15/08/2026
“ BALLO A DUE”
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,21-28
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Un dialogo franco, diretto, ruvido quello del vangelo di oggi. In mezzo gli apostoli che vorrebbero mettere a posto le cose come facciamo noi: con il buonismo e con un senso di opportunismo! Da una parte c’è Gesù che tira dritto perché la sua prima missione è parlare alle pecore di Israele, questo è il suo primo compito. Dall’altra una donna che non accetta la sorte e forza la mano del destino non appellandosi a rivendicazioni di appartenenza religiose che lei non ha ma all’amore e alla fede. Gesù non è insensibile è solo limitato come uomo: non può arrivare da tutte le parti e in più conosce solo una parte della sua missione ma di quella è sicuro. D’altra parte dobbiamo prendere sul serio la parola del vangelo che dice che Gesù “cresceva in età e grazia”, dunque comprendeva le cose un poì alla volta. Questa donna non ha schemi religiosi di riferimento né conosce cosa fare davanti a Dio: sa solo che ama e per questo amore è disposta a tutto. Qui il padre celeste scrive una pagina bellissima per entrambi. Insegna al figlio come leggere la sua volontà. Il libro di dio non è solo la natura e la coscienza. C’è un libro più grande che è la vita e nella vita gli esseri umani. Il padre parla e insegna al figlio attraverso questa donna cosa è prezioso perché ciò che questa donna vive sono attributi divini: fede e amore. Questa donna dunque è molto più credente di quanto la sua condizione di pagana possa far supporre perché ciò che la rende parte del popolo di Israele non è l’appartenenza materiale ma spirituale. La tradizione spirituale di Israele è tutta raccolta nella parola fede, amore, umiltà, compassione. Sono le caratteristiche del vero israelita che si avvicina a dio e che i sacerdoti e i farisei sembrano aver perso di vista in nome di un formalismo insopportabile. Questa donna è ebrea nel cuore! Dall’altra parte il figlio anche se in cammino riesce da ascoltare la voce del padre nella donna e a leggere il libro della volontà di dio che lei incarna perché sa ascoltare e non ha pregiudizi. Gesù è libero da schemi ed è curiosamente aperto alla volontà di Dio che si manifesta nei modi più impensati. Ecco perché cambia il suo piano missionario in un attimo appena capisce il senso di quell’incontro! Un dio che impara da noi perché non ha schemi, una donna che è cristiana non perché è battezzata ma perché ama. Due immagini forti che sono una rivoluzione e una provocazione per il nostro cammino di fede così ingessato e scontato!