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LA DOPPIA FACCIA DELL’OPPOSIZIONE SULL’ASILO NIDOTempo di lettura 45 sec. In merito all’asilo nido, l’opposizione critic...
23/05/2026

LA DOPPIA FACCIA DELL’OPPOSIZIONE SULL’ASILO NIDO

Tempo di lettura 45 sec.

In merito all’asilo nido, l’opposizione critica fortemente la nostra scelta di realizzare e aprire un nuovo asilo nido.

Una posizione legittima, se non fosse che nel programma elettorale 2024 della lista “Mirco Anselmi Sindaco” si leggeva chiaramente:

“L’Asilo Nido Arcobaleno è un fiore all’occhiello nel panorama scolastico locale su cui intendiamo continuare ad investire le nostre risorse. Continueremo a mantenere e migliorare la già altissima qualità del servizio offerto, ove possibile implementando i posti a disposizione dell’utenza, mantenendo inalterate le rette al fine di facilitare le famiglie lavoratrici e preservando i posti di lavoro del personale che risulta essere di elevatissima professionalità con eccellenti ricadute sul servizio offerto.”

Fermo restando che abbiamo ampiamente motivato la nostra scelta con dati e numeri, è giunto il momento che l’opposizione risponda con chiarezza ai cittadini:

• Come avrebbero ampliato i posti al nido, come promesso nel loro programma?
• Dove avrebbero realizzato questo ampliamento e con quali fondi?
• Come avrebbero sostenuto i costi di gestione mantenendo inalterate le rette come promettevano?

Sono domande legittime che però meritano una risposta e non panegirici.

Perché le possibilità sono due:

O HANNO CONSAPEVOLMENTE PRESO IN GIRO I CITTADINI, OPPURE HANNO CAMBIATO IDEA.

Se oggi ritengono che non si debbano ampliare i posti per i bambini nati nel nostro territorio, allora dicano chiaramente ai cittadini quale sarebbe la loro alternativa concreta per sostenere le famiglie:

Mandarle fuori comune?
Erogare bonus?
Fare convenzioni onerose che finirebbero comunque per gravare sul bilancio comunale?

Abbiano il coraggio di dire chiaramente quale sia la loro posizione, evitando di gettare fumo negli occhi e soprattutto discredito sulle scelte assunte dalla nostra Amministrazione.

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STRADE E DINTORNITempo di lettura 1 minOggi parliamo di manutenzione stradale, rispondendo come sempre a un post dell’op...
12/05/2026

STRADE E DINTORNI

Tempo di lettura 1 min

Oggi parliamo di manutenzione stradale, rispondendo come sempre a un post dell’opposizione dedicato proprio al tema delle strade. Leggendo i loro interventi, verrebbe quasi da parafrasare una vecchia pubblicità: “Se non ci fosse questa opposizione a Monte San Vito, bisognerebbe inventarla!”

Perché, in fondo, l’opposizione ci ricorda una cosa oggettiva e generale: le risorse per le strade sono sempre insufficienti.
E su questo siamo d’accordo.

E' sempre bene però ricordare che il nostro Comune gestisce circa 66 km di strade comunali, molte delle quali bianche, che richiedono manutenzioni continue, interventi costanti e risorse importanti.

È facile dire che “si stanzia poco” - anche se, va ricordato, noi le risorse le abbiamo stanziate - molto più difficile è spiegare concretamente dove reperire i fondi necessari per fare tutto e subito.
Perché senza risorse, semplicemente, non si può intervenire.
Ed è qui che casca l'asino.

Del resto, lo stesso consigliere Sticozzi, in uno degli ultimi Consigli comunali, ha dichiarato apertamente che non spetta all’opposizione fare proposte.

Noi abbiamo invece già spiegato più volte quale sia il nostro approccio: intervenire con opere più strutturate, più onerose ma anche più efficaci e durature. È ciò che abbiamo fatto finora, soprattutto sul fronte della regimazione delle acque, che rappresenta una delle principali cause di deterioramento delle strade, in particolare quelle bianche.

Di certo non intendiamo accendere mutui ventennali — come fatto in passato da chi oggi ci critica — per interventi che necessiterebbero di nuova manutenzione ancora prima dell’estinzione del debito.

L’attenzione dell’opposizione si concentra ora su un tratto di strada bianca in Via Santa Lucia, al confine con il Comune di Morro d’Alba, la cui parte iniziale appartiene proprio a quel Comune.

Sarebbe stato però corretto ricordare (in virtù di quella trasparenza che agitano solo quando fa comodo) che già a novembre 2023 su Via Santa Lucia era stato effettuato un intervento di manutenzione straordinaria da parte del nucleo operai comunale, comprendente anche lavori di regimazione delle acque, mai fatti.

Gli stessi consiglieri di opposizione, recatisi a dicembre presso l’ufficio tecnico, erano stati informati direttamente dal Responsabile che l’Amministrazione aveva già previsto un intervento di depolverizzazione della strada non appena fossero state disponibili le risorse necessarie. Risorse che sono state poi stanziate nell’ultima variazione di bilancio, anche per questo intervento.

Per questo motivo, sostenere oggi che l’intervento si realizza perché l’opposizione avrebbe “smosso le acque” non corrisponde alla realtà dei fatti.

Nessuno mette in discussione il ruolo dell’opposizione e l'opposizione eviti vittimismi infondati.

Quello che contestiamo è invece la continua costruzione di una narrazione di comodo, l’attribuirsi meriti che non si hanno e soprattutto un approccio spesso superficiale ai problemi, più orientato alla propaganda che a contribuire concretamente alla soluzione delle questioni che riguardano i cittadini.

A proposito di strade, informiamo inoltre che nei prossimi giorni verrà asfaltata Via Bologna. Dopo la sostituzione completa delle condutture da parte di Viva Servizi — intervento che ha finalmente risolto un problema storico — e dopo i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche, la via sarà asfaltata per la prima volta dalla realizzazione della lottizzazione.

Un risultato ottenuto grazie a un bando regionale che questa Amministrazione si è aggiudicata e a un importante cofinanziamento comunale, per il quale nelle settimane scorse abbiamo stanziato ulteriori risorse dal bilancio comunale.

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In allegato la foto dei lavori su Via Santa Lucia.

CIRCOLO PD E TELECAMERE: A ESSERE A ZERO È LA LORO MEMORIA.Tempo di lettura 1.45 minPuntuale come un orologio svizzero “...
10/05/2026

CIRCOLO PD E TELECAMERE: A ESSERE A ZERO È LA LORO MEMORIA.

Tempo di lettura 1.45 min

Puntuale come un orologio svizzero “rotto”, e dopo l’ennesima figuraccia fatta dall’opposizione sulla questione telecamere, arriva anche la stampella del Circolo PD Monte San Vito.

E lo fa, molto probabilmente, perché infastidito dalle sonore smentite ricevute pubblicamente ieri sera sotto al post del Sindaco in cui si parlava proprio di telecamere. Un post che, come al solito, si erano affrettati a commentare per cercare di creare confusione e rigirare la frittata.

Del resto, se così non fosse, perché sentire la necessità di pubblicare un post il sabato sera poco prima di mezzanotte mentre tutti sarebbero intenti a fare altro?

In realtà, più che dare man forte all’opposizione, il Circolo interviene ancora una volta in maniera autoreferenziale ovvero per tentare di redimere l’ex amministrazione di cui, guarda caso, l’attuale segretario era sindaco.

Un’ex amministrazione che sulle telecamere non solo NON NE HA INSTALLATA UNA in 8 anni, ma che — come riportato anche in una sentenza della Corte dei Conti del 2021 — con la propria inerzia ha contribuito a far prescrivere la vicenda del progetto A9 Città Sicura. Un progetto che se realizzato, da anni avrebbe potuto fare di Monte San Vito uno dei primi comuni del territorio dotati di videosorveglianza.

Il Circolo PD, nel disperato tentativo di difendere se stesso, si lancia in una ricostruzione dei fatti omissiva e distorta.

Ci scusiamo con i cittadini se sono costretti ancora una volta ad assistere a discussioni su questioni vecchie e già chiarite, ma quando chi ha precise responsabilità prova a gettare fango sugli altri per creare confusione, rispondere diventa un obbligo morale.

Rinfreschiamogli/le quindi un po’ la memoria:

Il progetto A9 Città Sicura nasce nel 2007. Il Comune di Monte San Vito era capofila del progetto e ricevette un contributo regionale di circa 44.000 euro.

Il 1° luglio 2009 l’allora sindaco dichiarava la fine lavori.

A Marzo 2010 il consigliere Cillo abbandona la maggioranza e la Presidenza della Commissione Lavori Pubblici.

Il 1° aprile 2010 il Comune liquidava il saldo alla SIC1, la ditta incaricata della realizzazione del progetto.

Il 14 febbraio 2011 si insediava l’amministrazione Sartini.

Ad aprile 2011, interrogata dalla minoranza sullo stato del progetto, l’amministrazione Sartini dichiarava:
“Resta ora da affidare i lavori (…) completare l’installazione delle telecamere (…) collaudo e avvio del progetto A9 Città Sicura.”

Tradotto: nel 2011, nonostante dichiarazioni di fine lavori fatte e pagamenti effettuati, non era stata installata alcuna telecamera.

Due anni dopo, con la SIC1 già in grave difficoltà, l’Amministrazione comunale interrogata nuovamente dichiara che la situazione risultava ancora immutata.

Nel 2014 la SIC1 fallisce.

Nel 2015, interrogati dalla minoranza sul recupero delle somme del progetto che non si sarebbe più realizzato, l’allora assessore Anselmi dichiarava:”..La questione degli altri 33.000 Euro che era il contributo regionale, che era stato erogato per lo sviluppo del progetto, sarà la Regione a prendere le determine e quindi le decisioni del caso.”

Fu allora che il Sig. Sassi si recò personalmente in Regione per segnalare l’assenza delle telecamere agli uffici che si erano occupati di elargire il contributo ai comuni.

Ad agosto 2016 la Regione scriveva al Comune chiedendo chiarimenti dettagliati sulla vicenda.
Per quanto qualcuno possa affermare il contrario, non esistono atti precedenti del Comune su questa situazione.

Nel 2018 la Regione chiederà ufficialmente la restituzione delle somme, poi restituite dal Comune.

Eppure oggi, c’è ancora chi tenta di attribuire ad altri responsabilità che appartengono esclusivamente a chi governava allora.

A confermare l’impossibilità di conoscere alcuni fatti determinanti della vicenda, fu persino l’allora Sindaco Sartini, che in una risposta a una interrogazione della minoranza nel 2017 dichiarò pubblicamente: “..Ci sono tre, credo, relazioni agli atti, chieste formalmente agli uffici, sulla questione Sici, che sono anche servite per rispondere alle interrogazioni che nel tempo sono state fatte e sfido chiunque a trovare in quelle relazioni, che sono note, qualunque indicazione che dicesse che vi era una lettera firmata dall'allora Sindaco Sordoni e inviata alla Regione, che i lavori erano terminati. In nessuna di queste relazioni, che davano conto di ciò che era successo prima dell'avvento della mia, qualcuno mi dava notizia o informazione che il Comune aveva dichiarato alla Regione: terminati i lavori, per avere i finanziamenti.”

In pratica: chi governava da sei anni sosteneva di non poter sapere nulla. Però oggi pretenderebbe che un consigliere di maggioranza del 2009 sapesse ciò che il suo sindaco aveva firmato.

Proseguiamo.

Nel 2015 la giunta approva una semplice “stima di massima” per un impianto di videosorveglianza.

Nel 2017, dopo atti vandalici lungo la pista ciclabile Borghetto-Le Cozze, l’allora sindaco sotto a un commento di un cittadino annunciava l’imminente installazione di telecamere.

Anche in quel caso però zero telecamere.

La colpa? Secondo loro, la restituzione delle somme del progetto A9 città sicura. Peccato che la restituzione sarebbe stata richiesta soltanto un anno dopo ovvero nel 2018.

E comunque resta una domanda semplice:
perché dal 2015 al 2018 non è stata installata nemmeno una telecamera?

Veniamo invece a oggi.

Il Circolo PD sostiene che governiamo da sette anni senza aver installato telecamere.

Dimentica però di dire che in questi anni abbiamo approvato progetti di fattibilità per la videosorveglianza agli accessi del territorio, ottenuto l’approvazione del progetto dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e partecipato ogni anno ai bandi del Ministero dell’Interno per reperire risorse utili a cofinanziare il progetto.

Con i fondi PNRR da noi ottenuti nel 2022 e dopo aver realizzato molti interventi per la digitalizzazione del nostro
Comune, abbiamo quindi deciso di utilizzare i residui, derivanti dal bando PNRR, per la videosorveglianza.

E lo facciamo oggi perché oggi esistono le condizioni economiche per poterlo fare, dopo aver portato avanti numerosi interventi già illustrati dal Sindaco Cillo in un suo post e contenuti puntualmente nella delibera di giunta del 22 aprile 2026.

La ciliegina sulla torta arriva però quando il Circolo PD nel post sostiene che la Giunta avrebbe dato mandato agli uffici per acquistare un nuovo sistema microfonico della sala consiliare ma non per le telecamere.

I fondi PNRR destinati alla sala consiliare servano alla sua digitalizzazione, quindi a un utilizzo coerente con le finalità del finanziamento, intervento che avevamo già deciso di realizzare con i residui.

Peccato soprattutto che il Circolo PD nella foga di scrivere, probabilmente non abbia letto la delibera di Giunta n. 79 del 6 maggio 2026 pubblicata all’albo pretorio, nella quale è stato previsto proprio il mandato relativo alla quantificazione e destinazione delle risorse per gli obiettivi assegnati, tra cui negli allegati, i 53.000 euro destinati proprio all’impianto di videosorveglianza.

Forse anche qui vedranno “strane coincidenze”?

Invitiamo il Circolo PD a cessare una volta per tutte di raccontare fatti distorti e a sminuire gli interventi che questa amministrazione sta concretamente facendo e predisponendo.

Non accettiamo certo lezioni da chi in otto anni non è stato capace di installare una sola telecamera, da chi non è riuscito a recuperare fondi pubblici né a portare a termine progetti collegati alla sicurezza, e da chi per anni ha fatto solo annunci rimasti soltanto parole. Noi abbiamo di fronte ancora 3 anni di mandato.

Troviamo infine intollerabile e offensivo che chi per otto anni non si è minimamente occupato del tema sicurezza oggi, improvvisamente e solo perché in minoranza, faccia finta di scoprirne l’importanza utilizzando strumentalmente un tema delicato e complesso come questo.

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LA MAGGIORANZA FA PROGETTI, PARTECIPA A BANDI, REPERISCE RISORSE PER INSTALLARE TELECAMERE PERÒ IL MERITO È DELLA MINORA...
05/05/2026

LA MAGGIORANZA FA PROGETTI, PARTECIPA A BANDI, REPERISCE RISORSE PER INSTALLARE TELECAMERE PERÒ IL MERITO È DELLA MINORANZA!

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Il gruppo di opposizione in un suo post apparso ieri (e riportato anche oggi su un quotidiano) si contraddice clamorosamente quando afferma che “il progetto c’è e i soldi pure” e al contempo accusa la maggioranza di essersi mossa su loro impulso.
Si contraddice perché dicendo questo dà atto che esiste un progetto e ora, sono stati stanziati i fondi. Tutte cose che però abbiamo fatto noi.

Viene altresì affermato che lo stanziamento è arrivato solo dopo che hanno presentato l'ordine del giorno. Peccato che le date smentiscono questa tesi:

- in data 20 Aprile 2026 è stata trasmessa a tutti i consiglieri la convocazione della commissione (prevista per il giorno 23 Aprile) al cui ordine del giorno vi era la variazione di bilancio contenente l'intervento della videosorveglianza;

- in data 21 Aprile ovvero il giorno dopo la ricezione della convocazione della Commissione, la minoranza deposita un ordine del giorno in cui chiede un impegno sulle telecamere.

Ordine del giorno che in Consiglio abbiamo bocciato perchè ciò che ci veniva richiesto, GIA' LO STIAMO FACENDO. (vedasi video)

La verità, impietosa, è che questa maggioranza ha avuto da sempre l’obiettivo di mettere le telecamere e se oggi possiamo avere progetti pronti e risorse è merito di questo percorso e non di chi si accorge della sicurezza solo da quando è seduto in minoranza mentre poteva fare ciò che chiede oggi, quando ha governato.

Dal 2020 ci stiamo adoperando per reperire risorse (dal momento che per installare telecamere sui varchi occorrono circa 50.000€) attraverso bandi ministeriali a cui abbiamo partecipato con progetti avallati anche dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica provinciale.

Grazie a un bando PNRR a cui NOI ABBIAMO PARTECIPATO, e ai residui che si sono generati da diversi progetti già realizzati, ora destineremo quelle risorse rimanenti anche alla videosorveglianza. Difficile quindi far credere che progetti che sono iniziati nel 2022, grazie a bandi ottenuti da questa amministrazione, possano essere fatti in 24 ore e solo perché lo chiede la minoranza.
La minoranza infatti, oltre a fare proclami mozioni e ordini del giorno, in questi anni non è stata nemmeno capace di suggerire dove reperire le risorse per realizzare questo intervento.

Confusione che avevano anche quando ci chiedevano di installare genericamente qualche telecamera “nei punti più frequentati” (senza ovviamente indicare dove) mentre per noi, da sempre, la priorità sono le telecamere sui varchi di accesso/uscita del comune. Ed è quello che faremo.

Non ci piace invece che ad ogni occasione si usino le telecamere come la panacea di tutti i mali, perché la sicurezza è una cosa molto più complessa e come tale, va affrontata.

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04/05/2026

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON “CONCEDE”, MA APPLICA E FA RISPETTARE LA NORMATIVA URBANISTICA A TUTELA E BENEFICIO DELLA COLLETTIVITÀ.

Tempo di lettura 1 min

Si ritiene opportuno ricostruire correttamente i fatti in merito a un intervento su un edificio privato oggetto di riqualificazione, rispetto al quale vengono diffuse interpretazioni da parte dell'opposizione non aderenti alla realtà.

I fatti:

In data 2 settembre 2025 è stata presentata richiesta di permesso di costruire da parte di un privato cittadino. L’intervento rientra tra quelli disciplinati dalla legge regionale n. 19/2023, in vigore dal 1° gennaio 2024, che regola la fase transitoria fino all’approvazione dei Piani Urbanistici Generali (PUG).

In particolare, l’art. 33, comma 19, prevede che i Comuni dotati di PRG possano autorizzare interventi in deroga al piano regolatore, purché finalizzati alla riqualificazione dell’edificato esistente, con un incremento volumetrico (considerato anche per altezza) massimo del 20%, previa deliberazione del Consiglio comunale. Tale deliberazione deve attestare sia l’interesse pubblico dell’intervento, sia la coerenza con le finalità di rigenerazione urbana e con l’accordo istituzionale di cui al comma 20.

Nel caso in esame:

– la proposta di deliberazione è stata corredata dal parere istruttorio dell’Ufficio Tecnico comunale, che ha attestato la sussistenza dei requisiti di riqualificazione dell’edificato e dell’interesse pubblico;
– l’intervento riguarda la riqualificazione di un edificio rurale esistente;
– l’incremento volumetrico previsto per l’intervento è addirittura inferiore al 10% ed è pari a 27,23 metri cubi (circa 10 metri quadrati...), quindi ampiamente entro i limiti di legge.

Si evidenzia inoltre che, in assenza di tale modesto ampliamento, l’intervento avrebbe potuto essere realizzato senza necessità di passaggio in Consiglio comunale. La deliberazione consiliare è infatti richiesta esclusivamente nei casi di deroga previsti dalla normativa transitoria, anche per piccoli ampliamenti.

Questa è una facoltà espressamente prevista dalla norma, che i privati possono legittimamente richiedere: non rappresenta quindi alcuna “forzatura”, come invece sostiene l’opposizione.

Non si creeranno “precedenti” legati alla discrezionalità di qualcuno, ma applicazioni coerenti della legge. Ogni cittadino, infatti, potrà far valere questa possibilità solo in presenza dei requisiti previsti, nel rispetto delle procedure e delle valutazioni di interesse pubblico.

È un principio di equità e trasparenza che dovrebbe guidare l’azione di ogni amministrazione.

La disciplina vigente consente tali interventi entro il termine massimo del 31 dicembre 2027, esclusivamente su immobili regolari o condonati, situati in aree non soggette a vincoli, e nell’ambito di processi di rigenerazione urbana. Non è quindi una norma generalizzata come invece taluni fanno credere.

Alla luce di quanto sopra, l’intervento è stato ritenuto pienamente conforme alla normativa e coerente con gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, anche ad esempio sotto il profilo della sicurezza sismica e della sostenibilità ambientale, come previsto dall’art. 25, commi 3 e 4 della medesima legge.

Si precisa infine che il requisito dell’interesse pubblico richiesto per effettuare l’intervento è stato formalmente riconosciuto dall’Ufficio Tecnico comunale nel corso dell’istruttoria e ribadito anche in sede consiliare dal tecnico dell’ufficio.

Per “interesse pubblico” si intende un intervento che abbia le caratteristiche della "riqualificazione dell'edificato" di cui alla lettera a) del comma 4 dell'art. 25 della L.R. 19/2023,
con rispetto delle finalità della rigenerazione cosi come previsto dall'art. 33 comma 19 della L.R. 19/2023 e del rispetto dell'Accordo Regione Marche - Ministero della Cultura.

Requisiti che l’intervento in questione ha.

Continueremo ad operare nel rispetto delle norme, promuovendo interventi di rigenerazione urbana che valorizzino il patrimonio esistente e contribuiscano al miglioramento della qualità del territorio.

Un'ultima riflessione ci sentiamo di farla e sottoporla ai cittadini che ci leggono: nel post dell'opposizione si riferisce che il cittadino richiedente l'intervento fosse presente tra il pubblico durante la discussione del punto.

A cosa servirebbe esattamente in concreto questa informazione rispetto alla questione sollevata?

Lista civica Monte San Vito Cambia

In allegato l'intervento del geometra dell'ufficio tecnico durante la seduta di Consiglio sul punto che spiega in maniera esaustiva in che cosa consiste L’INTERESSE PUBBLICO.

Il 25 Aprile 1945 l’Italia ha scelto la libertà.Ha scelto di non tornare alla violenza e all’arroganza della dittatura.I...
25/04/2026

Il 25 Aprile 1945 l’Italia ha scelto la libertà.
Ha scelto di non tornare alla violenza e all’arroganza della dittatura.
Il 25 Aprile 1945 l’Italia ha resistito e ha vinto.

Da quel giorno abbiamo scelto di tornare a vivere.

Ogni 25 Aprile ricordiamo le 500.000 vittime della guerra, il dolore dei 100.000 arrestati, dei 12.000 confinati, dei 30.000 deportati nei campi di concentramento, dei 600.000 militari internati nei campi di lavoro.

Ricordiamo la sofferenza di chi è stato privato dei propri diritti, calpestato da chi voleva soggiogarlo e controllarlo.

Il 25 Aprile abbiamo scelto la libertà.

Spetta a noi, oggi, mantenere vivo quel ricordo e, attraverso le azioni quotidiane, disinnescare ogni forma di violenza, coltivando rispetto, pace e fratellanza.

Buon 25 Aprile, sempre.

Lista Civica Monte San Vito Cambia

La Lista Civica Monte San Vito Cambia augura a tutte le monsanvitesi e a tutti i monsanvitesi Buona Pasqua!!!
03/04/2026

La Lista Civica Monte San Vito Cambia augura a tutte le monsanvitesi e a tutti i monsanvitesi Buona Pasqua!!!

CHIESA COLLEGIATA. COME STANNO DAVVERO LE COSE. Tempo di lettura 1.30 minLo avevamo già detto e lo ribadiamo con chiarez...
02/04/2026

CHIESA COLLEGIATA. COME STANNO DAVVERO LE COSE.

Tempo di lettura 1.30 min

Lo avevamo già detto e lo ribadiamo con chiarezza: non accetteremo più mistificazioni e falsità da parte della minoranza.

Ancora una volta, la minoranza – intervenuta tramite le consuete “portavoce”, sempre molto attive nel replicare a chiunque non condivida la loro linea – insiste nel sostenere la fantasiosa “ipotesi” secondo cui una loro intervista avrebbe sbloccato la questione della Chiesa.

A smentire categoricamente questa ricostruzione è stato lo stesso Sindaco con un suo post. Nonostante ciò, riteniamo doveroso intervenire, perché quanto dichiarato da alcuni esponenti della minoranza è grave, offensivo verso l’intelligenza dei cittadini e lesivo nei confronti delle istituzioni e dei dipendenti coinvolti.

L’opposizione (come ama definirsi) sostiene che grazie alla propria intervista la pratica abbia subito un’accelerazione. Ma i fatti raccontano altro.

Con ordinanza del Commissario della Ricostruzione del 2020, il soggetto attuatore per l’intervento sulla Chiesa Collegiata San Pietro Apostolo è la Diocesi di Senigallia.

La normativa, nonostante per anni esponenti dell’opposizione sono andati in giro a raccontare che la responsabilità sulla perdurante chiusura della Chiesa era del Comune, prevede chiaramente che, per gli edifici di culto, il procedimento non segue l’iter delle opere comunali ordinarie: il ruolo centrale spetta all’ente ecclesiastico, che promuove l’intervento, incarica i professionisti e presenta la documentazione tecnica.

In virtù di tale ordinanza, la Diocesi ha incaricato i progettisti, che hanno redatto un progetto esecutivo complesso, trattandosi di un bene tutelato del XVIII secolo, con caratteristiche strutturali rilevanti e decori di pregio.

Il progetto è stato depositato il 30 aprile 2025.

Successivamente, come previsto dalla normativa speciale post-sisma, il progetto è stato trasmesso alla Soprintendenza e agli altri enti competenti, tra cui il Comune di Monte San Vito, che entro 60 giorni hanno formulato le proprie osservazioni tecniche.
Ad agosto 2025, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha richiesto le integrazioni, che sono state trasmesse dai progettisti il 17 marzo 2026. L’U.S.R. ha quindi informato nuovamente tutti i soggetti coinvolti, compreso il Comune.

La minoranza, che in questi anni non risulta aver effettuato accesso agli atti e quindi non conosce né il contenuto del progetto né le osservazioni e le integrazioni richieste, giudica eccessivi i tempi (7 mesi) impiegati dai progettisti, stimati tecnici e esperti nel settore.

Una valutazione del tutto opinabile, che ignora totalmente la complessità dell’intervento e l’entità economica dello stesso.

Il Comune, per quanto di competenza, ha svolto puntualmente le attività di controllo e monitoraggio, formulando osservazioni nei tempi previsti. Anche sotto questo profilo, dunque, le accuse risultano prive di fondamento.

A questo punto, come fanno altri, anche noi ci permettiamo di avanzare una “ipotesi”: la tesi dell’intervista che “sblocca i progetti” appare come un maldestro tentativo di giustificare una presa di posizione superficiale e poco informata, con cui si è cercato di attribuire al Comune un’inerzia che, nei fatti, non è mai esistita ed è stata smentita proprio con la trasmissione delle integrazioni al progetto da parte dell'U.S.R.

È davvero credibile pensare che progettisti e tecnici, dopo aver visto un’intervista, si siano precipitati nel giro di poche ore a trasmettere mesi di lavoro su un progetto che presenta un quadro economico totale da oltre 4 milioni di euro?

Si tratta di una ricostruzione poco plausibile, se non addirittura imbarazzante. È infatti evidente a tutti che l’iter era già in corso e stava procedendo, indipendentemente da qualsiasi uscita pubblica.

I fatti parlano chiaro. E continueranno a farlo.

Lista civica Monte San Vito Cambia

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTE SAN VITO ESPRIME LA SUA CONTRARIETA' UNANIME ALLA CHIUSURA DELLA FILIALE BCC ANCONA FALCO...
31/03/2026

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTE SAN VITO ESPRIME LA SUA CONTRARIETA' UNANIME ALLA CHIUSURA DELLA FILIALE BCC ANCONA FALCONARA M.MA DI BORGHETTO.

Ieri sera durante il Consiglio comunale è stato discusso l'ordine del giorno presentato dal gruppo di maggioranza "Lista civica Monte San Vito Cambia" relativo alla chiusura della filiale di Borghetto della BCC Ancona Falconara M.ma.

Un ordine del giorno che avevamo depositato già al 17 Febbraio 2026 e a seguito della notizia della volontà di chiudere le filiali di Monte San Vito e Camerata Picena.

Per la cronaca, all'epoca il Sindaco aveva tempestivamente richiesto un incontro al Presidente, tenutosi poi il 17 Febbraio 2026, e pochi giorni dopo aveva anche inviato una mail all'Assessore allo sviluppo economico regionale per chiedere un intervento e l'applicazione della LR nr 5/2025.

➡️ 𝐍𝐞𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐢𝐥 𝟏𝟑 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨, 𝐥𝐚 𝐁𝐂𝐂 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐯𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐃𝐀 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐨𝐦𝐚𝐭 𝐞𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝙖 𝘽𝙤𝙧𝙜𝙝𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙚 𝘾𝙖𝙢𝙚𝙧𝙖𝙩𝙖 𝙋𝙞𝙘𝙚𝙣𝙖.

Il testo del nostro ordine del giorno, ha permesso al Consiglio comunale di esprimersi.

Un voto politico chiaro e unanime che trasmetteremo alla BCC Ancona Falconara M.ma e alla Regione.

Il testo è stato emendato anche dal consigliere di minoranza Acampora, emendamenti che in parte sono stati accolti, rendendo il testo una unica volontà e rappresentativo di tutto il Consiglio.

Testo dell'ordine del giorno approvato:

𝑂𝑅𝐷𝐼𝑁𝐸 𝐷𝐸𝐿 𝐺𝐼𝑂𝑅𝑁𝑂 𝐶𝑂𝑁𝑇𝑅𝑂 𝐿𝐴 𝐶𝐻𝐼𝑈𝑆𝑈𝑅𝐴 𝐷𝐸𝐿𝐿𝐴 𝐹𝐼𝐿𝐼𝐴𝐿𝐸 𝐵𝐶𝐶 𝐴𝑁𝐶𝑂𝑁𝐴 𝐸 𝐹𝐴𝐿𝐶𝑂𝑁𝐴𝑅𝐴 𝑀.𝑀𝐴 𝑆𝐼𝑇𝐴 𝐼𝑁 𝑉𝐼𝐴 𝑆𝐸𝐿𝑉𝐴.

𝑃𝑅𝐸𝑀𝐸𝑆𝑆𝑂 𝐶𝐻𝐸

𝐼𝑛 𝑑𝑎𝑡𝑎 12 𝐹𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 2026 𝑖𝑙 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜, 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑡 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑏𝑜𝑜𝑘 𝑑𝑒𝑛𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 “ 𝑇ℎ𝑜𝑚𝑎𝑠 𝐶𝑖𝑙𝑙𝑜 – 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝑉𝑖𝑡𝑜” 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑚𝑝𝑎 (𝑆𝑜𝑙𝑒24𝑜𝑟𝑒 𝐶𝑜𝑟) 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎, 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝐼𝐶𝐶𝑅𝐸𝐴 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜, 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑖𝑙𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝑉𝑖𝑡𝑜 𝑒 𝐶𝑎𝑚𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑃𝑖𝑐𝑒𝑛𝑎 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑚𝑒𝑠𝑒 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑢𝑔𝑛𝑜 2026;

𝑐ℎ𝑒 𝑎 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑖𝑙 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜 ℎ𝑎 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑚𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑃𝑖𝑐𝑒𝑛𝑎 𝑎𝑙 𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝐶𝐶 𝐴𝑛𝑐𝑜𝑛𝑎 𝑒 𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑀.𝑚𝑎;

𝑃𝑅𝐸𝑆𝑂 𝐴𝑇𝑇𝑂 𝐶𝐻𝐸

𝐼𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝐶𝐶 𝐴𝑛𝑐𝑜𝑛𝑎 𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑀.𝑚𝑎 ℎ𝑎 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 17 𝐹𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 2026 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑚𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑃𝑖𝑐𝑒𝑛𝑎;

𝐶𝑂𝑁𝑆𝐼𝐷𝐸𝑅𝐴𝑇𝑂 𝐶𝐻𝐸

𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑜 ℎ𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑛𝑟. 5 𝑑𝑒𝑙 17 𝐴𝑝𝑟𝑖𝑙𝑒 2025 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑒𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑙𝑒𝑐𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐹𝑒𝑑𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑔𝑖𝑎𝑛𝑎 𝐵𝐶𝐶-𝐶𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑎 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑟𝑒𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖 𝑠𝑖 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜 𝑟𝑖𝑡𝑖𝑟𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀;

𝑃𝑅𝐸𝑆𝑂 𝐴𝑇𝑇𝑂 𝐴𝐿𝑇𝑅𝐸𝑆𝐼’ 𝐶𝐻𝐸

𝐼 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑖 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑎 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒;
𝑒̀ 𝑖𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜 𝑠𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑖 𝑢𝑟𝑏𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑒, 𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑙𝑒 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖 𝑎 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑒 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑟 𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑒𝑣𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑒𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑎 𝑡𝑢𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎, 𝑛𝑜𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑖𝑙 𝑑𝑒𝑝𝑎𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑖 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑖𝑙𝑙𝑒𝑛𝑎𝑟𝑖𝑒;
𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑎𝑢𝑠𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑙𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑐𝑙𝑖𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖, 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑒𝑑 𝑎𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑎𝑙 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑜 (𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎 𝑠𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑟𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎̀) 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑜𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑑𝑖 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑖 5 𝑎𝑛𝑛𝑖 ℎ𝑎 𝑠𝑢𝑏𝑖̀𝑡𝑜 𝑢𝑛’𝑎𝑐𝑐𝑒𝑙𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒;
𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑒𝑠𝑜𝑟𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖 𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑠𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑎 𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑚𝑖𝑡𝑒 𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑟𝑎𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑎, 𝑒 𝑠𝑐𝑎𝑟𝑠𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎, 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑒𝑛𝑜𝑟𝑚𝑖 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑎𝑑 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑚𝑖𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑡𝑒;

𝑅𝐼𝑇𝐸𝑁𝑈𝑇𝑂 𝐶𝐻𝐸

𝑆𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖 𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑛 𝑚𝑎𝑛𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑜𝑚𝑜𝑔𝑒𝑛𝑒𝑎 𝑒 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑙𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑒𝑛𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑖𝑙𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒, 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑓𝑖𝑐𝑜, 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖;
𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑡𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑛𝑒́ 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎 𝑣𝑜𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎, 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑙𝑜𝑐𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒𝑑 𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎𝑡𝑒;

𝐶𝑂𝑁𝑆𝐼𝐷𝐸𝑅𝐴𝑇𝑂 𝐶𝐻𝐸

𝐷𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜𝑠𝑖 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑎 𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑙𝑙𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑓𝑟𝑒𝑞𝑢𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖, 𝑓𝑖𝑙𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑠𝑢𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 40% 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑜𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 4 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑖 𝑜𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 3.062 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖, 𝑟𝑖𝑠𝑖𝑒𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝑓𝑖𝑙𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖𝑒 (𝑎𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑖 𝐹𝐴𝐵𝐼 𝑠𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙 2022);
𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑃𝑁𝑅𝑅 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑒 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜𝑠𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑎𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑑. “𝐷𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙 𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑒” 𝑎𝑐𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑛𝑑𝑒𝑚𝑖𝑎;
𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑖𝑟𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑙𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑡𝑖𝑝𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖;

𝑅𝐼𝑇𝐸𝑁𝑈𝑇𝑂 𝐼𝑁𝐹𝐼𝑁𝐸 𝐶𝐻𝐸

𝐿𝑎 𝐵𝐶𝐶 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑑𝑒:

𝐴𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 2 - 𝑃𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑖𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖
𝑁𝑒𝑙𝑙'𝑒𝑠𝑒𝑟𝑐𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀, 𝑙𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑠𝑖 𝑖𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎 𝑎𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑐𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑢𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑢𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑎. 𝐸𝑠𝑠𝑎 ℎ𝑎 𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑖 𝑠𝑜𝑐𝑖 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑙𝑜𝑐𝑎𝑙𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑑𝑖 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎, 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑎𝑙𝑖, 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑒𝑑 𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑜 𝑠𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑙'𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑎𝑟𝑚𝑖𝑜 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑒𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎.
𝐿𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑠𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑔𝑢𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑜𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒. 𝐸̀ 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒𝑠𝑖̀ 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑑 𝑎𝑔𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝐶𝑎𝑟𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑉𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑒 𝑎 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑐𝑜-𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑜 𝑚𝑢𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑖 𝑠𝑜𝑐𝑖 𝑛𝑜𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒.

𝑃𝑒𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑖𝑙𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑠𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑢𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑜, 𝑖𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑟𝑛𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑢𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀, 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎̀ 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑒𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒

𝐴𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝐼𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝑉𝑖𝑡𝑜:

𝐶𝑂𝑁𝑇𝑅𝐴𝑆𝑇𝐴

𝐹𝑒𝑟𝑚𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑢𝑛𝑖𝑙𝑎𝑡𝑒𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑑𝑎 𝐵𝐶𝐶 𝐴𝑛𝑐𝑜𝑛𝑎 - 𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑀.𝑚𝑎 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑎 𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑠𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑣𝑖𝑎 𝑆𝑒𝑙𝑣𝑎 𝑎 𝐵𝑜𝑟𝑔ℎ𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝑉𝑖𝑡𝑜 𝑎 𝑓𝑎𝑟 𝑑𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙 𝐺𝑖𝑢𝑔𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜;

𝑆𝐼 𝐴𝑆𝑆𝑂𝐶𝐼𝐴

𝐴𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜;
𝑒 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑒𝑑 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀;

𝑅𝐼𝐵𝐴𝐷𝐼𝑆𝐶𝐸

𝐹𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑎𝑝𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎 𝑢𝑙𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑝𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑒𝑟𝑎̀ 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑎𝑔𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒𝑑 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑒𝑏𝑜𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑎𝑔𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖 𝑒𝑑 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑠𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑒𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑠𝑖𝑎𝑠𝑖 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑔𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑑 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖;

𝐼𝑁𝑉𝐼𝑇𝐴

𝐶𝑜𝑛 𝑢𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑑 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑑𝑒 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝐵𝐶𝐶 𝐴𝑛𝑐𝑜𝑛𝑎 – 𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑀.𝑚𝑎 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜𝑠𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑜𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑖 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑖𝑜 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖𝑜, 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑣𝑎𝑙𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑟. 5/2025;

𝐼𝑀𝑃𝐸𝐺𝑁𝐴 𝐼𝐿 𝑆𝐼𝑁𝐷𝐴𝐶𝑂 𝐸 𝐿𝐴 𝐺𝐼𝑈𝑁𝑇𝐴 𝐶𝑂𝑀𝑈𝑁𝐴𝐿𝐸 - 𝑎𝑑 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝐷𝑖𝑟𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝐵𝐶𝐶 𝐴𝑛𝑐𝑜𝑛𝑎 – 𝐹𝑎𝑙𝑐𝑜𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑀.𝑚𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑖𝑑𝑜𝑛𝑒𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛’𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑏𝑎𝑛𝑐𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑠𝑢𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑖𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑙𝑜𝑐𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑎𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖.

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