Santuario di Santa Vittoria in Monteleone Sabino

Santuario di Santa Vittoria in Monteleone Sabino Santuario di Santa Vittoria in Monteleone Sabino - Rieti (XII sec.)

Presso il luogo di sepoltura di Santa Vittoria sorge un edificio di culto che, nell'aspetto attuale, rivela la sua lunga e articolata evoluzione architettonica, a testimonianza della devozione martiriale sviluppatasi nei confronti della martire trebulana. La più antica menzione dell'edificio è contenuta nella Passio sanctarum virginum Anatholiae et Victoriae, redatta probabilmente nell'VIII secolo

su un nucleo redazionale più antico risalente al VI-VII secolo e in un documento della metà del X secolo (Codice Alessandrino 96), in cui, oltre ad una breve descrizione della chiesa, si ricorda la traslazione delle reliquie di Santa Vittoria. Un'altra menzione è nella bolla di Marino II al vescovo di Sabina Giovanni, del 944, in cui l’edificio è ricordato col titolo di Santa Victoria Trybilensis" (Marini Papae II epistulae et privilegia, VI). A sostegno delle indicazioni forniteci dalle fonti letterarie circa l'esistenza di un edificio di culto anteriore al XII secolo, possono essere annoverati alcuni elementi monumentali superstiti, tra cui certamente rientrano i numerosi frammenti marmorei di plutei, pilastrini ed altri elementi architettonici, assegnabili alla fine dell’VIII-inizi IX secolo, reimpiegati nelle strutture più tarde dell’attuale edificio. La tipologia di quest'ultimi ce li fanno ritenere pertinenti all'arredo liturgico della chiesa, nello specifico una recinzione presbiteriale, che si deve immaginare contenuta in una chiesa di proporzioni non del tutto irrilevanti.



* Le principali fasi edilizie del Santuario



Da un recente studio sull’architettura della chiesa di Santa Vittoria si è potuto accertare una diversa assialità tra le prime tre colonne del colonnato ovest e le ultime due inglobate nelle strutture del campanile e del sacello di Santa Vittoria. La prima parte del colonnato è inoltre costituito da colonne dai grossi fusti baccellati e da blocchi parallelepipedi con funzione di basi e capitelli, differenziandosi dalla parte finale caratterizzata da colonne di granito più sottili e slanciate. Ciò porterebbe ad ipotizzare l'esistenza di un edificio più antico a tre navate, di cui appunto le due colonne terminali del colonnato ovest costituirebbero la sola testimonianza ancora in essere. Per la corretta ricostruzione di questo primitivo edificio va anche tenuta presente la notizia, non ulteriormente documentata, del rinvenimento avvenuto durante lavori di restauro eseguiti nel 1958 del muro di fondazione di una absidiola al termine della navata sinistra. Un ultimo tassello ricostruttivo ci è offerto dal già citato documento dell’Alessandrina, dove l'edificio di culto descritto si mostra collegato come l’odierno direttamente alla catacomba, con un altare centrale dedicato a Maria, sovrapposto al luogo in cui nella catacomba era collocata la tomba di Santa Vittoria; un foramen - un’apertura, una fenestella? - metteva in comunicazione le due strutture. Nell’anno 1153, in base ad una bolla di papa Anastasio IV, la chiesa di Santa Vittoria, che svolgeva allora funzione di parrocchia rurale, risulta passata sotto la giurisdizione della diocesi di Rieti e del suo vescovo Dodone. Dodone fu un vescovo particolarmente attivo nella ricostruzione e nella riorganizzazione della sua diocesi, all'indomani delle devastazioni compiute sul territorio da Ruggero di Puglia. Tra le iniziative che intraprese, si può certamente annoverare anche la ricostruzione della chiesa di Santa Vittoria. Del suo operato nell'edificio trebulano rimangono a testimonianza due iscrizioni: una del 1156, che commemora la consacrazione di un altare dedicato alla Vergine, una seconda del 1171 commemorativa della dedicazione dell'intera chiesa. A quest'ultima data si può quindi far risalire il completamento dell'edificio più o meno nelle forme in cui è giunto sino a noi. Nell’edificio altomedievale a tre navate Dodone avrebbe inserito il campanile sul fondo della navata di destra. Il campanile poggia su un basamento contraffortato e presenta un paramento a blocchi di travertino frammisti a elementi marmorei di spoglio, terminando in alto con due ordini di bifore di altezze differenti. Il secondo ordine potrebbe essere stato aggiunto nel 1273, data riportata in una incisione presente sulla campana ancora in situ. Davanti al campanile, sarebbe stato realizzato il sacello di Santa Vittoria, poi ulteriormente ristrutturato nel ‘400, con funzione di vano di accesso alla catacomba dalla chiesa. Il luogo era deputato a perpetuare la memoria della sepoltura della martire nel cimitero sotterraneo, nonostante il trasferimento del corpo di Santa Vittoria nella chiesa, al di sotto dell’altare maggiore, notizia confermata in qualche modo dal perpetuarsi della dedica di questo altare a Santa Vittoria ancora agli inizi dell’Ottocento.



* La facciata del Santuario



Entro la data del 1171, come si diceva, si dovette procedere ad una più generale ristrutturazione dell'edificio e degli ambienti ad esso addossati. La presenza di questi ultimi è intuibile, oltre che parzialmente documentata a livello monumentale, dalla particolare struttura della facciata. Realizzata secondo la tipologia detta "a capanna", rivestita da un paramento a lastra di travertino e pietra locale, la facciata è inquadrata da una cornice in pietra modanata che, nella parte inferiore, si flette a formare una sorta di bancale. Gli spioventi del tetto sono decorati da una serie di archetti ciechi sostenuti da mensoline marmoree di spoglio. Due ordini di archi ciechi affiancano il portale lunettato, decorato con una cornice a racemi d'acanto e inquadrato in un protiro scarsamente aggettante, sostenuto da colonnine tortili; nella facciata, al di sopra del timpano, è stato inserito, forse in un'epoca successiva, un rosone costituito da otto lobi ellissoidali che si congiungono in una rosetta centrale. La struttura, benché armoniosamente disposta, risulta asimmetrica ed eccentrica rispetto all'asse centrale interno, in quanto mancante di una porzione sul lato sinistro. Qui, sino al 1958, si trovava una costruzione realizzata in grossi conci di pietra, fornita di una porta verso la discesa della collina e di un accesso verso l'interno dell'atrio interposto tra l'interno della chiesa e la facciata esterna. Questo piccolo organismo, unitamente alla zona superiore dell'atrio, che sino ai restauri della metà del secolo scorso risultava controsoffittato e suddiviso in tre ambienti, doveva probabilmente fungere da abitazione per l'impianto conventuale, attestato presso la chiesa di Santa Vittoria in epoca anteriore all'intervento dodoniano.



* Le diverse trasformazioni del Santuario



Sia la navata sinistra della chiesa sia la zona presbiteriale risultano essere state ristrutturate in varie epoche, probabilmente a causa della precaria statica della collina su cui si erge la chiesa. In particolare, in un'epoca contigua all'innalzamento del campanile, la struttura presbiteriale è stata aggiornata secondo le madalità tipiche delle chiese conventuali degli ordini mendicanti in voga alla metà del XIV secolo, sostituendo la copertura a tetto con una voltata e rettificando la parete di fondo. La navata sinistra ha subito una più radicale trasformazione: il colonnato venne sostituito con una serie di pilastri e l'abside di fondo, contraffortata, venne trasformata in una più ampia ca****la. Quest'ultimo intervento, così come la sistemazione definitiva del sacello di Santa Vittoria, possono essere assegnati ad una data posteriore al 1480, epoca in cui la chiesa entrò a far parte del contado della famiglia Orsini.


* I dipinti e gli affreschi

All'interno della chiesa sono rintracciabili numerose testimonianze pittoriche che, condividendo le fasi costruttive e ricostruttive dell'edificio, risalgono ad epoche differenti. Tra queste vanno annoverati gli affreschi recuperati nel corso di una campagna di restauri intrapresa nel 1979 all'interno dell'atrio: una scena di Crocifissione, posta all'estrema destra della parete di fondo, una decorazione della lunetta del portale interno con una Madonna con Bambino tra due Santi e due donatori, ma soprattutto, la figura incompleta di un santo vescovo, che si trova a sinistra dell'apertura posta in corrispondenza del portale interno. Da rilevare inoltre un secondo frammento, che denuncia due diverse fasi esecutive: la più antica con due personaggi acefali, un vescovo e un militare, che stilisticamente si avvicinano alla resa del citato santo vescovo; l'altra, in pessime condizioni, con alcune strutture architettoniche entro cui si intravedono tre personaggi. La fase più recente è ingiudicabile, mentre quella più antica, connotata da una estrema rigidità e frontalità dei personaggi, da un elevato decorativismo delle vesti, dalla resa fisiognomica dei volti molto marcata, permette di collocarli nell'ambito della pittura di area romana del XII secolo e quindi, probabilmente, da collegare con l'intervento del vescovo Dodone. Nell'abside delle navata sinistra si conservano una serie di peducci dipinti, pertinenti alla copertura a volta di cui era stato dotato l'ambiente nel XIII secolo, analogamente a quanto avvenuto nel presbiterio; in quest'ultimo spazio, a sinistra di una monofora ad arco ogivale, si conserva un affresco tardo trecentesco rappresentante Santa Vittoria. Al termine della navata destra, contro il muro che delimita il sacello di Santa Vittoria, è stato realizzato un altare dedicato all'Immacolata Concezione. Una nicchia marmorea decorata con motivi floreali inquadra lo stemma della famiglia Orsini, che commissionò l'opera nel 1486 ad un tal magister Andreas, secondo quanto riportato da una epigrafe scolpita sulla cornice che sormonta la mensa dell'altare, confermando con ciò l'intervento tardo quattrocentesco anche per la ristrutturazione del sacello stesso. Infine, sulla parete sinistra della navata, così come sulle pareti dell'abside sinistra, durante i restauri della metà del Novecento sono state recuperate ampie porzioni di affreschi assegnabili al tardo Settecento, a dimostrazione ulteriore della perdurante vitalità di questo articolato e complesso luogo di culto.

12/04/2016
07/04/2016

I pellegrini che si dirigono all'Abbazia di Farfa sono anche invitati a visitare il bellissimo santuario dedicato a Santa Vittoria V. e M.
Il santuario è sorto sul luogo del martirio della giovane romana, è un luogo di memoria, di testimonianza, di preghierae e si riparte sicuramente più rincuorati e decisi a seguire Cristo Via, Verità e Vita. Il santuario vi aspetta...... Sia singole persone o Gruppi possono contattare L'Associazione Sabina Trabes ( 3408634586 opp 3881664015 opp il Parrco 3475896653).

Iscriversi al più presto (in Parrocchia)
05/04/2016

Iscriversi al più presto (in Parrocchia)

Indimenticabile 02 marzo 2013
30/04/2013

Indimenticabile 02 marzo 2013

Festa di Santa Vittoria nel Santuario - Domenica 23 dicembre 2012  Accensione  della Lampada perpetua
08/01/2013

Festa di Santa Vittoria nel Santuario - Domenica 23 dicembre 2012 Accensione della Lampada perpetua

21/02/2012

Jim a rapporto

Un sacerdote stava pregando in chiesa verso mezzogiorno e passando dall'altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare.

In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi.

L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.
Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po' spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?"
L'uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni... Beh, Gesù... qui c'è Jim a rapporto"
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all'altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell'amore e incontrò Gesù.
Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: "Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... Beh, Gesù... eccomi a rapporto!"
Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto.
I giorni passavano e Jim non tornava a pregare.

Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.
Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa.
La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l'infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava: "Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno".Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: "L'infermiera si sbaglia... però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice:

"Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati..Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso ogni giorno....
Beh, Jim... qui c'è GESU' a rapporto!">>




Inizia oggi la quaresima, non perdiamo l'opportunità di dire a Gesù:

"Sono qui a rapporto!"

A messa conclusa, gli ospiti si fanno scattare una foto ricordo...
22/11/2011

A messa conclusa, gli ospiti si fanno scattare una foto ricordo...

22/11/2011

MONTELEONE SABINO: NASCE LA FONDAZIONE SANTA VITTORIA, VERGINE E MARTIRE ROMANA – DOMENICA 23 OTTOBRE 2011
“Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum”: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! ” canta il Salmo 133, che si addice all’evento che è stato celebrato in Monteleone Sabino. Tre anni dopo la celebrazione del riconoscimento come Santuario della Chiesa dedicata alla vergine e martire, Santa Vittoria, che ha avuto luogo l’11 maggio 2008, Domenica 23 ottobre 2011, alle ore 11.10, nel sopraindicato Santuario, alcune comunità devote alla Santa hanno firmato l’Atto costitutivo della Fondazione “Santa Vittoria Vergine e Martire romana”. Erano presenti al solenne e storico evento il Rettore del Santuario di Santa Vittoria nonché Parroco di Monteleone Sabino, Don Jean Baptiste Sano, il Sindaco dell’omonimo Comune (RI) il Sig. Angelo Paolo Marcari; il Priore della Badia Benedettina di Farfa Dom Andrea Eugenio Gargiulo; il delegato del Parroco di Pisoniano (RM) il Sig. Vittorio Cerroni ed il Sindaco del rispettivo Comune il Sig. Enzo Aureli; il delegato del Parroco di Santa Vittoria in Matenano, il Sig. Mercuri Gaetano ed il Vicesindaco dell’omonimo Comune il Sig. Luigi Cicconi; il Vicesindaco di Bagnoreggio il Sig,. Massimo Neroni, il Sagrestano di Civita di Bagnoreggio, i fedeli di Monteleone e di Oliveto, e tanti altri graditissimi ospiti.
La cerimonia è iniziata con un momento di preghiera sotto la guida del Rettore del Santuario. Dopo la lettura dell’Atto costitutivo da parte della Segretaria comunale, la Dottoressa Rosangela Ripoli, i rappresentanti degli Enti ecclesiastici e civili hanno posto la loro firma in calce al documento dinnanzi a tutta l’assemblea riunita nel Santuario. Come di programma, è seguita la celebrazione della Santa Messa domenicale presieduta dal Priore di Farfa. Nella sua omelia, il Priore si è congratulato con i firmatari e le loro comunità, invitati a vivere questo legame nel nome di Santa Vittoria come una occasione propizia per crescere insieme, imitandone le virtù, e mettendo in pratica gli insegnamenti evangelici della liturgia del giorno che esortava i credenti in Gesù a vivere con cuore indiviso l’amore per Dio e per i fratelli. Si diceva fiducioso nel futuro della Fondazione, guardando l’entusiasmo con il quale i laici hanno accolto la proposta, e si è augurato che questa esperienza si estenda alle altre comunità che si aggregheranno ai Soci fondatori, per promuovere e fare sperimentare i frutti derivanti dalla vera devozione alla Santa.

Prima di concludere la Santa Messa, il Rettore del Santuario, don Jean Baptiste Sano, ha ricordato ai partecipanti che né lui né il Sindaco sono ideatori o promotori dell’evento, ma che si sono umilmente resi strumenti in mano a Santa Vittoria che prosegue la sua opera evangelizzatrice. Ha sottolineato che il progetto redatto dal Parroco e dal Sindaco nasce dall’incoraggiamento del Vescovo nella sua omelia per la festa dell’11 maggio 2008, quando diceva: “Perché questo giorno non rimanga solo una bella cerimonia, mi sento di proporre, per gli anni a ve**re, che questo luogo diventi sempre più uno spazio di fede e di spiritualità in cui riscoprire la figura di questa Santa, valorizzarne ancora di più il culto, farla conoscere. .È una proposta che faccio a tutti, perché questa occasione del riconoscimento anche a livello civile come Santuario di questa bella Chiesa romanica, resti nella storia della nostra piccola comunità, una comunità piccola che sappia fare cose grandi e crescere ancora di più nella fede e nell’amore di Cristo e dei fratelli”.

Il Sindaco di Monteleone, anche lui, ha ringraziato tutti i presenti, affermando di essere sicuro che con questo evento storico Santa Vittoria ci rende partecipi della sua missione, ed invita tutti a mettercela tutta perché la fratellanza in suo nome cresca di giorno in giorno, e si estenda alle altre comunità che la conoscono poco o male. Il Sindaco di Pisoniano, ed i Vicesindaci di Bagnoreggio e di Santa Vittoria in Matenano hanno ringraziato tutti per il sostegno alla Fondazione, promettendo di impegnarsi perché quanto iniziato vada avanti con l’aiuto della Santa. A Messa conclusa, i partecipanti hanno accolto con gioia ed affetto il delegato del Vescovo di Rieti, Mons. Mariano Assogna, arrivato in ritardo a causa degli impegni pastorali domenicali.
Dopo la Santa Messa, è stata offerta a tutti i presenti, presso il Ristorante il Giardino di Monteleone, una vera agape fraterna conclusasi con il brindisi fatto con il vino della “Casa de Santa Vittoria”, importato espressamente da Porto (Portogallo), per celebrare l’inedito evento, ringraziando il Signore per il preziosissimo dono della Vergine e Martire alle nostre comunità. “Ecce quam bonum… Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre “, si compiace il Salmo 133.

Don Jean Baptiste Sano, Rettore del Santuario di Santa Vittoria.

Indirizzo

Piazza XXIV Aprile 1944, N. 21
Monteleone Sabino
02033

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