Oratorio "Can. Gino Marchesini" e Parrocchia Le Case

Oratorio "Can. Gino Marchesini" e Parrocchia Le Case Oratorio e Parrocchia di Cristo Redentore a Le Case in Monsummano Terme Orari delle messe. Festive: sabato alle 18; domenica ore 9 e 10.30.

Feriali: da lunedi a giovedi alle 18, venerdi alle 9 con adorazione a seguire. Confessioni: prima e dopo le messe. In caso di bisogno si può fissare tranquillamente in altro orario. Cellulare di don Angelo: 3486383359 (anche whatsapp e sms)

E.....via 😃‼️‼️
07/09/2026

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SuperAnimatori 2026 - Villa Alelluia 5-6/9/2026 🥰
06/09/2026

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Fuoco 😘 - Villa Alleluia, 5/9/26 - Animatori 2026
06/09/2026

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23/08/2026

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 22,19-23 Sal 137 Rm 11,33-36 Mt 16,13-20

Quante esperienze avevano già vissuto i discepoli con Gesù quando Lui li ha chiamati a fare il punto della situazione. Avevano sentito parole nuove e visto guarigioni e liberazioni, e crescevano verso Gesù ammirazione e fiducia.
Ma ecco un passaggio importante: Gesù chiede ai suoi discepoli un momento di verifica più consapevole, più pensato: «Chi sono io per la gente?», «Chi sono io per voi?».
Ogni credente deve porsi questa domanda, più volte nella vita: Chi è Gesù per me? Posso dire di incontrarlo in qualche modo? Posso dire che il suo Vangelo è liberazione per me, per la mia vita di tutti i giorni, nelle relazioni e nelle attività? Mi sprona a guardarmi dentro?
Gesù chiede anche a noi di fare il “punto” sulla nostra vita di fede.

La fede cristiana è centrata su Gesù, come via per arrivare a Dio.
Crediamo in Cristo perché è Lui che ha vissuto tra noi; la realtà di Dio in sé resta un grande mistero, molto più grande di noi (II lettura); ma c’è una strada, una porta di accesso: è il Cristo.
Sulla fede in Lui vive la Chiesa, comunità dei credenti, battezzati in Lui, di cui Pietro e gli apostoli rappresentano una “sintesi”.
La Chiesa esiste per vivere e testimoniare la fede in Cristo Maestro e Signore.
Di conseguenza, la parrocchia è il luogo dove godiamo insieme la gioia e la bellezza della fede in Gesù, in Cristo, e cerchiamo insieme, in modo adulto e consapevole, di vivere le conseguenze di questa fede sul nostro cuore, sul nostro corpo, sui nostri stili di vita.
“Chiesa” è questo, sopra a tutto, prima di tutto.
Chi “possiede” il Cristo, conosce anche Dio (quello che è possibile per noi); chi crede genericamente “in Dio” senza Gesù, senza Vangelo, molto probabilmente insegue solo le sue proiezioni mentali.

C’è però un passaggio ulteriore.
Perché, nonostante la professione di fede corretta di Pietro, Gesù dice di non dire a nessuno quello che avevano compreso? Non era quello il momento giusto per iniziare a predicare con convinzione e successo?
Evidentemente no, almeno fino a quando non avrebbero incontrato il passaggio della croce.
La fede in Cristo va sempre riacquisita dopo il momento della croce.
Questo vale per i discepoli che guardavano a Gesù, e vale soprattutto per ciascun credente: la fede va in crisi quando arriva la croce: una malattia, una crisi matrimoniale, un fallimento lavorativo, una crisi spirituale profonda, la perdita di legami importanti, ecc…
Solo attraversando la croce, avendone compreso il senso profondo, si può riacquisire di nuovo la fede in Cristo, e solo allora si potrà testimoniare in modo credibile: così è per i discepoli di tutti i tempi.
E allora, di nuovo, la Chiesa, e soprattutto quella incarnazione particolare che è la parrocchia, è il luogo dove ci aiutiamo a vivere le nostre croci quotidiane, con affetto, umiltà e apertura di cuore.
Non si tratta di trasformare la parrocchia in un luogo triste, ma, pur mantenendo la nostra vocazione di parrocchia fortemente aggregativa, di cercare insieme la gioia evangelica, che è diversa da quella superficiale del mondo.
Preghiamo affinché questa prospettiva sia condivisa da tutti coloro che vivono la comunità.

Don Angelo B.

17/08/2026
16/08/2026

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 56,1.6-7 Sal 66 Rm 11,13-15.29-32 Mt 15,21-28

«Casa di preghiera per tutti i popoli» (Is 56,7 – I lettura): questo è il progetto di Dio per il mondo, per la famiglia umana. Tutti i popoli devono poter sperimentare il rapporto di fede e confidenza con Dio.
È questo l’atteggiamento che viene lodato da Gesù nella donna cananea del vangelo di oggi: «Donna, grande è la tua fede!» (Mt 15,28).
Tutti gli esseri umani, uomini e donne, possono vivere quell’affidamento a Dio nell’umiltà e nella piccolezza, che rispetta la distanza tra noi e Lui, ma che si apre a una intimità profondissima.
Questo è stato, in sintesi, anche l’atteggiamento di Gesù, del Figlio di Dio incarnato, così ha vissuto Lui tra noi. Per questo la Colletta dice «Rivestici degli stessi sentimenti di Cristo».

Con la consapevolezza della donna di non avere “diritto” a quel miracolo, a quel dono (almeno secondo gli schemi farisaici del tempo), entra in perfetta sintonia con Gesù.
Quella donna fa capire a tutti i presenti, e a tutti coloro che avrebbero ascoltato il Vangelo nei secoli, che l’atteggiamento di preghiera profonda va oltre ai muri e agli schemi che vengono creati dagli uomini, qualche volta anche credenti.

Purtroppo, noi siamo molto tentati a creare barriere che escludono dalla condivisione della fede le persone che riteniamo indegne o lontane da Dio “per definizione”, magari perché vivono una condizione di vita per cui li giudichiamo “peccatori a prescindere”.
È significativo che – ancora nella Colletta – si dica che Dio, attraverso Gesù, ha «abbattuto l’inimicizia tra le creature»: questo è il suo desiderio.

La Chiesa è chiamata a sapere includere tutti coloro che hanno questa buona volontà di mettersi in umiltà davanti a Dio.
Questi sono anche i compiti principali di una comunità cristiana come la parrocchia: essere “casa di preghiera”, dove si vive la relazione di fede e umiltà con Dio, ed essere “casa” che sa ospitare chiunque abbia questo desiderio, rifiutando schemi ed esclusioni.

È vero che, qualche volta, la Chiesa ha anche il compito di escludere dalla propria comunione proprio coloro che invece vogliono una Chiesa giudicante, escludente, colpevolizzante, autoritaria, come è successo con i cosiddetti “lefebvriani”.

Ed è anche vero che includere più possibile tutti non significa rinunciare a fare chiarezza sulla propria vita, sui propri peccati, e capire in che modo dobbiamo sempre convertirci.
Ma è certo che, chi ha l’atteggiamento della donna del vangelo di oggi, avrà anche l’umiltà di riconoscere le proprie mancanze e rimettersi con fiducia alla grazia di Dio.

Così facciamo tutti noi: non abbiamo nessun diritto nei confronti di Dio, ma siamo qui a chiedere umilmente i doni di guarigione e di santificazione che Lui ritiene di doverci dare.

Don Angelo B.

09/08/2026

AVVISO
Orari delle messe 14-16 agosto

Venerdì 14 agosto:
Messa vigiliare dell’Assunta alle ore 18

Sabato 15 agosto (Assunzione di Maria):
Messe festive alle ore 9 e 10.30
(non ci sarà alle 18)

Domenica 16 agosto:
Messe festive alle ore 9 e 10.30

09/08/2026

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
1Re 19,9.11-13 Sal 84 Rm 9,1-5 Mt 14,22-33
L’umile ascolto delle nostre crisi.

La Parola di Dio di oggi ci consegna due storie di fede, anzi, più precisamente due crisi di fede molto importanti da meditare.

La prima è quella del profeta Elia, caduto in depressione psichica e spirituale perché la regina Gezabele lo ha minacciato di morte. Elia, il profeta dei grandi poteri e miracoli non è più sicuro della sua forza e preferirebbe morire piuttosto che stare in quello stato di insicurezza.
Legato a questo stato interiore, c’è la difficoltà a percepire la presenza di Dio: lui che finora l’aveva sentito vicino nei suoi grandi poteri, fino a far risorgere un ragazzo o comandare la pioggia e il sole, adesso sembra un debole perdente.

La seconda è quella di Pietro, che dovrebbe essere l’esempio di una fede ferma e sicura, dato che viene raffigurato come il “primo” degli apostoli. Eppure, anche lui, ha paura di affondare nelle acque sulle quali aveva chiesto di camminare.
Chissà: alcuni ci vedono una normale richiesta che, se avesse avuto davvero fede, avrebbe potuto realizzare; io, sinceramente, ci vedo una bella pretesa: camminare sulle acque come stava facendo Gesù. E forse è normale che a Pietro non riesca, è normale che la sua fede non sia così perfetta: è solo un umano; tra l’altro, la sua richiesta sembrava una sfida a Gesù per poter credere che quel fantasma fosse davvero il Signore.

Due crisi, però, necessarie per passare a un livello più profondo dell’esperienza di Dio e del suo Figlio Gesù.
Elia impara a percepire Dio in ciò che è piccolo e debole, nel silenzio, nella sua stessa fragilità e insicurezza: il grande profeta può essere debole e dubbioso; inoltre, Dio stesso non è solo un Dio di forza e di potenza. Elia deve rinunciare alla visione di Dio e di sé stesso incentrato su vittoria e potenza. Anzi, dopo questo episodio, smetterà anche di fare la parte del supereroe di Dio, solitario e invincibile, perché Dio gli indicherà il suo successore, il nuovo re e le persone su cui Dio può contare perché non si sono prostrate agli idoli (ci vedo i preti di oggi che devono imparare a condividere insieme tra loro e anche con i laici, la missione pastorale della Chiesa).
Pietro impara che Gesù è il vero messia, lui, solo lui, e che il vero discepolo vive della fede in lui, senza scimmiottare i poteri del maestro, ma stando al suo posto sulla barca con gli altri (la professione di fede la fanno tutti insieme).

Preghiamo perché ciascuno di noi impari a vivere le proprie crisi come momenti di vera crescita, magari anche con l’aiuto di qualcuno che ascolti e comprenda, accettando la propria fragilità psicologica, spirituale e fisica, e soprattutto trovando la presenza di Dio proprio nel tempo della debolezza.
Preghiamo perché rinunciamo a un Dio di potere e potenza.
Preghiamo perché la Chiesa si occupi di aiutare le persone ad accompagnare i percorsi interiori di crisi e di riappropriazione matura della fede, anziché spendere tante energie per eventi esteriori e mediatici che ci trasformano in una agenzia di eventi.

Don Angelo B.

Un grande grande ringraziamento al vescovo Augusto che ieri ha celebrato con noi l'Eucaristia di "metà grest" ed è entra...
11/07/2026

Un grande grande ringraziamento al vescovo Augusto che ieri ha celebrato con noi l'Eucaristia di "metà grest" ed è entrato ufficialmente nella nostra "squadra" 😊

Vi aspettiamo! 🎶
09/07/2026

Vi aspettiamo! 🎶

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Via Segrè, 219
Monsummano Terme
51015

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