29/03/2026
Palme 2026
Di massa, comunità e interiorità.
C’è tanta gente intorno a Gesù.
Una folla.
La caratteristica principale della “folla” è che è facilmente manipolabile dal potere.
Anche noi, oggi, siamo folla che è intorno alla Passione di Gesù, magari partendo dal bisogno di benedire un rametto d’ulivo, sperando che questo non sia solo un segno superstizioso di protezione. L’ulivo ha un altro significato in questa liturgia.
Anche noi, oggi, possiamo essere folla che può farsi manipolare dal potere politico, economico e qualche volta anche dalla religione.
Siamo manipolabili da chi ci dice come dobbiamo vestirci, cosa mangiare e cosa no, da come dobbiamo passare il tempo libero; siamo manipolabili da chi ci promette un pezzo di pane e intanto ci ricatta con il costo della vita che aumenta costantemente, stipendi ridicoli e dinamiche schiaviste di lavoro. Siamo manipolabili dalla paura che ci fa la violenza e la delinquenza delle città, e dal fiume di droga che viene lasciata circolare tra di noi e di cui fanno le spese le persone comuni più fragili; siamo manipolabili dalla paura della guerra e
dal riarmo costante degli Stati, Italia compresa che fa grandi affari con le armi.
E siamo molto manipolabili attraverso i social e la rete.
Nella folla del Vangelo, si distinguono poche persone. Tra queste, un centurione, anzi “il centurione” (Mt 27,54), come se fosse ben conosciuto. Non uno qualsiasi, ma “quel centurione”.
Lui, insieme a pochi altri, vedendo la passione e la morte di Gesù, forse ricordando anche altre cose che aveva sentito di Lui, riconosce che quello era il Figlio di Dio!
Quello che non sa ancora è che sarà ancora il Figlio di Dio, risorto.
Auguro a tutti voi di essere come questo centurione: vivendo con attenzione e
partecipazione la Settimana Santa, vi auguro di uscire dalla massa manipolabile, e diventare
famiglie e singole persone che scoprono il senso della vicenda di Gesù e, quindi, il senso della propria vita. Quel senso che può animare le gioie e le fatiche di ogni giorno, come dice la liturgia.
A ognuno auguro di partecipare con amore e attenzione alla celebrazione fondamentale del Giovedì Santo, alla passione e alla via crucis del Venerdì e alla liturgia della Pasqua, perché
si accenda in profondità la piena convinzione che in Cristo è la nostra salvezza e la nostra forza.
Auguro a tutti di uscire da queste feste saldi nella fede che si radica all’interno di noi, da condividere insieme come comunità, ma mai come massa.
Don Angelo B