. Donami di magnificare il suo nome sempre, di lodarlo nella gioia, di supplicarlo nel dolore, di trovare il suo volto nel volto sfigurato di ogni fratello, di servirlo in ogni uomo, che cerca Cristo e desidera il suo Vangelo, pur senza saperlo.
Nella luce di Dio, nel tuo magnificat eterno, ricordati di me e fa’ che già qui in terra la mia vita sia un canto, il migrare dei miei giorni semi sparsi nel campo del mondo, come dono destinato a portare frutto, dalla mia quotidiana morte. Non permettere che il buio del cuore in pena mi divori, ma difendi e fa crescere la vita del tuo Figlio che in me prende forza. Culla il mio sonno, fino a svegliarmi in cielo, per cantare con te il mio magnificat eterno. Amen

fra Vincenzo Ippolito ofm

Indirizzo

Via Incoronata, 1
Montoro
83025

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