22/05/2026
22 maggio 1951
Nell’agosto 1948 la beata Maria Crocifissa di Rosa (sarà canonizzata il 12 giugno 1954), «apparendo» come di consueto in quegli anni a Pierina Gilli, le racconta una storia: «Un ricco Signore che desiderava far costruire un bellissimo palazzo chiama degli operai. A ciascuno assegna un compito secondo capacità proprie e il materiale necessario per fabbricare. Fra questi vi sono alcuni che per l’ingegno intellettuale guidano gli altri nel loro lavoro. Operano uniti e concordi, e gioiscono nel vedere che il Signore si dimostra soddisfatto per ciò che desidera. A lavoro compiuto notano della polvere sui cristalli dei lampadari, sui quadri, un po’ dappertutto. Allora quel ricco Signore, desiderando che venga tolta per dare più splendore a quegli ornamenti, consegna a un operaio uno straccio per la pulitura. Terminata anche questa incombenza lo straccio viene gettato a terra, perché non serve più a nulla! E da quegli stessi operai viene calpestato fino a che uno di essi con il piede non lo butta di fuori. Non serve più a nulla!».
Pierina si domanda il senso dell’aneddoto e la Fondatrice delle Ancelle della Ca**tà glielo spiega durante la sua «visita» del 22 maggio 1951, 75 anni fa. «Tu devi essere come quello straccio», si raccomanda la Di Rosa, «specie quando ti capitano delle incomprensioni, vieni umiliata e abbandonata dagli uomini. Tieni sempre a cuore che tutto sia a gloria di Dio, perché anche quel grande Signore era ben consapevole che quel povero straccio era stato utile per ultimare e abbellire gli ornamenti del palazzo».
Di fronte a questo brano, che ricorda l’evangelico «Siamo servi inutili» (Lc 17, 10) si può restare sorpresi. Com’è possibile che il Signore paragoni Pierina che con tanto amore ha corrisposto ai suoi desideri a uno straccio da pavimenti? La risposta è Lui stesso: «La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo» (Mt 21, 42). Il Re dei Re è venuto al mondo per servire. Chi lo vuol seguire deve fare lo stesso (Riccardo Caniato).