25/06/2023
Caro Santuario, stamattina dopo tanto tempo, in occasione di un suffragio a mia madre, sono tornato a Messa. Seppur sia di indole positiva, ho percepito un senso di agonia. Non per la polvere sulle panche o i calabroni morti sul pavimento, neanche per le ragnatele che una volta sulla sedia mi hanno invischiato. Ma per l'abbandono fisico e soprattutto morale di chi diceva di occuparsene. Il Salmo di oggi riportava una frase di Matteo Evangelista, diceva che non bisogna aver paura degli uomini. Io dico che invece è proprio degli uomini che bisogna avere paura, della loro cattiveria, della loro prevaricazione, della loro boria, del loro abuso di potere. Ma da cristiano la speranza non mi muore, aspetto ciò che mi è stato, che ci è stato detto. Aspetto che l'agonia passi. Intanto che il diacono non riusciva ad accendere il microfono e le pochissime persone arrivavano a Messa già iniziata, guardavo l'angelo nel quadro che con la Madonna sale in cielo. Me lo aveva detto mia madre più di sessant'anni fa che da Lassù tutto si vede e si provvede. E una lacrima venuta da lontano ha attraversato tutta la vita in un baleno, ha traboccato l'occhio d'improvviso. Ma queste sono cose difficili da capire, sono cose vere.