Montelupone in Chiesa

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Il Papa ai sindaci dell'Illinois: "La dignità di ogni individuo sia riconosciuta e sostenuta"Udienza ai membri dell’Illi...
30/03/2026

Il Papa ai sindaci dell'Illinois: "La dignità di ogni individuo sia riconosciuta e sostenuta"
Udienza ai membri dell’Illinois Municipal League, organizzazione statale che rappresenta i circa 1.300 comuni dello Stato negli Usa. Ricordando le parole di La Pira, Leone XIV esorta ad "alleviare in ogni modo possibile sofferenze e difficoltà dei propri cittadini" e ad ascoltare la voce di poveri e immigrati e "incarnare il servizio", prestando attenzione ai bisogni dei più deboli e vulnerabili
Benedetta Capelli - Città del Vaticano

Udienza ai membri dell’Illinois Municipal League, organizzazione statale che rappresenta i circa 1.300 comuni dello Stato negli Usa. Ricordando le ...

30/03/2026
OXFAM ITALIA https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-erode-democrazia/19 Gennaio 2026Quando la disuguaglianza erode l...
20/01/2026

OXFAM ITALIA https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-erode-democrazia/
19 Gennaio 2026
Quando la disuguaglianza erode la democrazia
In un mondo lacerato da conflitti, crisi climatica e tensioni geopolitiche, la disuguaglianza corre più veloce che mai. La concentrazione di ricchezza è in aumento e i divari economici – frutto di scelte politiche che da anni alimentano rendite di posizione – si acuiscono in molti Paesi. L’Italia non fa eccezione, tra opportunità che si restringono e fratture sociali che si fanno sempre più profonde. Nel rapporto che pubblichiamo oggi, Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia, in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, chiediamo un cambio di rotta.
DIVARI DI RICCHEZZA INSOSTENIBILI
Nel 2025 i miliardari italiani hanno aumentato il loro patrimonio di 54,6 miliardi di euro (al ritmo di 150 milioni al giorno), raggiungendo 307,5 miliardi detenuti da 79 individui (erano 71 nel 2024).
Il 10% più ricco delle famiglie possiede oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera, contro poco più di 6 volte nel 2010. Dal 2010 al 2025 la ricchezza nazionale è cresciuta di oltre 2.000 miliardi, ma il 91% di questo incremento è andato al 5% più ricco, mentre la metà più povera ha ottenuto appena il 2,7%.
Oggi il top 5% detiene il 49,4% della ricchezza nazionale, quasi il 17% in più di quanto possiede il 90% più povero.

La nostra analisi sull’aumento della concentrazione della ricchezza e delle disuguaglianze in Italia e nel mondo

IX GIORNATA MONDIALE DEI POVERIGIUBILEO DEI POVERI Saluto a braccio ai fedeli radunati in Piazza San Pietro prima della ...
16/11/2025

IX GIORNATA MONDIALE DEI POVERI
GIUBILEO DEI POVERI
Saluto a braccio ai fedeli radunati in Piazza San Pietro prima della Messa
Omelia



Buongiorno, buona domenica!

Buongiorno a tutti e benvenuti!

Quando leggiamo il Vangelo, una delle frasi che tutti conosciamo è «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3). Noi tutti vogliamo essere fra i poveri del Signore, perché la nostra vita è un dono di Dio e lo riceviamo con tanta gratitudine.

Io vi ringrazio per la vostra presenza. La Basilica diventa un po’ piccola… Voi fate parte della Chiesa e potete seguire la Santa Messa anche dagli schermi. Partecipate con molto amore, con molta fede e sappiate che siamo tutti uniti in Cristo.

Allora, celebriamo l’Eucaristia e dopo ci vediamo per l’Angelus, qui in Piazza.

Dio vi benedica tutti. Buona domenica!

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Cari fratelli e sorelle,

le ultime domeniche dell’anno liturgico ci sollecitano a guardare la storia nei suoi esiti finali. Nella prima Lettura, il profeta Malachia intravede nell’arrivo del “giorno del Signore” l’ingresso nel tempo nuovo. Esso viene descritto come il tempo di Dio, in cui, come un’alba che fa sorgere un sole di giustizia, le speranze dei poveri e degli umili riceveranno dal Signore una risposta ultima e definitiva e verrà sradicata, bruciata come paglia, l’opera degli empi e della loro ingiustizia, soprattutto a danno degli indifesi e dei poveri.

Questo sole di giustizia che sorge, come sappiamo, è Gesù stesso. Il giorno del Signore, infatti, è non solo il giorno ultimo della storia, ma è il Regno che si fa vicino a ogni uomo nel Figlio di Dio che viene. Nel Vangelo, usando il linguaggio apocalittico tipico del suo tempo, Gesù annuncia e inaugura questo Regno: Lui stesso infatti è la signoria di Dio che si rende presente e si fa spazio negli accadimenti drammatici della storia. Essi, perciò, non devono spaventare il discepolo, ma renderlo ancora più perseverante nella testimonianza e consapevole che sempre viva e fedele è la promessa di Gesù: «Neppure un capello del capo perirà» (Lc 21,18).

Questa, fratelli e sorelle, è la speranza a cui siamo ancorati, pur dentro le vicende non sempre liete della vita. Anche oggi «la Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio tra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, annunciando la morte del Signore finché Egli venga» (Lumen gentium, 8). E, dove sembrano esaurirsi tutte le speranze umane, si fa ancora più salda l’unica certezza, più stabile del cielo e della terra, che il Signore non farà perire neanche uno dei capelli del nostro capo.

Nelle persecuzioni, nelle sofferenze, nelle fatiche e nelle oppressioni della vita e della società, Dio non ci lascia soli. Egli si manifesta come Colui che prende posizione per noi. Tutta la Scrittura è attraversata da questo filo rosso che narra un Dio che è sempre dalla parte del più piccolo, dalla parte dell’orfano, dello straniero e della vedova (cfr Dt 10,17-19). E in Gesù, suo Figlio, la vicinanza di Dio raggiunge il vertice dell’amore: per questo la presenza e la parola di Cristo diventa giubilo e giubileo per i più poveri, essendo Egli venuto per annunciare ai poveri il lieto annuncio e predicare l’anno di grazia del Signore (cfr Lc 4,18-19).

Di tale anno di grazia partecipiamo in modo speciale ancora noi, proprio oggi, mentre celebriamo, con questa Giornata mondiale, il Giubileo dei poveri. Tutta la Chiesa esulta e gioisce, e in primo luogo a voi, cari fratelli e sorelle, desidero trasmettere con forza le parole irrevocabili dello stesso Signore Gesù: «Dilexi te - Io ti ho amato» (Ap 3,9). Sì, a fronte della nostra piccolezza e povertà, Dio ci guarda come nessun altro e ci ama di amore eterno. E la sua Chiesa, ancora oggi, forse soprattutto in questo nostro tempo ancora ferito da vecchie e nuove povertà, vuole essere «madre dei poveri, luogo di accoglienza e di giustizia» (Esort. ap. Dilexi te, 39).

Quante povertà opprimono il nostro mondo! Sono anzitutto povertà materiali, ma vi sono anche tante situazioni morali e spirituali, che spesso riguardano soprattutto i più giovani. E il dramma che in modo trasversale le attraversa tutte è la solitudine. Essa ci sfida a guardare alla povertà in modo integrale, perché certamente occorre a volte rispondere ai bisogni urgenti, ma più in generale è una cultura dell’attenzione quella che dobbiamo sviluppare, proprio per rompere il muro della solitudine. Perciò vogliamo essere attenti all’altro, a ciascuno, lì dove siamo, lì dove viviamo, trasmettendo questo atteggiamento già in famiglia, per viverlo concretamente nei luoghi di lavoro e di studio, nelle diverse comunità, nel mondo digitale, dovunque, spingendoci fino ai margini e diventando testimoni della tenerezza di Dio.

Oggi, soprattutto gli scenari di guerra, presenti purtroppo in diverse regioni nel mondo, sembrano confermarci in uno stato di impotenza. Ma la globalizzazione dell’impotenza nasce da una menzogna, dal credere che questa storia è sempre andata così e non potrà cambiare. Il Vangelo, invece, ci dice che proprio negli sconvolgimenti della storia il Signore viene a salvarci. E noi, comunità cristiana, dobbiamo essere oggi, in mezzo ai poveri, segno vivo di questa salvezza.

La povertà interpella i cristiani, ma interpella anche tutti coloro che nella società hanno ruoli di responsabilità. Esorto perciò i Capi degli Stati e i Responsabili delle Nazioni ad ascoltare il grido dei più poveri. Non ci potrà essere pace senza giustizia e i poveri ce lo ricordano in tanti modi, con il loro migrare come pure con il loro grido tante volte soffocato dal mito del benessere e del progresso che non tiene conto di tutti, e anzi dimentica molte creature lasciandole al loro destino.

Agli operatori della ca**tà, ai tanti volontari, a quanti si occupano di alleviare le condizioni dei più poveri esprimo la mia gratitudine, e nel contempo il mio incoraggiamento ad essere sempre più coscienza critica nella società. Voi sapete bene che la questione dei poveri riconduce all’essenziale della nostra fede, che per noi essi sono la stessa carne di Cristo e non solo una categoria sociologica (cfr Dilexi te, 110). È per questo che «la Chiesa come una madre cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli: dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti» (ivi, 75).

Impegniamoci tutti. Come scrive l’Apostolo Paolo ai cristiani di Tessalonica (cfr 2Ts 3,6-13), nell’attesa del ritorno glorioso del Signore non dobbiamo vivere una vita ripiegata su noi stessi e in un intimismo religioso che si traduce nel disimpegno nei confronti degli altri e della storia. Al contrario, cercare il Regno Dio implica il desiderio di trasformare la convivenza umana in uno spazio di fraternità e di dignità per tutti, nessuno escluso. È sempre dietro l’angolo il pericolo di vivere come dei viaggiatori distratti, noncuranti della meta finale e disinteressati verso quanti condividono con noi il cammino.

In questo Giubileo dei poveri lasciamoci ispirare dalla testimonianza dei Santi e delle Sante che hanno servito Cristo nei più bisognosi e lo hanno seguito nella via della piccolezza e della spogliazione. In particolare, vorrei riproporre la figura di San Benedetto Giuseppe Labre, che con la sua vita di “vagabondo di Dio” ha le caratteristiche per essere patrono di tutti i poveri senzatetto. La Vergine Maria, che nel Magnificat continua a ricordarci le scelte di Dio e si fa voce di chi non ha voce, ci aiuti ad entrare nella nuova logica del Regno, perché nella nostra vita di cristiani sia sempre presente l’amore di Dio che accoglie, perdona, fascia le ferite, consola e risana.

Oggi il Papa pranzerà con 1.500 poveri. Intanto il vincitore della finale di tennis oggi, Sinner o Alcaraz che sia, incasserà - al lordo delle tasse - 5,07 milioni di dollari, vale a dire 4.413.500 euro (che si aggiungono, per Sinner; alla stima di $51,561,426 già ottenuti. Fonte: https://sport.sky.it/tennis/sinner-montepremi-carriera-atp-tennis #00
Naturalmente lui è solo uno dei tanti ricchi e super ricchi sui quali dovremmo farci qualche domanda...

25 Giugno 2025 Rapporti PovertàLa povertà in Italia secondo i dati della rete CaritasReport statistico nazionale 2025 Il...
24/07/2025

25 Giugno 2025 Rapporti Povertà
La povertà in Italia secondo i dati della rete Caritas
Report statistico nazionale 2025
Il Report vede il contributo dei 3.341 servizi distribuiti in 204 diocesi (pari al 92,7% delle diocesi italiane). Tutte le sedici regioni ecclesiastiche italiane hanno partecipato alla raccolta dei dati, attraverso diversi tipi di servizi, primi fra tutti i Centri di Ascolto, ma anche mediante altre esperienze di servizio ai poveri, tra cui le mense, gli empori solidali, i centri di distribuzione.

Nel 2024 le persone accolte e sostenute dai Centri di Ascolto e servizi informatizzati della rete Caritas in Italia sono state 277.775. Si tratta di un numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari, poiché l’intervento degli operatori e dei volontari mira sempre a rispondere ai bisogni dell’intera famiglia. L’aiuto della rete ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti in Italia e circa il 12% delle famiglie in povertà assoluta.

Il numero degli assistiti è aumentato del 3% rispetto al 2023. Se confrontato con il 2014, il dato appare decisamente allarmante: in dieci anni l’incremento è stato del 62,6%. Particolarmente preoccupante è la crescita delle situazioni di cronicità: oltre un assistito su quattro (26,7%) si trova in uno stato di disagio stabile e prolungato. La povertà diventa anche più intensa: il numero medio di incontri annui per assistito è quasi raddoppiato rispetto al 2012.

L’età media delle persone accompagnate è 47,8 anni, in aumento rispetto al passato. Sebbene le statistiche ufficiali mostrino una situazione in cui gli anziani risultano meno colpiti dalla povertà rispetto alle fasce più giovani della popolazione, i dati raccolti dalla rete Caritas evidenziano una costante crescita della componente anziana tra le richieste di aiuto: se nel 2015, infatti, gli ultrasessantacinquenni rappresentavano appena il 7,7%, oggi la loro incidenza è raddoppiata raggiungendo il 14,3%. Rimangono invece pressoché stabili e strutturali le difficoltà delle famiglie con figli che costituiscono circa i due terzi degli assistiti (63,4%), molti dei quali con figli minori.

Un fattore che accomuna la gran parte delle persone accompagnate riguarda la fragilità occupazionale, che si esprime per lo più in condizioni di disoccupazione (47,9%) e di “lavoro povero” (23,5%). Non è solo dunque la mancanza di un impiego che spinge a chiedere aiuto: di fatto quasi un beneficiario su quattro rientra nella categoria del working poor, con punte che superano il 30% nella fascia tra i 35-54 anni.

Aggiornato il 25 Giugno 2025

Nel 2024 le persone accolte e sostenute dai Centri di Ascolto e servizi informatizzati della rete Caritas in Italia sono state 277.775. Un numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari, poiché l’intervento mira sempre a rispondere ai bisogni dell’intera famiglia.

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