10/05/2026
CIRCOLO PD E TELECAMERE: A ESSERE A ZERO È LA LORO MEMORIA.
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Puntuale come un orologio svizzero “rotto”, e dopo l’ennesima figuraccia fatta dall’opposizione sulla questione telecamere, arriva anche la stampella del Circolo PD Monte San Vito.
E lo fa, molto probabilmente, perché infastidito dalle sonore smentite ricevute pubblicamente ieri sera sotto al post del Sindaco in cui si parlava proprio di telecamere. Un post che, come al solito, si erano affrettati a commentare per cercare di creare confusione e rigirare la frittata.
Del resto, se così non fosse, perché sentire la necessità di pubblicare un post il sabato sera poco prima di mezzanotte mentre tutti sarebbero intenti a fare altro?
In realtà, più che dare man forte all’opposizione, il Circolo interviene ancora una volta in maniera autoreferenziale ovvero per tentare di redimere l’ex amministrazione di cui, guarda caso, l’attuale segretario era sindaco.
Un’ex amministrazione che sulle telecamere non solo NON NE HA INSTALLATA UNA in 8 anni, ma che — come riportato anche in una sentenza della Corte dei Conti del 2021 — con la propria inerzia ha contribuito a far prescrivere la vicenda del progetto A9 Città Sicura. Un progetto che se realizzato, da anni avrebbe potuto fare di Monte San Vito uno dei primi comuni del territorio dotati di videosorveglianza.
Il Circolo PD, nel disperato tentativo di difendere se stesso, si lancia in una ricostruzione dei fatti omissiva e distorta.
Ci scusiamo con i cittadini se sono costretti ancora una volta ad assistere a discussioni su questioni vecchie e già chiarite, ma quando chi ha precise responsabilità prova a gettare fango sugli altri per creare confusione, rispondere diventa un obbligo morale.
Rinfreschiamogli/le quindi un po’ la memoria:
Il progetto A9 Città Sicura nasce nel 2007. Il Comune di Monte San Vito era capofila del progetto e ricevette un contributo regionale di circa 44.000 euro.
Il 1° luglio 2009 l’allora sindaco dichiarava la fine lavori.
A Marzo 2010 il consigliere Cillo abbandona la maggioranza e la Presidenza della Commissione Lavori Pubblici.
Il 1° aprile 2010 il Comune liquidava il saldo alla SIC1, la ditta incaricata della realizzazione del progetto.
Il 14 febbraio 2011 si insediava l’amministrazione Sartini.
Ad aprile 2011, interrogata dalla minoranza sullo stato del progetto, l’amministrazione Sartini dichiarava:
“Resta ora da affidare i lavori (…) completare l’installazione delle telecamere (…) collaudo e avvio del progetto A9 Città Sicura.”
Tradotto: nel 2011, nonostante dichiarazioni di fine lavori fatte e pagamenti effettuati, non era stata installata alcuna telecamera.
Due anni dopo, con la SIC1 già in grave difficoltà, l’Amministrazione comunale interrogata nuovamente dichiara che la situazione risultava ancora immutata.
Nel 2014 la SIC1 fallisce.
Nel 2015, interrogati dalla minoranza sul recupero delle somme del progetto che non si sarebbe più realizzato, l’allora assessore Anselmi dichiarava:”..La questione degli altri 33.000 Euro che era il contributo regionale, che era stato erogato per lo sviluppo del progetto, sarà la Regione a prendere le determine e quindi le decisioni del caso.”
Fu allora che il Sig. Sassi si recò personalmente in Regione per segnalare l’assenza delle telecamere agli uffici che si erano occupati di elargire il contributo ai comuni.
Ad agosto 2016 la Regione scriveva al Comune chiedendo chiarimenti dettagliati sulla vicenda.
Per quanto qualcuno possa affermare il contrario, non esistono atti precedenti del Comune su questa situazione.
Nel 2018 la Regione chiederà ufficialmente la restituzione delle somme, poi restituite dal Comune.
Eppure oggi, c’è ancora chi tenta di attribuire ad altri responsabilità che appartengono esclusivamente a chi governava allora.
A confermare l’impossibilità di conoscere alcuni fatti determinanti della vicenda, fu persino l’allora Sindaco Sartini, che in una risposta a una interrogazione della minoranza nel 2017 dichiarò pubblicamente: “..Ci sono tre, credo, relazioni agli atti, chieste formalmente agli uffici, sulla questione Sici, che sono anche servite per rispondere alle interrogazioni che nel tempo sono state fatte e sfido chiunque a trovare in quelle relazioni, che sono note, qualunque indicazione che dicesse che vi era una lettera firmata dall'allora Sindaco Sordoni e inviata alla Regione, che i lavori erano terminati. In nessuna di queste relazioni, che davano conto di ciò che era successo prima dell'avvento della mia, qualcuno mi dava notizia o informazione che il Comune aveva dichiarato alla Regione: terminati i lavori, per avere i finanziamenti.”
In pratica: chi governava da sei anni sosteneva di non poter sapere nulla. Però oggi pretenderebbe che un consigliere di maggioranza del 2009 sapesse ciò che il suo sindaco aveva firmato.
Proseguiamo.
Nel 2015 la giunta approva una semplice “stima di massima” per un impianto di videosorveglianza.
Nel 2017, dopo atti vandalici lungo la pista ciclabile Borghetto-Le Cozze, l’allora sindaco sotto a un commento di un cittadino annunciava l’imminente installazione di telecamere.
Anche in quel caso però zero telecamere.
La colpa? Secondo loro, la restituzione delle somme del progetto A9 città sicura. Peccato che la restituzione sarebbe stata richiesta soltanto un anno dopo ovvero nel 2018.
E comunque resta una domanda semplice:
perché dal 2015 al 2018 non è stata installata nemmeno una telecamera?
Veniamo invece a oggi.
Il Circolo PD sostiene che governiamo da sette anni senza aver installato telecamere.
Dimentica però di dire che in questi anni abbiamo approvato progetti di fattibilità per la videosorveglianza agli accessi del territorio, ottenuto l’approvazione del progetto dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e partecipato ogni anno ai bandi del Ministero dell’Interno per reperire risorse utili a cofinanziare il progetto.
Con i fondi PNRR da noi ottenuti nel 2022 e dopo aver realizzato molti interventi per la digitalizzazione del nostro
Comune, abbiamo quindi deciso di utilizzare i residui, derivanti dal bando PNRR, per la videosorveglianza.
E lo facciamo oggi perché oggi esistono le condizioni economiche per poterlo fare, dopo aver portato avanti numerosi interventi già illustrati dal Sindaco Cillo in un suo post e contenuti puntualmente nella delibera di giunta del 22 aprile 2026.
La ciliegina sulla torta arriva però quando il Circolo PD nel post sostiene che la Giunta avrebbe dato mandato agli uffici per acquistare un nuovo sistema microfonico della sala consiliare ma non per le telecamere.
I fondi PNRR destinati alla sala consiliare servano alla sua digitalizzazione, quindi a un utilizzo coerente con le finalità del finanziamento, intervento che avevamo già deciso di realizzare con i residui.
Peccato soprattutto che il Circolo PD nella foga di scrivere, probabilmente non abbia letto la delibera di Giunta n. 79 del 6 maggio 2026 pubblicata all’albo pretorio, nella quale è stato previsto proprio il mandato relativo alla quantificazione e destinazione delle risorse per gli obiettivi assegnati, tra cui negli allegati, i 53.000 euro destinati proprio all’impianto di videosorveglianza.
Forse anche qui vedranno “strane coincidenze”?
Invitiamo il Circolo PD a cessare una volta per tutte di raccontare fatti distorti e a sminuire gli interventi che questa amministrazione sta concretamente facendo e predisponendo.
Non accettiamo certo lezioni da chi in otto anni non è stato capace di installare una sola telecamera, da chi non è riuscito a recuperare fondi pubblici né a portare a termine progetti collegati alla sicurezza, e da chi per anni ha fatto solo annunci rimasti soltanto parole. Noi abbiamo di fronte ancora 3 anni di mandato.
Troviamo infine intollerabile e offensivo che chi per otto anni non si è minimamente occupato del tema sicurezza oggi, improvvisamente e solo perché in minoranza, faccia finta di scoprirne l’importanza utilizzando strumentalmente un tema delicato e complesso come questo.
Lista civica Monte San Vito Cambia