20/05/2026
Dio, lascia che ti chieda: perché doni la vita, se poi te la riprendi? So che posso chiedertelo. Non ti capisco.
Timidamente ti pongo questa domanda a nome di mamma Rosanna e papà Antonio che stremati e addolorati piangono la morte tragica del loro Lorenzo.
Non sono solamente loro a piangere questa morte: tutti siamo scossi, addolorati, increduli; tutti ci stiamo chiedendo: perché Signore? Può forse la nostra fede davanti alla morte di Lorenzo essere raccontata e trasmessa?
Facciamo fatica a parlare, l’unica cosa che riusciamo a fare è piangere: ci prendiamo il diritto di piangere perché non siamo superuomini, ma esseri umani con i nostri bisogni e le nostre paure, con i nostri travagli e le nostre rabbie.
Oggi ci prendiamo il diritto di piangere perché abbiamo amato Lorenzo e lo abbiamo perso; ci prendiamo il diritto di piangere perché non è più presente fisicamente in mezzo a noi, e questo ci sembra un’ingiustizia; ci prendiamo il diritto di piangere perché ci manca la sua voce e le sue parole, i suoi gesti e le sue azioni; le sue attenzioni e le sue cure; ci prendiamo il diritto di piangere perché manca, non solo ai suoi genitori, Rosanna e Antonio, ma a tutta la famiglia, agli amici, ai colleghi di lavoro e a quanti con lui hanno condiviso un tratto del cammino della vita; ci prendiamo il diritto di piangere perché tutti i suoi sogni e progetti sono stati infranti.
Ci prendiamo il diritto di piangere è l’unica cosa che riusciamo a fare perché piangere è una cosa giusta e non vogliamo far passare inosservata questa grave e tragica perdita.
È vero, ora non capiamo perché tutto ciò sia accaduto, forse non vogliamo capirlo. Permettici di dirti, però, che ci siamo rimasti male, siamo tutti un po’ delusi, e forse qualcuno è anche un po’ arrabbiato.
Non riusciamo a immaginare da questo momento la vita che verrà: siamo consapevoli che niente sarà più come prima, e noi, soprattutto mamma Rosanna e papà Antonio, non saremo più quelli di ieri; dobbiamo abituarci a un nuovo inizio e a pronunciare quella tremenda frase: da oggi in poi…
Signore, non abbandonarci: facci udire la tua voce, rassicuraci della tua presenza, asciuga le nostre lacrime. Ascolta il nostro grido di dolore e raccogli la nostra ribellione; offrici la speranza, il conforto e la consolazione.
Noi crediamo in Te, Dio della croce e della risurrezione, noi crediamo in te che ti sei lasciato inchiodare alla croce per aiutarci, per accompagnarci, per mostrarci continuamente il tuo volto umile che si offre e che soffre con noi.
Noi crediamo in te che sei sceso sulla terra per accoglierci tutti a braccia aperte; noi crediamo in Te perché sabato mattina, giorno tremendo per tutti noi, sei stato pronto a raccogliere Lorenzo per fare della fine della sua vita terrena l’inizio di una vita senza fine; noi crediamo in Te perché, ora nella preghiera, ci permetti di ascoltare la voce di Lorenzo che a tutti dice:
«La morte non è niente, io sono andato nella stanza accanto. Io sono io. Voi siete voi. Ciò che ero per voi lo sono sempre. Parlatemi come mi avete sempre parlato. Non usate un tono diverso. Non abbiate l’aria solenne o triste. Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme. Sorridete, pensate a me, pregate per me. Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato, senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza. La vita ha il significato di sempre. Il filo non si è spezzato. Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri? Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vista? Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino» (Charles Peguy).
Amen.